lunedì 26 settembre 2022

PENSIERI IN LIBERTA’: IL DOLLARO “FORTE” E’ LA CHIAVE PER TUTTO (26 SETTEMBRE)


I tassi di interesse resteranno alti a lungo. Questo in sintesi il messaggio di Jerome Powell dopo aver alzato i tassi come previsto di uno 0,75% come da attese ma allo stesso tempo indicando un percorso ancora lungo di rialzi verso il 4,6% per il 2023 che ha di fatto affossato i mercati e le loro speranze. Questa manovra sembra una cura omeopatica In presenza di una inflazione che si mantiene sopra l’8% e con un mercato del lavoro ancora robusto ma l’importante era dare un segnale.

La credibilità della Fed, persa nei mesi passati a causa di valutazione errate, deve essere recuperata a tutti costi, anche perché la sua attendibilità di contrasto all’inflazione funziona solo se i mercati le credono. Altrimenti esiste il rischio di continuare ad inseguire i prezzi senza peraltro raggiungerli come accaduto negli anni ’80 del secolo scorso dove il governatore di allora Paul Volcker fu costretto ad azionare la leva monetaria in maniera poderosa portando in poco tempo i tassi oltre il 20%, a fronte di una inflazione sopra il 14%, provocando una severa recessione tra il 1980 e 82. Il nervosismo attuale sui mercati deriva proprio dal fatto che gli investitori “fiutano” una possibile recessione e pensano che alla Fed manchi la volontà politica di proseguire in un inasprimento della politica monetaria

Ma mentre Powell è impegnato a riproporre il dogma “don’t fight the Fed” dall’altra parte deve stare molto attento a non esagerare nell’affossare l’economia in vista della elezioni di Mid term del prossimo novembre. Indicativamente la Fed è un organo autonomo ma non di meno deve guardare a ciò che fa la politica non solo riguardo alla parte fiscale ma anche ai costi elettorali che una eventuale recessione potrebbe provocare. Con il rischio di spianare la strada un ritorno di Trump nel 2024.

Il nocciolo della questione rimane però il super Dollaro che si sta rivalutando in maniera aggressiva riguardo a tutte le valute, conseguenza sia di un ampio differenziale tassi sia di una percezione di bene rifugio da accumulare nei momenti di incertezza, venendo preferito ad assset “antiquati” come l’oro, strumento anti inflazione per eccellenza, e nuovi come le cryptovalute nate proprio per essere un alternativa al sistema finanziario e finite ad essere parte dello stesso.

Il problema è che la schiacciante forza del biglietto verde che ha portato la Sterlina su minimi che non si vedevano da oltre 30 anni e oltre 20 anni per quanto riguarda Yen ed Euro, contribuisce ad importare inflazione tramite le materie energetiche pagate appunto in dollari. Costringendo di fatto sia la Bce che la Bank of England ad allinearsi alla Fed sul percorso di rialzo dei tassi anche se le terapie monetarie rispondono male almeno nel breve termine a shock esogeni da costo delle materie prime

La situazione attuale trova una analogia con quanto successe nei primi anni ‘80 a proprio a causa della politica di Volcker molto simile a quella odierna di Powell dove il forte rafforzamento della valuta statunitense portò nel 1985 all’ ”accordo del Plaza” dove i ministri dell’allora G5 (Francia Giappone, Regno Unito, Repubblica Federale Tedesca e Stati Uniti) oltre al Canada decisero di coordinare degli interventi mirati sui cambi al fine di contrastare il persistente apprezzamento del dollaro a partire dalla prima metà del 1980.

Certo le condizioni industriali e finanziarie sono diverse, in particolare riguardo a globalizzazione e digitalizzazione che hanno cambiato radicalmente il commercio e la finanza, tuttavia la storia tende a ripetersi a distanza di decenni seppure in contesti diversi. E confermano la straordinarietà dei periodo storico in cui stiamo vivendo, peraltro molto simile a quello a cavallo tra 1975 e 1985, (per es basti pensare all’evocazione di utilizzare ordigni nucleari argomento che ormai intere generazioni avevano rimosso o alla stessa crisi energetica) che presuppone l’utilizzo di strumenti altrettanto straordinari al fine di preservare non solo l’economia e la ricchezza derivante ma anche lo stesso sistema democratico

Venendo al calendario economico, sono molti gli interventi programmati di membri della varie banche centrali, Fed in primis. In termini macroeconomici martedi verranno pubblicati i profitti industriali cinesi assieme alla vendita di case, beni durevoli e indice di confidenza dei consumatori in America. Giovedi sarà il giorno principale con il Pil e i sussidi di disoccupazione in America assieme all’indice di fiducia dei consumatori in Europa ed il Cpi in Germania. Infine venerdi si chiuderà con l’indice Pmi cinese, l’indice Cpi e la disoccupazione in Europa ed il sentimento dei consumatori dell’università del Michigan negli Stati Uniti





S&P500 (USA): IL SUPPORTO FONDAMENTALE E LA MEDIA MOBILE FERMANO PER ORA IL RIBASSO


La formazione di un doppio minimo a 3636/50 rafforzato dal transito della media mobile a 200 ferma il ribasso dei prezzi visto nelle ultime settimane e getta le basi per un rimbalzo dell’indice verso 3880/3900 e successivamente verso 4000. In attesa della chiusura del mese i prezzi evidenziano una ampia fase laterale tra 4300 e 3600. La perdita di questo supporto permetterà l’avvio di una nuova fase di ribasso verso 3400 e quindi verso 3200/30 che rappresenta il 38,2% di ritracciamento di tutta la salita partita dai minimi di marzo 2009 a 666.

PETROLIO WTI (COMMODITY): SEGNALI RIBASSISTI CON LA ROTTURA DELLA TRENDLINE

 


La perdita del supporto a 85,00 dollari e della trendline rialzista di lungo periodo spingono ulteriormente al ribasso il petrolio americano fino a 78,00 dollari certificando di fatto la presenza di una recessione. I prezzi possono ora continuare a scendere fino a 76,90/77,00 dollari e successivamente verso 70,00 dollari che corrisponde al ritracciamento del 50% di tutto il rialzo partito ad aprile 2020. Un target di medio periodo è rappresentato dai minimi di agosto e dicembre 2021 a 62,50 dollari. Segnali di recupero si avranno solamente con ritorni al di sopra del 90,00 dollari

MIE INDICAZIONI SUI MERCATI FINANZIARI RIPORTATE SULL' INSERTO ECONOMICO DEL "CORRIERE DELLA SERA" DI LUNEDI 26 SETTEMBRE

 



domenica 25 settembre 2022

EURO/DOLLARO (VALUTA): ANCORA LA DISCESA PER L' EURO MA SI AVVICINA IL PUNTO DI SVOLTA


Continua la forza del dollaro contro tutte le valute, conseguenza diretta della riunione della Fed, ed in particolare contro l’Euro rompendo il supporto a 0,98 e portando fino a 0,9660. Il cambio rimane saldamente inserito in un canale ribassista che ha target a 0,94. Solo ritorni sopra 1,00 invertiranno la tendenza ribassista

FTSEMIB (ITALIA): SUPPPORTO A 20500 ULTIMO BALUARDO PER EVITARE NUOVE PROFONDE DISCESE

Ancora debolezza per il Ftsemib rompe anche il supporto a 21500 ma che riesce a chiudere la settimana sopra 21000, in attesa delle elezioni. La situazione rimane impostato al ribasso dopo che i prezzi sono stati incapaci di superare la trendline ribassista e la media mobile a 200 periodi transitante per 22900. La perdita del supporto a 20450/500 aprirà una nuova fase di debolezza spingendo i prezzi a chiudere i gap lasciati aperti durante il rally del novembre 2020 rispettivamente a 19820, 19400 e 18400 probabile target di arrivo della discesa. Solo la rottura della trendline ribassista a 22500 fornirà un segnale di inversione

lunedì 19 settembre 2022

DOW JONES (USA): AREA 30000 SUPPORTO FONDAMENTALE PER IL DOW JONES

 


La media mobile a 100 periodi a 32500 ha fermato ancora una volta il recupero del Dow Jones spingendolo verso area 30000 supporto fondamentale, confermando di fatto la lateralità in atto dalla scorso aprile. L’indice comunque continua a mostrare una notevole tenuta grazie all buon andamento dei titoli “value”. La perdita di quota 30000 difesa anche dalle media mobile a 200 periodi e dei massimi di giugno a 29650 aprirà una nuova fase ribassista verso 27600 e quindi 25500, livello che coincide con il ritracciamento del 38,2%  di tutto il rialzo partito da 6500 a marzo 2009. La rottura di 32500 spingerà nuovamente i corsi fino a 34000 resistenza da violare per ripristinare la tendenza rialzista verso i massimi assoluti a 36950 e quindi 40000.


ACCIAIO LAMINATO (COMMODITY): ANCORA SPAZIO DI DISCESA

Ancora debolezza per l’Acciaio laminato americano che ha perso gran parte di quello che aveva guadagnato nell’incredibile rally iniziato nell’estate del 2021 che lo aveva portato da 500 a 2000 dollari in pochissimo tempo, con i prezzi diretti ora verso il loro target ribassista a 600 dollari. Segnali di una ripresa di forza verranno da ritorni al di sopra di 950 dollari permettendo una chiusura dei gap a 1160 e 1240 dollari

PENSIERI IN LIBERTA': E' IL MOMENTO DI POWELL DI SALVARE IL MONDO (E SE STESSO) (19 SETTEMBRE)


Adesso è il turno della Fed e di altre banche centrali. Dopo che la Bce ha fatto il suo alzando i tassi e dopo che i dati sui prezzi al consumo in americano continuano a stazionare sopra l’8% massimi assoluti degli ultimi 40 anni. Confermando di fatto quanto questa inflazione sia appiccicosa e come il lavoro di Powell sia ben lontano da essere terminato. Da qui la delusione e i conseguenti ribassi dei mercati azionari nelle ultime settimane

Mai andare contro la Fed, è sempre stato il motto degli investitori negli ultimi anni. E probabilmente è un motto che continua ad essere veritiero, nonostante i macroscopici errori degli ultimi anni, a partire dalla lenta presa di coscienza di una fenomeno severo di rialzo dei prezzi e alla lentezza nell’attivarsi per contrastarla. Con il rischio concreto di “strafare” per recuperare terreno cioè di muoversi maniera troppo violenta in presenza di un fenomeno che si sta ridimensionando, affossando cosi una economia post pandemica gia in fase di rallentamento

La professione del banchiere centrale è complessa e non è adatta tutti come Madame Lagarde insegna. Credibilità timing e capacità di comunicare sono fattori essenziali ed in particolare su questa ultima ne avremo un esempio gia questo mercoledi dove Powell dovrà spiegare quale è il suo piano di rialzi dei tassi per combattere l’inflazione, ormai assoluta priorità.

Al di la dell’abilità anche comunicativa del governatore della Fed, bisogna tenere presente che la politica monetaria restrittiva fa sentire i suoi effetti non in maniera immediata con un certo ritardo: prima indebolisce il mercato finanziario, poi l’economia e solo alla fine incide sull’inflazione. Motivo per cui rialzi consistenti dei tassi sembrano un azzardo

Inoltre su Powell aleggia il fantasma di Paul Volcker, il governatore della Fed che affrontò l’iperinflazione degli anni 70 alzando i tassi in maniera repentina, tranne poi abbassarli troppo in anticipo per sostenere l’economia in affano consentendo alla pressione sui prezzi di riprendere il suo vigore. Dopo esserci già giocato la credibilità definendo transitorio qualcosa sui massimi assoluti Powell non può rischiare di fare lo stesso errore anche a costo di provocare “qualche dolore alle famiglie e al business” come ebbe a dire a Jackson Hole lo scorso agosto.

Anche perché nonostante gli indici di fiducia dei consumatore ai minimi storici, i dati aziendali ed il mercato del lavoro mostrano una inaspettata tenuta. A conferma che la pandemia ha cambiato e molto le abitudini dei consumatore meno inclini a risparmiare e molto propensi a spendere in presenza di un domani incerto e comunque la liquidità rimane abbondante sul mercato. E tutto questo non fa altro che rafforzare la necessità di una continuazione della stretta monetaria per raffreddare la domanda

Mentre fino a qualche mese fa il contrasto all’inflazione era lo scopo principale, adesso si inizia a pensare di trovare un equilibrio per evitare di affossare completamente le economie passate in poco tempo da una fase di stimolo ad una restrittiva in particolare nel settore del credito. In presenza peraltro di una inflazione provocata da costi energetici difficile da gestire con la leva dei tassi, in particolare in Europa. La prossima riunione della Fed, ed il suo comunicato finale potranno fornire qualche indicazione al proposito, ma sembra difficile immaginare che una situazione creata e alimentata da tassi bassi durati più di un decennio e che ha cambiato radicalmente l’economia spingendola verso una maggiore “finanziarizzazione” come dimostra il forte uso della politica dei buy back o l’utilizzo di strumenti ad hoc come le SPAC possa trovare una nuova normalità senza qualche bagno di sangue. Anche per ricordare che non esistono pasti gratis, in particolare sui mercati finanziari

Settimana ovviamente concentrata sulla riunione di mercoledi della Fed in realtà anche altre banche centrali si riuniscono questa settimana come la banca centrale svedese martedì e la Bank of England BOE, la banca centrale svizzera e quella giapponese tutte giovedì. Relativamente ai dati macroeconomici importanti i permessi di costruzione rilasciati e vendita di case esistenti martedi e mercoledi. Giovedi invece saranno pubblicati i dato Pmi del Regno Unito e dell’area Euro che dovrebbero certificare la presenza di una recessione



domenica 18 settembre 2022

BTP ITALIA (OBBLIGAZIONE): situazione difficile ad una settimana dalle elezioni

 

Situazione complicata sul titolo di stato italiano ad una settimana dal voto. La vicinanza della trendline rialzista assieme ad una fase di ipercomprato fanno pensare ad un rimbalzo delle contrattazioni verso 124,00 e quindi 129,00 a testare una altra importante trendline rialzista. Discese al di sotto di 113,78 minimi dello scorso giugno allungheranno il ribasso fino 105/107,00 con la possibilità di testare anche quota 100

FTSEMIB: Prosegue la fase di incertezza dell' indice italiano

Struttura ancora ribassista per il Ftsemib che rimbalza sulla tenuta del supporto a 21200 ma non riesce a superare ne la media mobile a 200 periodi ne la trendline ribassista di lungo periodo. Stiamo pertanto vivendo una fase di attesa con i prezzi che sulla rottura di rottura degli ultimi massimi a 22880 possono spingersi fino al test della media mobile a 50 periodi a 23500 oppure discese sotto 21200 e quindi sotto 20420 innescheranno una nuova discesa verso 19700

mercoledì 14 settembre 2022

CAMPARI: RECUPERI SULLA TENUTA DELLA TRENDLINE

La tenuta della trendline che ha sempre contenuto i ribassi negli ultimi mesi è un segnale di forza per il titolo che può ora riportarsi sulla parte sulla parte alta del range a 11,00 euro. Acquisti su storni

Operatività: Acquisti su ritorni sulla trendline a 9,32/35 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 9,00 euro profit a 11,00 euro

AVVERTENZA
Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

martedì 13 settembre 2022

TITOLI SOTTO LA LENTE (13 SETTEMBRE)


  • AMPLIFON
Il doppio minimo a 25,00/15 euro ferma il forte ribasso dei prezzi partito dai massimi assoluti di 47,44 euro ad inizio anno gettando le basi per un rimbalzo.

Operatività: acquisti in area 26,00/20 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 25,00 euro profit a 31,00 euro

  • DATALOGIC
Titolo pronto per un bel rimbalzo dopo aver invertito la tendenza ribassista con la rottura della trendline. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 8,42 euro stop a 8,05 euro primo profit a 10,00 euro e poi 11,00 euro

  • TECHNOGYM
La rottura della resistenza a 6,90 euro metterà fine alla fase di consolidamento del titolo consentendo recuperi verso il primo target a 8,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 6,90 euro stop a 6,59 euro primo profit a 8,00 euro e poi 8,65 euro

AVVERTENZA
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BPER: Nuovi spunti rialzisti sulla rottura della media mobile a 200 giorni

 


Il recupero delle ultime sedute ha portato il titolo al test della trendline e della media mobile a 200 giorni a 1,65 euro. Il superamento di questo livello permetterà una estensione del recupero verso i massimi di giugno a 1,99 euro e successivamente 2,15 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 1,65 euro stop a 1,575 euro profit a 1,99 euro

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PENSIERI IN LIBERTA’: IL CORAGGIO DELLA LAGARDE RISCHIA DI ARRIVARE IN RITARDO (12 SETTEMBRE)

 



Coraggio o incoscienza. E’ all’interno di queste due parole che si può trovare uno dei motivi che hanno spinto la Bce ad un aumento storico dei tassi di 0,75%. Testimoniando da una parte la volontà di contrastare una inflazione che fuori controllo e che fa male alle tasche dei cittadini ma dall’altra certificando il ritardo con cui si è mossa. Dopo aver sperato di un rientro spontaneo del rialzo dei prezzi

Fare il banchiere centrale non è mai stato un lavoro facile. In particolare in questo periodo dove gli accadimenti straordinari sono all’ordine del giorno (la crisi finanziaria, il covid, le problematiche di approvvigionamento, le tensioni politiche per citarne alcune) e non sempre è facile fornire risposte adeguate. Con il rischio poi di ritrovarsi ad inseguire gli eventi e dover usare il bazooka per sistemare la faccenda

L’iperinflazione, su livelli che non si vedevano da oltre 40 anni, non è altro che la risposta alla domanda che ci siamo posti per anni riguardo alle conseguenze di una politica cosi prolungata di tassi bassi o addirittura a zero, ed è formalmente la tassa che si paga per un ritorno alla normalità, cioè in un mondo in cui chi presta i soldi riceve un rendimento a differenza di quanto successo negli ultimi anni in cui bisognava addirittura pagare perché ti tenessero i soldi.

Ma mentre in America la situazione sembra prendere una curva di rientro grazie anche all’azione della Fed ben determinata a contrastare l’inflazione anche se non soprattutto provocando una recessione indotta nella speranza di un “soft landing”, potendo contare su un mercato del lavoro forte e su una sostanziale tenuta dei consumi, per quanto riguarda l’Europa la situazione è decisamente complessa.

Il Vecchio Continente infatti è alle prese contemporaneamente con una crisi inflattiva, una crisi del debito dei paesi membri ed una crisi energetica che pesa notevolmente anche perché si riversa direttamente sia sui consumatori che sulla crescita. E dove si presenta il rischio concreto di avere una dicotomia tra le politiche monetarie utilizzate per combattere l’inflazione e le politiche fiscali per supportare famiglie ed imprese che alla fine finiscono per impattare su debito pubblico ed inflazione. Ed evidenziano ancora di più gli squilibri all’interno della Eu dove a paesi in grande difficoltà per l’approvvigionamento energetico si contrappongono altri che da questa situazione traggano alti profitti, Olanda in primis

Certo i recenti sviluppi positivi della guerra in Ucraina sono segnali incoraggianti perché fanno uscire da quello scenario di guerra di logoramento e hanno contribuito al rimbalzo dei listini azionari. Ma non devono essere sopravvalutati. Perché in primo luogo anche a conflitto terminato nulla sarà più come prima. E secondariamente questo rende Putin alle strette ancora più pericoloso riguardo ai suoi comportamenti e che in ogni caso vorrà arrivare all’inverno per vedere gli effetti della scarsità di gas, vera o presunta, sui cittadini europei. A meno di clamorosi ed imprevedibili cambi di potere al vertice…

Continuano invece le problematiche cinesi in cui i nuovi lockdown correlati al covid si fanno sentire su una economia già in difficoltà di suo. Ed è proprio alla tigre asiatica a cui bisogna prestare grande attenzione dove sono udibili sinistri scricchiolii dopo anni ruggenti di forte crescita e questo è un danno per tutta l’economia mondiale. La questione Evergrande, il gruppo immobiliare cinese arrivato ad un passo dal fallimento è tuttora sul tavolo non risolta assieme ad una difficoltà di aumentare i consumi interni. Costringendo di fatto Xi Jinping a giocare la carte del nazionalismo, ed in particolare del ritorno a casa della provincia ribelle Taiwan, in vista del congresso del Partito Comunista Cinese che si terrà in autunno dove verrà confermato presidente a vita. Gettando se possibile ulteriore tensione su un quadro geopolitico già complicato.

Il dato macroeconomico principale americano anche in vista della riunione della Fed della prossima settimane è il CPI (indice prezzi al consumo) in calendario martedi mente mercoledi sarà il turno di quello inglese e venerdi di quello europeo. Giovedi verranno pubblicati i dati USA relativi a vendite al dettaglio, produzione industriale e sussidi di disoccupazione americani mentre venerdi sarà emesso il l’indice del sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan. Sempre venerdi i dati cinesi su vendita di nuove case, vendite al dettaglio produzione industriale.

lunedì 12 settembre 2022

TTF NATURAL GAS FUTURE (COMMODITY): IL GAS EUROPEO SU UN LIVELLO DI SVOLTA


Punto critico di svolta per il future sul gas olandese, vittima delle fibrillazioni dei mercato degli ultimi mesi passato dai 77 euro di metà giugno fino ad un massimo di 341 euro MWH di fine agosto per poi stornare nuovamente e tornare a ridosso del supporto chiave a 200 euro a riconoscere la trendline violata i precedenza. Una tenuta di questo livello, difeso anche dalla media mobile a 50 giorni, proietterà nuovamente i corsi al rialzo verso 250 e quindi 278/80 euro con possibilità di rivedere anche quota 300 euro. Discese al di sotto di 200 euro invece annunceranno la fine della fase speculativa spingendo il future verso 180 euro e successivamente verso 125/130 euro a riconoscere la media mobile a 200 giorni

NASDAQ COMP (USA): RIMBALZO VERSO 13000 ALL'INTERNO DI UN CONTESTO INCERTO

 


La tenuta della media mobile a 200 periodi a 11450 assieme alla presenza di una fase di ipercomprato consentono un recupero dell’indice tecnologico dopo 3 settimane di ribasso. Lo scenario si mantiene ancora al ribasso come mostra la sequenza di minimi e massimi decrescenti ma nel breve i prezzi possono continuare nel loro recupero fino a 12650/700. Solo il superamento di 13000/150 recenti massimi muterà il quadro tecnico spingendo l’indice verso 14500. Nuove discese sotto 11450 permetteranno nuove discese fino a 10500, supporto che ha contenuto recentemente i ribassi. La perdita di questo livello innescherà una ulteriore discesa fino a 9300

domenica 11 settembre 2022

FTSEMIB (ITALIA): Possibilità di estensione del recupero per l'indice domestico





Il sollievo post Bce permette all’indice di uscire dalla fase di ipervenduto e recuperare velocemente quota 22000. La trendline mantiene tuttora la struttura al ribasso ma nel breve la violazione della media mobile a 50 giorni a 22160 può permettere una estensione del recupero fino a 22600 confermando di fatto la scarsa direzionalità delle ultime settimane. La rottura di della trendline difesa della media mobile a 100 giorni potrà cambiare il quadro tecnico spingendo i corsi fino a 23500/60 a testare la media mobile a 200 giorni. Solo al di sopra di questo livello si potrà pensare ad inversione della tendenza riportando i prezzi fino a 24500 resistenza fondamentale. Nuove discese al di sotto di 21000/200 innescheranno una nuova discesa delle contrattazioni verso 20500 ultimo baluardo prima di 19700/20000

PETROLIO BRENT (COMMODITY): Attesi ritorni a 100 dollari

 




Il petrolio del mare del nord ha arrestato la sua discesa sulla trend line rialzista a 86,40 dollari livelli che coincide con i massimi del 2018 e del 2021 e difeso anche dalla media mobile a 100 periodi, annunciando un rimbalzo dei prezzi che possono tornare a 100 dollari. Un superamento di questa resistenza permetterà di ampliare il recupero fino a 110,00 e quindi 115,00 dollari. Una perdita del supporto a 85,00/86,00 consentirà l'avvio di una nuova fase ribassista verso 75,00 e quindi 70,00 dollari

venerdì 9 settembre 2022

UNICREDIT: La rottura della media mobile a 200 giorni confermerà il rialzo


Notevole recupero del titolo Unicredit confermato dalla presenza di alti volumi. La violazione della media mobile a 200 giorni transitante per 10,25 euro confermerà la presenza di una fase di recupero con un primo obbiettivo a 12,00 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 10,25 euro stop a 9,84 profit a 12,00 euro

AVVERTENZA

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

lunedì 5 settembre 2022

S&P500 (USA): ATTESO NUOVO TEST DEI MINIMI DI GIUGNO PER L' S&P500

 




Il rimbalzo generato dalla tenuta del supporto a 3636 si è spinto fino a 4325 per poi indietreggiare. La presenza di un doppio massimo sul livello evidenza la lateralità che stiamo vedendo dallo scorso maggio in poi e spinge nuovamente i prezzi al test del supporto chiave a 3600, difeso dalla media mobile a 50 periodi. La rottura di questo livello permetterà una continuazione del ribasso verso 3000 e quindi verso 2770/800 livello che coincide con il 50% di ritracciamento di tutto il rialzo partito da 666 a marzo 2009. Sopra 4330 i prezzi torneranno sui massimi assoluti a 4818 e quindi verso 5000

BITCOIN (CRYPTOVALUTA): L'USCITA DALLA BANDIERA PRELUDE A NUOVI RIBASSI




La formazione di una figura di continua a “bandiera” e la sua susseguente violazione sono tutti segnali di conferma del movimento discendente del Bitcoin quotato in dollari da sempre indicatore del risk on/off del mercato. La violazione del supporto a 18874/19000 dollari permetterà nuove accelerazioni ribassiste dei prezzi verso 16000 e quindi 12000 dollari. Primi segnali di forza si avranno dal superamento della media mobile a 50 giorni transitante a 22000 dollari ma solo il superamento dei massimi di 25000 dollari visti ad agosto forniranno un segnale di inversione

BTP PERPETUAL (ITALIA): IL SUPPORTO A 118,00 FONDAMENTALE PER EVITARE NUOVE DISCESE

 


Situazione delicata e con alta volatilità per il Btp a 3 settimane dalle elezioni politiche. La tendenza rimane al ribasso dopo la violazione della trendline rialzista ritestata ad agosto. La violazione del supporto a 117,80/118,00, che sta contenendo la discesa al momento, spingerà ulteriormente al ribasso le contrattazioni fino al forte livello di 108,00/20. Data la situazione di ipervenduto sulla tenuta di 118,00 sono possibili rimbalzi verso 125,00 ma solo il superamento di 130,00 allungherà il recupero fino a 135,00

PENSIERI IN LIBERTA’: LA CRISI TEDESCA EMBLEMA DEL NUOVO MONDO POST 24 FEBBRAIO (5 SETTEMBRE)



Non bastava l’inflazione e la stretta monetaria che già disturbavano notevolmente i mercati. Tanto per non farmi mancare nulla è arrivata anche la “guerra” energetica dopo che la Russia ha annunciato la chiusura del gasdotto Nord Stream1 e il conseguente blocco della fornitura di Gas. Mettendo se possibile ancora più pressione sulle banche centrali, ed in particolare sulla Bce.

Stiamo toccando con mano il cambiamento del mondo con un riposizionamento dei rapporti di forza iniziato il 24 febbraio quando la Russia ha inopinatamente invaso l’Ucraina, cambiando di fatto gli equilibri fino al allora inesistenti ed innestando un processo che si fa fatica adesso a delineare ma che andrà avanti nei prossimi anni cambiando anche le nostre abitudini. E dividendo il mondo essenzialmente in due parti, considerando anche l’attivismo cinese di aumentare la sua influenza approfittando della debolezza americana causata sia dalle problematiche interne che dal dover operare su più fronti

In questo contesto, ed è quello che riguarda più da vicino noi europei, il vaso di coccio è rappresentato dalla Germania da sempre la locomotiva d’Europa, presa in mezzo tra la difesa dei valori occidentali legati alla appartenenza alla alleanza atlantica e i suoi interessi commerciali ed economici. I tedeschi infatti negli ultimi 20 anni hanno sviluppato una fortissima dipendenza dal gas russo che ricevevano a bassissimo prezzo da Putin amico di frau Merkel grazie al fluente russo di quest’ultima, e parallelamente incrementato il loro export con la Cina con cui intrattengono rapporti dagli anni ’70 e che hanno contribuito al suo sviluppo

La Germania pertanto è il paese simbolo di questo nuovo mondo. Non vi è alcun dubbio sulla resilienza e sulla forza dell’economia tedesca ma è innegabile che questo cambiamento non potrà avvenire in un lasso di tempo breve e senza l’aiuto di una maggiore integrazione europea, in un periodo dove gli stati sono percorsi da fremiti populisti che tornano regolarmente in auge nei momenti di difficoltà data la naturale tendenza delle persone a chiudersi nel loro mondo di fronte a cambiamenti importanti. Come dimostra anche la Gran Bretagna che sta toccando con mano le conseguenze, sottovalutate e abilmente manovrate per fini politici, del referendum sulla Brexit.

In questo contesto si inserisce la riunione della Bce di giovedi prossimo con la Lagarde stretta tra l’incudine ed il martello, tra privilegiare la lotta all’inflazione arrivata oltre il 9% a fronte di tassi ufficiali allo 0,50% alzando i tassi in maniera repentina ma mettendo cosi sotto pressione il credito oppure continuare a fornire sostegno ad una economia in netto rallentamento a causa dei costi energetici. Sapendo che qualunque sia la decisione si tratterà sempre di una coperta corta, almeno fino a quando sarà risolta la questione dell’indipendenza energetica. Anche perché rimane una idea illusoria che la augurabile fine del conflitto Ucraino riporti la situazione come era un anno fa.

Una volta le banche centrali puntavano sulla comunicazione e sulla forza dell’annuncio come fece Mario Draghi 10 anni fa con il suo famoso “whater it takes”. Ma questi ultimi complessi anni hanno evidenziato le lacune della Lagarde che ricopre un ruolo probabilmente più adatto ad un tecnico che deve essere in sintonia con i mercati, anche se rimane estremamente complicato cercare di venire a capo delle diverse esigenze dei 19 paesi componenti l’Euro, in presenza perdipiù di una inflazione subdola come quella generata dall’ offerta di beni.

Settimana prossima poi toccherà alla Fed muoversi sui tassi. Il mercato del lavoro continua a mostrarsi forte a conferma che se è possibile che il picco inflattivo sia stato raggiunto altrettanto difficilmente calerà in maniera repentina, con Powell attento a non ripetere gli errori del passato legati a sottovalutazioni del problema. Evidenziando ancora una volta di più come non solo gli strumenti ma anche il giusto “timing” siano elementi essenziali per l’operato della banche centrali anche al fine di recuperare quella credibilità persa nell’ultimo decennio.

Settimana con appuntamenti importanti ma con pochi dati economici in programma. Nel lunedi festivo per gli Stati Uniti (Labour day) è in calendario una importante riunione dell’Opec+ per discutere di un taglio alla produzione mentre martedi ci sarà la riunione della Banca d’ Australia sui tassi. Mercoledi verrà pubblicato il Biege Book della Fed sulla situazione dell’economia mentre giovedi ci sarà l’attesa riunione della Bce. Venerdi è il turno dei dati cinesi su Cpi e nuovi prestiti assieme all’incontro di emergenza dei ministri europei dell’Energia per discutere come affrontare la crisi in atto



domenica 4 settembre 2022

FTSEMIB (ITALIA): IL GRAFICO MENSILE EVIDENZA L'IMPORTANZA DEL SUPPORTO A 21000

 


Il grafico mensile evidenzia come l’indice si muova all’interno di un canale di oscillazione e si trovi ora sul suo supporto fondamentale a 21000. Una violazione di questo livello permetterà un approfondimento della discesa fino a 18000 parte bassa del canale. Segnali positivi indicando che siamo in presenza di qualcosa di più che non un rimbalzo tecnico verranno dalla rottura della resistenza a 23000/200 dove passano le medie mobile a 50 e 200 periodi aprendo spazio verso 24000 e successivamente per un ritorno sui massimi a 28000.