lunedì 6 giugno 2022

PENSIERI IN LIBERTA’SUI MERCATI FINANZIARI: JAMIE DIAMON, ELON MUST, DUE MONDI CHE SI INCONTRANO MENTRE LA BCE RIMANE SULLO SFONDO (6 GIUGNO)

 


E alla fine siamo arrivati all’ ”Uragano”. Almeno a sentire le prospettive  per l’economia e i mercati finanziari  da parte di Jamie Diamond, presidente di Jp Morgan. Subito doppiato da Elon Must che aggiunge di essere “super negativo” sulle prospettive economiche. Non che questi due signori non abbiano qualche ragione intendiamoci. Dopo oltre 14 anni di quantitive easing, stimoli monetari e fiscali che hanno sospinto gli indici azionari a livelli inverosimili in quello che è stato il mercato toro più longevo di tutti i tempi (il minimo del S&P500 a marzo 2009 post crisi mutui subprime era 666 il numero del diavolo….. per arrivare poi ad un massimo  assoluto ad inizio 2022 a 4818), adesso è in atto un faticoso ritorno alla normalità.

Già un ritorno ad una situazione di normalità sarebbe complicato appunto in una situazione “normale” ma in questo periodo storico si accompagna ad una serie di variabili imprevedibile ed ingestibili come una alta inflazione, l’aumento della materie prime, la strozzatura dei canali di approvvigionamento, una pandemia e per non farci mancare nulla anche una guerra, percepita di ambito locale ma che in realtà sta affamando e mettendo quindi sotto pressione il continente africano, densamente popolato e decisamente povero. A conferma che uno dei temi in futuro da affrontare oltre alla salvaguardia dell’ambiente sarà anche la problematica demografica con la popolazione mondiale aumentata in maniera vertiginosa negli ultimi decenni ma a fronte di risorse che rimangono limitate

Ma torniamo ai nostri protagonisti sopra citati. Jamie Diamond è sicuramente uno dei banchieri più scaltri e capaci al mondo, un uomo che “fiuta business” da tutte le parti, con uno stipendio che nel gennaio 2022 è stato tra fisso e bonus pari a 34,5 milioni di dollari l’anno (fonte Reuters) e con una ricchezza personale stimata di circa 1,9 miliardi di dollari. Stiamo appunto parlando della stesso Diamond che solo un paio di anni fa parlava dei Bitcoin e della cryptovalute come di qualcosa come priva di valore per poi andarci ad investire pesantemente con la sua banca.

Di Elon Musk l’uomo più ricco del mondo conosciamo sia il suo rinomato tocco  magico che la sua allergia alle regole con i suoi tweet che destabilizzano i mercati finanziari e fanno venire i capelli dritti alla Sec (la commissioni di controllo della borsa americana) in un ottica di manipolazione di  mercato. Come nel caso di  DogeCoin moneta virtuale nata per scherzo che nel logo ha come simbolo un cane Doge di razza di Shiba Inu e che non valeva nulla ma che lo stesso Must  ha mandato alle stelle dopo averla “pubblicizzata” su Twitter, la compagnia che sta comprando adesso…… La stessa Tesla, che ad inizio 2020 quota 66 dollari e che ha raggiuto i 1200 dollari ad inizio novembre 2021 con quasi 2000% di guadagno in meno di 2 anni, oltre a vendere automobili deve la sua redditività anche alla vendita dei certificati green e alla compravendità di cryptovalue

Jamie Diamond e Elon Musk sono quindi due mondi che si incrociano, da una parte la vecchia cara struttura finanziaria pronta a fare patti con il diavolo per di produrre redditività per soci e azionisti, e dall’altra parte il futuro con qualcuno abile a vendere sogni in particolare quelli legati alle nuove tecnologie che sono di difficile valutazione prospettica. Anche perché rimane sottile il confine da genio e pazzia come  dimostrato dalla scelta del nome del primo genito “X Æ A-12” .  Ed è il motivo per cui, pur avendo sicuramente il polso della situazione, bisogna prendere con il dovuto distacco le loro posizioni e dichiarazioni che spesso nascondono un secondo fine.

In questa settimana l’evento clou è però rappresentato dalla riunione della Bce in cui vedremo di che pasta è fatta Madama Lagarde costretta a muoversi per affrontare una inflazione fuori controllo e per allinearsi alla politica monetaria restrittiva delle altre banche centrali. Compito non facile al di là di evidenti lacune comunicative in quanto il rialzo dei prezzi non è generato da un problema di domanda ma principalmente dall’aumento dei prodotti energetici e dal lato dell’offerta, su cui un rialzo dei tassi ha poco impatto.

In mancanza di sorprese l’interesse sarà principalmente sul percorso dell’Istituzione Monetaria Europea verso tassi di interesse positivi e sul tentativo di confermare la credibilità di una banca centrale rimasta cauta anche per non pesare sulla ripresa in un contesto economico reso ancora più complicato dalla vicinanza delle guerra in Ucraina.  La novità più interessante potrebbe però riguardare un nuovo piano per evitare la frammentazione del mercato dei bond in Europa ed evitare un eccessivo allargamento dello spread tra i vari paesi  membri

Altri dati importanti verranno venerdi dall’indice dei prezzi al consumo CPI in America con un inflazione attesa al 8,3% annua mentre quella core (depurata da alimentari ed energia) si prevede al 5,9%. Come dire tanto lavoro per la Fed.  Attenzione anche ai dati cinesi che mostrano un nuovo vigore dell’economia e all’andamento del prezzo del petrolio che pare fuori controllo nonostante l’annunciato aumento di produzione da parte dell’ Opec+.


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