E alla fine siamo
arrivati all’ ”Uragano”. Almeno a sentire le prospettive per l’economia e i mercati finanziari da parte di Jamie Diamond, presidente di Jp
Morgan. Subito doppiato da Elon Must che aggiunge di essere “super negativo”
sulle prospettive economiche. Non che questi due signori non abbiano qualche
ragione intendiamoci. Dopo oltre 14 anni di quantitive easing, stimoli monetari
e fiscali che hanno sospinto gli indici azionari a livelli inverosimili in
quello che è stato il mercato toro più longevo di tutti i tempi (il minimo del
S&P500 a marzo 2009 post crisi mutui subprime era 666 il numero del diavolo…..
per arrivare poi ad un massimo assoluto ad
inizio 2022 a 4818), adesso è in atto un faticoso ritorno alla normalità.
Già un ritorno ad una
situazione di normalità sarebbe complicato appunto in una situazione “normale”
ma in questo periodo storico si accompagna ad una serie di variabili
imprevedibile ed ingestibili come una alta inflazione, l’aumento della materie
prime, la strozzatura dei canali di approvvigionamento, una pandemia e per non
farci mancare nulla anche una guerra, percepita di ambito locale ma che in
realtà sta affamando e mettendo quindi sotto pressione il continente africano,
densamente popolato e decisamente povero. A conferma che uno dei temi in futuro
da affrontare oltre alla salvaguardia dell’ambiente sarà anche la problematica
demografica con la popolazione mondiale aumentata in maniera vertiginosa negli
ultimi decenni ma a fronte di risorse che rimangono limitate
Ma torniamo ai nostri
protagonisti sopra citati. Jamie Diamond è sicuramente uno dei banchieri più
scaltri e capaci al mondo, un uomo che “fiuta business” da tutte le parti, con
uno stipendio che nel gennaio 2022 è stato tra fisso e bonus pari a 34,5 milioni
di dollari l’anno (fonte Reuters) e con una ricchezza personale stimata di
circa 1,9 miliardi di dollari. Stiamo appunto parlando della stesso Diamond che
solo un paio di anni fa parlava dei Bitcoin e della cryptovalute come di
qualcosa come priva di valore per poi andarci ad investire pesantemente con la
sua banca.
Di Elon Musk l’uomo
più ricco del mondo conosciamo sia il suo rinomato tocco magico che la sua allergia alle regole con i
suoi tweet che destabilizzano i mercati finanziari e fanno venire i capelli
dritti alla Sec (la commissioni di controllo della borsa americana) in un
ottica di manipolazione di mercato. Come
nel caso di DogeCoin moneta virtuale
nata per scherzo che nel logo ha come simbolo un cane Doge di razza di Shiba
Inu e che non valeva nulla ma che lo stesso Must ha mandato alle stelle dopo averla “pubblicizzata”
su Twitter, la compagnia che sta comprando adesso…… La stessa Tesla, che ad
inizio 2020 quota 66 dollari e che ha raggiuto i 1200 dollari ad inizio
novembre 2021 con quasi 2000% di guadagno in meno di 2 anni, oltre a vendere
automobili deve la sua redditività anche alla vendita dei certificati green e
alla compravendità di cryptovalue
Jamie Diamond e Elon
Musk sono quindi due mondi che si incrociano, da una parte la vecchia cara
struttura finanziaria pronta a fare patti con il diavolo per di produrre
redditività per soci e azionisti, e dall’altra parte il futuro con qualcuno
abile a vendere sogni in particolare quelli legati alle nuove tecnologie che
sono di difficile valutazione prospettica. Anche perché rimane sottile il
confine da genio e pazzia come
dimostrato dalla scelta del nome del primo genito “X Æ A-12” . Ed è il motivo per cui, pur avendo sicuramente il polso della situazione,
bisogna prendere con il dovuto distacco le loro posizioni e dichiarazioni che
spesso nascondono un secondo fine.
In questa settimana l’evento
clou è però rappresentato dalla riunione della Bce in cui vedremo di che pasta
è fatta Madama Lagarde costretta a muoversi per affrontare una inflazione fuori
controllo e per allinearsi alla politica monetaria restrittiva delle altre
banche centrali. Compito non facile al di là di evidenti lacune comunicative in
quanto il rialzo dei prezzi non è generato da un problema di domanda ma
principalmente dall’aumento dei prodotti energetici e dal lato dell’offerta, su
cui un rialzo dei tassi ha poco impatto.
In mancanza di
sorprese l’interesse sarà principalmente sul percorso dell’Istituzione
Monetaria Europea verso tassi di interesse positivi e sul tentativo di
confermare la credibilità di una banca centrale rimasta cauta anche per non
pesare sulla ripresa in un contesto economico reso ancora più complicato dalla
vicinanza delle guerra in Ucraina. La
novità più interessante potrebbe però riguardare un nuovo piano per evitare la
frammentazione del mercato dei bond in Europa ed evitare un eccessivo
allargamento dello spread tra i vari paesi
membri
Altri dati importanti
verranno venerdi dall’indice dei prezzi al consumo CPI in America con un
inflazione attesa al 8,3% annua mentre quella core (depurata da alimentari ed
energia) si prevede al 5,9%. Come dire tanto lavoro per la Fed. Attenzione anche ai dati cinesi che mostrano
un nuovo vigore dell’economia e all’andamento del prezzo del petrolio che pare
fuori controllo nonostante l’annunciato aumento di produzione da parte dell’
Opec+.

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