Primi segnali di debolezza per il petrolio che dopo aver toccato la scorsa settimana i 123,70 dollari inverte precipitosamente la rotta con una correzione che non si vedeva da inizio marzo. La rottura di 115 dollari ha infatti permesso una discesa delle contrattazioni che si è fermata a 106,40 dollari sulla trendline rialzista mantenendo intatta l’andamento positivo. I prezzi però sembrano aver corso anche troppo nel corso degli scorsi mesi ed aver bisogno di una correzione di grado maggiore, anche in vista dell’aumento delle probabilità di una recessione. La rottura di 106,00/50 dollari permetterà quindi una continuazione della discesa verso il livello psicologico di 100 dollari e successivamente verso il supporto fondamentale a 93.50/95,00 dollari. Nel breve sono possibili rimbalzi fino a 112/113 dollari ma sono ritorni al di sopra di 117 dollari segnaleranno la ripresa del trend rialzista verso 130 e quindi verso i massimi assoluti del 2008 a 147 dollari
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