Complici anche i venti di guerra assieme alle problematiche inflattive, la situazione sugli indici azionari si fa sempre più complica dopo anni e anni di rialzi accompagnati e supportati dall’azione delle varie banche centrali. Lo scenario si conferma di debolezza per il Nasdaq, che ha fatto registrare i suoi massimi assoluti a fine novembre a 16212 per poi avviare una discesa. Il doppio massimo sulla resistenza a 14500/10 è ulteriore segnale di incapacità di recupero per l’indice tecnologico che adesso è pronto a tornare a 13000 ultimi minimi. Una perdita di questo livello, dove transita la media mobile a 100 periodi, darà il via ad una nuova gamba ribassista verso 11200/500 ritracciamento del 50% di tutto il rialzo partito a marzo 2020 e dove transita la media mobile a 200 periodi. Sono comunque possibili estensioni fino a 10300/500. Segnali di ripresa si avranno solamente con la rottura di 14500 che rispedirà le contrattazioni verso 16000.
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