Mentre i listini azionari continuano a stazionare sui massimi assoluti, intorno la situazione si fa ogni giorno più delicata e non solo da lato economico. Siamo d’altronde in presenza di una “Nuova Normalità” indotta dalla botta pandemica data all’economia e dal suo susseguente recupero alimentato da liquidità senza precedente, che ricorda molto se non addirittura lo mette in pratica, il famoso “helicopter money” teorizzato da Milton Friedman nel 1969,cioè di far piovere dal cielo soldi sulla popolazione per sostenere consumi ed economia. Omettendo però che questi, oltre ad essere a debito nel senso che poi qualcuno dovrà pur pagarli nel futuro, sono strumenti normalmente sono di breve durata
Qui invece siamo a 18 mesi di liquidità a gratis sul mercato che indubbiamente ha favorito la ripresa economica con gli americani in particolare che spendono a più non posso alimentando i consumi e quindi fatturati ed utili delle imprese nonostante un inflazione elevata. Già, perché oltre lo stimolo monetario in America anche la politica sta facendo la sua parte nel sostenere un elevato grado di spesa, come dimostra anche la proposta del presidente Biden di far passare un nuovo piano di stimolo fiscale di 1750 miliardi di dollari prima del giorno del ringraziamento a cui si aggiunge il piano di infrastruttura da 1200 miliardi.
Ma mentre l’economia mostra dati in netto miglioramento nonostante i famigerati colli di bottiglia degli approvvigionamenti, il dato sulla fiducia dei consumatori americani, il più basso degli ultimi 10 anni, inferiore persino a quello della primavera 2020 quando sembrava che il mondo occidentale si fosse fermato, racconta un’altra storia evidenziando come i consumatori americani siano pessimisti sullo stato dell’economia. Di fatto alimentando il messaggio che senza stimoli e misure fiscali di supporto risulta difficile continuare a consumare ed investire
Di fatto questa situazione propone due problematiche. Da una parte rende l’amministrazione Biden ai minimi storici di consenso molto attenta al contesto di disagio, anche in vista in delle elezioni di Mid Term del prossimo anno. E non è sicuramente un caso che tuttora si rifletta di sostituire Powell, nominato da Trump, alla guida della Federal Reserve, con un personaggio ancora più “dovish” cioè accomodante come Lael Brainard. Il secondo punto invece riguarda l’inflazione che rischia di essere ulteriormente alimentata dagli stimoli. E’ possibile che stiamo assistendo al suo picco in questi ultimi mesi dell’anno ma una corsa a spendere per cercare di accaparrarsi il voto degli investitori, sapendo quanto conta il miglioramento della propria condizione economica per valutare una presidenza, potrebbe rendere l’inflazione più duratura del previsto. Ma una corsa a spendere rischia anche di impattare su quelle che sono le fondamenta dell’economia americana cioè competizione, assunzione del rischio, sfida imprenditoriale
Nell’attesa delle decisioni su Powell attese in settimana, e dei verbali dell’ultima riunione della Fed che fornirà qualche indicazione in più riguardo al percorso di ritorno ad una normalità già anticipata dai dati economici, la pandemia rialza la testa con una nuova ondata obbligando i governi a chiusure che potrebbero se prolungate impattare sulla crescita rendendo ancora più arduo se possibile il compito della banche centrali che rimangono all’interno di un sentiero stretto quanto pericoloso. Infatti se da una parte non possono togliere troppo presto gli aiuti ad economie in ripresa dall’altra parte non possono neppure permettersi di creare dipendenza.
Nonostante questo i mercati continuano a mostrare una notevolissima resilienza con gli investitori che vedono poche alternative al mercato azionario. Le preoccupazioni legate alle alte valutazioni delle aziende e sul surriscaldamento dell’economia conseguenza degli stimoli fiscali hanno interrotto ma non fermato il rally degli ultimi mesi, in attesa della settimana corta del giorno del ringraziamento di giovedi 25 novembre che statisticamente è positiva per i listini azionari. In attesa poi dei dati relativi al Black Friday che normalmente forniscono indicazioni sull’andamento degli acquisti per il periodo natalizio.
In un ottava corta sono molto i dati economici da guardare con attenzione in particolare nella giornata di mercoledi: Detto dei verbali della Fed, il clou saranno gli indici di reddito e spesa tra cui PCE core l’indice di inflazione preferito dalla Fed. Inoltre ci sarà anche la seconda lettura del Pil, gli ordini di beni durevoli ed il sentimento dei consumatori. In Europa invece da guardare il dato sulle Pmi martedi e ai movimenti della Banca di Inghilterra giovedi che potrebbe essere la prima ad alzare i tassi di interesse.
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