giovedì 28 aprile 2022

META (FACEBOOK) : rimbalzo importante sulla tenuta della trendline rialzista di lungo periodo

Oggi rimbalzo molto consistente per il titolo che sale del 16%  a 200 dollari a seguito di una trimestrale migliore delle aspettative. In realtà anche la componente di analisi tecnica ha avuto la sua importanza visto che il Meta ha concluso la sua debolezza a 175 dollari testando la trendline rialzista di lungo periodo che permette adesso un rimbalzo ampio delle contrattazioni. La prima resistenza si colloca a 209 dollari dove transita la media mobile a 50 giorni sulla cui rottura può spingersi fino a 220 e quindi 236 dollari precedenti massimi e livello da violare per invertire la tendenza ribassista

STELLANTIS: Rimbalzo atteso sulla tenuta del supporto a 12,00 euro

 

Il ribasso partito dai suoi massimi assoluti di 19,20 euro di inizio anno si è fermato sul supporto fondamentale a 12,00 in situazione di ipervenduto. Proprio la tenuta di questo livello permette rimbalzi del titolo verso il primo obbiettivo a 15,45/50 euro. Un target più ambizioso è poi la chiusura del gap a 18,50 euro, Chiusure giornaliere inferiori a 12,00 euro segnaleranno l'inizio di una nuova fase di discesa con possibilità di ritorni a 9,00 euro.

Operatività: acquisti su ritorni in area 12,70/75 euro stop a 12,08 euro profit a 15,50 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


martedì 26 aprile 2022

OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022

L'obbiettivo del portafoglio rimane quello di proteggere il capitale dai ribassi importanti che abbiamo spesso visto negli ultimi anni utilizzando degli stop loss per evitare di rimanere incastrati sui titoli. Tuttavia l'incertezza e la volatilità dell'ultimo periodo hanno spesso fatto scattare gli stop loss per poi tornare indietro. A conferma che in questo momento è preferibile avere una strategia di attesa o cmq operare con quantità ridotte, viste anche le numerose variabili presenti sui mercati




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PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 25 APRILE

 


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ACCIAIO (Commodity): inizio di una fase di debolezza con la perdita di 1430 dollari

 




La perdita del supporto fondamentale a 1427/30 dollari indica l'inizio di una fase di debolezza per l'acciaio che potrebbe spingersi fino a 1350 e quindi a 1275/80 dollari rispettivamente 38,2 e 50% di ritracciamento di Fibonacci del precedente rialzo dove ci si attende si arresti la debolezza e riprenda la tendenza rialzista di medio/lungo periodo. Solo discese sotto 1200 dollari forniranno indicazioni di inversione. Ritorni al di sopra di 1450 dollari ripristineranno la salita verso i precedenti massimi verso 1790 e quindi 1890 dollari


lunedì 25 aprile 2022

FTSEMIB: Indice italiano agganciato all'andamento di Wall Street

 


La festa di liberazione del 25 aprile vede l’uscita dell’indice italiano dal trading range che lo aveva caratterizzato nell’ultimo mese tra 24200 e 25500 con i prezzi che scendono fino a 23773 per poi reagire. Lo scenario rimane con una intonazione negativa di medio periodo ma nel breve estremamente complesso e molto legato a ciò che accade a Wall Street dove i listini azionari sono tutti su supporti molto importanti. La discesa odierna non è però riuscita a chiudere il gap tuttora aperto a 23670 che avrebbe permesso una ripartenza delle contrattazioni rendendo ancora possibili ulteriori storni su livello. Segnali di forza nel breve verranno dal recupero della resistenza precedente supporto a 24200 avviando una ripresa verso 24600 e 25000 all’interno di una correzione ABC. Solo la violazione di 25000 migliorerà il quadro tecnico spingendo l’indice verso 25500 dove transita la media mobile a 200 giorni e quindi la resistenza fondamentale a 25800. Discese al di sotto di 23700 segnaleranno l’avvio di un nuovo movimento ribassista verso 22800 con possibilità di testare nuovamente i recenti minimi a 21000

LEGNAME (Commodities): nuovi rialzi sulla tenuta del supporto a 830 dollari

 



Continua la forte volatilità sul legname con i prezzi che sono scesi dai massimi di inizio marzo a 1360 dollari la tonnellata fino a 830 dollari dove hanno reagito formando una bella candela rialzista. Proprio la tenuta di questo supporto fondamentale può adesso rispedire al rialzo i prezzi verso 1350/60 dollari precedenti massimi confermando di fatto la fase laterale in atto. Chiusure settimana inferiori a 800 dollari spingeranno il legname verso 600 e quindi 500 dollari area di acquisto di medio periodo. Altresì il superamento di 1374 dollari riproporrà i corsi verso i massimi assoluti di 1733 dollari del maggio 2021.

S&P500 (USA): l'avvicinarsi al supporto chiave fa tremare i mercati azionari

 


Situazione che si fa decisamente pericolosa per S&P500 dopo la rottura con forza del supporto di breve a 4360 che lo ha spinto fino a 4267. I prezzi infatti si stanno avvicinando al supporto chiave posto a 4155/60 che se violato con conferma settimanale inferiore confermerà che il movimento laterale in atto dal maggio 2021 è una fase di distribuzione sui massimi innescando una discesa dei prezzi fino a 3500/600 target calcolato prendendo l’ampiezza del laterale e dove transita la media mobile a 200 periodi. Per vedere qualche forza dell’indice bisognerà attendere il ritorno sopra a 4400 che spingerà i prezzi al rialzo verso 4600 e quindi precedenti massimi a 4818. Oltre si colloca il target anche psicologico di 4000.

RENDIMENTO BUND TEDESCO 10 ANNI: Ancora margini di crescita de rendimento

 



Il grafico mensile, quindi ancora in completamento con questa settimana, fornisce una chiara situazione dell’andamento del rendimento del titolo tedesco. Dal doppio massimo del 2007/08 a 4,70% il rendimento è progressivamente sceso a causa delle politiche monetarie della Bce arrivando fino ai minimi dovuti alla pandemia di marzo 2020 a -0,90%. Da li in poi si è assistito da una fase di accumulazione che ha permesso la violazione della trendline ribassista di lunghissimo periodo fornendo un segnale di inversione. Il superamento di -0,67/0,70% (già il fatto che il rendimento sia negativo è indicativo di una situazione anormale) da dato il via al rally che stiamo vedendo in questi giorni con i prezzi arrivati a ridosso dell’1% di rendimento in pochissimo tempo ma che hanno ulteriori margini di crescita fino 1,27/28% 38,2% di ritracciamento della discesa. Un target successivo si colloca a in area 2,00%. Nel breve data la fase di ipercomprato sul grafico mensile sono possibili storni verso 0,74% ma solo sotto 0,47/0,50% si avrà qualche segnale di rientro dell’aumento dei tassi.

giovedì 21 aprile 2022

DATALOGIC: La rottura della trendline confermerà l'inversione di tendenza



Titolo fortemente penalizzato, sta fornendo segnali di inversione sui minimi, come dimostra la divergenza con l'oscillatore. La violazione della trendline sopra 10 euro fornirà il segnale di acquisto per target a 11,50 e poi 13,20 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla rottura di 10,00 euro stop a 9,65 euro profit a 13,20 euro

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POSTE ITALIANE: il ritracciamento del 50% fornisce una opportunità di acquisto

 


Il titolo ha corretto esattamente il 50% del suo rialzo a 9,68 euro e vuole adesso riprendere la strada rialzista con un primo obbiettivo a 10,82/85 euro. Il superamento di questa resistenza dove transita la media mobile a 200 giorni permetterà ulteriori allunghi fino a 12,00 euro.

Operatività: acquisti su ritorni in area 9,77/80 euro stop a 9,56 euro profit a 12,00 euro

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martedì 19 aprile 2022

OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022 (19 Aprile)



Ps: l’idea di fondo alla base della costruzione del portafoglio rimane sempre la protezione del capitale tramite uno stop loss. In un periodo di grande volatilità questa strategia ha pagato poco perché si sono attivati tantissimi stop, con i titoli che sono poi ripartiti. In una situazione del genera la migliore scelta è la riduzione della operatività e della “size, cioè la grandezza dell’operazione. Tuttavia in un’ottica di medio periodo rimane la soluzione più indicata per proteggere il proprio portafoglio.


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PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 19 APRILE

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 


  • TERNA
Il titolo ha fatto segnare dei nuovi massimi assoluti ma presenta ancora potenzialità di rialzo verso 9,50 euro. Nel breve deve scendere a riconoscere i precedenti massimi a 7,60 euro identificando un’area di acquisto.

Operatività: acquisti su ritorni a 7,55/60 euro stop a 7,34 euro profit a 9,50 euro

  • INTERPUMP
I prezzi stanno sviluppando una fase di consolidamento dopo la fortissima discesa degli ultimi mesi. La violazione della parte alta a 40,20 euro permetterà l’inizio di una fase di recupero verso 48,50 euro primo target. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 40,20 euro stop a 38,45 euro profit a 48,50 euro

  • FINCANTIERI
Timidi segnali positivi per il titolo dopo la lunga fase di debolezza a cui però manca la violazione della resistenza a 0,65 euro dove transita la trendline ribassista di lungo periodo per iniziare una ripresa verso il primo obbiettivo a 0,85 euro.

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,65 euro stop a 0,622 euro profit a 0,86 euro

  • ENAV
L’uscita dalla fase laterale in presenza di volumi è un segnale di forza per il titolo che adesso può chiudere i gap lasciati aperti nel 2020 a 5,10 e 5,58 euro. Approfittare degli storni per rientrare.

Operatività: acquisti su ritorni a 4,52/55 euro stop a 4,36 euro profit a 5,58 euro

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DOW JONES (USA): indice in lateralità da oltre un mese

 

Situazione di stallo che si protrae ormai da un mese per il Dow Jones, che comunque si mantiene non distante dai massimi assoluti segnati ad inizio anno a 36952 e che mostra una tenuta maggiore rispetto agli indici americani grazie in primis alle banche che beneficiano di un rialzo dei tassi. Da un punto di vista tecnico i prezzi sono compresi tra 34150 e 35370 da metà marzo e chiaramente la violazione dei livelli consentirà accelerazioni, al rialzo verso 36500 e al ribasso verso 33000 e 32500. La perdita di quota 32000 invece indicherà quello attualmente in corso dal marzo 2021 è una fase di distruzione sui massimi innescando quindi un forte movimento ribassista per ritorni a 29000 e quindi 27500. Il superamento di quota 37000 innescherà nuovi rialzi verso il target anche psicologico di 40000.

PAROLE IN LIBERTA SUI MERCATI FINANZIARI': Affidarsi alla "speranza" non è mai un bel segno (19 aprile)



Diciamocela tutta: il banchiere centrale non rientra i tra lavori particolarmente desiderati in questo momento. Dopo una lunga fase di accomodamento monetario con tassi a zero e aver visto i mercati azionari alzarsi non a livelli impensabili ma sicuramente in maniera molto veloce, adesso è arrivato il momento di pagare il conto. E come ti muovi sbagli, stretto da una necessità di controllo dei prezzi e quello di non fermare l’economia

Perché in effetti la situazione è andata un po’ fuori controllo rispetto alle attese. Indubbiamente la politica di attesa della Fed, che agisce da guida per gli altri istituti, non è stata particolarmente brillante e su cui ha pesato la guerra, non tanto per gli effetti diretti, ma per il pressante aumento delle materie prime. E dopo che Powell aveva definito provvisorio il fenomeno inflattivo, al massimi degli ultimi 40 anni, per poi cambiare idea a fine anno, anticipando di qualche giorno il picco delle borse.

E’ palese che la “Fed sia dietro alla curva” come dicono quelli bravi, ma nelle ultimo periodo sono emerse delle preoccupazioni che fanno pensare veramente ad una banca centrale in grande difficoltà. L’ utilizzo del termine “speranza” nelle dichiarazioni ufficiali per indicare che l’inflazione potrebbe aver segnato o sta per segnare un picco non è esattamente qualcosa di particolarmente confortevole per gli investitori. Noi persone normali possiamo “sperare”, che non piova per es, ma da chi governa ed impatta l’economia ci si aspetterebbe una maggiore consapevolezza

L’altro elemento di preoccupazione viene invece da un membro della Fed Bullard che ha dichiarato di non escludere, anche se lo ritiene altamente improbabile, un aumento dei tassi di uno 0,75% in un colpo solo. Fino a soli 4 mesi non era previsto alcun rialzo, poi siamo passati ad uno 0,25% ad ogni seduta, si era iniziato a parlare di un 0,50% e ora siamo arrivati a 0,75%. E’ possibile che la dichiarazione sia stata fatta ad arte anche per valutare le reazioni del mercato, ma certo le idee rimangono se non confuse, decisamente poco allineate, con il Treasury decennale americano ormai prossimo al 3% di rendimento. Adesso si evidenzia in tutta la sua portata la scelta attendista del secondo semestre del 2021 con il risultato di dover correre dietro ad un quadro sempre più ingarbugliato, in cui devono essere inseriti sia il conflitto bellico che la pandemia che ha ripreso a mordere in Cina

Sorprende al momento la tenuta dei mercati azionari, con gli indici americani che rimangono non distanti dai propri massimi assoluti mostrando una notevole tenuta. Certo, la liquidità rimane sempre abbondante sul mercato e la crisi del mercato obbligazionario causato dall’aumento molto veloce dei rendimenti favorisce l’investimento in azioni, in particolare quelle value che si trovano nel Dow Jones, anche per evitare che la liquidità venga erosa dall’inflazione. Tuttavia i movimenti molto veloci, come quelli visti sui tassi negli ultimi periodi e che potrebbe anticipare una possibile recessione nei prossimi mesi, dovrebbero spaventare maggiormente i listini azionari, che sembrano arrivati alla fine del loro ciclo rialzista. Che sembra invece iniziato su molte materie con il termine di un ciclo ribassista decennale. E con gli investitori che anche loro, forse, si aggrappano alla “speranza” che tutto rientri nella normalità. Le trimestrali delle principali aziende in pubblicazione questa settimana già forniranno un quadro maggiormente attendibile dell’economia a stelle e strisce.

A proposito di normalità, il ritorno sembra ancora molto lontano in Ucraina, anche se dopo il crollo iniziale la guerra ha impattato poco sui listini azionari. Lo scarso peso economico della Russia su scala mondiale ed il fatto che il conflitto rimanga circoscritto hanno spaventato relativamente gli investitori che ancora non vedono gli impatti degli aumenti, della materie agricole in primis, come invece si vede nei paesi poveri africani. Con un ottica decisamente cinica, caratteristica intrinseca dei mercati, gli investitori sperano in una veloce conquista russa del Donbass che permetterebbe poi a Putin di sedersi al tavolo delle trattative da una posizione di forza. Alla faccia dell’integrità territoriale ucraina e delle migliaia di morti dovuti all’acuirsi della battaglia. Ma permettendo un “relief rally” un rally di sollievo ai mercati. Mentre la vittoria di Macron nelle elezioni presidenziali del prossimo weekend sembra già scontata nei prezzi, sorprese escluse.

Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici settimanali, il focus sarà sulle trimestrali tra cui le principali sono American Express, Ibm, Johnson&Johnson, Netflix e Tesla mentre mercoledi verrà pubblicato il Beige Book della Fed propedeutico a capire le mosse nella prossima riunione del 4/5 maggio. Dati strettamente economici sono l’indice dei prezzi al consumo CPI e i sussidi di disoccupazione americani giovedi e venerdi i dati del Pmi manufatturiero dell’area euro.

RENDIMENTO TREASURY BOND 10 ANNI (USA): L' uscita dal canale innalza il target del rendimento


 

Il superamento di 2,50% di rendimento, parte alta del canale ribassista che conteneva le oscillazioni a partire dal 2000 apre una nuova fase di forza indicando aspettative di rialzo dei tassi. Il rendimento infatti si è portato fino a 2,836% ma è destinato a crescere ulteriormente fino 2,92/95% dove transita il ritracciamento del 38,2% di tutta la discesa e dove potrebbe trovare un primo ostacolo. Accelerazioni al di sopra di questo livello e quindi del 3% consentiranno ulteriori apprezzamenti verso 3,50/65 ritracciamento del 50% della discesa. Nel breve sulla tenuta di 3% sono possibili movimenti al ribasso di correzione fino a 2,60/65 prima di ripartire. Solamente chiusure settimanali inferiori a 2,50% indicheranno una inversione della tendenza attualmente di crescita dei rendimenti.

PETROLIO WTI: confermata la fase laterale 93,00 - 116,00 dollari

 



Segnali di ripresa rialzista per il petrolio americano nuovamente sopra i 106 dollari, all’interno di un quadro che però rimane incerto. I prezzi infatti hanno reagito ancora una volta la scorsa settimana sul supporto chiave a 93,50 dollari e si stanno riportando ora verso 116,00/50 dollari parte alta del trading range che contiene tutti i prezzi da inizio marzo, tranne le 3 sedute dovute allo scoppio della guerra. L’uscita dal range ovviamente fornirà la direzionalità desiderata, al rialzo sopra 130 e quindi 135 dollari, al ribasso verso 85 e quindi 80 dollari. In un ottica più generale il massimo visto a marzo a 130,50 dollari, non lontano dai massimi assoluti di 147 dollari del luglio 2008, sembra essere un livello significativo rendendo maggiormente probabile una fase di correzione di tutta la salita partita dai minimi (sottozero) di marzo 2020 che potrebbe avere un suo target in area 65/70 dollari

lunedì 18 aprile 2022

PRYSMIAN: Ripresa rialzista con la rottura della trendline

 


Il titolo mantiene una impostazione rialzista di fondo grazie alla tenuta del supporto a 27,00 euro. La rottura della trendline ribassista di breve transitante a 31,70 euro permetterà una ripresa del movimento ascendente per ritorni sui precedenti massimi a 35,50 euro e successivamente per 37,00 euro. Acquisti sulla forza.

Operatività: acquisti sulla rottura di 31,70 euro stop a 30,29 euro profit a 37,00 euro

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EUROSTOXX50 (EUROPA): Andamento, ribassista, come il Ftsemib

 

L’indice europeo rappresenta perfettamente la situazione attuale sui listini europei, Italia compresa. Dopo essere letteralmente crollato con l’invasione dell’Ucraina scendendo fino a 3400 dai massimi di inizio anno, i prezzi hanno progressivamente recuperato fino a 4000 dove sono stati respinti. Proprio la tenuta di questa resistenza, in precedenza supporto, e dove transita la media mobile a 200 giorni, conferma che il rialzo è al momento solo un “return move” a riconoscere il livello, 4000, violato in precedenza all’interno di una fase che rimane improntata al ribasso. Pertanto finchè non avremo chiusure settimanali superiori a 4000 (14800 nel caso del Dax e a 25800 nel caso del Ftsemib) la tendenza rimane negativa. La rottura del supporto a 3765/70 innescherà nuove discese verso 3650 e quindi verso i minimi di marzo a 3400, (12438 nel caso del Dax e a 21000 nel caso del Ftsemib) con possibilità di estendere il ribasso fino a 3000 in caso di accelerazioni ribassiste a Wall Street. La rottura al rialzo di 4000 spingerà invece i corsi sui precedenti massimi assoluti a 4400. Nel breve la prima resistenza importante si colloca a 3900.

martedì 12 aprile 2022

L'INFLAZIONE IN AMERICA, IL SETTORE BANCARIO, NEXI E ALTRO: MIO INTERVENTO SETTIMANALE A COMMENTO DELL'ANDAMENTO DEI MERCATI FINANZIARI PER LEFONTI.TV (12 APRILE)


 

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 11 APRILE

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 

  • TERNA
Il titolo ha fatto segnare dei nuovi massimi assoluti ma presenta ancora potenzialità di rialzo verso 9,50 euro. Nel breve deve scendere a riconoscere i precedenti massimi a 7,60 euro identificando un’area di acquisto.

Operatività: acquisti su ritorni a 7,55/60 euro stop a 7,34 euro profit a 9,50 euro

  • TECHNOPROBE
Titolo italiano leader nella produzione di semiconduttori ma di recente quotazione. La rottura della resistenza a 7,24 euro segnala la ripartenza al rialzo delle contrattazioni verso 8.50 e quindi 9,00 euro. Acquisti su storni.

Operatività: acquisti su ritorni a 7,24/25 euro stop a 6,99 euro profit a 9,00 euro

  • FINCANTIERI
Timidi segnali positivi per il titolo dopo la lunga fase di debolezza a cui però manca la violazione della resistenza a 0,65 euro dove transita la trendline ribassista di lungo periodo per iniziare una ripresa verso il primo obbiettivo a 0,85 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,65 euro stop a 0,622 euro profit a 0,86 euro

  • BIESSE
Il trading range delle ultime settimane tra 14,35 e 17,90 euro sembra una fase di accumulo dopo la fortissima correzione vista negli ultimi mesi con il titolo che può riportarsi in prima battuta verso 21,30 e successivamente verso 25,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 18,00 euro stop a 17,29 euro primo profit aa 21,30 euro poi 25,00 euro

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BANCO BPM: opportunità di acquisto sulla chiusura del gap

 


Il titolo mantiene la sua vocazione speculativa nonostante le smentite delle ultime ore da parte di Credit Agricole. La chiusura del gap lasciato aperto lo scorso venerdì e difeso dalla media mobile a 200 giorni a 2,807/81 euro fornirà un segnale di acquisto per ritorni sui precedenti massimi a 3,70 euro

Operatività: acquisti su ritorni in area 2,807/81 euro stop a 2,69 euro profit a 3,70 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


lunedì 11 aprile 2022

PAROLE IN LIBERTA': Le banche centrali ostaggio del proprio ruolo (11 Aprile)


Settimana di passione, e solo sui mercati finanziari. E difficilmente sarebbe potuto essere altrimenti con la Pasqua in arrivo che ci porta si una settimana corta essendo le borse europee chiuse il prossimo venerdì, ma anche l’attesa riunione della Bce. La guerra in Ucraina ha aggiunto ulteriori preoccupazioni ad un anno che si presentava gia complicato di suo con gli investitori che si sono improvvisamente accorti che “fare soldi” non è cosi facile come accaduto nel 2021 dove bastava comprare qualsiasi cosa per guadagnare

Anche perché, in un clima di incertezza, l’attenzione si è spostata sul comparto obligazionario che ha visto una massiccia crescita dei rendimenti di tutti i titoli negli ultimi tre mesi che ha spiazzato molti. A conferma di una regola generale che vede il mercato impaurito da movimenti inattesi e molto veloci. Non certo aiutati in questo dalla varie banche centrali che hanno definito transitorio un fenomeno inflattivo alimentato dalle strozzature delle catena di approvvigionamento e di quello dell’offerta derivanti dal Covid a cui si è aggiunto l’aumento esponenziale della materie prime. Con queste ultime che sembrano aver avviato un ciclo rialzista destinato a durare, alimentato anche dalla fortissima liquidità immessa dalle banche centrali che ha contribuito a fenomeni speculativi. E a cui si è aggiunto il carico importante della guerra in Ucraina.

Il conflitto bellico rimane al momento sullo sfondo, in una sorta di stallo, nella speranza di una sua chiusura rapida, che dipenderà ancora una volta da ciò che deciderà l’amministrazione Biden impegnata però in un'altra battaglia come quella delle elezioni di Mid Term di novembre, e a cui un impantanamento della truppe russe potrebbe anche convenire. La marginalità della Russia dal punto di vista economico (con un Pil inferiore a quello italiano) non preoccupa, almeno per il momento, cosi come la convinzione da entrambe le parti di una mutuale necessità, leggasi soldi contro gas. In realtà pare chiaro si stia delineando un nuovo ordine mondiale, con nuovi attori protagonisti come la Cina che rimangono alla finestra in attesa di capire le migliori convenienze assieme ad una rimodulazione dell’Unione Europea che deve decidersi a trovare un modo di rafforzare i proprio confini data l’allentamento della protezione americana.

In questo contesto si muove la Bce la cui riunione prevista per il prossimo giovedi rappresenta il fulcro della settimana. L’inflazione galoppa, dopo essere stata colpevolmente dimenticata e che ha causato lo scoppio della bolla che si era creata negli ultimi anni ben rappresentata dai rendimenti negativi sul decennale tedesco. E evidenzia ancora di più le problematiche del paese guida dell’Europa, la Germania alle prese con una possibile recessione, oltre alla rivalutazione dell’operato della Merkel che durante il suo lungo mandato ha aumentato la dipendenza energetica da Mosca e dall’ (ex) amico Putin, culminata con il gasdotto NordStream2.

Madame Lagarde ha intanto sorpreso gli investitori la scorsa riunione segnalando un atteggiamento molto più da “falco” di quanto fosse lecito attendersi, dopo un lungo periodo di immobilismo, con la probabilità di vedere aumenti dei tassi gia alle fine del 2022 rispetto ai primi previsti il prossimo anno. Annunciando anche una riduzione del flusso degli acquisti di titoli, con conseguente riduzione della liquidità. E provocando il rally dei titoli obligazioni di queste ultime settimane ma impaurendo ulteriormente i vari governi, tedeschi in testa, molto preoccupati da tassi che salgono in un contesto di recessione

Alla fine, rimanendo cosi la situazione bellica, il tema rimane sempre l’operato della banche centrali che, passate dal ruolo di arbitro a quelle di giocatore a seguito della crisi legata ai subprime del 2008, condizionano non solo i mercati finanziari ma anche tutte le altre variabile economiche. L’insorgere di una crisi dopo l’altra mantiene l’economia in una fase di emergenza continua rendendo sempre più difficile, forse a questo punto impossibile, tornare ad una situazione di normalità (borse legate agli utili o perlomeno espressione di una crescita economica, tassi di interesse reali e non negativi). Gia nella riunione di giovedi vedremo come la Bce, orfana di Draghi, si muoverà su questo ghiaccio sottile.

Sul tema tassi oltre alla Bce l’altro dato chiave della settimana è rappresentato dai Prezzi al consumo americani martedi mentre scatta la stagione delle trimestrali, principalmente banche tra cui JpMorgan, Citigroup, Walls Fargo, Goldman Sachs, Morgan Stanley, che forniranno una indicazione iniziale della salute dell’economia statunitense e dell’impatto del rapido aumento dei prezzi.

NASDAQ COMPOSITE (USA): La resistenza a 14500 ferma il recupero ma la vera preoccupazione è il "Testa-Spalle"

 


La resistenza a 14500 si dimostra ancora una volta un livello invalicabile per l’indice tecnologico che si mantiene al di sotto della media mobile a 50 periodi. La settimana precedente i prezzi erano riusciti ad avere una chiusura leggermente superiore ma per vedere livelli decisamente superiori bisogna tornare a fine gennaio. Lo scenario è pertanto incerto per il Nasdaq Comp che si muove all’interno di un laterale tra 12500 e 14500. Preoccupa però la presenza di una figura di inversione “Testa-Spalle” attualmente in formazione e che verrà attivata proprio dalla rottura del supporto a questo punto fondamentale di 12550. La perdita del livello avrà come conseguenza storni molti ampi per l’indice, in prima battuta verso 11250 a testare la media mobile a 200 periodi e successivamente a 10500 e quindi 9000 livello fornito dall’ampiezza della figura di inversione. Nel breve la correzione potrebbe continuare fino a 13300 a testare la media mobile a 100 periodi dove ci si attende una reazione. La ripresa rialzista si avrà con il superamento di 14550.

BITCOIN: atteso storno a 36000 dollari prima di ripartire

 



Permane l’incertezza sul Bitcoin quotato in dollari che sembra aver perso gran parte del suo smalto e della sua volatilità che lo avevano caratterizzato negli anni precedenti essendo diventato a tutti gli effetti un asset finanziario. Dopo essere terminato la discesa dai massimi assoluti dello scorso novembre a 68000 dollari sulla trendline rialzista a 33550 il rimbalzo dei prezzi, che mostrano una fortissima correlazione con l’andamento del Nasdaq, è stato interrotto dalla resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 200 giorni transitante per 48000/200. La crytovaluta rimane pertanto all’interno di un movimento direzionale ormai da inizio anno e la perdita della media mobile a 50 giorni 42000 dollari permetterà una estensione della discesa fino a 36000 dollari a testare ancora una volta la trendline e avviare cosi un nuovo rimbalzo. Chiaramente discese al di sotto di 36000 e salite sopra 48000 forniranno un andamento direzionale in accelerazione spingendo i prezzi rispettivamente verso 29000 e 21000 al ribasso e 50000 e 60000 dollari al rialzo.

domenica 10 aprile 2022

EURO/DOLLARO: IL CAMBIO DIRETTO SULLA PARTE BASSA DEL CANALE


Il nuovo atteggiamento da “falco” della Federal Reserve spinge ulteriormente al ribasso il cambio Euro/Dollaro verso i minimi visti un mese fa a 1,0800. Lo scenario rimane favorevole al biglietto verde con la valuta che si sta portando sulla parte bassa del canale di oscillazione in atto dallo scorso maggio 2021 a 1,0750 dove ci si attende una reazione data la fase di ipervenduto. Accelerazioni al di sotto di 1,07 proietteranno il cross ulteriormente al ribasso verso 1,0350/4000 minimi del gennaio 2017 e quindi verso la parità a 1,00. Segnali di forza di Euro si avranno solamente con il superamento di 1,2280/1200 permettendo così l’uscita dal canale e spingendo i corsi verso l’importante resistenza a 1,1460/1500 oltre la quale si potrà parlare di inversione della tendenza di medio periodo.

FTSEMIB: Permane la fase di incertezza, nuovi rialzi sopra 25600


Settimana che si chiude con un bilancio negativo per il Ftsemib nonostante il poderoso recupero visto nell’ultima seduta. Lo scenario si presenta incerto in vista del periodo pasquale che vedrà la chiusura dei mercati sia venerdi che lunedì. Da un punto di vista tecnico l’indice rimane ingessato ormai da parecchio tempo in un ampio trading range tra 24000 e 25800 in quello che sembra ancora essere una reazione al fortissimo ribasso di fine febbraio. Bisogna attendere la violazione di 25550, dove transita la media mobile a 200 giorni e successivamente di 25800 per vedere una ripresa della tendenza positiva che spingerà nuovamente i corsi sui precedenti massimi a 28000. Nel breve la perdita del supporto a 24200 permetterà nuove discese a 24000 e quindi a 23600 a chiudere il gap tutto aperto prima di ripartire al rialzo. Solo la perdita di 23000 getterà dubbi sulla possibilità di recupero dei prezzi.

venerdì 8 aprile 2022

WALMART (USA): L'USCITA DALLA FASE LATERALE CONFERMA UNA NUOVA FORZA PER IL TITOLO VERSO 200 DOLLARI


Il titolo ha segnato dei nuovi massimi assoluti a 158 dollari dopo essere uscito al rialzo dalla fase laterale 132 - 153 dollari che lo aveva caratterizzato dallo scorso luglio. Le prospettive adesso sono di una continuazione rialzista con primo target a 170 e poi 180 dollari con un possibile arrivo a 200 dollari. Nel breve sono possibili ritorni a riconoscere il livello precedente resistenza ora supporto a 133/135 dollari prima di ripartire

giovedì 7 aprile 2022

A2A: La rottura della trendline ribassista è un segnale di forza per il titolo


Utilities in recupero sia per la loro conformazione difensiva sia per l'interessante dividendo. Dopo la forte discesa da 1,95 euro che l'ha spinta fino a 1,355 euro A2A ha già iniziato a rimbalzare. Il superamento della resistenza a 1,605 euro dove transita anche la trendline ribassista  fornirà un segnale di forza per spingere i corsi fino a 1,83 e quindi 1,95 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla rottura di 1,605 stop a  1,540 euro profit a 1,90 euro

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martedì 5 aprile 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 4 APRILE


 

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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 


  • TERNA

Il titolo ha fatto segnare dei nuovi massimi assoluti ma presenta ancora potenzialità di rialzo verso 9,50 euro. Nel breve deve scendere a riconoscere i precedenti massimi a 7,60 euro identificando un’area di acquisto.

Operatività: acquisti su ritorni a 7,55/60 euro stop a 7,34 euro profit a 9,50 euro

  • OVS
La rottura della resistenza a 2,125 euro permetterà il ripristino della tendenza rialzista per ritorni verso i precedenti massimi a 3,10 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 2,125 euro stop a 2,045 euro profit a 2,99 euro

  • FINCANTIERI
Timidi segnali positivi per il titolo dopo la lunga fase di debolezza a cui però manca la violazione della resistenza a 0,65 euro dove transita la trendline ribassista di lungo periodo per iniziare una ripresa verso il

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,65 euro stop a 0,622 euro profit a 0,86 euro

  • BIESSE
Il trading range delle ultime settimane tra 14,35 e 17,90 euro sembra una fase di accumulo dopo la fortissima correzione vista negli ultimi mesi con il titolo che può riportarsi in prima battuta verso 21,30 e successivamente verso 25,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 18,00 euro stop a 17,29 euro primo profit aa 21,30 euro poi 25,00 euro

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lunedì 4 aprile 2022

PENSIERI PAROLE ED IDEE IN LIBERTA': LE BANCHE CENTRALI ALLE PRESE CON CAPRA E CAVOLI (4 APRILE)


Con la guerra sullo sfondo. Si apre una settimana con pochi significativi dati economici ma l’attenzione sarà ancora rivolta a capire cosa passa per la testa dei banchieri centrali grazie alla pubblicazione dei verbali delle recenti riunioni di marzo. Con un occhio gia al futuro in particolare alla riunione della Fed del 3/4 maggio dove si vocifera possa esserci un rialzo addirittura di mezzo punto, dopo 3 anni di astinenza.

Il fortissimo dato dei prezzi al consumo della settimana scorsa riporta un livello pari a 8% al massimo da 40 anni, molto al di sopra del target del 2% e mette la Fed con le spalle al muro obbligandola a decidere se favorire la crescita e lasciar correre i prezzi contrastandoli il meno possibile oppure alzare subito ma incidendo in maniera negativa sulla crescita economica. Un dilemma non da poco che spiega il costante tentativo di prendere tempo aumenti di 0,25% ad ogni meeting. Nella speranza che la situazione migliori e si possa evitare l’effetto Volker.

Per chi non lo sapesse Paul Volker era il presidente della Fed che, alla fine degli anni ‘70, al culmine del primo picco inflazionistico derivante dallo shock petrolifero, alzò i tassi del 20% provocando una doppia recessione. Se è vero che si impara dai propri errori è altrettanto vero che la storia tende a ripetersi, sperando che non sia questo il caso. L’inflazione derivante da materie prime e assieme alla guerra in Ucraina, per non dimenticare della pandemia che di tanto in tanto rialza la testa, stanno creando un quadro sempre più complesso per i mercati, con un netto incremento della volatilità caratteristica dei momenti di incertezza.

Nonostante un quadro che ispira a più di qualche preoccupazione i listini azionari si stanno riportando sui massimi di inizio anno anche come reazione diretta ai rendimenti negativi attualmente presenti che rendono pertanto l’azionario ancora interessante, in particolare su titoli del l comparto tecnologico su quotazioni decisamente più attraenti rispetto a 3 mesi fa e che presentano tassi di crescita interessanti. Grazie in particolare alla tuttora fortissima liquidità presente sul mercato, dovuta alla mancata riduzione degli acquisti di titoli sul mercato. Altra promessa non mantenuta da Powell..

Ovviamente l’inversione della curva dei rendimenti tra quella a breve e quella a lungo si fa sentire segnalando una possibile recessione in arrivo nei prossimi 12/14 mesi (negli ultimi 20 anni l’inversione della curva ha funzionato 8 volte su 10 come anticipatore). Con il dubbio amletico che questo segnale sia tuttora affidabile visto che i rendimenti a lungo termine sono stati mantenuti artificialmente bassi o zero proprio dal massiccio programma di acquisti titoli da Fed. Ma che comunque fa il paio con la statistica relativa al prezzo del petrolio che vede l’inizio di una recessione ogni volta che il prezzo sale sopra 100 dollari (ed era in negativo solo 2 anni fa ad aprile 2020)

Mentre mercoledi saranno pubblicate le minute della riunione della Fed, giovedi sarà invece il turno di quelle della Bce a poca distanza dalla prossima riunione del 14 aprile. E qui la situazione è ancora più complessa non solo per la presenza della guerra in Ucraina che impatta in maniera diretta il vecchio continente. In occasione dell’ultima riunione Madame Lagarde aveva sorpreso ancora una volta i mercati annunciando l’accelerazione dalle misure di stimolo. Certamente con un tempismo sospetto in un momento in cui le incertezze si fanno sentire in maniera importante sull’economia, in particolare su quella tedesca, e prima dell’importante tornata delle elezioni presidenziali francesi, evocando il fantasma di un altro francese a capo della Bce, Trichet, che proprio prima della crisi finanziaria del 2011 alzò inopinatamente i tassi di interesse. Sperando che la storia non si ripeta..

Ultimo grande tema della settimana sarà sicuramente il prezzo del petrolio che ha registrato un calo del 13% la scorsa ottava dopo l’annuncio di Biden di mettere mano alle riserve strategiche a partire da maggio. Dopo aver toccato 130 dollari all’inizio della guerra il greggio WTI si è adesso stabilizzato tra i 95 e 120 dollari nell’ attesa dell’evolversi della situazione. Nel caso di una recrudescenza del conflitto o un suo allungo in termine temporali il prezzo del petrolio rischia di riprendere la strada del rialzo, annullando l’effetto dell’immissione sul mercato del petrolio americano. Ma in un mondo totalmente inter-connesso anche la politica degli annunci persegue uno scopo ben preciso

Siamo ora in attese delle trimestrali che pur avendo scontato il quadro negativo, daranno una idea più chiara di quella che è la situazione economica generale e quanto ha impattato sui consumatori. Il primo trimestre è appena terminato e non sono mancate gli eventi imprevisti che faranno del 2022 un anno pieno di sorprese, speriamo anche positive.

ACCIAIO (COMMODITY): Fase di pausa prima di nuovi rialzi

 

Prosegue la fase di lateralità dell’acciaio tra 1425 e 1585 dollari all’interno di un contesto rialzista. Il superamento di quota 1600 dollari innescherà una nuova salita fino a 1750/65 dollari permettendo la chiusura del gap tuttora aperto. In uno scenario rialzista sembra possibile che i prezzi si portino nuovamente in area 1900 dollari vista ad ottobre 2021 permettendo la chiusura del gap apertosi a metà ottobre 2021 e dove dovrebbe concludersi la salita. La tendenza di crescita verrà invertita solamente con ritorni dei prezzi al di sotto di 1400 dollari spingendoli nuovamente verso quota 1000 dollari

S&P500 (USA): Pausa del rialzo o fase di distribuzione sui massimi?

 

La tenuta del supporto fondamentale a 4150 ha permesso un recupero dell’ S&P500 fino a 4637, con un comportamento analogo per gli altri indici americani. Proprio la tenuta di questo livello mantiene intatta la struttura rialzista di lungo periodo con i prezzi che possono ora tornare a 4818 sui livelli di inizio gennaio 2022. La fase laterale in corso dallo scorso giugno potrebbe però rappresentare una fase di distribuzione sui massimi e con la violazione di 4150 si innescherà una discesa capace di portare velocemente i prezzi fino a 3500. Nel breve i prezzi sembrano aver completato il recupero a 4637 e necessitano ora di un storno a 4400 prima di riprendere l’assalto ai precedenti massimi assoluti di 4818 di inizio gennaio. Nuove accelerazioni sopra 4800 indicheranno invece la volontà di proseguire il rialzo verso il livello anche psicologico di 5000.

AMPLIFON: Il superamento di 40 euro apre una nuova fase di forza

 

Il superamento della resistenza precedente supporto di 40,00 euro segnala il ripristino della tendenza rialzista del titolo per ritorni nuovamente verso i precedenti massimi assoluti di 47,50 euro di fine dicembre 2021. Dato il forte rialzo visto nelle ultime sedute i prezzi dovrebbero stornare a riconoscere il livello spartiacque violato in precedenza di 40 euro fornendo una nuova opportunità di acquisto. Acquisti sullo storno

Operatività: acquisti su ritorni in area 40,50/60 euro stop a 38,90 euro profit a 47,50 euro

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