giovedì 30 settembre 2021

RECORDATI: Ripresa tendenza rialzista sulla tenuta del supporto a 48,00 euro




Il ribasso del titolo dai massimi assoluti di 57,90 euro di fine agosto si è fermato sulla trendline rialzista e sulla media mobile di 200 giorni a 48,20/50 euro. La struttura di medio periodo rimane ancora rialzista e la presenza di una fase di ipervenduto rafforza la possibilità di ripresa del titolo verso 55,00/30 euro e quindi verso nuovi massimi assoluti a 60 euro. Chiusure giornaliere inferiori a 48,00 euro forniranno invece un segnale di inversione di tendenza spingendo i corsi al ribasso verso 41,00 euro

Operatività: acquisti sul superamento di 49,65 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 48,00 euro profit a 59,90 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


martedì 28 settembre 2021

Video del mio intervento settimanale a commento dei mercati finanziari per LeFonti.Tv (28 settembre)


 

TABELLA RIASSUNTIVA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO

 



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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


TABELLA RIASSUNTIVA PORTAFOGLIO TITOLI (28 SETTEMBRE)

 



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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 


  • BUZZI UNICEM
Il profondo ribasso del titolo visto nelle ultime settimana si è fermato a 19,34 euro sulla media mobile a 200 settimane con la formazione sul grafico settimanale di una candela doji normalmente di inversione. Possibile quindi un ritorno dei prezzi sui precedenti massimi in area 24,00 euro sulla tenuta del supporto. Acquisti sulla debolezza

Operatività: acquisti in area 19,80/90 euro stop a 19,30 euro profit a 24,00 euro

  • MONCLER
Il ribasso del titolo si è fermato sulla media mobile a 200 giorni. Adesso si attende il segnale rialzista che avverrà con il superamento di 56,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 56,00 euro stop a 53,90 euro profit a 65,00 euro

  • MARR
Il doppio minimo a 18,80 euro difeso anche dalla media mobile a 200 giorni è una base che può favorire ripartenze del titolo verso il target posto a 23,50 euro

Operatività: acquisti in area 19,40/45 euro stop a 18,78 euro profit a 23,50 euro

  • SAIPEM
L’uscita dal trading range che lo ha caratterizzato il titolo dallo scorso luglio con la violazione di 2,08 euro è un segnale di forza con un interessante target di medio periodo a 2,70 euro. Acquisti sulla debolezza

Operatività: acquisti su storni a 2,09 euro stop a 2,04 euro profit a 2,70 euro

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UNICREDIT: Nuovo impulso rialzista con la rottura della trendline

 


La violazione dell’importante resistenza a quota 11,00 euro e della trendline ribassista di medio periodo con incremento dei volumi è un chiaro segnale di forza per il titolo per ritorni a 13,00 a chiudere il gap lasciato aperto lo scorso febbraio e quindi i precedenti massimi a 14,40 euro. Solo chiusure giornaliere sotto 11,00 euro negheranno il segnale rialzista. Nel breve sono attesi storni dei prezzi prima di ripartire, da utilizzare per rientrare in acquisto.

Operatività: acquisti su ritorni in area 11,30/32 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 11,00 primo profit a 13,00 euro poi 14,40 euro

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lunedì 27 settembre 2021

SMI (SVIZZERA): RIBASSO NON TERMINATO PER L'INDICE AZIONARIO SVIZZERO

 



Situazione di debolezza per l’indice elvetico che rispetto agli altri listini azionari europei mostra un andamento in controtendenza. Dopo aver fatto registrare un massimo assoluto a metà agosto a 12573 i prezzi hanno preso la via del ribasso rompendo le trendline rialziste e scendendo anche al di sotto della media mobile a 100 giorni. Lo scenario è pertanto di debolezza almeno nel breve con l’indice che ha chiuso il gap lasciato aperto ad inizio scorsa settimana e che dovrebbe continuare a scendere fino a11640 precedenti minimi e quindi verso 11500 a testare la media mobile a 200 giorni dove c si prospetta una reazione. Per vedere una nuova fase di forza bisognerà attendere il superamento di 11930 e 12000 riproponendo i prezzi al rialzo verso la chiusura del gap a 12333 e quindi verso nuovi massimi assoluti a 12600

BRENT (PETROLIO): NUOVE ACCELERAZIONI DEI PREZZI SULLA ROTTURA DELLA TRENDLINE

 



La formazione di un doppio minimo a 64,60 dollari ha fermato la veloce correzione vista a fine agosto riproponendo i prezzi a ridosso dei precedenti massimi a 77,84 dollari. Lo scenario si presenta ancora favorevole al petrolio che si appresta a violare la trendline ribassista di lungo periodo impostando cosi una nuova gamba rialzista. Il superamento di 78 dollari fornirà il segnale di termine della fase di consolidamento vista da maggio in poi spingendo i prezzi verso il target posto a 88/90 dollari. Segnali di inversione si avranno solamente al di sotto di 64,60 dollari aprendo la strada per una debolezza fino a 53/55 dollari

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI PER LA SETTIMANA ENTRANTE ( 27 SETTEMBRE - 1 OTTOBRE)

 




Le preoccupazioni legate alla default della società immobiliare cinese Evergrande durano giusto una giornata con gli investitore lesti a sfruttare la debolezza per riposizionarsi sui listini azionari spingendoli nuovamente al rialzo. Al resto ci pensa poi Jerome Powell molto misurato nelle sue parole in occasione dell’ultima riunione della Fed, anche perché ancora in cerca di una riconferma.

Era abbastanza chiaro come la situazione di Evergrande fosse molto diversa da quella vista con Lehman nel 2008, tuttavia il ricordo doloroso è ancora molto presente nella mente degli investitori anche se quella situazione ha cambiato decisamente il ruolo delle banche centrali che per evitare il collasso finanziario sono intervenute cambiando ruolo passando da arbitro neutrale a giocatore attivo nel sistema. Come in una partita di poker è la Fed in particolare che da le carte ed è il motivo per cui tutti gli altri giocatori (investitori) guardano con attenzione e pendono dalla sue labbra

Nel 2008 la paura di un nuovo 1929, in cui il crollo della borsa era stato dovuto ad una crisi di liquidità e in seguito a questo evento era stata proprio creata la Federal Reserve, aveva spinto ad una fortissima immissione di liquidità per salvare il sistema con il risultato che alla fine solo Lehman, che aveva un rating Tripla A quindi il massimo dell’affidabilità, era fallita.

Con il senno di poi probabilmente se si fosse lasciato fallire qualche altra banca si sarebbe potuto ripulire il sistema finanziario americano e farlo ripartire in un'altra maniera più equilibrata, visto che già due anni dopo il crollo di Lehamn le grandi banche americane riprendevano a fare utili sempre nella stessa maniera. Bisogna peraltro ricordare come la crisi americana in realtà ha avuto le ripercussioni più pesanti in Europa con un rischio di crollo dell’Euro che solo il “whatever it takes” di Mario Draghi ha scongiurato.

Erano tempi quelli del 2010 in cui la fiducia reciproca era cosi bassa che le banche non si prestavano soldi neppure nell’”overnight” (tasso al quale gli istituti finanziari si prestano soldi per un massimo di 24 ore) per paura che saltasse tutto. Non sembra questa la situazione cinese dove Evergrande aveva già un rating molto basso (praticamente da Junk spazzatura e che quindi non dovrebbe essere presente in ogni portafoglio come invece era nel caso di Lehman) e dove cè un governo cinese o meglio una oligarchia che può decidere in maniera veloce e senza tanti scrupoli. Certo Pechino deve stare molto attenta a come si muove perché se da una parte devi mitigare questa crisi evitando un effetto contagio dall’altra parte deve dimostrare una certa trasparenza ed rispetto delle regole anche per alimentare la fiducia sul funzionamento del suo stesso mercato finanziario

Tutto questo mentre il mondo industrializzato sta affrontando una serie crisi energetica importante come dimostrano l’aumento del prezzo del Gas e anche quello del petrolio tornato sui massimi degli ultimi anni, con possibili impatti di natura inflattiva che almeno per il momento Powell il prestigiatore continua a considerare transitorio, continuando la sua partita a poker con i mercati azionari.

Assodato che i listini azionari dipendono quasi esclusivamente dalla liquidità immessa nel sistema e che una chiusura improvvisa dei rubinetti provocherebbe un notevole ribasso dei corsi (da qui la dialettica utilizzata da Powell nel cercare di preparare mentalmente gli investitori), in maniera provocatoria viene da chiedersi se mai la Fed aumenterà i tassi e se non invece non approfitterà della scusa dei costi della transizione ecologica che stanno rallentando l’economia per mantenere la politica monetaria espansiva

Per il resto le attese elezioni tedesche non hanno portato a grossi scossoni, con i mercati che anzi festeggiano in quanto le trattative per la creazione di un nuovo governo non provocheranno grandi mutamenti politici (con una forte affermazione dei verdi le cose sarebbero cambiate di molto anche in termini di tasse) e mantengono al potere la Merkel, possibilmente per ancora qualche mese, mentre si staglia sempre più sullo sfondo la figura di Draghi come possibile se non leader ma almeno punto di riferimento europeo.

In una settimana caratterizzata dagli interventi dei banchieri centrali in particolare nel simposio di mercoledì, i dati macroeconomici da guardare con attenzione sono gli ordinativi di beni durevoli USA lunedi e il Pmi manufatturiero e quello cinese rispettivamente venerdi e giovedi. 



Buona settimana

domenica 26 settembre 2021

FTSEMIB (ITALIA): Nuovi rialzi sopra 26200


 

Le preoccupazioni legate al possibile contagio del default cinese di Evergrande impattano anche su Piazza Affari protagonista di una forte seduta negativa ad inizio settimana con le contrattazioni che scendono fino a 25000 prima di recuperare in maniera altrettanto veloce il terreno perduto. Se da una parte la situazione si presenta immutata con i prezzi che, tolte le prime tre sedute, continuano a mantenersi all’interno del trading range difeso anche dalla media mobile a 50 giorni compreso tra 25700 e 26160 definendo la situazione di incertezza che stiamo vivendo da inizio settembre, proprio la tenuta del supporto chiave a 25000 conferma l’impostazione positiva di medio periodo. Per vedere una ripresa della corsa rialzista bisognerà adesso attendere la violazione della resistenza a 26160/200 spingendo i prezzi verso 26400 e quindi 27000, livello da violare per salire verso 30000. Debolezza si avrà sotto 25700/40 evidenziando una salita fin troppo rapida nell’ultima ottava con la possibilità concreta di rivedere quota 25000 area. La chiusura del mese ormai prossima fornirà maggiori certezze riguardo alla direzionalità di medio periodo

CSI 300 (CINA): Segnali di forza solamente sopra 5000

 


Permane la situazione di incertezza sull’indice azionario cinese Csi che raggruppa le principale 300 aziende più capitalizzate con gli investitori che si domandano che se l’imminente default della società immobiliare Evergrande impatterà sui mercati attraverso un effetto contagio. Da un punta di vista tecnico la situazione è complessa anche se tendenzialmente orientata al ribasso, con i prezzi che stanno consolidando al di sopra della trendline rialzista transitante a 4800 dopo il forte ribasso visto a fine luglio in occasione delle dichiarazioni del governo cinese. Lo scenario di medio periodo si presenta ancora negativo con i prezzi che si mantengono al di sotto della media mobile a 200 transitante per 5000. Solo la violazione di questa resistenza dinamica fornirà un segnale di forza evidenziando come il peggio sia alle spalle e riproponendo i corsi verso il primo target a 5300/40. Una perdita di 4800 innescherà invece ulteriori discese dei prezzi verso 4350/80

venerdì 24 settembre 2021

INTESA SAN PAOLO: Segnali di acquisto con la violazione del triangolo

 



La lunga fase laterale che sta caratterizzando il titolo dallo scorso giugno sta per giungere al suo termine con il titolo che si è portato sulla parte alta del triangolo, normalmente figura di continuazione. La violazione della trendline ribassista transitante a 2,435 euro permetterà una ripresa della salita verso l'obbiettivo posto a 2,80 euro. Acquisti sulla forza ma attenzione ai falsi segnali di rottura. Alternativamente Intesa diventa interessante su storni a 2,30 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 2,435 euro 2,369 euro stop a profit a 2,80 euro

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giovedì 23 settembre 2021

FINECO BANK: Nuove accelerazioni sulla tenuta del supporto a 15,18 euro



Il ribasso visto nelle ultime sedute si è fermato sul supporto a 15,185 euro livello difeso anche dalla media mobile a 100 giorni su cui i prezzi hanno consolidato. La struttura rimane impostata al rialzo e sulla tenuta del livello il titolo può riprendere la sua ascesa verso il target a 19,00 euro

Operatività: acquisti a 15,70/72 euro stop a 15,18 euro profit a 19,00

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martedì 21 settembre 2021

Video del mio intervento a commento dei mercati finanziari per LeFonti.Tv (21 settembre)


 

TABELLA RIASSUNTIVA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO

 


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TABELLA RIASSUNTIVA PORTAFOGLIO TITOLI (21 SETTEMBRE)

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  • ENAV
Titolo in procinto di uscire dalla sua fase di congestione come dimostra il netto aumento dei volumi nell’ultimo periodo. Il superamento di 3,97 euro fornirà il segnale desiderato. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 3,97 euro stop a 3,82 euro profit a 4,65 euro

  • CAMPARI
Il titolo continua a mostrare una notevole forza nonostante i ribassi delle ultime sedute. La violazione di 12,13 euro permetterà l’uscita dalla fase triangolare spingendo i corsi verso il suo target a 14,00 euro

Operatività: acquisti su violazione di 12,13 euro stop a 11,71 euro profit a 14,00 euro

  • MASI AGRICOLA
Titolo con volumi scarsi ma con una interessante componente speculativa. La rottura della trendline ribassista è un segnale positivo per il medio periodo. Acquisti sugli storni

Operatività: acquisti su ritorni in area 3,10/12 euro stop a 2,985 euro profit a 3,99 euro

  • AUTOGRILL
La rottura di 6,58 euro metterà fine alla fase laterale di consolidamento vista negli ultimi mesi permettendo nuove accelerazioni dei prezzi verso 8,00 euro a chiudere il gap aperto a febbraio 2020. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 6,58 euro stop a 6,35 euro profit a 7,98 euro


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ENEL: La fase di ipervenduto favorisce almeno un rimbalzo dei prezzi

 



La perdita del supporto a 7,52 euro ha ulteriormente approfondito la discesa dei prezzi partita dai massimi dello scorso aprile a 8,77 euro spingendo i corsi fino a 6,80 euro a ridosso dei minimi di novembre 2020 a 6,73 euro. La presenza di una fase di ipervenduto e di una figura di un doppio minimo lasciano pensare ad almeno un rimbalzo delle contrattazioni fino 7,50 euro livello precedentemente violato e quindi 7,90 euro a testare la media mobile a 200 giorni. Il superamento di 8,00 segnalerà la ripresa della tendenza rialzista di medio periodo

Operatività: acquisti a 6,90 euro stop a 6,72 euro profit a 7,90 euro

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lunedì 20 settembre 2021

Commento settimanale ai mercati : idee e riflessioni sulla settimana entrante (20 - 25 settembre)




Si apre una settimana interessante dedicata principalmente alle riunione delle varie banche centrali tra cui Inghilterra e Giappone anche se il focus sarà come sempre sulla Fed per capire l’inizio del famigerato “tapering”. Powell, in attesa di una riconferma della sua posizione all’interno della Banca Centrale, continua a stare in equilibrio sulla fune e i recenti deludenti dati sul mercato del lavoro, guardato con attenzione maggiore adesso rispetto all’inflazione, sembrano dargli ragione


Nel frattempo che il governatore della Fed decida sul da farmi, l’ottimismo che aveva sempre accompagnato i mercati finanziari in particolare durante il rally estivo va progressivamente esaurendosi come dimostrano le tre settimane di chiusure negative sugli indici americani evento che non si registrava da oltre un anno.


Timori sul default della società cinese Evergrande, crescenti prezzi dell’energia, discussioni sull’inflazione transitoria o meno, possibilità di un rallentamento economico e riduzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali stanno rendendo gli investitori sempre più nervosi con una incertezza in costante aumento. A questo si aggiungo le preoccupazioni americane sul piano strutturale di Biden da 4 trillioni di dollari e della necessità di aumentare o addirittura sospendere il tetto del deficit.


Anche in Europa non ci facciamo mancare nulla, in particolare da lato Germania, la locomotiva d’Europa, che si avvia al dopo Merkel con le incertezze e timori rappresentate dalle elezioni del prossimo weekend e che nel frattempo mostra un indice dei prezzi alla produzione annuale del 12%, come dire che l’inflazione è viva e vegeta, ben oltre i target fissati dalla Bce e che sembra tutto tranne che transitoria


Anche in Cina la situazione è tutt’altro che semplice. La crisi del fondo immobiliare cinese Evergrande, cresciuto a dismisura e senza una solida base finanziaria, evidenzia come la crescita cinese presenti ancora dei lati oscuri e come avvenga in maniera fin troppo veloce e poco regolamentata ponendo al governo cinese un problema di credibilità cioè salvare la situazione con un intervento pubblico oppure garantendo un sistema più simile a quello occidentale dove chi sbaglia paga favorendo gli investimenti esteri


Qualcuno ha voluto paragonare la situazione di Evergrande con il crollo di Lehman Brothers nel 2008 che portò il sistema finanziario ad un passo dal collasso, prima di un intervento di in prima persona della banche centrali che da allora hanno modificato il loro ruolo passando da arbitri neutri a giocati attivi nella partita, con tutte le conseguenze a cui stiamo assistendo adesso. Va ricordato però come Lehman avesse un rating massimo Tripla A di affidabilità, che ha poi aperto il problema dell’indipendenza di giudizio delle varie agenzie di rating, mentre Evergrande aveva già un rating “junk” cioè spazzatura


In un contesto simile fa sorridere ed in un certo senso fornisce una sorta di rivincita la situazione dell’ Italia che dall’arrivo di Mario Draghi presenta una notevole stabilità politica che si traduce in un nuovo ruolo a Bruxelles e nel mondo (basti pensare che siamo i primi al mondo ad aver introdotto il Green Pass per lavorare) ed una poderosa accelerazione in campo economico, anche se per il momento deve considerato un rimbalzo dopo fortissimo calo del 2020 a seguito della pandemia


Con i listini azionari che rimangono a ridosso dei massimi, spinti proprio dalla liquidità delle banche centrali che hanno contribuito ad innescare movimenti speculativi anche sulle materie prime, si guarda con grande attenzione alla riunione del Fomc di mercoledi e alla sua comunicazione per capire se i cali delle ultime settimane dureranno o se saranno solo transitori confermando l’assunto “buy on the dip” che è sempre stata la prima regola degli investitori negli ultimi 18 mesi


In breve, in una settimana priva di dati macroeconomici, l’attenzione è sulle decisioni sulla politica monetaria Giapponese e Americana mercoledi mentre giovedì sarà il turno della Banca di Inghilterra che ha già anticipato una riduzione degli stimoli monetari. Venerdì Powell interverrà all’interno di una discussione sulla ripresa dalla pandemia

RAME (COMMODITY): Segnali poco incoraggianti per il metallo

 



Segnali poco incoraggianti vengono dal grafico del Rame quotato a New York con i prezzi che nelle ultime settimane non sono riusciti a rompere la resistenza a 4,47 dollari. Il Rame è stato un grande protagonista degli ultimi 2 anni con un salita partita dai minimi del marzo 2020 a 1,97 dollari arrivata a 4,89 dollari a maggio 2021 superando anche i massimi assoluti registrati nel 2011 a 4,55 dollari prima di avviare una correzione una correzione fino a 3,96 dollari sulla media mobile a 200 giorni. L’incapacità del movimento di rimbalzo visto da metà agosto in poi di violare la resistenza a 4,47 dollari dove si incrociano la trendline ribassista di breve e quella di rialzista di lungo, in precedenza rotta, sono segnali della mancanza di forza del metallo che dovrebbe pertanto tornare ad un test in area 4,00 dollari. Un perdita anche di questo livello e della media mobile a 200 giorni forniranno un segnale di debolezza spingendo ulteriormente i prezzi al ribasso verso 3,50 e quindi 3,10 dollari. Ripartenza del movimento ascendente si avrà ovviamente sopra 4,47 dollari

BITCOIN: DEBOLEZZA IN VISTA NEL BREVE PER LA CRYOPTOVALUTA

 



Prospettive poco incoraggianti sul Bitcoin in dollari, almeno nel breve, dopo che le contrattazioni non sono riuscite a tornare sopra 50000 dollari. La cryptovaluta, alla stregua dei listini azionari, è stata artefice di un formidabile movimento durante l’estate passando dal doppio minimo a 29300 fino a 52700 dollari. Il forte ribasso visto a settembre con una candela nera che include le candele precedenti annuncia una fase di debolezza che non si è ancora conclusa come dimostra l’incapacità della correzione vista nelle ultime sedute di salire al di sopra della trendline e sopra 50000 dollari. Lo scenario pertanto è di debolezza nel breve con i prezzi che si possono spingere fino a 43500/600 e successivamente verso 38160/200 dollari. Solo ritorni al di sopra di 50000 dollari negheranno la fase di debolezza riproponendo le contrattazioni verso 53000 e quindi verso area 60000 dollari.

S&P500 (USA): La perdita della media mobile a 50 giorni indica la presenza di una correzione

 



Segnali di debolezza vengono dagli indici americani, arrivati tutti sui nuovi massimi assoluti ad inizio settembre ma incapaci di proseguire al rialzo anche a causa delle di possibili novità di cambiamento in senso restrittivo delle politiche monetarie della Fed. Situazione ben evidenziato nell’andamento dell’ S&P500 arrivato a 4545 ad inizio settembre per poi dare vita ad una “rounding formation”. La violazione della media mobile a 50 giorni, sui cui l’indice aveva sempre reagito dallo scorso novembre in poi, con la sola eccezione di marzo durata un giorno, avvenuta in gap down nella seduta odierna è un chiaro segnale della volontà di una correzione che potrebbe estendersi fino a 4300 dove transita la media mobile a 100 giorni. Solamente la perdita del lontano supporto a 4200/20 segnalerà la presenza di una correzione di grado maggiore verso 4100 sulla media mobile a 200 giorni e quindi verso 3970/4000. La ripresa della fase di forza si avrà con il superamento di 4486/90 riproponendo i prezzi al rialzo verso il target finale posto a 4800

FTSEMIB: L'uscita al ribasso dalla fase laterale è un segnale di debolezza

 



Dopo aver tentato un nuovo assalto alla resistenza a 26160 nella giornata di venerdi per poi chiudere in negativo, l’uscita in gap down al di sotto di 25640, parte bassa della fase laterale vista nelle ultime 8 sedute, fornisce un segnale di debolezza per il Ftsemib, appesantito anche dallo stacco del dividendo di Eni, che potrebbe proseguire ancora per qualche seduta. La mancanza di direzionalità vista nelle ultime settimane segnalava l’incertezza riguardo alla possibilità di continuare la salita dopo il fortissimo rialzo visto in estate con le contrattazioni passate da 24000 a 26700 circa. Mentre lo scenario di medio/lungo periodo si mantiene impostato al rialzo grazie alla tenuta del lontano supporto chiave a 24000, nel breve i prezzi sono attesi ad una fase correttiva che potrebbe estendersi fino a 25000 e quindi 24800 con possibilità di chiudere il gap tuttora aperto a 24682. Segnali di ripresa rialzista si avranno con ritorni al di sopra della media mobile a 50 giorni transitante per 25750

venerdì 17 settembre 2021

FINECOBANK: Ripresa delle tendenza rialzista sulla violazione della trendline



Titolo che rappresenta un campione del suo settore in particolare in quello che riguarda l'attività di trading. Il titolo sembra aver già terminato la correzione partita sui massimi assoluti a 16,40 euro di metà agosto fermandosi sul supporto a 15,12 euro da dove è ripartito rompendo la trendline ribassista di breve verso un interessante target rialzista posto a 19,00 euro. Nel breve possono esserci delle correzioni a riconoscere la trendline precedentemente violata a 15,75 euro da sfruttare per rientrare in acquisto

Operatività: Acquisti su ritorni a 15,75 euro stop a 15,28 euro profit a 19,00 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

mercoledì 15 settembre 2021

POSTE ITALIANE: L' attuale fase di congestione annuncia ulteriori rialzi






Permane l'impostazione positiva su Poste Italiane che beneficia anche della sua ormai preponderante componente finanziaria con i prezzi in fase di pausa dopo il fortissimo rialzo visto nella prima parte dell'anno. Il titolo infatti sta formando una fase di tipo triangolare difesa dalla media mobile a 100 giorni che normalmente identifica una pausa nel movimento. La violazione di 11,70 euro permetterà l'avvio di una nuova fase di accelerazione verso il successivo target a 13,50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla violazione di 11,70 euro stop a 11,29 euro profit a 13,50 euro

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martedì 14 settembre 2021

VIDEO del mio intervento settimanale a commentare i mercati finanziari per LeFonti.Tv (14 Settembre)


 


TABELLA RIASSUNTIVA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO


 

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TABELLA RIASSUNTIVA PORTAFOGLIO TITOLI (14 SETTEMBRE)


 

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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  • MEDIOBANCA
Il superamento della resistenza a 10,15 euro permetterà la violazione della trendline ribassista di lungo periodo consentendo l’inizio di una nuova fase di forza verso il primo obbiettivo a 12,10 euro e quindi 13,60 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 10,15 euro stop a 9,79 euro profit a 12,10 euro

  • THYSSENKRUPP
Rimane l’impostazione positiva per il titolo tedesco quotato a Milano specializzato nella produzione dell’acciaio. La tenuta della resistenza a 9,50 euro lascia pensare ad una leggera correzione prima di nuove accelerazioni

Operatività: acquisti su ritorni a 9,20/22 euro stop a 8,85 euro profit a 11,55 euro

  • MASI AGRICOLA

Titolo con volumi scarsi ma con una interessante componente speculativa. La rottura della trendline ribassista è un segnale positivo per il medio periodo. Acquisti sugli storni

Operatività: acquisti su ritorni in area 3,10/12 euro stop a 2,985 euro profit a 3,99 euro

  • UNIEURO
La tenuta del supporto a 20,00 euro che ha fermato la vertiginosa caduta dai massimi assoluti di 31,36 euro dello scorso giugno è fondamentale per la ripresa rialzista del titolo. Acquisti sulla debolezza

Operatività: acquisti su ritorni in area 20,90/95 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 20,00 euro profit a 25,45 euro


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BMW: Ripresa rialzista verso 100 euro con il superamento di 81,70 euro




Dopo aver sfiorato quota 100 euro a giugno la profonda correzione dei prezzi si è fermata sul supporto fondamentale a 75,50/76,00 euro formato da tutti gli ultimi massimi e i minimi precedenti dove il titolo ha reagito. Il superamento della trendline ribassista assieme al ritorno sopra la media mobile a 200 giorni sono già segnali positivi a cui manca solo il superamento della media mobile a 50 giorni transitante a 81,70 euro per iniziare un nuovo rally verso quota 100 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 81,70 euro stop a 79,59 euro profit a 99,50 euro

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lunedì 13 settembre 2021

Commento settimanale ai mercati: Idee e riflessioni per la settimana entrante (13 - 17 settembre)

 






Mentre in America impazzano i dati che segnalano una inflazione galoppante (i prezzi alla produzione arrivati all’8% sul trimestre e al 6% annualizzato) creando parecchi dubbi sulla sua transitorietà cosi sbandierata dalla Fed, la vera protagonista della scorsa ottava è stata la Bce e la sua presidente Madame Lagarde


La sua dichiarazione “the lady is not here for tapering” ripresa da quella della Tatcher degli anni 80 ha effettivamente fatto scalpore anche se non ha avuto gli stessi effetti del suo illustre predecessore con l’ormai famigerato “Whatever it takes”. Ma ha comunque riportato l’attenzione sulla capacità comunicativa che viene richiesta oggi giorno ai banchieri centrali, che ormai indirizzano i mercati più con le parole che con gli atti concreti.


Gia in occasione delle precedenti riunioni della Fed avevamo applaudito le evoluzioni verbali di Powell “abbiamo parlato di iniziare a parlare….” che se vogliamo è anche un ottimo modo per prendere tempo e rimandare le decisioni, sia per eccesso di prudenza sia per mancanza di idee su come uscire senza fare troppi danni da questa trappola della liquidità creata con i tassi a zero


Nel caso della Lagarde la situazione è più complessa. Per lei politica di professione è molto più complicato parlare ai mercati con toni e modi adatti a quel tipo di audience cosa che invece veniva benissimo a SuperMario. Abbiamo ancora in mente come nella sua prima conferenza stampa da governatore della Bce creò scompiglio affermando che il suo ruolo non era quello di difendere gli spread fra titoli governativi dell’area Euro. Chiaramente non era quello l’intento della sua dichiarazione ma lo spiegò veramente male..


La scorsa riunione della Banca Centrali europea ha confermato l’atteggiamento assolutamente confusionario con un Tapering sostanzialmente negato ma in pratica annunciato con la riduzione degli acquisti relativi al piano Pepp. In attesa delle elezioni politiche tedesche di fine mese, che avranno sicuramente impatto sulle prossime decisioni di Francoforte, rimane da capire quanto i mercati e gli investitori saranno preoccupati da questi messaggi altalenanti


Per il resto la situazione rimane assolutamente confusa con tutti i listini azionari sui massimi e con gli investitori che si domandano soprattutto in America se siano ancora necessari questi stimoli monetari dati gli ottimi dati economici pubblicati negli ultimi mesi. Domanda non da poco considerando quanto la liquidità abbia spinto le borse al rialzo e che rimane il principale driver del mercato


Certo non mancano i motivi di preoccupazione che potrebbero andare ad inficiare una ripresa economica che al momento si presenta robusta a cominciare dagli ormai famosi colli di bottiglia rappresentati dalla catena degli approvvigionamenti. Il blocco del canale di Suez di qualche mese fa causato dall’incaglio di una superpetroliera ha evidenziato quanto complesso e fondamentale sia diventato il tema della logistica alimentando un cambiamento di strategia nella produzione in particolare nei paese occidentali che avevamo molto spinto negli ultimi 10 anni per delocalizzare in Asia grazie a costi più bassi.


Un rientro della produzione più “sotto controllo” avrà però sicuramente delle conseguenze sui salari, rimasti molto indietro in occidente negli ultimi anni e che hanno avuto come conseguenza diretta il nascere e l’alimentarsi di fenomeni populisti e anti immigrati


Per la settimana entrante di importanza capitale saranno i dati sui prezzi al consumo americani, i veri misuratori dell’inflazione, in calendario martedi insieme alla vendite al dettaglio giovedi. Attenzione anche ai dati sulla produzione, prezzi degli immobili e vendite al dettaglio cinesi mercoledi per capire lo stato dell’economia post covid. Altri eventi della settimana saranno il report dell’Opec sul petrolio, barometro della situazione economica mondiale lunedi, l’annuncio dei nuovi prodotti Apple martedi oltre ad alcuni interventi di membri della Bce. La settimana si chiuderà venerd’ con il giorno della 4 streghe che normalmente generano volatilità

PLATINO (Commodity): Prezzi arrivati su un supporto fondamentale che anticipa un rimbalzo

 



Il metallo ha mostrato un andamento in controtendenza negli ultimi mesi manifestando una tendenza ribassista dopo aver toccato quota 1300 lo scorso febbraio. I prezzi stanno ora raggiungendo il livello chiave a 900 dollari a testare l’importante trendline ribassista in atto dal 2009 e dove transita anche la media mobile a 200 settimane. La presenza di una divergenza con l’oscillatore stocastico in ipervenduto è un ulteriore segnale che il mercato si attende un rimbalzo del Platino su questo supporto fondamentale. Per rivedere una tendenza rialzista bisognerà poi aspettare il superamento della resistenza a 1000/30 dollari permettendo cosi una ripresa delle contrattazioni che dovrebbero tornare nuovamente in area 1250/1300 dollari. Una perdita del supporto a 900 dollari su base mensile fornirà un ulteriore segnale di debolezza spingendo i corsi almeno fino a 750/770 dollari.

Treasury Bond 10 Y (Usa): Nuovi rialzi dei rendimenti in vista

 



Se in America continua il dibattito sull’inflazione temporanea o transitoria con la possibilità di rialzi dei tassi nel breve, il rendimento del Treasury decennale sembra non avere dubbi, almeno dal punto di vista dell’analisi tecnica. Infatti dopo il clamoroso rialzo che lo ha visto passare da 0,50% minimi di agosto 2020 fino a 1,75% di aprile di questo anno, i prezzi sono scesi nuovamente appoggiandosi fino a 1,1270 dove hanno formato un doppio minimo, ritracciamento del 50% della precedente fase di rialzo e poi reagire. La struttura si presenta rialzista nel medio periodo e la violazione di 1,385% permetterà l’uscita dal triangolo attualmente in formazione consentendo nuove accelerazioni dei prezzi verso 1,70/75%. Al di sopra i successivi target si collocano a 1,95/2,00 e quindi a 2,60% sulla parte alta del canale ribassista in atto dal 1999

domenica 12 settembre 2021

FTSEMIB: Il doppio minimo a 26400 consente un rimbalzo dei prezzi ma la situazione rimane incerta

 


La debolezza vista a Wall Street non aiuta l’indice italiano, peraltro gia in difficoltà da almeno tre settimane, e che chiude al di sotto di 25700. Lo scenario di medio periodo rimane sempre improntato al rialzo con obbiettivi importanti grazie alla tenuta del supporto chiave a 24000 testato a metà luglio che ha permesso un forte rally fino a 26687 massimi di periodo. Nel breve la situazione si presenta incerta. il doppio minimo a 25640 sulla trendline che congiunge tutti gli ultimi minimi lascia intravedere la possibilità di un rimbalzo delle contrattazioni fino 26000/100 sulla parte alta del trading range visto nelle ultime 3 sedute. Solo sopra 26400 si confermerà la ripresa del movimento ascendente verso 27000 e quindi 30000 e 33000. Discese al di sotto di 25600 innescheranno una discesa verso 25300 e quindi 25000. Al di sotto di questo livello si colloca il target successivo a 24000 area dove transita la media mobile a 200 giorni


DOW JONES: La perdita di 35000 apre lo spazio per una correzione



La stanchezza del Dow Jones si era gia vista a partire da fine agosto con 10 sedute assolutamente piatte e con l’incapacità di seguire al rialzo su nuovi massimi assoluti sia il Nasdaq che l’S&P500 in cui la componente dei FAANG pesa parecchio provocando una distorsione dell’andamento del mercato. Lo scenario di medio periodo rimane saldamente rialzista ma la perdita di 35000 e della media mobile a 50 giorni apre lo spazio per una correzione, decisamente attesa, che porterà i prezzi al test della media mobile a 100 giorni a 34390/400. Al di sotto il target successivo è dato dai minimi dello scorso giugno a 33300 livello rafforzato dal transito della media mobile a 200 giorni. Solamente la perdita di questo supporto identificherà una inversione della tendenza rialzista in atto da marzo 2020. L’unica preoccupazione viene dal fatto che mercati che non correggono mai quando lo fanno tendono a scendere in maniera decisa. Segnali di ripresa della tendenza rialzista si avranno con il superamento di 35100 riproponendo i corsi al rialzo verso 36000 e quindi verso il suo target finale di arrivo a 37000.

venerdì 10 settembre 2021

UNICREDIT: Nuova fase di forza con il superamento di 11,00 euro

 




Il rally estivo partito con i minimi a 9,35 euro ha portato nuovamente Unicredit al test degli 11,00 euro che rappresenta anche i massimi visti a giugno e dove transita la trendline ribassista di lungo periodo. All'interno di un contesto che rimane positivo come ben documentato dall'incrocio delle medie a 50 e 200 giorni, la violazione di 11,00 euro permetterà l'avvio di una nuova fase di forza per il titolo con un primo obbiettivo la chiusura del gap lasciato aperto lo scorso febbraio a 12,98 euro e successivamente il test dei massimi del 2020 a 14,40 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla violazione di 11,05 stop a 10,59 euro primo profit a 12,98 euro poi 14,00 euro

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martedì 7 settembre 2021

Video del mio intervento settimanale a LeFonti.Tv (7 settembre)

 




TABELLA RIASSUNTIVA PORTAFOGLIO TITOLI (7 SETTEMBRE)

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')




  • MEDIOBANCA
Il superamento della resistenza a 10,15 euro permetterà la violazione della trendline ribassista di lungo periodo consentendo l’inizio di una nuova fase di forza verso il primo obbiettivo a 12,10 euro e quindi 13,60 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 10,15 euro stop a 9,79 euro profit a 12,10 euro

  • THYSSENKRUPP
Titolo tedesco quotato a Milano specializzato nella produzione dell’acciaio. Interessante figura di inversione tecnica sui minimi. Acquisti su storni.

Operatività: acquisti su ritorni a 8,70/72 euro stop a 8,39 euro profit a 10,20 euro

  •  EUROTECH
Importante violazione della fase laterale in atto da tempo con netto incremento dei volumi. Utilizzare gli storni a riconoscere il livello precedentemente violato a 5,60 euro per rientrare.

Operatività: acquisti su ritorni in area 5,55/60 euro stop a 5,39 euro profit a 6,60 euro

  • FILA
Titolo ormai prossimo all’apice del cuneo dove dovrà decidere la direzionalità. Accelerazioni sopra 11,35 euro segnaleranno l’inizio di una tendenza rialzista verso 12,60 euro gap da chiudere e quindi verso 14,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 11,35 euro stop a 10,87 euro profit a 24,00 euro


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