Settimana di passione, e solo sui mercati finanziari. E difficilmente sarebbe potuto essere altrimenti con la Pasqua in arrivo che ci porta si una settimana corta essendo le borse europee chiuse il prossimo venerdì, ma anche l’attesa riunione della Bce. La guerra in Ucraina ha aggiunto ulteriori preoccupazioni ad un anno che si presentava gia complicato di suo con gli investitori che si sono improvvisamente accorti che “fare soldi” non è cosi facile come accaduto nel 2021 dove bastava comprare qualsiasi cosa per guadagnare
Anche perché, in un clima di incertezza, l’attenzione si è spostata sul comparto obligazionario che ha visto una massiccia crescita dei rendimenti di tutti i titoli negli ultimi tre mesi che ha spiazzato molti. A conferma di una regola generale che vede il mercato impaurito da movimenti inattesi e molto veloci. Non certo aiutati in questo dalla varie banche centrali che hanno definito transitorio un fenomeno inflattivo alimentato dalle strozzature delle catena di approvvigionamento e di quello dell’offerta derivanti dal Covid a cui si è aggiunto l’aumento esponenziale della materie prime. Con queste ultime che sembrano aver avviato un ciclo rialzista destinato a durare, alimentato anche dalla fortissima liquidità immessa dalle banche centrali che ha contribuito a fenomeni speculativi. E a cui si è aggiunto il carico importante della guerra in Ucraina.
Il conflitto bellico rimane al momento sullo sfondo, in una sorta di stallo, nella speranza di una sua chiusura rapida, che dipenderà ancora una volta da ciò che deciderà l’amministrazione Biden impegnata però in un'altra battaglia come quella delle elezioni di Mid Term di novembre, e a cui un impantanamento della truppe russe potrebbe anche convenire. La marginalità della Russia dal punto di vista economico (con un Pil inferiore a quello italiano) non preoccupa, almeno per il momento, cosi come la convinzione da entrambe le parti di una mutuale necessità, leggasi soldi contro gas. In realtà pare chiaro si stia delineando un nuovo ordine mondiale, con nuovi attori protagonisti come la Cina che rimangono alla finestra in attesa di capire le migliori convenienze assieme ad una rimodulazione dell’Unione Europea che deve decidersi a trovare un modo di rafforzare i proprio confini data l’allentamento della protezione americana.
In questo contesto si muove la Bce la cui riunione prevista per il prossimo giovedi rappresenta il fulcro della settimana. L’inflazione galoppa, dopo essere stata colpevolmente dimenticata e che ha causato lo scoppio della bolla che si era creata negli ultimi anni ben rappresentata dai rendimenti negativi sul decennale tedesco. E evidenzia ancora di più le problematiche del paese guida dell’Europa, la Germania alle prese con una possibile recessione, oltre alla rivalutazione dell’operato della Merkel che durante il suo lungo mandato ha aumentato la dipendenza energetica da Mosca e dall’ (ex) amico Putin, culminata con il gasdotto NordStream2.
Madame Lagarde ha intanto sorpreso gli investitori la scorsa riunione segnalando un atteggiamento molto più da “falco” di quanto fosse lecito attendersi, dopo un lungo periodo di immobilismo, con la probabilità di vedere aumenti dei tassi gia alle fine del 2022 rispetto ai primi previsti il prossimo anno. Annunciando anche una riduzione del flusso degli acquisti di titoli, con conseguente riduzione della liquidità. E provocando il rally dei titoli obligazioni di queste ultime settimane ma impaurendo ulteriormente i vari governi, tedeschi in testa, molto preoccupati da tassi che salgono in un contesto di recessione
Alla fine, rimanendo cosi la situazione bellica, il tema rimane sempre l’operato della banche centrali che, passate dal ruolo di arbitro a quelle di giocatore a seguito della crisi legata ai subprime del 2008, condizionano non solo i mercati finanziari ma anche tutte le altre variabile economiche. L’insorgere di una crisi dopo l’altra mantiene l’economia in una fase di emergenza continua rendendo sempre più difficile, forse a questo punto impossibile, tornare ad una situazione di normalità (borse legate agli utili o perlomeno espressione di una crescita economica, tassi di interesse reali e non negativi). Gia nella riunione di giovedi vedremo come la Bce, orfana di Draghi, si muoverà su questo ghiaccio sottile.
Sul tema tassi oltre alla Bce l’altro dato chiave della settimana è rappresentato dai Prezzi al consumo americani martedi mentre scatta la stagione delle trimestrali, principalmente banche tra cui JpMorgan, Citigroup, Walls Fargo, Goldman Sachs, Morgan Stanley, che forniranno una indicazione iniziale della salute dell’economia statunitense e dell’impatto del rapido aumento dei prezzi.

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