Si apre una settimana interessante dedicata principalmente alle riunione delle varie banche centrali tra cui Inghilterra e Giappone anche se il focus sarà come sempre sulla Fed per capire l’inizio del famigerato “tapering”. Powell, in attesa di una riconferma della sua posizione all’interno della Banca Centrale, continua a stare in equilibrio sulla fune e i recenti deludenti dati sul mercato del lavoro, guardato con attenzione maggiore adesso rispetto all’inflazione, sembrano dargli ragione
Nel frattempo che il governatore della Fed decida sul da farmi, l’ottimismo che aveva sempre accompagnato i mercati finanziari in particolare durante il rally estivo va progressivamente esaurendosi come dimostrano le tre settimane di chiusure negative sugli indici americani evento che non si registrava da oltre un anno.
Timori sul default della società cinese Evergrande, crescenti prezzi dell’energia, discussioni sull’inflazione transitoria o meno, possibilità di un rallentamento economico e riduzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali stanno rendendo gli investitori sempre più nervosi con una incertezza in costante aumento. A questo si aggiungo le preoccupazioni americane sul piano strutturale di Biden da 4 trillioni di dollari e della necessità di aumentare o addirittura sospendere il tetto del deficit.
Anche in Europa non ci facciamo mancare nulla, in particolare da lato Germania, la locomotiva d’Europa, che si avvia al dopo Merkel con le incertezze e timori rappresentate dalle elezioni del prossimo weekend e che nel frattempo mostra un indice dei prezzi alla produzione annuale del 12%, come dire che l’inflazione è viva e vegeta, ben oltre i target fissati dalla Bce e che sembra tutto tranne che transitoria
Anche in Cina la situazione è tutt’altro che semplice. La crisi del fondo immobiliare cinese Evergrande, cresciuto a dismisura e senza una solida base finanziaria, evidenzia come la crescita cinese presenti ancora dei lati oscuri e come avvenga in maniera fin troppo veloce e poco regolamentata ponendo al governo cinese un problema di credibilità cioè salvare la situazione con un intervento pubblico oppure garantendo un sistema più simile a quello occidentale dove chi sbaglia paga favorendo gli investimenti esteri
Qualcuno ha voluto paragonare la situazione di Evergrande con il crollo di Lehman Brothers nel 2008 che portò il sistema finanziario ad un passo dal collasso, prima di un intervento di in prima persona della banche centrali che da allora hanno modificato il loro ruolo passando da arbitri neutri a giocati attivi nella partita, con tutte le conseguenze a cui stiamo assistendo adesso. Va ricordato però come Lehman avesse un rating massimo Tripla A di affidabilità, che ha poi aperto il problema dell’indipendenza di giudizio delle varie agenzie di rating, mentre Evergrande aveva già un rating “junk” cioè spazzatura
In un contesto simile fa sorridere ed in un certo senso fornisce una sorta di rivincita la situazione dell’ Italia che dall’arrivo di Mario Draghi presenta una notevole stabilità politica che si traduce in un nuovo ruolo a Bruxelles e nel mondo (basti pensare che siamo i primi al mondo ad aver introdotto il Green Pass per lavorare) ed una poderosa accelerazione in campo economico, anche se per il momento deve considerato un rimbalzo dopo fortissimo calo del 2020 a seguito della pandemia
Con i listini azionari che rimangono a ridosso dei massimi, spinti proprio dalla liquidità delle banche centrali che hanno contribuito ad innescare movimenti speculativi anche sulle materie prime, si guarda con grande attenzione alla riunione del Fomc di mercoledi e alla sua comunicazione per capire se i cali delle ultime settimane dureranno o se saranno solo transitori confermando l’assunto “buy on the dip” che è sempre stata la prima regola degli investitori negli ultimi 18 mesi
In breve, in una settimana priva di dati macroeconomici, l’attenzione è sulle decisioni sulla politica monetaria Giapponese e Americana mercoledi mentre giovedì sarà il turno della Banca di Inghilterra che ha già anticipato una riduzione degli stimoli monetari. Venerdì Powell interverrà all’interno di una discussione sulla ripresa dalla pandemia

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