lunedì 28 febbraio 2022

PENSIERI PAROLE ED IDEE IN LIBERTA': LA CRISI UCRAINA HA CAMBIATO PER SEMPRE IL NOSTRO MONDO? (28 FEBBRAIO - 4 MARZO)

 



Continuiamo a non farci mancare nulla. E nonostante il 2022 non sia un anno bisestile notoriamente pazzerello. Alle problematiche già presenti sul tavolo delle preoccupazioni come il Covid, l’inflazione, il rallentamento dell’economia dovuto all’aumento dei prezzi energetici, la stretta monetaria, il surriscaldamento dell’economia americana causata da una scarsità di manodopera, per non parlare della transizione cinese che deve passare da una vocazione all’export ad un maggiore contributo dai consumi interni. E adesso la guerra, la prima in Europa da oltre 75 anni, tralasciando ovviamente la disgregazione della Yugoslavia negli anni 90 e le guerre locali. Ma uno stato che invade un altro onestamente non si era mai visto da parecchie generazioni a questa parte.

Da sempre le previsioni non le sbaglia solo chi non le fa. Ed era effettivamente difficile prevedere una invasione dall’Ucraina ragionando solamente con le motivazioni di carattere economico, che normalmente sono alla base degli interventi militari. Il discorso imperialista dello “zar” Putin però ha messo in evidenza che le motivazioni sono anche altre (l’Ucraina rimane sempre il granaio d’Europa ed è ricca di importanti giacimenti dei minerali dal Palladio al Platino) che potrebbero avere anche una radice interna e questo rende la situazione ancora più complicata da leggere e prevedere. Anche perché nel momento che si mette in moto la macchina bellica rimane difficile fermare il corso degli eventi.

Nonostante il paradosso che la guerra gliela pagano gli europei attraverso l’acquisto del gas, che la Russia deve vendere e i paesi europei acquistare in una sorta di mutuo soccorso, Putin per il momento è riuscito a compattare un Europa fino a qualche tempo fa divisa coagulandola in un unico soggetto come dimostrano le reazioni comuni. Se avesse invaso solo il Donbass e le altre repubbliche autonomiste probabilmente la Eu avrebbe chiuso un occhio come fece nel 2014 con l’invasione della Crimea che ha poi ha portato a questa situazione. Ma l’invasione di un intero paese in Europa non può certo passare sotto traccia. Anche perché è ancora vivo il ricordo dell’invasione dei Hitler della Polonia nel 1939 che diede inizio alla seconda guerra mondiale e la storia, in maniera diversa e con attori diversi, tende sinistramente a ripetersi.

Adesso è troppo presto per capire se questo è un episodio isolato in grado di rientrare o se la mossa russa ha cambiato per sempre gli equilibri degli ultimi 50 anni, riproponendo un rapporto di forza nuovo tra nazioni e con sullo sfondo la Cina che guarda con interesse alle reazioni internazionali con l’obbiettivo mai celato di invadere la provincia ribelle Taiwan. Dopo si producono il 40% dei microchip mondiali. L’invasione russa insomma sembra aver messo una fine ad un lungo periodo di tranquillità caratterizzato dall’espansione della Globalizzazione a sua volta figlia della fine della guerra fredda e del crollo del muro di Berlino. Con l’Europa, che nonostante tutto rimane il continente chiave, che ancora una volta si trova presa in mezzo tra la necessità di approvvigionamenti di energia e la mancanza di esercito comune di difesa. Dovendo guardare all’ altra parte dell’oceano Atlantico a Washington per difendere i proprio interessi

Le prospettive per i mercati finanziari non sono incoraggianti. Gia abbiamo visto un notevole rally di fine anno con l’evidente intenzione di spostare tutte le problematiche nel 2022, cosa puntualmente accaduta. Ora la crisi ucraina sta ulteriormente spingendo al rialzo il prezzo del petrolio che potrebbe infiammare ulteriormente un’inflazione gia fuori controllo e mettendo cosi in seria difficoltà le banche centrali strette tra la necessità di combattere il rialzo dei prezzi e quello di non rallentare una economia che inizia a vedere segnali di difficoltà appena uscita dalla situazione pandemica. Come molto spesso ripetuto è evidente il marchiano errore di valutazione, in particolare della Fed, di posticipare la politica di normalizzazione rimando dietro alla curva nella speranza di una transitorietà dell’inflazione che poi sarebbe rientrata da sola, con la conseguenza di ritrovarsi davanti a nuova emergenza con le armi spuntate. Con sullo sfondo la parola “deflazione”, lo spettro di qualsiasi economia, che inizia a stagliarsi

Anche perché è bene ricordarlo, non esistono pasti gratis, e quindi quelle stesse sanzioni più o meno severe, che imponiamo alla Russia ovviamente si percuoteranno anche su di noi, in particolare sugli Europei che vivono sulla loro pelle le conseguenze del conflitto (basti solo pensare al problema profughi) a differenza di quello che succede in America. E questa situazione di fatto permette una divergenza di operato tra Fed e Bce, che negli ultimi anni sono andate sempre in sintonia, con impatti in particolare sul valore del dollaro valuta con sui si paga il petrolio. Rimane solo da capire se 12 anni consecutivi di rialzi di borsa grazie alla politica di tassi zero, dove sulle correzioni più o meno importanti bastava sempre comprare ed aspettare, siamo arrivati al capolinea o se la crisi bellica in corso, soprattutto nel caso di una sua rapida soluzione, possa essere derubricata al solito incidente di percorso per i listini azionari

In settimana attenzione alla pubblicazione del Biege Book della Fed mercoledi giorno in cui ci sarà anche il discorso sullo stato dell’Unione del Presidente Biden mentre giovedi ci saranno i soliti importanti dati sulla disoccupazione americana che potrebbe avere impatto sulle decisioni della Fed il cui prossimo importante meeting è previsto a metà marzo.

ACCIAIO (COMMODITY): RIPRESA DEL RIALZO DEI PREZZI SULLA TENUTA DI 947 DOLLARI

 



Segnali di ripresa per il prezzo dell’acciaio grazie alla tenuta del supporto chiave a 947/50 dollari all’interno di un movimento che rimane caratterizzato da una forte volatilità. I prezzi infatti sono stati protagonisti dalla primavera 2020 di un fortissimo rialzo passando dai 450 dollari fino a 1939 dollari dell’agosto 2021 massimo assoluto per poi vedere una nuova fase di ribasso. La discesa si è fermata esattamente sui precedenti massimi del maggio 2018, precedente resistenza ora supporto, a 947 dollari sui cui i prezzi hanno reagito come conferma la buona chiusura del mese di febbraio. Proprio la tenuta di questo livello spinge ora al rialzo le contrattazioni che hanno un primo obbiettivo a 1185/200 dollari e successivamente verso 1330 dollari, ritracciamento del 38,2% di tutta la discesa. Un possibile target di arrivo si colloca a 1445/50 dollari che rappresenta il 50% di ritracciamento ma non si escludono ulteriori rialzi. Solo chiusure mensili inferiori a 950 dollari negheranno la fase di recupero in corso.

MOSCA RTX( RUSSIA): L'invasione dell'Ucraina spinge l'indice sui minimi ma la struttura tecnica non è ancora compromessa

 


Ovviamente la situazione è in evoluzione, ma il grafico della borsa russa fornisce qualche barlume di speranza. L’invasione della Ucraina ha infatti fatto precipitare l’indice velocemente verso 800 punti dove si trovano tutti i suoi importanti minimi dal 2004 ad oggi e da dove è rimbalzato con una chiusura mensile che si annuncia superiore. Proprio la tenuta di questo livello lascia intravedere la possibilità di ulteriori recuperi che una volta violata la resistenza a 1300 si estenderanno fino a 1700 mostrando qualche barlume che la situazione sta rientrando. La tenuta di 800 di fatto confermerebbe l’ampio trading range in atto dal 2004 tra 800 appunto e 2400. Discese al di sotto di 1200 saranno pericolose annullando il rimbalzo visto nelle ultime sedute e riproponendo le contrattazioni verso 1000 ultimo baluardo prima dei minimi citati in precedenza. Chiaramente la perdita di 800 punti indicherà che la situazione è andata fuori controllo. Da monitorare con attenzione per vedere l’evolversi della situazione interna russa.

Mie indicazioni sui mercati finanziari riportate su L'Economia inserto economico del Corriere della Sera di oggi 28 febbraio 2022

 


domenica 27 febbraio 2022

S&P500 (USA): LA TENUTA SU BASE SETTIMANALE DEL SUPPORTO 4220 SALVA L'INDICE AMERICANO (PER IL MOMENTO?)

 

Accantonate temporaneamente le problematiche inflattive, i venti di guerra spingono al ribasso l’S&P500 che scende fino a 4114 per poi avviare un profondo rimbalzo anche grazie alla divergenza con l’oscillatore. Lo scenario si presenta adesso incerto per l’indice americano perché da un lato è riuscito a chiudere il mese (manca solo la seduta di lunedi) al di sopra del supporto fondamentale a 4220/30 ma tuttavia rimane al di sotto delle sue medie mobile a 50 e 200 giorni che però non si sono ancora incrociate fornendo così un segnale ribassista di medio periodo. Solo il superamento della forte resistenza a 4600 fornirà un segnale di cessato pericolo riproponendo le contrattazioni verso i precedenti massimi a 4800 ma gia la rottura di 4400, dove transita la media mobile resistenza dinamica sarà un segnale positivo. Nuove discese al di sotto di 4200 segnaleranno invece che la correzione è tuttora in corso con possibilità di continuare la discesa verso 4000 e quindi 3820/50 ritracciamento del 38,2% di tutto il rialzo partito a marzo 2020 da 2190.

FTSEMIB (ITALIA): Il supporto a 24500 contiene il ribasso ma è presto per parlare di ripresa rialzista


 La violazione del triangolo, figura di continuazione, formatosi nelle ultime tre settimane, permette una velocissima discesa delle contrattazioni fino a 24507 prima di avviare una altrettanto veloce reazione. Se lo scenario di lungo periodo si conferma intatto grazie alla tenuta mensile del supporto chiave precedente resistenza a 24000 (manca solo la seduta di lunedì per chiudere il mese di febbraio) nel breve la situazione si presenta più complessa in quanto al mercato mancherebbe un’ultima gamba ribassista in area 24260/300 prima di ripartire al rialzo verso i 28000 e quindi 30000 livello che potrebbe toccare nella seconda parte dell’anno. Nel breve le contrattazioni possono salire fino a 26000 a testare la media mobile a 200 giorni e chiudere il gap tuttora aperto. Un superamento di questo livello gia allontanerebbe lo scenario di debolezza di breve spingendo i corsi verso la media mobile a 100 giorni a 26640. Per rivedere la ripresa della tendenza rialzista bisognerà attendere la violazione di 27000 dove transita la trendline ribassista.

mercoledì 23 febbraio 2022

I TITOLI PIU' INTERESSANTI DOPO LA CORREZIONE: MIO INTERVENTO SETTIMANALE PER CLASSCNBC (23 FEBBRAIO)


 

INTESA SAN PAOLO: RIPRESA RIALZISTA SULLA TENUTA DI 2,558 PRECEDENTI MASSIMI


ll ribasso del titolo si è fermato a 2,588 euro precedenti massimi e dove transita la trendline ribassista di lungo periodo violata in precedenza. Il livello è ulteriormente rafforzato dal transito della media mobile a 50 giorni in presenza di una fase di ipervenduto. Da questi livelli pertanto i prezzi possono riprendere la strada rialzista per riportarsi sui massimi del 2018 a 3,20 euro.

Operatività: Acquisti in area 2,64/65 euro stop a 2,58 euro profit a 3,20 euro


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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



martedì 22 febbraio 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 21 FEBBRAIO

 


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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



lunedì 21 febbraio 2022

PENSIERI PAROLE ED IDEE IN LIBERTA': IL RITARDO DELLA FED (21-25 FEBBRAIO)

 




Parliamoci chiaro. Non siamo nella stessa situazione che precedeva l’attentato di Sarajevo nel 1914 che diede inizio alla prima guerra mondiale o all’invasione della Polonia da parte di Hitler nel 1944. O per rimanere più vicini nel tempo l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein nel 1990. Perché la realtà delle cose è che l’Ucraina interessa poco a tutti gli attori coinvolti, più attenti ora ad uscire da questa situazione andata un po’ fuori controllo senza perderci la faccia che ad affrontare una guerra di cui non si conoscono le conseguenza

L’argomento principale rimane infatti il confronto tra Cina e Stati Uniti per il primato economico e tecnologico globale in cui Putin ha cercato di inserirsi approfittando della debolezza europea. Pur ai margini per impatto geopolitico, l’ Europa rimane il continente più ricco ed importante ed un aumento dell’influenza russa anche grazie all’approvvigionamento di energia non sarebbe una cosa particolarmente gradita all’amministrazione Biden. Americani che al pari dei cinesi hanno un problema in comune che si chiama economia: la Cina necessita di passare da essere trascinata dall’export ad una più situazione più stabile sostenuta dai consumi interni, mentre l’America deve tornare ad una crescita robusta senza l’aiuto degli stimoli monetari e dei tassi zero che hanno drogato l’andamento negli ultimi anni, senza per questo finire in recessione per combattere l’inflazione.

Perché alla fine sempre li torniamo, a quanto questo insorgere dell’inflazione comporterà un rialzo dei tassi modificando uno scenario molto favorevole per i mercati azionari negli ultimi 10 anni da Lehman in poi, in considerazione che la pandemia ha provocato la più veloce recessione di tutti i tempi durata solamente 2 mesi. Ed in gioco adesso c’è la stessa credibilità della Fed, ente non più indipendente da quando nel 2008 all’apice della crisi subprime ha deciso di cambiare ruolo passando da arbitro a giocatore attivo per salvare il sistema. Certo non è stata aiutata dall’amministrazione prima Trump e adesso in maniera più pesante Biden che hanno alimentato a loro volta le tensioni inflattive grazie agli stimoli fiscali ne dalle tensioni sul mercato del lavoro dove le aziende non riescono a trovare personale in una situazione di piena occupazione che si scarica ovviamente sull’aumento dei salari, consentendo una rivincita dei lavoratori dopo decenni di corsa al ribasso in seguito alla finanziarizzazione e digitalizzazione dell’economia.

La decisione della Fed di rincorrere l’inflazione invece che di anticiparla risiede anche nella consapevolezza che siamo in presenza di uno scenario nuovo ed inedito rispetto al passato, peraltro alimentato dalla stessa emissione di liquidità a pioggia. I costi derivanti dalla transazione ecologica si sono aggiunti alla problematiche relative alla catena di approvvigionamento causate dal lock down a cui tanto per non far mancare nulla vanno sommate le tensioni geopolitiche, tutti fattori che hanno spinto l’inflazione più in alto delle attese mettendo in discussione il “wait and see” proposto da Powell che infatti è stato costretto a rimangiarselo. E cosa peggiore adesso rischia di dover essere troppo aggressivo in presenza di un inflazione che comincia a sgonfiarsi da sola. Di fatto mancando completamente il timing dell’intervento.

Per il momento il mercato si presenta nervoso come dimostra il forte ritorno della volatilità ma non ancora spaventato, anche se la violazione dei supporti critici, definiti dai minimi di gennaio, potrebbero essere un detonatore per nuove accelerazioni ribassiste. Anche perché i bilanci aziendali, drogati per anni dalla politica di buy back a suo volta conseguenza della forte liquidità presente, iniziano a mostrare segni di calo che li riportano direttamente sui valori del 2018. Finita la festa durata tutto l’anno scorso, il 2022 continua a presentarsi come un anno complesso. Una recessione prima o poi arriverà, e l’appiattimento della curva dei rendimenti americani è già un segnale, rimane da capire se in maniera soft oppure se un errore di politica monetaria o fiscale posso provocare un movimento profondo

Ps: Nelle ultime settimane sulle varie televisioni generaliste sono aumentati in maniera considerevole gli spot pubblicitari che invitano agli investimenti, anche sulle cryptovalute, sia attraverso rinomate case di gestione che piattaforme di trading. La liquidità presente nei conti correnti degli italiani rimane notevole ed un aumento dei tassi legato all’inflazione andrà a ridurne il valore. Tuttavia questa situazione ricorda sinistramente il tentativo di interessare ed invogliare la massa (il classico parco buoi per intenderci) alla luce delle ottime performance conseguite nel 2021 che normalmente anticipa un profondo ribasso del mercato, come visto nel 2000 e 2008. Speriamo di sbagliare.

I dati macroecomici americani rilevanti si concentrano nella parte finale della settimana quando giovedi saranno pubblicati i dati settimanali sulla disoccupazione, le vendite di nuove case e il Pil, mentre venerdi sono attesi i beni durevoli, il reddito dei consumatori ed l’indice del sentimento del consumatori dell’università del Michigan

NASDAQ COMPOSITE (USA): La perdita di 13000 consentirà una nuova importante fase di ribasso

 



Complici anche i venti di guerra assieme alle problematiche inflattive, la situazione sugli indici azionari si fa sempre più complica dopo anni e anni di rialzi accompagnati e supportati dall’azione delle varie banche centrali. Lo scenario si conferma di debolezza per il Nasdaq, che ha fatto registrare i suoi massimi assoluti a fine novembre a 16212 per poi avviare una discesa. Il doppio massimo sulla resistenza a 14500/10 è ulteriore segnale di incapacità di recupero per l’indice tecnologico che adesso è pronto a tornare a 13000 ultimi minimi. Una perdita di questo livello, dove transita la media mobile a 100 periodi, darà il via ad una nuova gamba ribassista verso 11200/500 ritracciamento del 50% di tutto il rialzo partito a marzo 2020 e dove transita la media mobile a 200 periodi. Sono comunque possibili estensioni fino a 10300/500. Segnali di ripresa si avranno solamente con la rottura di 14500 che rispedirà le contrattazioni verso 16000.

BITCOIN (Cryptovaluta): permane la situazione di ribasso per un test di 30000 dollari

 


Il recupero del Bitcoin si ferma a 46000 dollari a riconoscere la trendline violata in precedenza riprendendo la via del ribasso. La sequenza di minimi e massimi decrescenti conferma lo scenario di debolezza per la cryptovaluta che risente del cambio di sentiment riguardo gli investimenti nei settori rischiosi conseguenza dell’ormai prossimo e sensibile aumento dei tassi. I prezzi sono ora diretti verso il supporto a 36000/300 dollari la cui violazione permetterà una continuazione del ribasso verso i precedenti minimi a 33000 e quindi verso 29000/100 dollari minimi del luglio 2021 dove ci attende una reazione. Al di sotto di quel livello il target successivo si colloca a 20000 dollari. Segnali di forza si avranno solo sopra 46000 dollari ultimi massimi riproponendo le contrattazioni verso 53000 dollari.

domenica 20 febbraio 2022

FTSEMIB (ITALIA): Pronti per una accelerazione (al ribasso ?) sul completamento del triangolo

 


Nulla da segnalare sull’indice italiano per la quarta settimana di fila che tuttavia dimostra una discreta tenuta grazie al buon comportamento del comparto bancario. Lo scenario di lungo periodo rimane sempre impostato al rialzo mentre nel breve si sta completando la fase triangolare tra 26000 e 27200 che normalmente anticipa un forte movimento direzionale che verrà dato dall’andamento degli altri principali listini azionari tutti su livelli di supporto molto importanti. Nel breve ci si attende un nuovo ribasso al test del supporto chiave a 26000 dove transita anche la media mobile a 200 giorni. Una violazione di questo livello con la conferma di una chiusura giornaliera inferiore innescherà una fase di ribasso capace di portare velocemente le quotazioni a 25000 e successivamente a 24500 fornendo un’area di acquisto di medio periodo. La rottura di 27160/200 permetterà la ripresa del rally nuovamente verso 28000 e successivamente per il target posto a 30000.

DAX (GERMANIA): La fase distributiva sui massimi annuncia nuove discese dell'indice tedesco

 




Nonostante un oceano di differenza Dax e S&P500 presentano il medesimo andamento ed entrambi stanno ora testando un supporto chiave cioè a 14800 per il l’indice azionario tedesco e 4220 per quello americano. Il listino germanico si trova adesso sulla parte bassa del trading range che lo sta caratterizzando da aprile 2021 tra 14800 e 16285 con i prezzi saliti su nuovi massimi assoluti ad inizio anno, in quella che sembra essere una fase distributiva dopo il fortissimo recupero partito da 8225 a marzo 2020 che di fatto ha praticamente raddoppiato il valore. La violazione di 14800 confermata da una chiusura settimanale inferiore darà il via ad un movimento ribassista diretto verso 13500 a testare la media mobile a 200 periodi. Una perdita anche di questo supporto dinamico spingerà ulteriormente le quotazioni verso 12300 ritracciamento del 50% di tutta la salita partita da marzo 2020. La ripresa rialzista, a questo punto improbabile essendosi estesa per troppo tempo la fase laterale, si avrà con il superamento dei massimi assoluti a 16290 aprendo le porte per salite verso 18000.

mercoledì 16 febbraio 2022

BANCA POP EMILIA ROMAGNA (BPER): La violazione di 2,17 euro innescherà un nuovo spunto al rialzo


I prezzi si sono portati sui precedenti massimi visti lo scorso maggio a 2,17 euro sulla parte alta di una fase di consolidamento che sta durando dal novembre 2020. Una rottura della parte superiore a 2,17 euro permetterà l'avvio di un nuovo movimento di accelerazione per andare a chiudere il gap tuttora aperto dal febbraio 2020 a 2,75 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla violazione di 2,17 euro o su ritorni sul livello in caso di gap up stop a 2,099 euro profit a 2,75 euro

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martedì 15 febbraio 2022

Il risiko bancario, Leonardo, i titoli energetici ed il petrolio ed altro ancora: Mio commento settimanale per LeFonti.Tv (15 Febbraio)


 

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 14 FEBBRAIO

 


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RIEPILOGO POSIZIONE CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022

 



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lunedì 14 febbraio 2022

TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')



  • IVECO
La forte correzione del titolo ha raggiunto 8,10 euro, supporto molto valido da cui ci si attende un recupero dei prezzi verso 9,75 euro e quindi 10,15 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 8,60 euro stop 8,10 euro profit a 10,00 euro

  • WIIT
Titolo attivo nel cloud. La correzione dai massimi assoluti di 40 euro si è fermata sulla media mobile a 200 giorni a 27,40 euro dove ha reagito segnalando la ripresa del movimento ascendente. Acquisti sulla forza.

Operatività: acquisti sulla violazione di 29,20 euro stop 27,39 euro profit a 40,00 euro

  • TECHNOGYM
La discesa libera del titolo si è fermata a ridosso di 7,00 euro. La presenza di una fase di ipervenduto anticipa un recupero corposo dei prezzi che necessitano dalla violazione della resistenza a 7,71 euro per confermare la salita verso 9,20 e poi 10,00/20 euro.

Operatività: acquisti sulla violazione di 7,90 euro stop a 7,39 euro profit a 9,20 euro

  • GVS
Il titolo è tornato sui suoi livelli di quotazione di giugno 2020 a ridosso dei 9,00 euro da dove può iniziare la risalita in prima battuta verso 11,00 euro e quindi verso 13,70/14,00 euro. Acquisti su storni,

Operatività: acquisti in area 9,35/40 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 9,00 euro primo profit a 11,00 euro e quindi 13,70 euro

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POSTE ITALIANE: Fine della discesa sul supporto a 10,50 euro


 A differenza di ciò che si potrebbe credere, Poste Italiane è ormai un titolo finanziario con oltre il 60% dei suoi utili che vengono dalla vendita di prodotti assicurativi e finanziari appunto. Si presenta interessante da un punto di vista tecnico, in quanto la discesa degli ultimi mesi dai massimi assoluti di 12,73 di fine ottobre 2021 ha trovato un supporto a 10,51 euro sul ritracciamento del 38,2% della precedente salita partita da 6,96 euro nell’ottobre 2020. La formazione di una candela doji sul grafico giornaliero conferma ulteriormente il movimento di ripresa. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 11,00 euro o sul ritorno sul livello stop a 10,37 euro profit a 13,20 euro

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PENSIERE PAROLE ED IDEE IN LIBERTA' : LA CRISI UCRAINA (14 -19 FEBBRAIO)

 




Per gli innamorati della borsa ci sono stati San Valentino migliori. Difficile vederla in altro modo quando i mercati azionari iniziano la settimana in maniera molto pesante, accorgendosi di colpo quanto una invasione dell’Ucraina porti con se dei contraccolpi non solo per ciò che riguarda le tensioni geopolitiche. Oltre alla problematica relativa al Gas oltre che al Nickel e Palladio, a cui la Russia deve pur vendere rappresentando le esportazioni il 50% del suo Pil, l’Ucraina è un fortissimo produttore di grano, i cui prezzi in caso di invasione schizzerebbero al rialzo impattando ulteriormente su una inflazione dei beni agricoli già galoppante di suo.

Questa crisi diplomatica si sta però trasformando in una sorta di Soap Opera in cui viene annunciato il giorno e forse l’ora in cui avverrà l’invasione come nel caso degli eventi televisivi che sono programmati già ad un ora prefissata proprio per aumentare l’audience. Non fosse che in questo caso si parla di guerra, perdipiù in Europa che non si vede dalla fine della seconda guerra mondiale, ai margini di casa nostra, con l’Ucraina che si trova distante dai nostri confini più o meno quanto i Paesi Bassi. In questo intricato scenario internazionale rimane da capire a chi gioverebbe una situazione di conflitto. La Russia dimezzerebbe le sue entrate, la Germania non avrebbe gli approvvigionamenti con il blocco del gasdotto Nord Stream2, il petrolio schizzerebbe ulteriormente al rialzo assieme alle risorse agricole con il prevedibile impatto sui mercati finanziari e sui tassi. Anche perché la storia dimostra che una volta che il conflitto inizia la situazione può andare facilmente fuori controllo.

Le diplomazie Europee sono effettivamente in allerta divise da concetti di principio e necessità economiche, in quella che sinistramente ricorda o almeno ha dei punti di contatto con l’invasione della Polonia da parte di Hitler nel 1938, tollerata dagli europei in nome della pace ed invece fu l’inizio scatenante di qualcosa di molto più grosso. Non che ci troviamo nella stessa situazione, ormai le guerre si compatto principalmente per via economica e informatica, ma l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 ci rammenta che la storia, seppur con dinamiche diverse, tende a ripetersi.

Siamo in una sorta di tempesta perfetta, anche se al momento il barometro segna vento forte rispetto ad un uragano, ma con possibilità di rafforzamento. Gia lo scorso giovedi abbiamo avuto il dato sull’inflazione americana che ha toccato livelli che non si vedevano dal 1982 quando la situazione tassi era molto diversa, confermando un rialzo molto forte dei prezzi che non viene solo dal lato dell’offerta ma anche dalla domanda con molti consumatori che spendono anche grazie all’effetto ricchezza creato dalla liquidità immessa dalle banche centrali finita in gran parte ad alimentare i mercati azionari. A questo si aggiunge un prezzo del petrolio salito alle stelle, non distante ormai dai 100 dollari, ed una quasi piena occupazione in America, con conseguente pressione al rialzo dei salari. E con sullo sfondo la paura di una deflazione.

Le banche centrali reagiscono come possono, ma proprio il repentino cambiamento di scenario su rialzi dei tassi, sia alcune problematiche di comunicazione, in particolare dal lato europeo, fanno pensare e temere che abbiano perso il controllo della situazione, innervosendo non poco gli operatori abituati ad essere coccolati e protetti nella loro attività di investimento come visto negli ultimi 2 anni. Ed ecco all’improvviso tornare la volatilità sui mercati, variabile dimenticata, che ricorda a tutti che il mercato azionario non è un pozzo di San Patrizio dove tutti possono abbeverarsi, ma un luogo che al di là della componente emotiva, necessita di competenze in grado di valutare e scegliere gli assett sui cui investire. L’arrivo della cryptovalute assieme alle loro importantissime performance ha contribuito alla formazione di un approccio troppo semplice e superficiale degli investimenti, come dimostra la costante nascita di nuovi operatori di servizi finanziari, contribuendo non poco alla confusione di chi approccia i mercati per la prima volta incapaci di scegliere con cognizione di chi possono effettivamente fidarsi. Di fatto facendo sembrare l’investimento azionario simile ad un casinò dove puntare sulla ruota o sul rosso e nero, altro effetto collaterale di una politica monetaria sin troppo lassista e per troppo tempo

In attesa di schiarite sul lato Ucraina, in una settimana scarna di dati macroeconomici, quello maggiormente interessante è l’indice dei prezzi alla produzione PPI alla volta di martedi, mentre mercoledi saranno note le minute dell’ultima riunione della Fed i cui membri ultimamente giocano a contraddirsi sull’entità dei rialzi dei tassi, evidenziando una certa spaccatura.

Buona settimana a tutti

S&P500 (Usa): All'indice manca un altro minimo dopo la salita degli ultimi giorni è stata tipo correttivo

 



Nuova debolezza attesa per l’S&P500 dopo che nella scorsa ottava il recupero dei prezzi si è fermato ancora una volta sulla resistenza a 4590/95 e sotto la media mobile a 100 giorni. Proprio la formazione di un doppio massimo assieme alla salita dai minimi in tre onde, che da sempre identificano un movimento correttivo, sono segnali che all’indice manca un ultimo minimo, probabilmente a 4300 prima di iniziare a vedere recuperi più corposi. La perdita dei 4300 con una chiusura settimanale inferiore approfondirà però il ribasso verso l’area 3900/4000 e quindi 3800 ritracciamento del 38,2% di tutto il rialzo partito da marzo 2020 a 2100. Solo ritorni al di sopra di 4600 forniranno qualche segnale di forza negando la debolezza partita con la violazione del canale rialzista in atto dallo scorso marzo

CAC40 (FRANCIA): Pericolosa la formazione di una figura di inversione "Testa-spalle" sui massimi

 



Andamento incerto per l’indice azionario francese capace di segnare dei massimi assoluti ad inizio anno a 7384 per poi avviare una fase correttiva, che ha trovato supporto sul doppio minimo a 6754. Come la maggior parte dei listini europei anche il Cac sta sviluppando una fase laterale ma la salita delle ultime sedute sembra essere di tipo correttivo che implica nuovamente discese al test di 6750/54 dove transita attualmente la media mobile a 200 giorni. Con il rischio ulteriore che una perdita di questo livello attivi una figura di inversione “Testa-Spalle” attualmente in formazione che spingerebbe le contrattazioni fino a 6100/35. Segnali di forza verranno da ritorni sopra 7200 riproponendo le contrattazioni sui precedenti massimi e quindi verso 7600. Un target più importante di medio periodo si colloca a 8500.

domenica 13 febbraio 2022

ORO (COMMODITY): Il rialzo dell' inflazione spinge l'Oro verso 2000 dollari

 


Le tensioni inflattive che si scaricano sui tassi e sui mercati azionari mettono le ali al metallo giallo capace finalmente di superare la resistenza a 1850 dollari ed uscire dalla fase laterale che lo stava caratterizzando dall’inizio del 2021. L’uscita da quella che sembra essere una fase di tipo triangolare sospinge i prezzi al rialzo verso 1950/70 dollari e quindi per un test dell’area 2000 dollari. Il target fornito dall’ampiezza del triangolo si colloca 2080 dollari che corrisponde ai massimi assoluti visti nell’estate 2020. Solo ritorni al di sotto di 1830 dollari negheranno il panorama rialzista spingendo i corsi verso il supporto chiave a 1750 dollari, parte bassa del triangolo

FTSEMIB: Fase triangolare ancora in atto, possibili ritorni a 26000 prima di ripartire

 


Complice le tensioni sui tassi di interesse, anche sul Ftsemib continua la fase di incertezza con i prezzi saliti in questa settimana fino a 27353 a testare la trendline rialzista di breve per poi ripiegare. Lo scenario rimane sempre laterale con l’indice che si muove tra 25500 e 28000 dallo scorso ottobre in quella che sembra una ampia fase di consolidamento seguita alla violazione del range 12500 -24500 che aveva contenuto le oscillazioni dei prezzi per oltre 12 anni. I prezzi stanno ora costruendo una fase triangolare che, complice la debolezza americana, potrebbe portare con perdita di 26000 dove transita la media mobile a 200 giorni, a correzioni fino 25000 per poi ripartire. Per la settimana entrante sono attesi ritorni a 26000 dove si decideranno le sorti dell’indice per i prossimi mesi. Segnali di forza si avranno con la rottura della trendline a 27350 spingendo nuovamente le contrattazioni verso 28000. Il target di medio periodo rimane sempre fissato a 30000.

venerdì 11 febbraio 2022

RENDIMENTO TBOND 10 ANNI DIRETTO VERSO 2,50% (ANALISI DEL 10 GENNAIO 2022 PER CHI LO AVESSE PERSO)


Sotto la luce dei riflettori in questi giorni troviamo il rendimento del titolo di stato americano a 10 anni, ottimo indicatore delle prospettive di inflazione a medio periodo e anticipatore di possibili movimenti dei tassi, tornato in queste ultime sedute sui massimi visti lo scorso aprile a 1,776%, dopo essersi portati ad agosto a 1,127% ritracciando esattamente il 50% del movimento dai minimi di 0,50% di agosto 2020 fino a 1,776%. Il superamento dei massimi confermerà il panorama di rialzo dei rendimenti nel corso dei prossimi mesi diretti in prima battuta al test del livello psicologico del 2%, in tempi brevi, e successivamente verso il suo target finale a 2,55/60% parte alta del canale ribassista che sta contenendo tutte le oscillazioni dei rendimenti da oltre 20 anni a questa parte. Una rottura del canale sopra 2,60% vedrà un aumento veloce dei rendimenti verso 3,00% e quindi 3,60% parte mediana di tutte le oscillazioni dal 2000. Per vedere un qualche restringimento dei rendimenti bisognerà attendere discese al di sotto 1,47/50% con i rendimenti che potrebbero tornare verso 1,12% e quindi 1%

mercoledì 9 febbraio 2022

BANCA GENERAL: Ripresa rialzista sopra 36,70 euro

Il titolo ha terminato la sua correzione sui precedenti massimi a 33,00 euro dove ha reagito. La violazione della resistenza a 36,60 euro dove transita la media mobile a 200 giorni confermerà la ripartenza della tendenza rialzista con un primo obbiettivo i precedenti massimi assoluti a 43,54 euro per poi salire sul target di medio periodo a 49,00/50 euro. Solo la perdita del lontano supporto a 33,00 negherà l'impostazione positiva. Rimane interessante anche per la ricca cedola (intorno al 9%) che porta in pancia

Operatività: Acquisti sulla violazione di 36,70 euro stop a 35,49 euro primo profit a 43,50 euro poi 49,00 euro

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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


PETROLIO WTI: Siamo arrivati alla fine del rialzo?

 


Il grafico giornaliero del petrolio presenta una struttura tecnica interessante con i prezzi che dopo l'incredibile rally di fine anno, con le contrattazioni passate da 62,43 a 93,00 dollari (+50% in un solo mese) sembrano aver trovato un tetto. Il petrolio infatti si è portato sulla parte alta del canale rialzista in atto dall'ottobre 2020 in presenza di una forte divergenza con l'oscillatore che normalmente indica una fase di eccesso. Pur rimanendo ancora all'interno di una tendenza rialzista l'oro nero sembra ora aver bisogno di correggere andando a testare i precedenti massimi prima resistenza adesso supporto a 85,00 dollari. Una violazione anche di questo livello approfondirà poi la discesa verso 78,00 dollari con la possibilità di estendere il ribasso fino a 70,00 dollari parte bassa del canale. Strappi sopra 94,00 dollari porteranno invece velocemente le contrattazioni al test della resistenza anche psicologica dei 100 dollari

BPM, Saipem, Telecom, il Ftesmib e altro: mio commento settimanale per ClassCnbc ( 9 Febbraio)


 

martedì 8 febbraio 2022

RIEPILOGO POSIZIONE CHIUSE E RENDMENTO NEL 2022 (8 Febbraio)

 

La protezione del capitale è il fattore fondamentale che guida la strategia  e la composizione del portafoglio che viene conseguita o proteggendo l'operazione o alzando gli stop accompagnando il rialzo.




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PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 7 FEBBRAIO 2022





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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 

  • FINECO BANK
La violazione di 15,25 euro, dove transita la media mobile a 200 giorni fornirà un segnale per la ripartenza al rialzo del titolo per ritorni almeno sui suoi precedenti massimi assoluti a 17,50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 15,25 stop a 14,82 euro profit a 17,50 euro

  • TELECOM ITALIA
Fase di consolidamento per il titolo ormai da 3 settimane tra 0,40 e 0,43 euro. Proprio la violazione della parte alta permetterà accelerazioni per ritorni a 0,51 euro precedenti massimi e quindi verso 0,60 euro, sulla ripresa dei negoziati per l’offerta del fondo KKR. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,43 euro stop 0,413 euro primo profit a 0,51 euro poi 0,60 euro

  • PIAGGIO
Titolo in fase di consolidamento dopo i forti ribassi primaverili. La violazione della resistenza a 3,00 euro dove transita la media mobile a 200 giorni permetterà il ripristino della tendenza rialzista per ritorni sui massimi di periodo a 3,60 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 3,01 euro stop a 2,915 euro profit a 3,60 euro

  • IVECO
Titolo quotato ad inizio anno ma che potrebbe entrare nel Ftemib. Il doppio minimo a 8,70 euro ha fermato la discesa dei prezzi che adesso devono rompere 9,00 euro per iniziare un rialzo verso i suoi precedenti massimi a 11,35 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 9,00 euro stop a 8,69 euro profit a 11,35 euro


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lunedì 7 febbraio 2022

STM: La trendline rialzista e la media mobile fermano il ribasso del titolo

 


Andamento del titolo legatissimo a quello dell’indice tecnologico Nasdaq (di cui trovate l’analisi aggiornata). La discesa dai massimi di 46,33 euro di fine novembre 2021 ha trovato supporto, in presenza di una situazione di ipervenduto, sulla trendline rialzista di lungo periodo a 38,21 euro, livello rafforzato dal transito della media mobile a 200 giorni. Il titolo si trova pertanto su un livello chiave da dove può riprendere la corsa rialzista sulla tenuta del livello oppure continuare la sua discesa al di sotto di 38,00 euro per estendere la correzione fino a 34,50/35,00 euro. Il superamento degli ultimi massimi a 39,34 euro fornirà un segnale di forza per salire in prima battuta a 44,50 euro parte alta del canale di breve e successivamente verso 49,50/50,00 euro. Ricordiamo che i massimi assoluti sono posti a 76,00 euro segnati a febbraio 2000 poco prima dello scoppio della bolla dotCom. Acquisti sulla forza.

Operatività: acquisti sulla rottura di 39,34 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 38,00 euro profit a 49,50 euro

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COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE PAROLE E PENSIERI IN LIBERTA' (7 -11 FEBBRAIO)

 


Adesso si fa complicato. Difficile definire altrimenti la situazione che stiamo vivendo dopo che anche Madame Lagarde ha aggiunto il suo carico da 90 sul tavolo dell’aumento dei tassi come gia fatto dalla sua controparte americana Powell. Di fatto precisando che siamo in un nuovo mondo. O almeno decisamente diverso da dove eravamo ma soprattutto da come ce lo aspettavamo. Tempo un paio di mesi e il previsto rialzo dei tassi visto lontano nel tempo nella primavera del 2023 si è materializzato sulla soglia di casa e si prospetta anche consistente, per fronteggiare una inflazione che galoppa da un bel po’, legata sicuramente alla componente energetica (il petrolio Wti quotata 52 dollari a febbraio 2021 adesso siamo oltre 90), alle problematiche sul lato dell’offerta ma anche al lassismo prodotto da una politica monetaria che stampa moneta a getto continuo secondo i dettami dell”elicopter money”

Una nota pubblicità diceva “la potenza è tutto”. Nel caso delle banche centrali, che hanno volutamente spinto al rialzo i mercati finanziari sia per creare un effetto ricchezza che si è poi visto sui consumi ( in Americano contano per circa il 70% del Pil ) ma anche sull’aumento della attività da trading, nel loro caso dicevamo “il timing è tutto”. Belli comodi sul divano di casa si può pertanto criticare questa strategia del “ wait and see”, aspetta e vedi, operata in primo luogo dalla Fed nella speranza, a questo punto vana, che le cose si sistemassero da sole in modo da poter intervenire gradualmente portando cosi a casa capra e cavoli, cioè una continuazione della tendenza rialzista del mercato azionario (di cui beneficiano i grandi fondi pensionistici americani vedovi dei rendimenti del mercato obligazionario) ed una crescita dell’economia reale che verrebbe se non affondata decisamente rallentata da un aumento dei tassi

Sbagliare la tempistica ti espone però a dover affrontare tutte una serie di problematiche nello stesso momento, fornendo per di più un messaggio contraddittorio che genera incertezza e volatilità sui mercati azionari, abituati ad essere cullati, coccolati e difesi negli ultimi anni, come stiamo vedendo in queste settimane. Questo atteggiamento accomodante e la liquidità a buon mercato hanno praticamente impedito qualsiasi tipo di correzione significativa almeno fino a gennaio 2022 contribuendo alla formazione di una idea che il mercato azionario fosse un luogo dove si guadagnava sempre e bisognava farlo nel minor tempo possibile attraverso la leva o l’acquisto di strumenti fortemente speculativi ben rappresentati dal Bitcoin e dalle cryptovalute, in generale capaci di triplicare il loro valore in pochissimo tempo senza che nessuno abbia ancora chiaro il loro vero valore. Questa mancanza di valutazione sull’investimento in particolare per gli investitori retail, ha permesso un effetto moda concentrando gli acquisti su pochi ma ben noti colossi tech che hanno spinto gli indici sui massimi mentre la maggior parte dei titoli presentava andamenti negativi, distorcendo di fatto il reale andamento del mercato azionario e alimentando una prospettiva di guadagni all’infinito

Adesso, improvvisamente, la Fed si trova davanti un situazione complicata rappresentata da un inflazione ai massimi dagli anni ‘ 80, quando però i tassi erano sopra il 10%, un mercato del lavoro che mostra una piena occupazione e che vede un aumento dei salari, e con una previsione degli utili in netto calo, in particolare sui titoli che più avevano guidato il rialzo cioè i Big Tech. I crolli di Netflix in precedenza e nell’ultima settimana di Amazon e Meta (ex Facebook) dimostrano che non è possibile sostenere elevati tassi di crescita in eterno, in particolare con un rialzo dei tassi che sposta la liquidità verso il mercato obbligazionario, anche se rappresentano fenomeni che sono qui per restare. E non è un caso che queste aziende stiano sfruttando la loro fortissima liquidità per spostare e differenziare il loro business attraverso acquisizioni spesso pagate a peso d’oro. Vedasi una per tutte l’acquisizione di Active Blizzars società che produce visori per videogiochi da parte di Microsoft

Non che la Lagarde se la passi bene, stretta tra il dover seguire le orme della Fed e le tensioni interne generate dalle diverse visioni in seno all’Europa con Germania, in particolare dopo la fine dell’era Merkel, ed i paesi nordici che guardano con terrore all’inflazione sui massimi da 40 anni a questa parte e che vogliono appropriate misure di contrasto ed i paesi mediterranei, Italia in testa, che da un incremento del costo del denaro hanno solo da perdere dati gli interessi sul debito pubblico. A cui si aggiunge l’incapacità della presidentessa della Bce sul lato della comunicazione, come visto nell’ultima riunione dove ha contribuito a mandare in orbita lo spread Btp –Bund, evidenziando una volta più le differenze con il suo predecessore che aveva i mercati che pendevano dalla sue labbra. E sottolineando un problema in più nel caso le cose si mettessero male, in una situazione che sinistramente ricorda la crisi dello Sme (Sistema Monetario Europeo da cui ha avuto origine l’Euro) nel 1992

Insomma, dopo un 2021 da tenere ben stretto negli annali per la facilità dei guadagni e che ha finito sui massimi anche grazie alla volontà degli operatori di spostare le problematiche presenti nell’anno entrante con le conseguenze che stiamo vedendo, il 2022 si preannuncia come un anno complicato contrassegnato da una volatilità costante e dove sarà fondamentale la capacità di effettuare un corretto “stock picking”. Anche perché la storia insegna che ogni grosso scrollone del mercato si è sempre rivelato un ottima opportunità di acquisto di medio periodo ed inoltre statisticamente ogni rialzo dei tassi, dopo il momento di preoccupazione iniziale, ha sempre portato ad una crescita del mercato azionario che vede nella crescita dal valore del denaro un elemento di conferma di una economia viva.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della settimana il più importante è l’indice dei prezzi al consumo in America giovedi che fornirà un ulteriore indicazione sull’inflazione assieme ai sussidi di disoccupazione, i due fattori fondamentali per la Fed. Attenzione anche sulla produzione industriale italiana mercoledi assieme alle scorte di greggio in America. Continua la pubblicazione delle trimestrali tra cui Philip Morris, Coca Cola, Pfizer, Toyota, Walt Disney, Twitter ed in Europa L’Oreal, Siemens, Socgen, Nexi, Fineco e Banca Generali


Buona settimana a tutti

NASDAQ COMP (USA) : La tenuta di 13000 permette un rimbalzo ma sono possibili ancora nuove discese dei prezzi

 


Ancora incertezza sull’andamento del listino tecnologico con i prezzi che hanno arrestato la discesa sul supporto a 13000 difeso dalla media mobile a 100 periodi sul grafico settimanale permettendo cosi lo sviluppo di un rimbalzo fino a 14500 in un contesto forte volatilità ma chiudendo al di sotto della media mobile a 50 periodi. Lo scenario di lungo periodo rimane rialzista ma è presto per parlare di ripresa rialzista con la possibilità concreta di ulteriori discese. Sembra pertanto possibile assistere ad una continuazione delle oscillazioni dei prezzi che potrebbero portarsi fino a 15000/200 a testare la trendline ribassista violata in precedenza per poi tornare nuovamente al test di 13000. Solo una perdita di questo livello approfondirà la discesa dell’indice tecnologico verso 12000 e quindi 11000 a testare la media mobile a 200 periodi.

NIKKEI225 (GIAPPONE): Indice nuovamente diretto verso i suoi massimi a 30000

 


Segnali di ripresa per l’indice azionario giapponese che riesce a chiudere la settimana al di sopra del supporto a 27800 violato la scorsa ottava. Pur rimanendo su valori che non si vedevano dagli anni ‘80, i prezzi hanno adesso la possibilità di riprendere a salire, per riportarsi sulla parte alta del trading range 27800-30700 che sta contenendo le contrattazioni dal novembre 2020. Chiusure mensili superiori a 30700 innescheranno una ulteriore fase rialzista con primo target a 34000. Nuove discese sotto 26000 porteranno l’indice al test dei precedenti massimi a 24000/100 dove transita la media mobile a 200 giorni.

domenica 6 febbraio 2022

EURO/DOLLARO: Siamo alla fine della fase di rafforzamento dell' Dollaro contro Euro?

 



Segnali di inversione per il cambio Euro/Dollaro che, anche grazie al possibile mutamento di politica monetaria da parte della Bce, si riporta velocemente a ridosso di 1,1500. Lo scenario tecnico è promettente dopo che il cambio è sceso fino a 1,11 a testare la trendline ribassista di lungo periodo che era stata violata una prima volta a luglio del 2020. La formazione di una candela “engulfing” sul grafico settimanale in presenza di una divergenza con l’oscillatore sono dei segnali di inversione che però necessitano adesso del superamento su base settimanale della resistenza a 1,1500 proiettando i prezzi verso 1,1700 e 1,1900, e permettendo anche il superamento delle medie mobile a 50 e 200 periodi. La tenuta di 1,1500 consentirà una correzione dei prezzi nel breve verso 1,1290/1300 prima di una nuova ripartenza. Solamente la perdita del supporto a 1,10 negherà il panorama di lungo periodo favorevole ad un ritorno di euro verso 1,27/28 rafforzando il dollaro verso 1,05

FTSEMIB: Prosegue la fase di consolidamento prima di nuove accelerazioni

 


Permane l’incertezza sul Ftsemib accompagnato da una forte volatilità innescata dal cambiamento di prospettava da parte della Bce che tuttavia potrebbe favorire l’indice domestico vista la forte presenza di titoli finanziari/assicurativi che beneficiano da un aumento dei tassi. I prezzi infatti stanno sviluppando una fase di tipo correttivo tra 26000, dove transita la media mobile a 200 giorni e 28000 livello violato brevemente ad inizio anno, al termine della quale saranno pronti ad accelerare al rialzo verso 30000. Rimane da capire se la fase attuale sia di natura triangolare, cioè con i prezzi che ridurranno progressivamente le oscillazioni nelle prossime sedute, oppure c’è da attendersi un nuovo test di 26000 prima di ripartire. La rottura di 28000 fornirà il segnale di ripartenza della salita verso 30000 e quindi 33000. Discese al di sotto di 26000 potranno approfondire la correzione fino a 25000 ma solo sotto 24000 si potrà parlare di inversione della tendenza rialzista in atto.

giovedì 3 febbraio 2022

DE LONGHI: La rottura di 32,50 euro spinge il titolo sui precedenti massimi

 

Titolo in recupero dopo la fortissima discesa originata dal doppio massimo assoluto a 40,00 euro fino a 27,60 euro dove ha rimbalzato con forza. La violazione della resistenza a 32,50 euro dove transita la media mobile a 200 giorni ripristinerà la tendenza rialzista spingendo nuovamente i prezzi al rialzo a chiudere il gap tuttora aperto a 38,80 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 32,50 euro stop a 30,99 euro profit a 38,80 euro

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