martedì 30 novembre 2021

RIASSUNTO OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO

Per questioni di spazio vengono riportate le operazioni degli ultimi 6 mesi


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 30 NOVEMBRE

 



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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


INTESA SAN PAOLO: ancora spazio di discesa per il titolo ?

 



La perdita della trendline rialzista e della media mobile a 200 giorni avvenuta la scorsa settimana sono tutti segnali negativi per il titolo sceso già al di sotto dei minimi dello scorso luglio a 2,12 euro e diretto ora verso 1,95/2,00 euro ritracciamento del 50% di tutto il movimento partito da novembre 2020 a 1,42 euro. I prezzi potrebbero pure estendere il ribasso andando a chiudere il gap tuttora aperto a 1,88 euro. Da questa zona ci si attende poi il ripristino della tendenza rialzista. Acquisti su storni

Operatività (di medio periodo): acquisti su ritorni in area 1,95/2,00 euro stop a 1,87 euro profit a 2,58 euro

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lunedì 29 novembre 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI PER LA SETTIMANE ENTRANTE (29 NOVEMBRE - 3 DICEMBRE)

 




C’eravamo lasciati con il dato americano sui sussidi di disoccupazione, il livello più basso dal 1969, anno in cui l’uomo andò per la prima volta sulla luna tanto per contestualizzare, e con tutte le implicazione che questo poteva avere sulla politica della Fed che da sempre guarda a crescita e disoccupazione essendo figlia della grande depressione degli anni ’30, prima del break legato alla festa del ringraziamento. L’arrivo di una nuova variante del virus ha colto tutti di sorpresa e probabilmente impreparati, nonostante si sappia orma da tempo che finchè tutto il pianeta non sarà vaccinato le varianti continueranno a comparire e bisognerà conviverci

Ma in un mercato finanziario anestetizzato dalla liquidità e perdipiù sui massimi assoluti non è sembrato vero trovare una scusa per portare a casa dei guadagni per poi poter comperare a prezzi più bassi. Certo l’impatto maggiore in termini di ribassi l’ha avuto come sempre l’Europa priva del faro di Wall Street (in modalità prefestiva venerdì) e che presenta un numero decisamente limitato di titoli tecnologici che si beneficiano di eventuali chiusure, i famosi “stay at home” oltre ai titoli farmaceutici, come Moderna che ha guadagnato un 20% in una sola seduta

Probabilmente si è avuto un comportamento emotivo decisamente sopra le righe (l’indice della volatilità Vix aumentato del 50% in una singola seduta) ma in realtà i mercati da alcune settimane apparivano stanchi e senza grande spinta dopo il fortissimo rally visto da metà ottobre in poi. D’altronde da moltissimo tempo pare evidente a tutti che le quotazioni dei listini azionari siano decisamente se non gonfiate almeno su livelli elevati ma nessuno vuole abbandonare la festa prima del tempo visto che il supporto delle politiche monetarie e fiscali, con la speranza/convinzione di essere grado di uscire un momento prima che crolli tutto. Ricordiamo peraltro che la storia di quest’anno è fatto di correzione che durano pochissime sedute e che poi portano inesorabilmente su nuovi massimi approfittando della regola “buy on the dip”

Ma prima dell’arrivo di Omicron, il nome della variante sudafricana, la questione rimaneva sempre incentrata sull’interrogativo inflazione e sulle mosse delle banche centrali, Fed in testa. La settimana scorsa è stato finalmente il momento dell’annuncio della conferma di Powell sulla poltrona di governatore della Fed con l’altra candidata Brainard nominata vice-presidente in una mossa molto democristiana. Non si è assistito ad una grande euforia sui mercati dopo l’annuncio in quanto la Brainard era ritenuta maggiormente accomodante ma nonostante si sia posto l’accento sull’indipendenza della banca centrale rispetto alla politica, l’impressione è che entrambe siano fin troppo intrecciate e debbano sostenersi a vicenda.

Le nuove preoccupazioni legate alla pandemia allontanano il rialzo dei tassi, che sembrava inevitabile a questo punto con una crescita solida ed una disoccupazione fisiologica, dando cosi respiro a Powell e concedendogli del tempo in più per valutare sia la forza della crescita che l’effettivo rialzo dell’inflazione che continua a considerare temporaneo senza per altro definire cosa vuol dire temporaneo. Ma l’inflazione è qui per rimanere alimentata sia da un ritorno in occidente di produzione delocalizzata in Asia che ma che un qualsiasi evento rischia di bloccare, sia dai costi legati alla trasformazione green. Per il 2022 sarà pertanto interessante verificare come la banche centrali riusciranno a gestire questa sorta di pattinaggio sul ghiaccio divise tra il rialzo dei tassi per non farsi trovare fuori posto dai picchi di inflazione e la paura di stoppare una crescita economica fin troppo sostenuta figlia più di un rimbalzo che non di una modifica strutturale in presenza comunque di una rivoluzione digitale.

Molti gli eventi e i dati economici da guardare in questa settimana a partire dai discordi di Lagarde lunedi mentre martedi sarà la volta di Powell e Yellen davanti al congresso con gli investitori che cercano indicazioni sulle previsioni di ripresa economica in presenza di una recrudescenza della pandemia. Attenzione anche al Beige Book della Fed mercoledi e alla riunione dell’Opec+ giovedi dopo il forte crollo del petrolio. I dati economici sotto la lente invece per ciò che riguarda l’Europa sono i prezzi alla produzione martedi (dato di ottobre al massimo da 13 anni e ben sopra i 2% fissato dalla Bce) e il Pmi manufatturiero mercoledi mentre venerdi sono in calendario i dati sulla disoccupazione in America.

ACCIAIO (Commodity): Prosegue la discesa dei prezzi verso 1200 dollari

 

grafico aggiornato al 29/11/2021

Continua il momento di debolezza per l’Acciaio (Hot Rolled Coin) dopo la perdita del supporto a 1600 dollari e successivamente anche della media mobile a 50 periodi. L’Acciaio è stato protagonista di un rialzo incredibile passando dai 450 dollari di maggio 2020 fino a 1940 di agosto 2021 spinto dalla ripresa economica superiore alle aspettative. L'incapacità di superare quota 1900/30 dollari dove la commodity ha consolidato fino ad inizio ottobre ha permesso l’avvio di una fase di correzione attualmente in corso con i prezzi che possono ora spingersi fino a 1366/1400 dollari e successivamente fino a 1190/200 50% di ritracciamento di tutto il precedente movimento e dove potremmo assistere ad una reazione. Al di sotto di questo livello si colloca poi l’area 1000 a ridosso dei massimi del 2018. Segnali di ripresa del movimento ascendente verso 2000 dollari si avranno con ritorni al di sopra di 1700 dollari che metterà fine alla correzione in atto.

UNICREDIT: i prezzi pronti a ripartire dopo essersi appoggiati sulla trendline rialzista

 



Il“sell off” dello scorso venerdì impatta anche su Unicredit spingendolo a 10,42 euro sulla trendline rialzista in atto da ottobre 2020. La tenuta della trendline unita alla formazione di un candela Doji e alla divergenza con l’oscillatore sono tutti segnali positivi per il titolo che può riprendere la sua strada rialzista in prima battuta verso 11,00 e successivamente a chiudere il gap a 11,24 euro. Il superamento di 11,74 euro permetterà nuove accelerazioni verso il suo primo target a 13,00 e quindi 13,70 euro. Il movimento rialzista in atto è difeso dalla media mobile a 200 giorni transitante per 10,34 euro.

Operatività: acquisti in area 10,55/60 euro stop a 10,29 euro profit a 13,00 euro

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NASDAQ COMP (Usa): Situazione delicata per l'indice tecnologico

 




Situazione tecnica delicata per l’indice tecnologico americano recentemente salito nell’ultima ottava su nuovi massimi assoluti a 16212 prima di prendere la strada del ribasso. Lo scenario tecnico di lungo periodo rimane improntato al rialzo ma il raggiungimento del target identificato a 16000, calcolato prendendo l’ampiezza della precedente fase laterale e riportandola sulla violazione, e la forte candela ribassista dell’ultima settimana alimentano la possibilità di una correzione di grado maggiore. La perdita del supporto a 15380/400 precedenti massimi dello scorso settembre approfondiranno la discesa dei prezzi verso 15000 e quindi verso il supporto fondamentale a 14180/200 difeso anche dalla media mobile a 50 periodi. Chiusure settimanali al di sotto di questo livello approfondiranno ulteriormente la discesa fino a 12500 alimentando la possibilità che effettivamente 16000 sia stato il livello massimo del movimento partito da 6630 a marzo 2020. Ritorni al sopra di 16000 ripristineranno la salita dei prezzi verso 17000 e quindi 17500/18000 target finale del movimento ascendente. La chiusura del mese di novembre ci fornirà risposte su cosa vuole fare l’indice tecnologico nelle prossime settimane

domenica 28 novembre 2021

EURO/DOLLARO (VALUTA): Tutto pronto per un rimbalzo dell'Euro

 



Prospettive di recupero per l’Euro nei confronti del dollaro americano con il cambio sceso fino a 1,1187/1200 a testare la trendline ribassista in atto dai massimi del 2008 dove si è assistito ad una reazione. La debolezza della moneta unica (o la forza del biglietto verde) trova origine lo scorso ottobre quando i prezzi hanno violato al ribasso l’importante supporto a 1,1700 iniziando una discesa della valuta in accelerazione nelle ultime settimane, anche come conseguenza di possibili rialzi dei tassi da parte della Fed. Lo scenario di breve rimane ancora favorevole al biglietto verde che tuttavia non sembra aver grandi margini di rafforzamento con un possibile obbiettivo sotto 1,1200 posto a 1,1000 non distante dai minimi di marzo 2020. La tenuta della trendline e la presenza di una fase di ipervenduto rendono possibili rimbalzi del cross in prima battuta verso 1,14 e quindi verso 1,1600/40. La violazione di 1,1700 dove transitano la media mobile a 50 e 200 periodi fornirà un segnale di inversione di tendenza con la valuta europea diretta nuovamente verso 1,2250/2300 e successivamente verso il suo target posto a 1,28/30

FTSEMIB (ITALIA): ANCORA SPAZIO DI RIBASSO PER IL FTSEMIB?


 

La paura per il riacuttizzarsi della pandemia impatta in maniera violenta su tutti i listini azionari, a ridosso dei massimi assoluti o di periodo. Non fa eccezione il Ftsemib, gia in difficoltà nelle scorse settimane non essendo riuscito a superare l’importante resistenza a 28000, che in una sola seduta scende fino a 25850 sulla parte bassa del canale di oscillazione in atto da inizio anno. Lo scenario di fondo si presenta impostato al rialzo grazie alla tenuta del supporto chiave precedente resistenza a 24500 ma nel breve la situazione si fa complicata, con la possibilità concreta di una ulteriore gamba ribassista a 25250 a testare la media mobile a 200 giorni e quindi 25000 area. La tenuta di 25850 potrebbe consentire rimbalzi delle contrattazioni fino a 27000 permettendo la chiusura del gap lasciato aperto venerdì ma solo ritorni al di sopra di 27450 metteranno alle spalle la fase di debolezza ripristinando la tendenza rialzista verso 28500 e quindi 30000. La perdita del lontano supporto a 25000 inizierà a far vacillare la costruzione rialzista di fondo.

giovedì 25 novembre 2021

FINECO BANK: Pronto a riprendere la strada rialzista



La correzione seguente ai massimi assoluti di 17,55 euro del 9 novembre ha trovato un supporto a 15,94 sulla media mobile a 100 giorni. La presenza di una situazione di ipervenduto assieme ad una candela Doji all'interno di un movimento rialzista sono tutti segnali di forza per il titolo che adesso deve superare la resistenza a 16,30 euro per riprendere il rialzo verso i precedenti massimi a 17,50 euro e successivamente verso 19,00 euro. La rottura del supporto a 15,94 euro invece approfondirà la correzione fino a 15,00 euro identificando un'area di acquisto di medio periodo. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla violazione di 16,30 euro stop a 15,93 euro profit a 19,00 euro

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martedì 23 novembre 2021

VIDEO del mio intervento settimanale a commento dei mercati finanziari per LeFonti.Tv (23 novembre)


 

TABELLA OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO (DAL 1 FEBBRAIO)

 per questioni di spazio si pubblicano le operazioni degli ultimi 6 mesi



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PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 23 NOVEMBRE

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')




  • LEONARDO
Il titolo si è portato ancora una volta sulla parte bassa del range che lo contiene dallo scorso febbraio appoggiandosi sulla trendline rialzista a 6,13 euro. Sulla tenuta di questo supporto può riportarsi nuovamente verso 7,30 e quindi 8,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 6,30 euro stop a 6,12 euro profit a 8,00 euro

  • BIESSE
La correzione sta portando il titolo verso il suo supporto chiave a 23,60 euro sulla cui tenuta ci si attende un rimbalzo delle contrattazioni verso 30,00 euro a chiudere il gap tuttora aperto. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 24,60 euro stop a 23,58 euro profit a 30,00 euro

  • ENEL
Ritorni sulla trendline rialzista a 6,74 euro forniranno delle ottime opportunità di rientrare in acquisto sul titolo. Acquisti sulla debolezza

Operatività: acquisti su ritorni a 6,84 euro stop a 6,59 euro profit a 8,00 euro

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MEDIOBANCA: La tenuta del supporto a 9,95 euro può rilanciare il titolo

 


Complice anche lo stacco del dividendo, Mediobanca ha effettuato una corposa discesa dopo non essere riuscito a superare l’importante resistenza a 11,00 euro. La correzione si è fermata a 9,95 euro esattamente sull’incrocio della trendline rialzista di breve e quella ribassista di lungo precedentemente violata in presenza di una fase di ipervenduto. La tenuta di questo supporto può riproporre i prezzi al rialzo in prima battuta verso i precedenti massimi a 11,00 euro e successivamente verso 13,00/50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 10,22 stop a 9,95 euro profit a 13,00 euro

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lunedì 22 novembre 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI PER LA SETTIMANA ENTRANTE (22 -26 NOVEMBRE)


 


Mentre i listini azionari continuano a stazionare sui massimi assoluti, intorno la situazione si fa ogni giorno più delicata e non solo da lato economico. Siamo d’altronde in presenza di una “Nuova Normalità” indotta dalla botta pandemica data all’economia e dal suo susseguente recupero alimentato da liquidità senza precedente, che ricorda molto se non addirittura lo mette in pratica, il famoso “helicopter money” teorizzato da Milton Friedman nel 1969,cioè di far piovere dal cielo soldi sulla popolazione per sostenere consumi ed economia. Omettendo però che questi, oltre ad essere a debito nel senso che poi qualcuno dovrà pur pagarli nel futuro, sono strumenti normalmente sono di breve durata


Qui invece siamo a 18 mesi di liquidità a gratis sul mercato che indubbiamente ha favorito la ripresa economica con gli americani in particolare che spendono a più non posso alimentando i consumi e quindi fatturati ed utili delle imprese nonostante un inflazione elevata. Già, perché oltre lo stimolo monetario in America anche la politica sta facendo la sua parte nel sostenere un elevato grado di spesa, come dimostra anche la proposta del presidente Biden di far passare un nuovo piano di stimolo fiscale di 1750 miliardi di dollari prima del giorno del ringraziamento a cui si aggiunge il piano di infrastruttura da 1200 miliardi.


Ma mentre l’economia mostra dati in netto miglioramento nonostante i famigerati colli di bottiglia degli approvvigionamenti, il dato sulla fiducia dei consumatori americani, il più basso degli ultimi 10 anni, inferiore persino a quello della primavera 2020 quando sembrava che il mondo occidentale si fosse fermato, racconta un’altra storia evidenziando come i consumatori americani siano pessimisti sullo stato dell’economia. Di fatto alimentando il messaggio che senza stimoli e misure fiscali di supporto risulta difficile continuare a consumare ed investire


Di fatto questa situazione propone due problematiche. Da una parte rende l’amministrazione Biden ai minimi storici di consenso molto attenta al contesto di disagio, anche in vista in delle elezioni di Mid Term del prossimo anno. E non è sicuramente un caso che tuttora si rifletta di sostituire Powell, nominato da Trump, alla guida della Federal Reserve, con un personaggio ancora più “dovish” cioè accomodante come Lael Brainard. Il secondo punto invece riguarda l’inflazione che rischia di essere ulteriormente alimentata dagli stimoli. E’ possibile che stiamo assistendo al suo picco in questi ultimi mesi dell’anno ma una corsa a spendere per cercare di accaparrarsi il voto degli investitori, sapendo quanto conta il miglioramento della propria condizione economica per valutare una presidenza, potrebbe rendere l’inflazione più duratura del previsto. Ma una corsa a spendere rischia anche di impattare su quelle che sono le fondamenta dell’economia americana cioè competizione, assunzione del rischio, sfida imprenditoriale


Nell’attesa delle decisioni su Powell attese in settimana, e dei verbali dell’ultima riunione della Fed che fornirà qualche indicazione in più riguardo al percorso di ritorno ad una normalità già anticipata dai dati economici, la pandemia rialza la testa con una nuova ondata obbligando i governi a chiusure che potrebbero se prolungate impattare sulla crescita rendendo ancora più arduo se possibile il compito della banche centrali che rimangono all’interno di un sentiero stretto quanto pericoloso. Infatti se da una parte non possono togliere troppo presto gli aiuti ad economie in ripresa dall’altra parte non possono neppure permettersi di creare dipendenza.


Nonostante questo i mercati continuano a mostrare una notevolissima resilienza con gli investitori che vedono poche alternative al mercato azionario. Le preoccupazioni legate alle alte valutazioni delle aziende e sul surriscaldamento dell’economia conseguenza degli stimoli fiscali hanno interrotto ma non fermato il rally degli ultimi mesi, in attesa della settimana corta del giorno del ringraziamento di giovedi 25 novembre che statisticamente è positiva per i listini azionari. In attesa poi dei dati relativi al Black Friday che normalmente forniscono indicazioni sull’andamento degli acquisti per il periodo natalizio.


In un ottava corta sono molto i dati economici da guardare con attenzione in particolare nella giornata di mercoledi: Detto dei verbali della Fed, il clou saranno gli indici di reddito e spesa tra cui PCE core l’indice di inflazione preferito dalla Fed. Inoltre ci sarà anche la seconda lettura del Pil, gli ordini di beni durevoli ed il sentimento dei consumatori. In Europa invece da guardare il dato sulle Pmi martedi e ai movimenti della Banca di Inghilterra giovedi che potrebbe essere la prima ad alzare i tassi di interesse.

BRENT (PETROLIO): Petrolio diretto al test del livello chiave a 75,00 dollari

 


Momento di debolezza per il Brent e per il petrolio in generale che viene da un consistente rally iniziato in estate e che ha portato le contrattazioni sui massimi del 2019. Nel caso specifico del Brent i prezzi sono passati dal doppio minimo a 65,00 dollari fino a 86,10 dollari di fine ottobre. Lo scenario rimane rialzista con un target a ridosso dei 90 dollari ma nel breve le contrattazioni possono continuare a scendere fino a 75 dollari dove si incrociano la trendline ribassista di lungo periodo precedentemente violata lo scorso settembre e la trendline rialzista che sostiene il movimento dai minimi del 2020. Su questo livello si decideranno le sorti del petrolio in quanto una sua violazione spingerà ulteriormente i prezzi verso 71,80/72, dollari e successivamente verso 65,00 dollari annullando l’ultimo movimento di forza. Il ripristino della tendenza rialzista si avrà con il superamento della resistenza a 82,30/40 dollari spingendo i corsi verso i 90 dollari

BITCOIN (Cryptovaluta): ancora spazio di ribasso per il Bitcoin



Situazione in evoluzione sul Bitcoin salito lo scorso 10 novembre su nuovi massimi assoluti a 69000 per poi avviare una fase di storno. Lo scenario di fondo rimane impostato al rialzo ma il fatto che i prezzi siano tornati al di sotto anche dei precedenti massimi di aprile a 64900 dollari evidenzia una debolezza nel breve. Al momento il supporto a 56000 dollari ha fermato il ribasso ma l’incapacità della crypto di superare la media mobile a 50 giorni a 60500 dollari che funge da resistenza dinamica indica che la correzione non è ancora terminata con i prezzi che dovrebbe ulteriormente scendere fino a 52900/53200 dollari dove ci si attende una reazione. Una perdita di questo livello approfondirà ulteriormente il ribasso per il Bitcoin, che ci ha del resto abituati a momenti di forte volatilità ed ampiezza dei movimenti, verso 49000 ritracciamento del 50% del precedente rialzo, e quindi 46500/ 800 dollari a testare la trendline ribassista e la media mobile a 200 giorni identificando un’area di acquisto di medio periodo. Il ripristino diretto della tendenza rialzista si avrà con ritorni al di sopra di 66400 dollari con un successivo target posto a 74000/75000 dollari

domenica 21 novembre 2021

DOW JONES (USA): Fondamentale la tenuta del supporto a 35600

 




Segnali di debolezza vengono dal Dow Jones salito, al termini di una corsa infinita iniziata ad inizio ottobre, su nuovi massimi assoluti a 36565 per poi iniziare una fase di storno che lo ha portato sull’importante supporto precedente resistenza a 35600. Il panorama classico rimane ancora rialzista ma una perdita del supporto potrebbe iniziare la prima correzione importante dell’anno spingendo le contrattazioni fino a 33500/600 dove transitano la media mobile a 50 periodi e la trendline rialzista e rovinando di fatto la settimana delle fasta del giorno del ringraziamento. Sulla tenuta di questo supporto i prezzi dovrebbero riprendere la strada del rialzo che ha un obbiettivo di lungo periodo a 38000 e quindi la fatidica area dei 40000. Una perdita anche di 33500 indicherà la presenza di una correzione di grado maggiore fino a 31500 e quindi 30000 negando di fatto il classico rally natalizio.

FTSEMIB (ITALIA): Possibile continuazione delle correzione nel breve

 



Il mancato superamento di quota 28000 innesca un profondo ribasso dell’indice fino a 27163, all’interno di un movimento di debolezza che non si vedeva da inizio ottobre quando i prezzi stazionavano al di sotto di 26000. Lo scenario di fondo rimane improntato al rialzo ma la correzione non sembra affatto conclusa con il Ftsemib che può scendere, anche complice lo stacco di alcuni dividendi lunedi, fino a 26700/50 a testare la media mobile a 50 giorni dove ci si attende una reazione. Una perdita di questo supporto permetterebbe una continuazione della discesa fino a 26220 e quindi 26000 sulla parte bassa del canale di oscillazione in atto da inizio anno. Per vedere la ripresa del up trend bisognerà attendere il superamento di 28000 per salite verso 28500 e quindi 30000. Ancora una volta sarà Wall Street ad indicare la strada

martedì 16 novembre 2021

TABELLA OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO (DAL 1 FEBBRAIO)

 Per questioni di spazio vengono riportate le operazioni degli ultimi 6 mesi


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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 16 NOVEMBRE

 



AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 


  • INTERPUMP

La correzione dai massimi assoluti a 69,10 euro si è fermata sul precedente massimo di agosto a 61,55 euro dove i prezzi hanno reagito e sono pronti ora a tornare al rialzo anche grazie a dei fondamentali che rimangono molto solidi. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 62,25 euro stop a 59,90 euro profit a 75,00 euro

  • SOGEFI

La correzione delle ultime sedute si è arrestata sulla trendline rialzista dove si è assistito ad una reazione. Le prospettive rimango interessanti sulla tenuta del supporto a 1,29 euro. Acquisti su storni.

Operatività: acquisti su storni a 1,34 euro stop a 1,288 euro profit a 1,65 euro

  • THYSSENKRUP
Titolo tedesco dell’acciaio quotato anche a Milano. La violazione della resistenza a 9,50 euro metterà fine alla fase laterale in atto dallo scorso giugno consentendo un ritorno dei prezzi sui precedenti massimi a 12,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 9,50 euro stop a 9,08 euro profit a 12,00 euro


AVVERTENZA: 

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lunedì 15 novembre 2021

RENDIMENTO TREASURY 10 ANNI (STATI UNITI): Prospettive di rialzo dei rendimenti

 


L’incremento dei prezzi al consumo, il più alto dal 1990, spinge al rialzo il rendimento del T-Bond a 10 anni fino a 1,57%. La struttura grafica del rendimento è molto interessante con i prezzi che prima hanno corretto il 50% del rialzo visto tra agosto 2020 e aprile 2021 per poi portarsi nuovamente sopra 1,70%. La tenuta del supporto chiave a 1,415% dove transita la trendline ribassista precedentemente violata e adesso riconosciuta, indica la volontà di un ritorno dei prezzi verso quota 1,75/1,77%. La violazione anche di questo livello permetterà un nuovo rialzo dei rendimenti verso 1,97/2,00% e quindi verso la parte alta del canale di oscillazione in atto dal 1999 a 2,60%. Un restringimento dei rendimenti si avrà con la perdita degli ultimi minimi a 1,415% spingendo i prezzi verso 1,28 e quindi verso 1,00%

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI PER LA SETTIMANA ENTRANTE ( 15- 19 NOVEMBRE)

 




Tanto per cambiare, il dato sull’inflazione americana, il più alto da 30 anni a questa parte, non ha minimamente intaccato il sentimento rialzista che continua a pervadere i listini azionari con gli investitori che preferiscono concentrarsi sui buoni dati aziendali e sulla crescita dei consumi. In altre parole in questo momento si preferisce credere, o forse ci si autoconvince, che il picco di inflazione è transitorio e che quindi la Fed non metterà mano velocemente alla leva dei tassi con il rischio di far deragliare la ripresa spingendo l’economia in recessione o addirittura in stagflazione . Anche perché pressioni sul lato dei salari non se ne vedono ancora

Indubbiamente non stiamo vivendo tempi normali con la pandemia che ha impattato in maniera molto profonda l’economia come dimostra la perdita del 30% del Pil americano nel secondo trimestre del 2020 per poi rimbalzare in maniera ancora più consistente nel terzo trimestre rendendo l’impatto del virus molto simile a quello visto durante la una guerra. Per un mondo globalizzato basato su una catena di forniture energetiche e di componenti non è stato facile programmare e attuare un piano di produzione dovendo inseguire mercati ed economie che presentano cambiamenti di direzione cosi consistenti, in quanto per bloccare un produzione ci vuole un attimo ma farla ripartire richiede un certo tempo. Ma nel frattempo la massa di liquidità immessa nel sistema ha fatto ripartire in maniera velocissima economie e consumi provocando il paradosso di avere un sacco di soldi da spendere per beni che scarseggiavano e che ha quindi prodotto l’inflazione da domanda a cui stiamo assistendo

Situazione questa molto simile a quella vista post seconda guerra mondiale quando la gente correva a comprare beni che erano introvabili durante il conflitto e che scarseggiavano, faticando l’apparato produttivo a convertirsi dopo essere stato totalmente focalizzato sulla produzione bellica. Anche in quel caso l’impatto inflattivo di un fenomeno che con il senno di poi fu transitorio portò la Fed ad alzare i tassi provocando la recessione del 1949

La storia quindi tende a ripetersi, pur con dinamiche diverse, ma nel caso attuale pare che la Fed voglia comportarsi in maniera diversa mantenendo quindi un atteggiamento più da colomba e aspettando che passi la bufera. Anche perché Powell continua ad essere in bilico sulla poltrona della Fed, ed in attesa di una riconferma che tarda ad arrivare possiamo pensare che umanamente cerchi di compiacere con un atteggiamento accomodante il suo datore di lavoro che ha già parecchie grane dal canto suo e che guarda con preoccupazione alle elezione politiche di Mid Term del prossimo anno

Per i mercati quindi tutto bene anche se le tensioni dal lato dei tassi non sembrano sopite come si vede bene sia dall’aumento dei rendimenti del T-Bond decennale, peraltro ancora sotto i suoi massimi di fine mrzo, sia soprattutto dal rafforzamento del dollaro verso le altre divise, rafforzamento che sta impattando sul prezzo del petrolio, anch’esso come le borse su massimi da decenni a questa parte e ben testimone di quanto il recupero economico sia stato forte negli ultimi 18 mesi. Anche la crescita delle quotazioni dell’Oro nelle ultime settimane evidenziano la voglia degli investitori di coprirsi da possibili rischi inflattivi, veri o presunti che siano, uscendo dall’altro “oro digitale” il Bitcoin la cui volatilità presenta sempre un elemento di preoccupazione. Il riacutizzarsi della pandemia di Corona Virus che sta provocando nuove restrizioni, in particolare in Europa, non sembra invece destare particolare preoccupazione con i mercati vogliosi di continuare la crescita almeno fino alla fine dell’anno

Sempre seguendo il tema chiave inflazione, la settimana entrante presenta nella giornata di martedi l’interessante dato sulle vendite al dettaglio, l’ultimo prima del Black Friday che darà inizio alla stagione dello shopping natalizio. Altri dati economici interessanti verranno dai prezzi al consumo in Europa mercoledi mentre giovedi sarà il turno del Leading indicator e dei sussidi di disoccupazione settimanali in America. Ovviamente il focus dei mercati sarà tutto puntato sul meeting virtuale tra Biden e Xi Jinping dove si discuterà con molto attenzione della situazione di Taiwan, la provincia ribelle per i cinesi, ma anche dove si producono il 60% dei microchip di tutto il mondo

domenica 14 novembre 2021

ATLANTIA: La fine della lunga lateralità indica che il titolo è pronto per accelerazioni rialziste



Dopo un tempo immemore Atlantia si lascia alle spalle i vari guai ed il cambiamento di governance per salire sopra 16,85 euro parte alta di un trading range che si trascinava ormai da inizio anno. La rottura della trendline ribassista di medio periodo è un ulteriore segnale di forza con i prezzi che adesso devono violare la resistenza rappresentata dai recenti massimi a 17,565 euro per avviare un nuovo movimento di rialzo in prima battuta verso 20,00 euro e quindi a chiudere il gap rimasto ancora aperto a febbraio 2020 a 21,67 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 17,565 stop a 16,845 euro profit a 21,65 euro

AVVERTENZA: 

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PLATINO (Commodity): Nuove accelerazioni con la rottura di 1120 dollari

 



Il grafico del Platino si presenta molto interessante con il metallo che sembra aver messo alle spalle la forte debolezza che lo ha caratterizzato dall’inizio dell’anno con le contrattazioni passate da 1348 a 942 dollari. L’andamento di medio periodo si presenta rialzista grazie sia alla violazione della trendline ribassista avvenuta a fine 2020 sia per l’incrocio della media mobile a 50 con quella a 200 periodi. Ai prezzi manca solo la violazione della resistenza di breve a 1115/20 dollari per riprendere la strada rialzista verso la resistenza chiave posta a 1300 dollari. La violazione di questo livello permetterà di ampliare il recupero fino a 1700 dollari. Nuova debolezza sia avrà con ritorni al di sotto del supporto anche psicologico di quota 1000 difeso della media mobile a 200 periodi.

INDICE MSCI AZIONARIO MERCATI EMERGENTI: Prossimo alla fine della fase di consolidamento

 


Segnali di ripresa vengono dai mercati emergenti, rimasti indietro dopo la forte correzione vista da fine luglio in poi, conseguenza anche di un inizio di aumento dei tassi di interesse. Da un punto di vista grafico dopo aver violato il supporto a 72000 i prezzi sono scesi a riconoscere la trendline di lungo periodo in atto dal 2007 dove hanno reagito. All’indice adesso manca solo la violazione della trendline ribassista e dell’importante resistenza a 72200 per riprendere a salire verso il precedente massimi assoluti del 2020 a 80000. Obbiettivi più ambizioni si collocano a 85000 e 90000. Chiusure settimanali al di sotto di 70000, livello difeso dalla media mobile a 200 periodi apriranno una fase di debolezza verso 62500/63000.

FTSEMIB: L' indice non accenna a correggere


Ancora positiva la situazione per il Ftsemib che rimane a ridosso dei massimi raggiunti la scorsa ottava a 27866 e non accenna a mostrare voglia di storni. Lo scenario pertanto continua ad essere rialzista con un primo obbiettivo posto a 28500 parte alta del canale di oscillazione in atto da inizio anno e successivamente a 30000. Qualche timido segnale di debolezza si avrà solo con la violazione degli ultimi minimi a 27400 che spingerà i prezzi a chiudere un gap tuttora aperto a 26900. Solo chiusure giornaliere sotto 26700 indicheranno la presenza di una correzione più marcata verso 26250/300

giovedì 11 novembre 2021

BAYER: E' la volta buona per riprendere a salire?


Mentre l'indice tedesco Dax segna dei nuovi massimi assoluti sopra 16000 punti, Bayer, titolo farmaceutico, ha mostrato un andamento in controtendenza rimanendo a ridosso dei minimi visti ad ottobre 2020 a 41,00 euro. La violazione della trendline ribassista in atto dai massimi del 2017 è un primo segnale di cambiamento di tendenza che adesso necessità della rottura della prima resistenza a 52,00 euro per salire poi al test del livello chiave rappresentato dai massimi di maggio a 57,70 euro. La violazione anche di questa ultima resistenza indicherà la ripresa del trend rialzista con i prezzi che potranno portarsi fino a 73,00 euro e quindi 80 euro, ritracciamento del 50% di tutto il ribasso visto negli ultimi 5 anni. Acquisti sulla forza

Operatività (di medio periodo): acquisti sulla violazione di 52,00 euro stop a 49,80 euro profit a 80,00 euro

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mercoledì 10 novembre 2021

S&P500: attenzione agli storni sull'indice americano


Segnali di correzione sull'indice americano salito su massimi assoluti a 4714 inanellando una serie di 18 sedute positive su 20 cosa che non accadeva da 20 anni. Lo scenario di fondo rimane orientato al rialzo grazie alla tenuta del supporto chiave a 4230 difeso dalla media mobile a 200 giorni. Nel breve però i prezzi hanno fermato la loro corsa sulla trendline che congiunge tutti i massimi dal settembre 2020 formando della candele doji segnale di incertezza in presenza di una situazione di divergenza con l'oscillatore stocastico. Tutto questo lascia intravedere la possibilità di una correzione dei prezzi nel breve per ritorni a 4550 e quindi 4510/15. La perdita di quota 4500 segnalerà la presenza di una correzione di grado maggiore. Al momento il rally di natale non è ancora stato messo in discussione ma la discesa è necessaria per correggere il fortissimo rialzo visto dai primi di ottobre in poi

martedì 9 novembre 2021

TABELLA OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO (DAL 1 FEBBRAIO)

 Per questioni di spazio vengono riportate le operazioni chiuse negli ultimi 4 mesi



AVVERTENZA: 

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PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 9 NOVEMBRE

 



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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  • BANCA MEDIOLANUM

Titolo sulla parte bassa del canale di oscillazione in atto da un anno. Il superamento di 9,00 euro fornirà un segnale di rialzo con un obbiettivo a 10,60 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 9,00 euro stop a 8,64 euro profit a 10,60 euro

 

  •     DATALOGIC

Il titolo ha fermato la sua discesa sul supporto a 15,57 euro dove sta consolidando in fase di ipervenduto. La rottura della resistenza a 16,41 euro permetterà un recupero dei prezzi almeno fino a 18,80/19,00 euro. Acquisti sulla forza.

Operatività: acquisti su violazione di 16,41 euro stop a 15,89 euro profit a 19,00 euro

 

  •    ESPRINET

Il titolo mantiene una impostazione rialzista grazie alla tenuta della trendline. Il superamento di recenti massimi a 12,60 euro ripristinerà la fase di forza verso 16,00 euro

Operatività: acquisti su violazione di 12,65 euro stop a 12,15 euro profit a 16,00 euro


AVVERTENZA: 

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EXOR: Ancora spazi di rialzo nonostante i nuovi massimi assoluti

 



Il superamento dei massimi assoluti a 76,00 euro con forti volumi ha permesso l’avvio di una nuova fase di forza per il titolo già arrivato fino a 85,24 euro. Lo scenario continua a mantenersi positivo con un interessante target posto a 96,00 euro. Data la forte accelerazione è lecito attendersi degli storni in area 80,00/30 euro su cui rientrare. Chiusure giornaliere inferiori a 76,00 euro precedenti massimi segnaleranno l’inversione di tendenza

Operatività (di medio periodo): acquisti su ritorni in area 80,00/30 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 76,00 euro profit a 93,00 euro

AVVERTENZA: 

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