martedì 28 giugno 2022

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 28 GIUGNO


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


lunedì 27 giugno 2022

RENDIMENTO BUND TEDESCO 10 ANNI: Atteso calo nel breve dopo aver raggiunto il target rialzista

 


Segnali di rientro del rendimento sul titolo decennale tedesco dopo che l’incredibile rialzo visto negli ultimi tre mesi lo ha spinto fino a 1,92% quando solo ad inizio marzo il suo valore era ancora negativo. I prezzi a 1,92% hanno raggiunto esattamente il 50% di ritracciamento di tutta la discesa partita da 4,70% nel 2008 nel movimento post Lehman che ha portato i tassi sotto zero. Proprio questo livello in presenza di una fase di ipercomprato rappresenta ora una forte resistenza che sta spingendo al ribasso il rendimento deve adesso scendere verso 1,20% primo obbiettivo e quindi per un ritorno in area 1%. Solo discese sotto 0,85% indicheranno una netta discesa dei tassi con i prezzi che potrebbero tornare verso 0,67% e quindi 0,60%. Al rialzo il superamento di 2% aprirà la strada per il target successivo a 2,50%

Riflessioni sulla chiusura del primo semestre sui mercati finanziari per SkyTg24 (27 giugno)


 

ORO: continua la fase laterale, rialzi sopra 1880 dollari

 


Nonostante sia al centro dell’attenzione anche per questioni geopolitiche, il metallo giallo continua nella sua fase di scarsa direzionalità muovendosi ormai da 2 anni tra 1700 e 2070 dollari l’oncia. Nell’ultimo periodo però i prezzi stanno sviluppando una fase di compressione ancora più ristretta tra 1800 e 1880 dollari la cui violazione provocherà accelerazioni interessanti. La sviluppo di quello che sembra essere un triangolo ascendente depone per una fase di rialzo che verrà attivata con la rottura della resistenza a 1880 dollari spingendo velocemente i prezzi verso 1965 e quindi 2000 dollari. Discese al di sotto di 1800 dollari invece porteranno l’oro verso 1750 dollari e quindi ad un test del supporto chiave a 1700 dollari. Una rottura di 2070 con chiusura mensile superiore di conferma segnalerà invece l’inizio di una nuova forte tendenza rialzista che ha un primo target a 2500 dollari

ENEL: la base di supporto a 5,30 euro annuncia un rimbalzo del titolo


La tenuta del fortissimo supporto a 5,30 euro sul grafico settimanale in presenza anche di una divergenza con l’oscillatore conferma che Enel ha trovato una base da cui avviare un rimbalzo verso 6,42/45 euro. Solo sopra 6,50 euro si potrà parlare di inversione.

Operatività: acquisti in area 5,40/45 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 5,30 euro profit a 6,45 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


domenica 26 giugno 2022

NASDAQ C0MP (USA): Avviato rimbalzo fino a 12500/700

 


Il doppio minimo a 10500 in fase di ipervenduto consente un netto rimbalzo dei prezzi che riescono a portarsi sopra 11000 in chiusura di settimana. Lo scenario di base rimane ancora ribassista come dimostra la sequenza di minimi e massimi decrescenti, ma la violazione della media mobile a 200 periodi indica che nel breve i prezzi possono proseguire nel loro recupero fino a 12000 e quindi 12700 a testare la media mobile successiva a 100 periodi. Chiusure settimanali sopra 13000 segnaleranno la fine della fase di debolezza anche se bisognerà attendere la rottura di 14500 per vedere una inversione. Sotto 10500 il successivo target ribassista si colloca a 8850/9000.

FTSEMIB: Prove di recupero per l'indice italiano sulla tenuta del supporto a 21500

 


Il raggiungimento dei minimi di marzo a 21000, che rappresenta il 50% di ritracciamento di tutto il rialzo iniziato nel marzo 2020, assieme alla presenza di un doppio minimo a 21500 in fase di ipervenduto consentono un rimbalzo dei prezzi trainato principalmente dal mercato americano con il Ftsemib che riesce a chiudere la settimana sopra 22000. Lo scenario rimane impostato ancora negativamente ma nel breve i prezzi possono continuare la salita fino a 22850/23000 in ottica di rimbalzo. Solo il superamento di 23000, dove transita la media mobile a 200 periodi indicherà la presenza di un movimento di forza di grado maggiore fino a 24000 a testare la media successiva e creando di fatto una ampia fase laterale tra 21000/500 e 24000/500. L’inversione si avrà solo con il ritorno al di sopra di 25500 riproponendo i prezzi verso il target di medio periodo a 30000. Sotto 21000 il target ribassista successivo si colloca a 19500/800

venerdì 24 giugno 2022

BLACKROCK (USA): rimbalzi sulla tenuta del supporto fondamentale a 575 dollari

 


Il ribasso del titolo dai massimi assoluti di 974 dollari si è fermato sul supporto a 575 dollari che rappresenta i massimi del 2020 e del 2018 dove si è assistito da una reazione in presenza di una fase di ipervenduto. Il ritorno dei prezzi al di sopra della media mobile a 200 periodi è già un segnale di forza con i prezzi che devono adesso rompere la trendline ribassista per confermare il recupero verso il primo obbiettivo verso la prima resistenza a 690 dollari. Oltre questo livello i target successivi si collocano a 790 e 820 dollari.

TERNA: la tenuta della trendline mantiene intatta la struttura rialzista



Terna è uno dei pochi titoli che mantiene una impostazione rialzista con i prezzi che hanno interrotto la discesa dai massimi assoluti a 6,90 euro sulla forte trendline rialzista. Su questo livello in fase di ipervenduto si è assistito da un recupero con buoni volumi che riproietta il titolo nuovamente verso i precedenti massimi a 8,50 euro. Acquisti su storni

Operatività: acquisti su storni a 7,15/20 euro stop a 6,89 euro profit a 8,70 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


martedì 21 giugno 2022

POSIZIONI CHIUSE NEL 2022 E RENDIMENTO

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 21 GIUGNO

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 


  • BANCA GENERALI

Il ribasso del titolo si è fermato sulla trendline rialzista di lungo periodo a 27,00 euro. Al titolo manca solo un segnale di forza per iniziare un rimbalzo consistente verso 33,00 euro

Operatività: acquisti in area 28,00/10 euro stop su chiusure settimanali inferiori a 27,00 euro profit a 33,00 euro

  • DANIELI

Il ribasso delle ultime sedute ha spinto il titolo a riconoscere la trendline ribassista precedentemente violata dove ha reagito all’interno di una struttura rialzista.

Operatività: acquisti in area 21,50/60 euro stop a 20,58 euro primo profit a 25,00 e poi 27,50 euro

  • OVS

Titolo arrivato a ridosso di 1,50 euro che rappresenta i minimi di luglio 2021. La presenza di una fase di ipervenduto favorisce recuperi verso 1,90 euro. Titolo gia in accelerazione acquisti su storni

Operatività: acquisti su rottura di 1,62/625 euro stop a 1,575 euro profit a 1,90 euro


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


FERRARI: Nuovi spunti rialzisti sopra 172,00 euro

La profonda discesa vista negli ultimi mesi ha spinto i prezzi fino a 160 euro dove il titolo ha reagito. La presenza di una fase di ipervenduto con divergenza con l’oscillatore sono tutti segnali che i prezzi si sono spinti troppo in là al ribasso. Per riprendere la strada rialzista c’è la necessità di superare la resistenza a 172,00 euro per vedere recuperi in prima battuta verso 190,00 euro e quindi 210,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 172,00 euro stop a 165,90 euro profit a 210 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


lunedì 20 giugno 2022

PENSIERI IN LIBERTA’ SUI MERCATI FINANZIARI: Le banche centrali più attente al populismo che all’inflazione? (20 giugno)

 



Adesso la lotta all’inflazione, dichiarata senza dubbi da Powell, è diventata una fattore politico. Con le elezioni di mid term in arrivo a novembre e con il prezzo della benzina sui massimi assoluti sopra i 5 dollari al gallone (3,78 litri) non è il più il momento per tergiversare ma di agire. Costi quel che costi, anche una recessione che se indotta può risultare controllata e breve e alla fine indolore

Si spiega cosi la decisione del presidente della Fed di affrontare di petto la situazione con un rialzo di 0,75%, peraltro negato nella conferenza stampa di un mese fa, e un altro della stessa entità in arrivo il prossimo luglio. Ma d’altronde il dato dell’inflazione al massimo dal 1981 impone misure adeguate se non addirittura di emergenza. E pazienza se andrà ad impattare sulla ripresa economica

Una volta tanto Powell è stato chiaro e diretto, anche perché il mercato del lavoro, l’altro grande obbiettivo della Fed in parallelo controllo dei prezzi, continua a mostrare una notevole tenuta. Ma quello che importa in questo momento è contrastare l’avanzata dei populisti che vedono nell’alto livello di inflazione, ben rappresentato dall’eccessivamente elevato prezzo della benzina, la rappresentazione classica di uno stato che agisce contro di loro. Andando a rinfocolare quell’odio e quella insoddisfazione sociale che trova un ottimo condottiero nell’ex presidente Donald Trump da sempre molto abile a parlare alla pancia degli elettori scontenti ed emarginati che l’auto la usano. Con la relativa benzina.

La necessità di contrastare l’aumento dei prezzi ha, anche, una finalità politica al fine di evitare che vadano al potere, gia a novembre in occasione del rinnovo di metà parlamento e successivamente nel 2026, forze che possono mettere a soqquadro l’ordine costituito da secoli creando problemi ben più complessi di una inflazione “extra-ordinaria” che pare in questo momento fuori controllo. Anche perché una recessione, più o meno indotta rispetto a subirla, avrebbe come conseguenza un rallentamento economico ed una riduzione del prezzo del petrolio, come stiamo gia iniziando a vedere in queste ultime giornate. Che poi si scaricherebbe sul prezzo alla pompa facendo di fatto rientrare qualche tensione. E segnerebbe un capolavoro per il tanto bistrattato Powell

Quanto ai mercati finanziari, se ne faranno una ragione. Il ribasso dei listini azionari degli ultimi mesi accompagnato dal rapidissimo aumento dei rendimenti che sono praticamente raddoppiati da inizio anno, di fatto indica il cambiamento di scenario dopo ben 13 anni di liquidità immessa nel mercato che ha provocato come sempre accade delle bolle di ipervalutazione che poi puntualmente scoppiano permettendo una pulizia tra aziende profittevoli e non, gettando cosi i primi semi di una futura ripartenza.

Anche se rimane da sottolineare come questa bolla si stia sgonfiando in maniera ordinata e diversa dalla altre, non il classico palloncino colpito da un ago ma piuttosto un foro da cui l’area esce abbastanza lentamente senza grandi attacchi di panico. E con l’inflazione che rappresenta il costo che dobbiamo pagare per passare ad un nuovo ciclo di mercato, con le banche centrali capaci di ricuperare l’autorevolezza persa e tornare a svolgere un ruolo centrale ed equidistante rispetto ai mercati finanziari attraverso una normalizzazione del livello dei tassi.

Sull’latro lato dell’Oceano, nella vecchia Europa, la faccenda è un po’ più complicata anche perché Madame Lagarde, oltre ai soliti problemi di comunicazione, deve rendere conto a 19 membri diversi e sul cui operato pesa la perdita di peso “politico” da parte della Germania che pare non essersi ripresa dall’abbandono della guida sicura di frau Merkel e dallo shock della guerra praticamente sul pianerottolo di casa con tutte le implicazioni sulle forniture energetiche e di Gas in particolare

La decisone di organizzare un meeting straordinario della Bce la scorsa settimana, che aveva come unico precedente il 2010 in piena crisi subprime, per annunciare un possibile piano per ridurre lo spread, o la frammentazione, tra i vari rendimenti dei titoli di stato dei paesi dell’Euro segna un punto a favore del presidente della Bce con la speculazione che si è prontamente ritirata. Ed evidenzia la consapevolezza condivisa della necessità di migliorare l’armonizzazione finanziaria per rendere più forte l’Euro in vista di un nuovo ordine mondiale originatosi con lo scoppio della guerra in Ucraina.

Gia questa settimana avremo maggiori dettagli sui piani delle Banche Centrali, con la Lagarde che già questo lunedi avrà la possibilità di spiegare il nuovo strumento quanto testimonierà davanti al Parlamento europeo. Mentre mercoledi e giovedì sarà la volta di Powell davanti al congresso. Per il resto ottava scarna di dati macroeconomici in cui i più rilevanti sono giovedi i sussidi di disoccupazione in America e l’indice Pmi in Eurora mentre venerdi sarà il turno dell’indice di fiducia dei consumatori dell’università del Michigan

PETROLIO WTI: La discesa dei prezzi anticipa una recessione?

Primi segnali di debolezza per il petrolio che dopo aver toccato la scorsa settimana i 123,70 dollari inverte precipitosamente la rotta con una correzione che non si vedeva da inizio marzo. La rottura di 115 dollari ha infatti permesso una discesa delle contrattazioni che si è fermata a 106,40 dollari sulla trendline rialzista mantenendo intatta l’andamento positivo. I prezzi però sembrano aver corso anche troppo nel corso degli scorsi mesi ed aver bisogno di una correzione di grado maggiore, anche in vista dell’aumento delle probabilità di una recessione. La rottura di 106,00/50 dollari permetterà quindi una continuazione della discesa verso il livello psicologico di 100 dollari e successivamente verso il supporto fondamentale a 93.50/95,00 dollari. Nel breve sono possibili rimbalzi fino a 112/113 dollari ma sono ritorni al di sopra di 117 dollari segnaleranno la ripresa del trend rialzista verso 130 e quindi verso i massimi assoluti del 2008 a 147 dollari

RENDIMENTO T-BOND 10 ANNI (USA): Siamo arrivati alla fine del rialzo dei rendimenti?


Il raggiungimento del suo target di medio periodo a 3,50% di rendimento anticipa un rientro dei rendimenti obbligazionari, almeno nel breve periodo. I prezzi infatti dopo essere usciti dal canale ribassista decennale sono arrivati al target indicato che rappresenta il 50% di ritracciamento di tutto il ribasso e dove transita anche la trendline che congiunge tutti i massimi dal 2013 in poi. Su questo livello è lecito attendersi un calo dei rendimenti sotto 3,00% e quindi verso 2,75% con possibilità di estendere la discesa fino a 2,50% a riconoscere il canale precedentemente violato, dove potrebbero ripartire al rialzo. Solo chiusure mensili inferiori a 2,50% segnaleranno l’inversione di tendenza

domenica 19 giugno 2022

S&P500 (USA): La tenuta della media mobile fondamentale per vedere recuperi


 La perdita dei minimi di maggio a 3800 spinge ulteriormente al ribasso l’S&P500 che scende fino a 3636. La tendenza ribassista partita con la perdita del lontano supporto a 4200 rimane intatta ma la tenuta della media mobile a 200 periodi sul grafico settimanale anticipa un rimbalzo delle contrattazioni verso 3800 e quindi 3900 a chiudere il gap lasciato aperto. Chiusure settimanali sopra 4000 alleggeriranno la pressione ribassista ma solo sopra 4200 si potrà parlare di inversione. Al ribasso la perdita di 3600 allungherà la discesa fino a 3500 50% di ritracciamento di tutta la salita partita da marzo 2020  e successivamente 3200.


FTSEMIB: Prove di rimbalzo per l'indice sulla formazione di triplo minimo a 21700

 


Permane la negatività sull’indice azionario italiano che chiude l’ottava a 21700 a ridosso dei recenti minimi a 21600. Lo scenario rimane al ribasso dopo che i prezzi sono usciti dal triangolo ribassista con un primo obbiettivo a 21000. Tuttavia il triplo minimo a 21700 in presenza di una fase di ipervenduto e con il rientro della tensione sui titoli obbligazionari lasciano intravedere un rimbalzo delle contrattazioni verso 22600 e quindi 22800. Solo chiusure settimanali superiori a 23000 indicheranno la possibilità di estendere il recupero fino a 23650. Per parlare di inversione bisogna attendere il superamento di 24500.

mercoledì 15 giugno 2022

TESLA (Usa): Attesi rimbalzi sulla tenuta della trendline rialzista di lungo periodo

Il ribasso delle ultime sedute ha spinto i prezzi fino a 632 dollari non distante dai minimi visto a fine maggio di 622 dollari permettendo un test della trendline rialzista di lungo periodo. La presenza di una fase di ipervenduto sul grafico settimanale lascia pensare ad almeno un rimbalzo dei prezzi verso 700 dollari e poi sulla rottura della resistenza un allungo fino a 795 dollari contribuendo cosi al rimbalzo dei listini americani. Una perdita dei minimi a 626 dollari provocherà invece una nuova discesa verso 550 dollari e quindi 450 dollari a testare la media mobile a 200 periodi.

martedì 14 giugno 2022

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 14 GIUGNO

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

GENERALI ASSICURAZIONI: Il triplo minimo a 15,30 euro favorisce un recupero dei prezzi

Il triplo minimo a 15,30 euro è un ottima base su cui organizzare un recupero dopo la fortissima discesa vista nelle ultime sedute, con un obbiettivo dato dalla chiusura del gap a 17,85 euro dove transita anche la media mobile a 200 giorni. Un target più ambizioso è poi sulla resistenza fondamentale a 19,00 euro


Operatività: acquisti in area 15,60/65 stop su chiusure giornaliere inferiori a 15,00 profit 17,85 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

lunedì 13 giugno 2022

PENSIERI IN LIBERTA’SUI MERCATI FINANZIARI: L’INFLAZIONE E’ IL COSTO DA PAGARE PER IL PASSAGGIO AD UN NUOVO ORDINE FINANZIARIO (13 GIUGNO)

 



E adesso tocca alla Fed, provare ad interrompere la tempesta perfetta o dare ulteriore fuoco alle polveri dei ribassisti. Un rialzo dei tassi di 0,50% è già prezzato dal mercato ma dopo il dato sull’inflazione americana dello scorso venerdi al massimo di oltre 40 anni che ha certificato come i prezzi non abbiano raggiunto ancora il loro picco, si parla di anche della possibilità di 0,75%. Innervosendo ulteriormente gli investitori che hanno prosperato negli ultimi anni grazie alla abbondante liquidità fornita e che si trovano ora ad affrontare un mondo nuovo. Ma dando anche un ulteriore colpo alla credibilità di Jerome Powell che solo un mese fa aveva escluso un rialzo cosi massiccio

Non che per la Lagarde le cose vadano meglio. La sua indecisione unita alla incapacità di essere in sintonia con i mercati, mostrando che sa tenere saldo il timone durante la tempesta, ha contribuito non poco ad affossare i listini azionari europei, che sono completamente crollati sul dato americano Cpi del giorno dopo. A quel livello non è ammissibile lasciar trapelare notizie su un possibile “scudo anti spread” e poi rimanere vaghi al riguardo, anche se sappiamo sin dall’inizio del suo insediamento che la presidente della Bce qualche problema con lo spread ce l’ha sempre avuto…”Non sono qui peri difendere lo spread” esordì nel novembre 2019 mandando subito a picco il comparto obligazionario. E forse già da li dovevamo capire qualcosa…

Questi movimenti non rappresentano niente di nuovo. Le recessioni vanno e vengono esattamente come i rialzi dei mercati che ad un certo punto perdono di vista il vero valore degli asset finanziari sovrastimandoli rispetto al loro vero valore nel classico momento di ottimismo sfrenato. In particolare quando si affacciano delle novità di cui è difficile capire la portata almeno nell’immediato. È stato cosi per internet negli anni 2000, solo per stare in tempi recenti, e la stessa situazione si è ripetuta con l’arrivo della rivoluzione digitale e l’affermazione dei colossi tech.

Certo le banche centrali hanno contribuito alla formazione del fenomeno fornendo una liquidità senza precedenti partita con l’idea di essere temporanea nel 2008 e da cui non sono più riusciti ad uscire creando di fatto una intera generazione di trader/investitore che “l’orso” cioè una tendenza ribassista non l’hanno mai visto se non temporaneamente a marzo/aprile del 2020 a seguito dell’arrivo del covid. E alimentando fenomeni come la cryptovalute che da strumento di nicchia è diventato di fatto l’emblema della propensione al rischio grazie alla sua ampia moltiplicazione di prezzo senza che nessuno abbia ancora capito quale è, se cè, il suo reale valore.

Il forte rialzo dell’inflazione, di cui ci eravamo colpevolmente dimenticati, non è altro che il prezzo, se vogliamo la tassa occulta, che paghiamo per entrare in un nuovo mondo, non solo finanziario, dopo anni di tassi zero. Il problema che questo ritorno alla normalità è particolarmente faticoso perché coincide con tutta una serie di altre problematiche (aumento energia e materie, covid, strozzature della catena di approvvigionamento) che mostrano ancora una volta di più quanto sia costato lo sbaglio del timing di intervento delle varie banche centrali che ora sono costrette a rincorrere, in quella che è senza dubbio una resa dei conti

La recessione a questo punto sembra difficilmente evitabile come confermano anche le statistiche che ne certificano la presenza ogni volta il prezzo del greggio sale sopra i 100 dollari per un periodo prolungato di tempo. Per molti aspetti è meglio che arrivi subito e con essa si colga l’occasione di fare una pulizia eliminando dal mercato le attività che non riescono a sopravvivere senza la droga monetaria ed evitando cosi il tormentone sulla sua apparizione. E contribuendo anche ad abbassare il prezzo di tante materie prime gonfiate anche dalla speculazione

Mentre la Fed sembra aver preso la decisione di combattere l’inflazione costi quel costi, la Bce anche per via di un mandato diverso e del fatto di avere più “azionisti” da prendere in considerazione nonostante il ruolo egemone della Germania continua a camminare sul filo divisa tra l’affrontare il rialzo dei prezzi e la paura di affossare una economia. La ripresa europea infatti ha risentito non poco dello scoppio della guerra che ha impattato sulla produzione per via degli altri costi dell’energia che sui consumi per via dell’incertezza futura

Dopo oltre di 10 anni di “panchina” le Bance Centrali devono adesso riprendersi il ruolo di guida guardando più all’economia che ai mercati finanziari. Le riunioni di questa settimana della Fed ma anche della Bank of England, bank of Japan e quella australiana, oltre ad avere un impatto sui mercati finanziari, ci diranno se sono pronte a recuperare la credibilità perduta in questi anni permettendo un atterraggio, di sicuro non morbido, ma almeno non eccessivamente traumatico ai mercati. O se è gia troppo tardi..

BUND TEDESCO (TITOLO GOVERNATIVO):La discesa ha ancora spazio

 


La violazione del fortissimo supporto a 151,50 conferma il segnale ribassista gia visto con la rottura della trendline di lungo periodo transitante per 155 ed evidenza come il Bund tedesco abbia ulteriori margini di discesa. I prezzi infatti hanno violato al ribasso la fase di accumulazione che li aveva visti protagonisti per oltre tre anni tra 162 e 174 iniziando cosi una fase di correzione di tutta la salita partita da 80 nel luglio 2008, a conferma che il movimento a cui stiamo assistendo è un netto cambiamento di scenario decennale in tema tassi. Il Bund può adesso continuare la sua discesa verso 138/40 ritracciamento del 38,2% di tutto il rialzo. A favore della tendenza ribassista cè anche l’incrocio che sta avvenendo tra la media mobile a 50 e quella a 200 periodi. Data la situazione di ipervenduto sono possibili nel breve rimbalzi verso 150 e quindi 154 a riconoscere la trendline precedentemente violata ma solo sopra 156,60/157 si vedrà un alleggerimento della pressione ribassista

NASDAQ COMPOSITE (USA): Il supporto a 11000 ultimo baluardo per evitare ulteriori importanti discese

 


La tenuta della resistenza a 12670/700 stoppa il recupero dell’indice tecnologico spingendo velocemente verso i recenti minimi a 11000/100 dove transita la media mobile a 200 periodi. La tendenza rimane orientata al ribasso ma per il Nasdaq Comp la tenuta di quota 11000 è l’ultima possibilità per evitare verso 10500 e quindi verso 9750/9800. Un target più importante si colloca a poi a 8800/9000 che rappresenta il 50% di ritracciamento di tuto il rialzo partito dai minimi del marzo 2009 a 1240. Solo la rottura di 12700 fornirà un segnale d forza spingendo i corsi verso 13500 e quindi 14500.

L'Economia del Corriere della Sera (13 giugno 2022)



Mie valutazioni sull'andamento dei mercati finanziari riportate a tutta pagina sull'inserto economico del Corriere della Sera del 13 giugno 2022

domenica 12 giugno 2022

FTSEMIB: Inizio di una fase ribassista con la rottura della trendline

 


Le decisioni della Bce impattano negativamente sull’indice italiano facendolo uscire dalla parte bassa fase laterale 24100-25000 che durava da quasi due settimana innescando cosi una velocissima discesa fino a 22544 in due sole sedute. La tenuta di quota 25500 resistenza fondamentale conferma l’intonazione negativa di fondo per l’indice che ha pure violato nella seduta di venerdì una importante trendline ribassista. La fase di ipervenduto potrebbe anche consentire dei rimbalzi verso 22830 e quindi 23000 ma la discesa sembra destinata a continuare con la violazione di 22550 che spingerà ulteriormente al ribasso i corsi verso 21900/22000 con la possibilità di raggiungere i minimi di marzo 2022 a 21000. Chiusure giornaliere superiori a 23100 alleggeriranno la pressione ribassista ma solo ritorni al di sopra di 24350 forniranno ritrovati segnali di positività

martedì 7 giugno 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 7 GIUGNO


 

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


  • ADIDAS
Titolo tedesco dell’abbigliamento sportivo con un fortissimo triplo minimo a 170 euro che ogni volta dal 2017 in poi ha sempre fermato il ribasso dei prezzi. Utilizzare gli storni a 180 euro per rientrare in una operazione di medio periodo

Operatività: acquisti su ritorni a 180/82 euro stop su chiusure settimanali inferiori a 170 euro profit a 250 euro

  • DE LONGHI
Il titolo ha perso il 50% del suo valore scendendo dai massimi assoluti di 40 euro dello scorso ottobre fino al supporto di 20 euro. La violazione di 23,35 euro metterà fine alla fase di consolidamento riproponendo i prezzi verso il primo obbiettivo a 28,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 23,35 euro stop a 22,40 euro profit a 28,00 euro

  • GVS
Titolo in fase di consolidamento da alcune settimane dopo la forte discesa con un netto aumento dei volumi. Il superamento di 8,45 euro confermerà l’inizio di una fase di recupero verso 10,65/70 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 8,45 euro stop a 8,09 euro profit a 10,65 euro


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

SARAS: Ancora spazio di rialzo per il titolo

 


Saras in grande spolvero negli ultimi mesi grazie all’aumento dei prezzo del petrolio e della raffinazione.  Nonostante la forte salita il titolo presenta ancora margini di crescita con un primo obbiettivo a 1,50 euro calcolato prendendo l’ampiezza della precedente fase laterale. Un target successivo si colloca a 1,80 euro. Data la presenza di una fase di ipercomprato i prezzi possono ora sviluppare una fase correttiva  in area 1,22/24 euro da utilizzare per rientrare in acquisto

Operatività: acquisti su ritorni in area 1,22/24 euro stop a 1,189 euro  profit a 1,49 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

lunedì 6 giugno 2022

S&P500 (Usa): La violazione di 4200 alleggerirà la pressione ribassista


La situazione di incertezza che caratterizza i mercati finanziari è ben rappresentata dall’andamento dell’ S&P500 che dopo il forte rimbalzo dovuto anche ad una fase di ipervenduto non riesce a superare le prima resistenza importante a 4200/20 difesa anche dalla media mobile a 50 giorni. Lo scenario si mantiene pertanto ancora negativo con il movimento delle ultime due settimane che deve essere considerato solamente un rimbalzo. Una violazione di 4200 permetterà una estensione del recupero fino a 4330/50 dove transita la media mobile a 200 giorni che funge da resistenza dinamica, ma solo sopra 4400 si potrà pensare ad una situazione positiva. Nuove discese sotto i recenti minimi a 3800 ripristineranno la tendenza ribassista verso 3630 e quindi verso 3500 ritracciamento del 50% di tutto il rialzo. Un target più profondo si colloca a 3200.

PENSIERI IN LIBERTA’SUI MERCATI FINANZIARI: JAMIE DIAMON, ELON MUST, DUE MONDI CHE SI INCONTRANO MENTRE LA BCE RIMANE SULLO SFONDO (6 GIUGNO)

 


E alla fine siamo arrivati all’ ”Uragano”. Almeno a sentire le prospettive  per l’economia e i mercati finanziari  da parte di Jamie Diamond, presidente di Jp Morgan. Subito doppiato da Elon Must che aggiunge di essere “super negativo” sulle prospettive economiche. Non che questi due signori non abbiano qualche ragione intendiamoci. Dopo oltre 14 anni di quantitive easing, stimoli monetari e fiscali che hanno sospinto gli indici azionari a livelli inverosimili in quello che è stato il mercato toro più longevo di tutti i tempi (il minimo del S&P500 a marzo 2009 post crisi mutui subprime era 666 il numero del diavolo….. per arrivare poi ad un massimo  assoluto ad inizio 2022 a 4818), adesso è in atto un faticoso ritorno alla normalità.

Già un ritorno ad una situazione di normalità sarebbe complicato appunto in una situazione “normale” ma in questo periodo storico si accompagna ad una serie di variabili imprevedibile ed ingestibili come una alta inflazione, l’aumento della materie prime, la strozzatura dei canali di approvvigionamento, una pandemia e per non farci mancare nulla anche una guerra, percepita di ambito locale ma che in realtà sta affamando e mettendo quindi sotto pressione il continente africano, densamente popolato e decisamente povero. A conferma che uno dei temi in futuro da affrontare oltre alla salvaguardia dell’ambiente sarà anche la problematica demografica con la popolazione mondiale aumentata in maniera vertiginosa negli ultimi decenni ma a fronte di risorse che rimangono limitate

Ma torniamo ai nostri protagonisti sopra citati. Jamie Diamond è sicuramente uno dei banchieri più scaltri e capaci al mondo, un uomo che “fiuta business” da tutte le parti, con uno stipendio che nel gennaio 2022 è stato tra fisso e bonus pari a 34,5 milioni di dollari l’anno (fonte Reuters) e con una ricchezza personale stimata di circa 1,9 miliardi di dollari. Stiamo appunto parlando della stesso Diamond che solo un paio di anni fa parlava dei Bitcoin e della cryptovalute come di qualcosa come priva di valore per poi andarci ad investire pesantemente con la sua banca.

Di Elon Musk l’uomo più ricco del mondo conosciamo sia il suo rinomato tocco  magico che la sua allergia alle regole con i suoi tweet che destabilizzano i mercati finanziari e fanno venire i capelli dritti alla Sec (la commissioni di controllo della borsa americana) in un ottica di manipolazione di  mercato. Come nel caso di  DogeCoin moneta virtuale nata per scherzo che nel logo ha come simbolo un cane Doge di razza di Shiba Inu e che non valeva nulla ma che lo stesso Must  ha mandato alle stelle dopo averla “pubblicizzata” su Twitter, la compagnia che sta comprando adesso…… La stessa Tesla, che ad inizio 2020 quota 66 dollari e che ha raggiuto i 1200 dollari ad inizio novembre 2021 con quasi 2000% di guadagno in meno di 2 anni, oltre a vendere automobili deve la sua redditività anche alla vendita dei certificati green e alla compravendità di cryptovalue

Jamie Diamond e Elon Musk sono quindi due mondi che si incrociano, da una parte la vecchia cara struttura finanziaria pronta a fare patti con il diavolo per di produrre redditività per soci e azionisti, e dall’altra parte il futuro con qualcuno abile a vendere sogni in particolare quelli legati alle nuove tecnologie che sono di difficile valutazione prospettica. Anche perché rimane sottile il confine da genio e pazzia come  dimostrato dalla scelta del nome del primo genito “X Æ A-12” .  Ed è il motivo per cui, pur avendo sicuramente il polso della situazione, bisogna prendere con il dovuto distacco le loro posizioni e dichiarazioni che spesso nascondono un secondo fine.

In questa settimana l’evento clou è però rappresentato dalla riunione della Bce in cui vedremo di che pasta è fatta Madama Lagarde costretta a muoversi per affrontare una inflazione fuori controllo e per allinearsi alla politica monetaria restrittiva delle altre banche centrali. Compito non facile al di là di evidenti lacune comunicative in quanto il rialzo dei prezzi non è generato da un problema di domanda ma principalmente dall’aumento dei prodotti energetici e dal lato dell’offerta, su cui un rialzo dei tassi ha poco impatto.

In mancanza di sorprese l’interesse sarà principalmente sul percorso dell’Istituzione Monetaria Europea verso tassi di interesse positivi e sul tentativo di confermare la credibilità di una banca centrale rimasta cauta anche per non pesare sulla ripresa in un contesto economico reso ancora più complicato dalla vicinanza delle guerra in Ucraina.  La novità più interessante potrebbe però riguardare un nuovo piano per evitare la frammentazione del mercato dei bond in Europa ed evitare un eccessivo allargamento dello spread tra i vari paesi  membri

Altri dati importanti verranno venerdi dall’indice dei prezzi al consumo CPI in America con un inflazione attesa al 8,3% annua mentre quella core (depurata da alimentari ed energia) si prevede al 5,9%. Come dire tanto lavoro per la Fed.  Attenzione anche ai dati cinesi che mostrano un nuovo vigore dell’economia e all’andamento del prezzo del petrolio che pare fuori controllo nonostante l’annunciato aumento di produzione da parte dell’ Opec+.


RENDIMENTO TREASURY BOND 10Y (USA): Ancora spazio per un rialzo dei rendimenti ( e forse vedere il 4%)

 


Ancora spazio di salita per il rendimento sul titolo decennale americano nonostante la correzione vista nell’ultimo mese con i prezzi scesi dai massimi di 3,20% fino a 2,70% per poi ripartire. I tassi infatti mantengono un andamento crescente dopo essere usciti ad inizio aprile, con la violazione di 2,50%, dal canale ribassista che ha contenuto le oscillazioni negli ultimi 20 anni evidenziando quindi una inversione di tendenza. Il rendimento pertanto può continuare a crescere nei prossimi mesi, ulteriore prova di una inflazione non transitoria e da parecchio, verso il primo obbiettivo a 3,35/40% e, sulla rottura di questo livello, estendere fino a 3,67/70% ritracciamento del 50% di tutto il ribasso. Un ulteriore target rialzista si colloca a 3,96/4,00% livello sempre molto sentito dai prezzi. Sulla tenuta di 3,00% sono sempre possibili correzioni ma solamente ritorni al di sotto di 2,50% riporteranno le contrattazioni nel canale evidenziando una debolezza per ritorni verso 2,00%.

domenica 5 giugno 2022

ARGENTO (COMMODITY): Possibile recuperi sulla tenuta del supporto a 20,50 dollari

 




Momento delicato per l’Argento che rimane estremamente collegato all’andamento dei listini azionari dato il suo utilizzo nell’economia, dopo che i prezzi sono 20,50 dollari testando i massimi del 2017. Lo scenario si presenta tuttora moderatamente positivo per la commodity, grazie alla tenuta del supporto a 20,50 dollari unito a chiusure settimanali al di sopra della media mobile a 200 periodi. I prezzi devono ora salire sopra 22,50 dollari per confermare il recupero verso 25,00 e quindi 27,00 dollari. Solo con la rottura di questo livello si potrà poi attaccare i massimi di periodo a 30 dollari. Chiusure settimanali al di sotto di 21,50 dollari e poi la rottura di 20,50 dollari segnaleranno la presenza di nuova fase di debolezza spingendo i corsi verso 19,00 dollari e successivamente verso 15,85/16,00 dollari

FTSEMIB: Indice ancora in cerca di una direzionalità (al pari di tutti)

 



Permane la scarsa direzionalità dell’indice che perde nell’ultima ottava ciò che aveva guadagnato in precedenza riportandosi nuovamente a testare la trendline rialzista a ridosso di 24000 e di fatto negando il segnale rialzista attivato con la rottura di 24550. Lo scenario si mantiene complesso con i prezzi che continuano ad essere inseriti ormai da due mesi nell’ampio range 22850 – 25000. Nel breve la perdita di 24100 spingerà i corsi sul primo supporto a 23700/20 ultimo baluardo prima di rivedere quota 23000. Al rialzo la riconquista di 24650/700 spingerà ancora una volta i prezzi al rialzo verso 25000 e 25500, resistenza fondamentale. Rimane pertanto una fase di attesa.

giovedì 2 giugno 2022

NIKE: Il supporto a 105,00 dollari consente almeno un rimbalzo delle contrattazioni

Il profondo ribasso partito dai massimi assoluti di 180 dollari si è fermato sull'importante supporto a 105,00 dollari precedenti massimi del 2020. Da questo livello in fase di ipervenduto si è assistito da una reazione con i prezzi capaci chiudere la settimana al di sopra della media mobile a 200 periodi fornendo un segnale di forza che potrebbe estendersi fino a 140 dollari. Nel breve sulla tenuta della resistenza a 121,00 dollari si potranno vedere delle leggere correzioni a riconoscere la media mobile supporto dinamico a 200 periodi transitante per 114,00 dollari.