martedì 31 maggio 2022

OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022




 AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 31 MAGGIO

 



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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

  


  • CAMPARI
Il supporto a 9,43 euro è un ottima base per recuperi in un ottica di medio periodo che rimane impostata al rialzo. La violazione di 9,85 euro spingerà i corsi verso 11,50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 9,85 euro stop a 9,429 euro profit a 11,50 euro


  • ASML HOLDING

Società olandese produttrice di microchip quotata anche a Milano, ha trovato un importante supporto alla discesa iniziata dai massimi assoluti di 775 euro dello scorso novembre a 500 euro dove sta consolidando. Al titolo adesso manca solo un segnale di forza per avviare almeno un ampio recupero.

Operatività: acquisti su rottura di 520,00 euro stop a 4,99 euro profit a 600,00 euro


  •  BANCA GENERALI

La violazione della resistenza a 33,30 euro permetterà l’uscita dalla fase di debolezza spingendo i corsi verso il suo primo obbiettivo a 39,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 33,30 euro stop a 31,99 euro profit a 39,00 euro

 

  • OVS

Il doppio minimo a 1,65 euro favorisce il recupero dei prezzi che devono ora violare la resistenza a 1,89 euro per confermare il rialzo verso 2,30 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 1,89 euro stop a 1,803 euro profit a 2,30 euro


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IL RIALZO DEL PREZZO DEL PETROLIO, GENERALI, IL RISIKO BANCARIO, L'INFLAZIONE E LA CHIUSURA DEL MESE DI MAGGIO: MIO COMMENTO SETTIMANALE PER CLASS CNCB (31 MAGGIO)


 

lunedì 30 maggio 2022

PENSIERI IN LIBERTA': UN RIALZO NON FA PRIMAVERA SUI LISTINI AZIONARI (30 MAGGIO)

 



Una rondine non fa primavera. Nonostante siamo quasi arrivati all’inizio dell’estate, almeno quella metereologica, che inizia il primo giugno. La scorsa settimana il miglioramento del dato sulla spesa pro capite e segnali di un possibile picco di inflazione in America hanno consentito un rimbalzo agli indici di Wall Street aiutati anche dalla ricoperture delle posizioni short prima del lungo weekend festivo del Memorial day.

Rimbalzo certo, ma per il momento niente di più. il mercato azionario americano infatti veniva da 7 settimane consecutive di ribasso, evento verificatosi solamente 4 volte dalla fine della seconda guerra mondiale e, elemento preoccupante, l’ultima volta nel 2001 in occasione della bolla tecnologica Dot.com. Che, come abbiamo gia visto presenta numerose analogie con la situazione attuale. Nel frattempo accadono altre situazione strane, come la stretta correlazione positiva vista nell’ultima settimana tra azioni e obbligazioni che normalmente dovrebbe muoversi maniera antitetica dati che si esce dal mercato azionario per andare verso investimenti meno rischiosi e viceversa

Tutto questo per dire che siamo in una situazione complessa con una quantità di incertezze che (improvvisamente? Ne siamo sicuri?) hanno cambiato il quadro con conseguenza che tutto quello che fino ad ieri veniva comprato a mani basse senza porsi tante domande adesso viene venduto velocemente quasi scottasse. Facendo finire nel mucchio anche società che incorporano un valore al loro interno, cioè buttando via il bambino con l’acqua sporca.

Per chi ha passato una vita sui mercati finanziari sono tutte situazioni già viste. Il mercato azionario smette di essere un creatore di valore legato all’economia ed improvvisamente diventa il luogo dei sogni dove fare soldi con facilità e ovviamente richiama una massa di persone che normalmente frequenta altri lidi, tanto per rimanere in tema estivo, abbagliate da una realtà sconosciuta e accattivante. E la frase simbolo, ricorrente che identifica questa fasi, è sempre la stessa: “questa volta è diverso”.

Diversa è la tecnologia, lo scenario, i tassi etc ma il risultato è sempre lo stesso, cioè alleggerire il portafoglio di investitori sprovveduti che, regolarmente, fanno esattamente il contrario di quello che presuppone una normale assett allocation cioè vendere sui massimi e comprare sui minimi, o molto semplicemente vendere quando tutti comprano e comprare quando tutti vendono. Seguendo la massima di Warren Buffet, arrivato a 91 anni e ancora in pista in un ambiente altamente competitivo per cui “sono avido quando tutti hanno paura e pauroso quando gli altri sono avidi”. In quella che sembra una rielaborazione finanziaria della celebre frase “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”….

E poi ci sono le banche centrali. In gran confusione e i cui messaggi contraddittori hanno minato la fiducia granitica con gli investitori riluttanti ad impostare posizioni sulla base delle loro indicazioni perché temono che poi possano cambiare idea da un giorno all’altro. Già, finchè il mare è calmo e con un filo di vento tutti sono capaci di navigare ma quando sale la burrasca cè bisogno di un capitano che dica cosa fare e verso dove dirigersi

Passi per la Lagarde, che è una esponente politica e non economica a capo della Bce e che ha evidenziato sin dalla sua nomina dei chiari problemi di sintonia con il mercato, all’interno di una istituzione europea che presenta sempre una forte influenza tedesca. Ma Jay Powell, nominato da Trump e riconfermato da Biden, ha alle sue spalle una esperienza finanziaria all’interno della Fed di lunga data, che evidentemente, pur in un contesto difficile, non gli ha impedito di fare errori a volte macroscopici come a fine 2018 quando con la una stretta monetaria ha fatto sbandare i listini azionari per poi ripensarci oppure quando ha insistito nel definire transitoria l’inflazione arrivata poi ai massimi da 40 anni.

Nella realtà le problematiche sono di due tipo: da una parte la lunga fase di tassi zero o quasi dal 2008 in poi ha abituato gli investitori al sostegno delle banche centrali, prova ne sia il fatto che esiste una intera generazione di operatori che non hai mai visto una fase di ribasso prolungato, con il crollo legato al covid durato solamente un paio di mesi per poi veder ripartire i listini azionari più forte di prima. In parallelo c’è anche un problema di leadership estendibili a tutti i livelli e a tutti i settori con poche o pochissime personalità capaci di prendersi delle responsabilità e uscire dagli schemi in condizioni di emergenza. Come fece Mario Draghi nel 2012 con il celeberrimo “whatever it takes”. Facile a dirsi che Powell, nonostante la sua (vera o presunta) autonomia, non rientri in questa categoria.

Principali dati economici della settimana sono l’indice del settore manufatturiero Pmi in Cina e quello dei consumi Cpi in Europa martedi. In america grande attenzione al rilascio del Beige Book della Fed mercoledi e sopprattuto al dato sulla disoccupazione venerdì che permetterà di valutare il percorso di rialzo dei tassi



NASDAQ COMP (USA): Il supporto a 11000 spinge al rialzo l'indice tecnologico

 


Il triplo minimo a 11000/100 livello dove transita la media mobile a 200 giorni in presenza di ipervenduto permette una reazione all’indice tecnologico dopo 8 settimane consecutive di ribasso, consentendo un recupero di quota 12000. Lo scenario si presenta ancora ribassista con i prezzi che hanno corretto il 50% della salita partita a marzo 2020 a 6631. Nel breve però il Nasdaq può continuare il recupero verso 12500 e successivamente verso 13000 dove transita la media mobile a 100 giorni. La violazione di questa resistenza alleggerirà la pressione ribassista spingendo i corsi verso 14000 e quindi verso 14500 la cui violazione segnalerà la fine della fase di debolezza. Discese sotto 11000 ripristineranno la discesa verso 10000 area.

NEXI: Il triplo minimo anticipa recuperi marcati del titolo

 

Titolo ormai da 2 mesi in fase di consolidamento dopo essere tornato sui minimi di marzo 2020 a 8,50 euro formando di fatto un triplo minimo in fase di ipervenduto. La formazione di una candela doji la scorsa ottava testimonia la perdita di volontà degli investitori di spingerlo ulteriormente al ribasso e getta le basi per recuperi dei prezzi. La violazione della resistenza a 9,85 euro consentirà l’uscita dal canale ribassista iniziando cosi una fase di recupero che potrebbe spingersi fino a 12,50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 9,85 euro stop a 9,430 euro profit a 12,50 euro

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domenica 29 maggio 2022

DAX (Germania): La resistenza chiave per rivedere al rialzo l'indice rimane sempre 14900/15000

 

Il recupero americano permette al Dax di rompere la resistenza a 14250 ed uscire dal canale ribassista. La tendenza rimane ancora negativa ma nel breve i prezzi hanno la possibilità di continuare il recupero verso la resistenza chiave a 14880/900. Solo superamento di questo livello cambierà il sentiment permettendo allunghi verso 15700. Segnali di debolezza si avranno da ritorni sotto 14000 ma solo la perdita del supporto a 13850 riproporrà le contrattazioni verso gli ultimi minimi a 13380, la cui violazione consentirà la ripresa del movimento ribassista verso 12500 minimi di marzo e quindi 11300/500 ritracciamento del 61,8% di tutto il rialzo partito a marzo 2020

FTSEMIB: Il recupero può continuare fino a 25500

 

La violazione della resistenza a 24500 mette fine a 10 sedute di lateralità annunciando ulteriori recuperi nel corso delle prossime sedute.  Lo scenario di medio periodo rimane complesso e simile agli altri listini azionari europei, con le contrattazioni inserite ormai da più di due mesi tra 22800/23000, livello difeso dalla media mobile a 200 periodi, e 25500. Solo la violazione di questa resistenza con conferma settimanale superiore ripristinerà la tendenza rialzista per ritorni a 28000. In un ottica più ampia di lungo periodo chiusure mensili superiori a 24000 come dovrebbe accadere anche per il mese di maggio, confermano una tendenza rialzista di lungo periodo ma  il 2022 si annuncia come un anno di consolidamento su un time frame mensile tra 24000 e 28000.


venerdì 27 maggio 2022

META (FACEBOOK): La chiusura del gap favorisce il rimbalzo verso 200 dollari


La profonda discesa vista nelle ultime sedute ha permesso ai prezzi la chiusura del gap lasciato  aperto a fine aprile a 175 dollari. La presenza di una fase di ipervenuto assieme alla trendline rialzista di lungo periodo favorisce il rimbalzo dei prezzi verso 200 dollari dove transita la media mobile a 50 giorni. Il superamento di questa resistenza dinamica consentirà un approfondimento del recupero verso 245/50 dollari.

AZIMUT: Il doppio minimo a 19,00 euro permette un rimbalzo al titolo

 


Anche a causa dello stacco del dividendo il titolo si è portato ancora una volta sul supporto fondamentale a 19,00 euro formando un doppio minimo dove ha reagito. Sulla tenuta di questo livello che rappresenta la parte bassa di un trading range in atto da inizio marzo può adesso organizzare un recupero verso 20,50 euro e successivamente verso 22,50 euro. Approfittare di storni per rientrare

Operatività: acquisti su discese in area 19,50/60 euro stop su chiusure settimanali inferiori a 19,00 euro profit a 22,50 euro

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martedì 24 maggio 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 24 MAGGIO

 


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lunedì 23 maggio 2022

RECORDATI: Ripresa rialzista sopra 43,00 euro



L’epidemia da vaiolo riporta sotto la luce dei riflettori i titoli farmaceutici tra cui Recordati che presenta una interessante struttura tecnica. Il titolo ha infatti arrestato la sua discesa sul supporto a 40,00 euro ed è pronto a ripartire. Il superamento della resistenza a 43,00 euro difesa anche dalla media mobile a 200 periodi sul grafico settimanale confermerà la voglia di rimbalzo almeno fino a 50/52 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 43,00 euro stop con chiusure giornaliere sotto 41,00 euro profit a 52,00 euro

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PENSIERI IN LIBERTA'SUI MERCATI FINANZIARI: IL RIALZO DEI TASSI E E LE ANALOGIE CON LA BOLLA DOT.COM (23 MAGGIO)

 


La storia si ripete. Possiamo anche fare finta che non sia vero ma lo negheremmo a noi stessi. In particolare per quanto riguarda i mercati finanziari. Ed è difficile non trovare analogie con quanto accaduto ad inizio secolo con la bolla delle società Dot.com arrivate su quotazioni impensabili (Tiscali ad un certo punto capitalizzava più dell’allora Fiat con l’Avvocato ancora in vita) originata dalla febbre per qualcosa che avrebbe effettivamente cambiato il nostro mondo ma di cui non si riusciva a dare una valutazione corretta. Per non parlare delle società di telecomunicazione che all’epoca spesero una follia per le licenze delle frequenze e che tuttora appesantiscono il bilancio

Anche Nikola è arrivata a capitalizzare più di una azienda storica e solida come Ford (altra bella analogia) senza mai aver prodotto nulla, per non parlare di altre società legate alla tecnologia che esattamente come nel 2000 si sono quotate e hanno raggiunto livelli impensabili sfruttando l’onda del momento. Perché nulla invoglia di più a comprare se non il fatto che gli altri stanno facendo soldi facili ed il rischio di perdersi l’occasione della vita. Operatività ingigantita dalla facilità di comprare strumenti finanziari, spesso a leva, grazie alla nuova tecnologia legata agli smart phone.

La realtà dei fatti è che i mercati finanziari sono determinati dai comportamenti umani, con gli investitori che rispondono sempre alla stessa maniera a variabili come Paura Perdita Avidità e non sono quasi mai preparati ad un attività di gestione del rischio, determinando la formazione delle bolle che non sono altro che esuberanza di prezzo andata fuori controllo. Situazione tipica nei momento che entrano sul mercato delle novità rivoluzionarie di cui non si capisce la portata. E quando c’è a disposizione una liquidità abbondante e che deve essere utilizzata. Ed ecco che  il mercato azionario diventa improvvisamente il mondo dei sogni consentendo a tutti  guadagni anche rapidi senza troppo fatica. In particolare quando hanno il sostegno delle autorità monetarie

Mettiamolo subito in chiaro: società come Amazon Apple e poche altre sono realtà solide che sono qui per restare e hanno effettivamente rivoluzionato in maniera digitale il nostro modo di vita. Ma anche loro sono soggette al ciclo di sviluppo di tutte le società e, se le quotazioni in borsa riflettono le aspettative sul futuro, prima o poi gli importanti margini di crescita devono venire confermati. Esattamente come alla fine di una mano di poker dove alla fine le carte vengono messe sul tavolo. La stessa Facebook, scusate Meta, per non parlare di Netflix dimostrano come un business basato solo sul numero dei sottoscrittori diventa complicato da tenere in piedi in presenza di cambiamenti significativi di mercato

Ma esattamente come nel 2000, assieme alle Big tech, moltissime altre società hanno colto l’occasione delle febbre da acquisto per quotarsi (spesso attraverso le famose SPAC) approfittando anche della follia contagiosa che fa perdere la testa agli investitori richiamati sia dai facili guadagni che dalla paura di perdere il treno buono. Con situazioni paradossali come quella del 2000 dove le quotazioni di Basic Net andarono alla stelle proprio a causa della desinenza Net, mentre in realtà non era altro che la Robe di Kappa che produce abbigliamento

I fenomeni quindi hanno la tendenza a ripetersi, andare fuori controllo per poi ritornare verso un punto di equilibrio spesso rappresentato dalla media storica degli utili. Ma in questo ultimo caso il movimento è stato amplificato dal comportamento delle banche centrali che per evitare il tracollo del sistema finanziario post Lehman hanno contribuito a sostenere i listini azionari con una politica di tassi bassi che rendeva praticamente obbligatorio l’investimento in equity per mercati in cerca di rendimenti

Difficile dire se all’epoca nel 2008 ci fossero alternative. Certo è che gli investitori ne hanno approfittato forzando la mano quando si sono resi conto della difficoltà degli istituti finanziari, Fed in primis, a tornare ad una precedente normalità senza provocare troppi danni al mercato azionario (i principali fondi pensione americani hanno investito in azioni essendo i rendimenti obligazionari insufficienti a generare redditività ed un crollo azionario avrebbe avuto conseguenze politiche e sociali)

Di certo questo continuo rimandare ha contribuito negativamente alla situazione corrente ed inaspettata dove le banche centrali devono affrontare in un colpo solo alta inflazione, problemi di approvvigionamento legati alle lock down cinese dovuto del covid, alti prezzi delle materie prime e pure una guerra che impatta sulla crescita mondiale. E che potrebbe provocare instabilità soprattutto nei paesi in via di sviluppo a seguito di carestie con conseguenti importanti flussi migratori. il tutto con poche armi a disposizione e con il rischio che la situazione vada fuori controllo. La resa dei conti si avvicina. 

In settimana il dato più importante sarà mercoledi con la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed per capire quali sono le aspettative di inflazione. Altri dati importanti sono spesa e reddito pro capite in America venerdi. In calendario anche gli ordinativi di beni durevoli, nuove richieste di disoccupazione e vendita di nuove case. In Europa e UK invece attesi  martedi i dati sul PMI per capire la capacità di spesa dei consumatori nonostante l’inflazione


DOW JONES (USA): Prove di rimbalzo per l'indice dato l'ipervenduto

 

Ancora una ottava difficile per il Dow Jones che scende fino 30635 per poi recupere nell’ultima ora di contrattazione. Lo scenario rimane ancora orientato al ribasso dopo che i prezzi hanno perso l’importante supporto a 32700 e sono diretti verso 29400/30000 massimi del febbraio 2020 e dove transita la media mobile a 200 periodi. Una perdita di questo livello approfondirà ulteriormente il ribasso verso 27000. Nel breve data la situazione di ipervenduto dell’oscillatore stocatisco e l’uguale ampiezza dei movimenti di discesa (un movimento ABC per intenderci) è possibile assistere ad un rimbalzo per l’indice verso 32500 resistenza precedente supporto dove transita anche la media mobile a 100 periodi. Solo chiusure settimanali superiori a 33000 al di sopra della trendline precedentemente violata segnaleranno un indebolimento della fase di debolezza vista da inizio anno in poi riproponendo i prezzi verso 35000.

ARGENTO (COMMODITY). Rimbalzi in vista sulla tenuta del supporto a 20,50 dollari

 

Possibilità di recupero per l’Argento molto correlato con l’andamento dei listini azioni, dopo che la correzione delle ultime settimane si è arrestata sui minimi del 2016 a 20,45/50 dollari, parte bassa del canale ribassista che sta contenendo le oscillazioni. Su questo livello si è assistito ad una reazione con i prezzi capaci anche di chiudere al sopra della media mobile a 200 periodi. Sembra pertanto possibile assistere ad almeno un rimbalzo delle contrattazioni che una volta superata la prima resistenza a 22,10 dollari potranno spingersi fino a 23,30 dollari. Al di sopra si collocano poi 24,00/30 dollari e quindi la parte alta del canale a 26,50 dollari. Una perdita dei minimi a 21,50 dollari approfondirà la discesa fino a 19,00 dollari

domenica 22 maggio 2022

SPREAD BTP-BUND 1O ANNI: La rottura della trenline ribassista rischia di allungare il livello dello spread

 


Continua la pressione sullo spread dovuta sia ad un aumento dei tassi da parte della Bce che andrebbe a penalizzare un paese con forte debito pubblico sia all’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2023. Dal punto di vista tecnico la situazione si presenta al rialzo dopo che i prezzi hanno violato sia il triangolo in formazione negli ultimi mesi sia la trendline ribassista di lungo periodo e si stanno ora avvicinando al livello chiave rappresentato da quota 210/15 punti, 50% di ritracciamento di tutto il movimento di ribasso partito dai massimi del 2018 a 328 ma soprattutto dove transita la trendline ribassista di lungo periodo. Su questo livello si decideranno le sorti dello spread per i prossimi mesi. Una sua tenuta infatti un rientro dei valori verso 170 e quindi 155. Una violazione della trendline invece spingerà ulteriormente i prezzi al rialzo verso 237/40 e successivamente verso 285/90 con tutte le conseguenze del caso.


FTSEMIB: Gran tenuta nonostante la debolezza americana ma 24500 respinge ancora il rialzo

 

Lo stacco del dividendo di 19 società su 40 penalizza il Ftsemib di quasi 2 punti percentuali spingendolo già in partenza in netto ribasso. In realtà la situazione non è cosi negativa con i mercati europei che mostrano una gran tenuta rispetto alla paura che si respira a Wall Street. Da un punto di vista tecnico lo scenario rimane immutato con i prezzi che sono saliti in settimana a testare la resistenza a 24500 per poi venire respinti confermando di fatto l’ampia lateralità 22800 e 24500 che sta caratterizzando il nostro indice, che rispecchia la situazione di attesa in campo europeo da un mese a questa parte. Il superamento di 24500 ( e di 24220/50 del nostro derivato scadenza giugno che non incorpora lo stacco dei dividendi) permetterà ulteriori allunghi fino al livello chiave di 25500, resistenza da superare per mettersi definitivamente alle spalle il periodo negativo. Discese sotto 22800 su una ulteriore debolezza americana innescheranno una nuova fase di ribasso verso 21000 e quindi 19600 rispettivamente 50 e 61,8% di ritracciamento di tutto il rialzo permettendo anche la chiusura del gap tuttora aperto a 19800.

giovedì 19 maggio 2022

MONCLER: Recupero del titolo grazie al doppio minimo a 41,80 euro

 


Il doppio minimo a 41,83 euro in presenza di volumi non distante al supporto fondamentale a 41,00 euro è un segnale di voglia di ripartenza del titolo verso 48,70/49,00 euro a testare la trendline ribassista e successivamente verso il suo livello di equilibrio a 55,00 euro.

Operatività: acquisti nell'area 43,50/44,00 euro stop a 40,90 profit s 55,00 euro

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mercoledì 18 maggio 2022

NEXI: il doppio minimo a 8,50 euro anticipa un rimbalzo dei prezzi

Il doppio minimo a 8,50 euro, livelli del marzo 2020 segnano un punto fermo sul ribasso di Nexi iniziato dai massimi assoluti di luglio 2021 a 19,40 euro. La formazione di una fase di consolidamento assieme ad un netto incremento dei volumi sono tutti segnali di possibile recupero verso un obbiettivo a 12,50 euro. Al titolo manca solo un segnale di forza che verrà da una chiusura settimanale superiore alla resistenza a 9,70 euro innescando il rally.

Operatività: acquisti sulla violazione di 9,70 euro stop a 9,15 euro profit a 12,50 euro

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martedì 17 maggio 2022

OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022

 


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PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 17 MAGGIO


 

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Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')



  • BPM
La chiusura del gap di aprile permette ora al titolo di ripartire per ritorni verso i suoi massimi recenti e resistenza fondamentale di 3,65 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 2,975 euro stop a 2,857 euro profit a 3,65 euro

  • MAIRE TECHNIMONT
Il doppio minimo a 2,42 euro ha arrestato la discesa del titolo consentendo un primo rimbalzo. La violazione della trendline ribassista a 2,90 euro confermerò la fine della fase di debolezza spingendo i prezzi verso 3,50 e quindi 3,65 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 2,90 euro stop a 2,79 euro profit a 3,50 euro

  • BANCA GENERALI
La violazione della trendline ribassista a 32,65 euro permetterà l’uscita dalla fase di debolezza spingendo i corsi verso il suo primo obbiettivo a 39,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 32,65 euro stop a 31,39 euro profit a 39,00 euro

  • GVS
Titolo in fase di consolidamento da alcune settimane dopo la forte discesa con un netto aumento dei volumi. Il superamento di 8,45 euro confermerà l’inizio di una fase di recupero verso 10,65/70 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 8,45 euro stop a 8,09 euro profit a 10,65 euro

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INTERMPUMP: prove di recupero dopo il fortissimo ribasso degli ultimi 6 mesi



Segnali di recupero per il titolo dopo essere passato in 6 mesi dai massimi di 69,70 euro a 34,56 euro minimi della scorsa settimana dove ha reagito con forza. La violazione della resistenza a 42,00 euro che gia in precedenza aveva bloccato il rialzo dei prezzi permetterà l’avvio di un rally verso 48,50 e quindi verso 52,50/55 euro che rappresenta il 50% di recupero della discesa. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 42,00 euro stop a 39,99 euro profit a 52,00 euro

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lunedì 16 maggio 2022

AMAZON (USA): atteso rimbalzo per il titolo

 


La profonda discesa del titolo dai suoi massimi assoluti di 3750 dollari di fine novembre 2021 si è arrestata sui precedenti massimi del 2018 a 2054 dollari che coincide con il ritracciamento del 50% di tutto il rialzo partito nel 2014 a 268 dollari. Su questo livello i prezzi possono ora recuperare in quello che al momento è solo un rimbalzo fino al test della media mobile a 200 giorni a 2547/50 dollari. Solo ritorni al di sopra di 2700 dollari alleggeriranno la pressione ribassista.

PENSIERI IN LIBERTA’ SUI MERCATI FINANZIARI: UN MONDO CHE CAMBIA RICHIEDE UN CAMBIO DELLE BANCHE CENTRALI (16 MAGGIO)


Mancava solo la Cina all’ appello. Il dato delle vendite al dettaglio scese dell 11% ad aprile, il doppio rispetto alle attese, e del crollo della produzione industriale del 2,9% a fronte di previsioni positive alimentano timori di un possibile rallentamento della seconda economia mondiale Aggiungendosi ad una lunga lista di preoccupazioni che stanno attanagliando il mondo sviluppato

Per fortuna a tirare su di morale, in senso ironico ovviamente, c’è Goldman Sachs il cui presidente Blankfein dichiara che la probabilità di una recessione in America è molto alta. Ora con tutto il rispetto per l’autorevolezza della banca americana, non è che questa sia novità. Basta infatti prendere le statistiche per verificare che ogni volta che il petrolio è salito sopra i 100 dollari si è avuta una recessione (3 volte dal 1984 in poi) proprio perché aumenti importanti dell’ Oro Nero sono dovuti a squilibri nei mercati portando con se problematiche inflattive. E impattano negativamente sui consumatori, molto sensibili al tema, questo a pochi mesi dalle elezioni di “mid term” negli Stati Uniti.

La realtà dei mercati finanziari è invece più semplice se possibile e mostra ancora una volta come il rialzo degli ultimi anni fosse legato principalmente a motivazione di tipo finanzario e ai buy back che non basata su una crescita economica. Facendo diventare, perlomeno a Wall Street, il mercato azionario un coacervo di aziende quotate tramite strutture finanziarie artificiali come le “SPAC” (Special Purpose Acquisition Company) veicolo di investimento costituito per raccogliere capitali sul mercato tramite la quotazione in borsa, spesso più basate su una idea futuribile che non su un business sottostante

Un caso su tutte Nikola spac creata appositamente con il nome di battesimo di Tesla (Nikola Tesla per l’appunto) che raccoglieva capitali sul mercato azionario per lo sviluppo e la produzione di camion elettrici ed a idrogeno, richiamando ovviamente sull’andamento stellare di Tesla. E’ risaputo che la borsa guarda al futuro e non al presente ma nel suo massimo sviluppo Nikola capitalizzava come General Motors o Ford, società storiche americane, senza non solo aver prodotto un solo modello ma senza neppure avere un centro produttivo. Tutto solo sulla carta.

E questo riguarda tantissime altre società che hanno approfittato del momento favorevole per quotarsi e vedere le proprie quotazioni impennarsi per poi spegnarsi come delle stelle cadenti, ma creando una ulteriore squilibrio in termini di reddito in quanto di fronte alla creazione di nuovi ultraricchi a capo di questa aziende c’è una moltitudine di piccoli azionisti convinti di aver fatto il colpo della vita che hanno invece visto svanire tutti i soldi investiti.

Davanti ad una situazione cosi straordinaria di tassi zero portata avanti per un periodo di tempo prolungato, ci si è sempre chiesti quali sarebbero state le conseguenze e gli effetti sul lungo periodo di una politica monetaria accomodante. Adesso improvvisamente i nodi vengono al pettine e la difficoltà del momento dovuta ad una serie di fattori che si sommano (problemi di approvvigionamento, scarsità dell’offerta, shock energetico, covid, guerra, impennata de prezzi, e credo sia gia abbastanza cosi) trovano le banche centrali davanti a delle scelte dolorose in presenza di munizioni scarse.

Ed improvvisamente pagano in un colpo solo la scelta, forse obbligata per salvare il sistema finanziario post Lehman, del cambio di ruolo da arbitro a giocatore che ha determinato una perdita di autorevolezza che ora i mercati stanno scontando. Sta dunque facendo bene Powell a definire come sua priorità il contrasto alla crescita molto forte e veloce dei prezzi indicando una strada da seguire, ma tutto il suo cincischiare e cambi di idea degli ultimi mesi hanno disorientato molto gli investitori che reagiscono in maniera emotiva essendo passati in un batter di ciglia dal regno di Bengodi dove bastava chinarsi per raccogliere una pepita d’oro ad un mondo di incertezze e di vertiginosi aumenti dei tassi di interesse e rendimenti

Certo il soft landing, l’atterraggio morbido è ancora possibile anche data l’enorme massa di liquidità presente sul mercato, ma in un mondo che cambia, non solo per la guerra e per il nuovo equilibrio mondiale ma anche per il cambio di tendenza delle materie prime uscite da una fase ribassista decennale e che hanno avviato un nuovo ciclo, deve cambiare anche il ruolo delle banche centrali, Fed in primis, che devono tornare ad essere un faro nella tempesta, anche a costo di scontentare i mercati finanziari.

In una settimana scarna di appuntamenti i principali dati economici americani sono le vendite al dettaglio martedi e l’indice Fed di Filadelfia giovedi mentre in calendario c’è un importante intervento di Powell martedi. In campo europeo saranno rilevanti il dato sui prezzi al consumo sia per l’EU che per la Gran Bretagna mercoledi andando a definire il livello di surriscaldamento nel vecchio continente

GAS NATURALE: ANCORA AMPI MARGINI DI RIALZO PER LA COMMODITY

 


Ancora segnali rialzisti per il Gas Naturale americano, anche in concomitanza di una stagionalità favorevole come quella estiva, dopo che la correzione delle ultime settimane si è fermata sul supporto a 6,50 dollari dove è rimbalzato. Questo livello rappresenta i massimi visti nel 2014 e nel 2021 che avevano contenuto i tentativi rialzisti del Gas definendo di fatto una ampia fase laterale tra 1,50 e 6,50 dollari dal 2009 in poi. La violazione di 6,50 dollari avvenuta ad aprile ed il susseguente movimento di ritorno a riconoscere il livello passato ora da resistenza a supporto sono tutti segnali di forza per la commodity che può ora riprendere la strada rialzista verso i recenti massimi a 9,00 dollari e successivamente verso il target posto a 11,00/40 dollari calcolato riportando l’ampiezza della fase laterale dalla rottura. Solo chiusure settimanali o mensili inferiori a 6,50 dollari negheranno il panorama rialzista innescando un profonda correzione dei prezzi

NASDAQ COMP (USA): Prove di rimbalzo per l'indice in attesa di capire se il ribasso è finito qui

 


Interessanti segnali di recupero vengono dall’indice tecnologico il più penalizzato nelle ultime settimane con i prezzi che sono scesi fino a 11108 correggendo il 50% di tutto il rialzo partito a marzo 2020 e replicando in termini di ampiezza il primo movimento di ribasso visto tra novembre e febbraio completando un movimento ABC. La tenuta del supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 periodi unito ad una fase di ipervenduto sul grafico settimanale aprono ad un recupero dei prezzi che devono ora superare l’importante resistenza a 12070/100 per estendere il rimbalzo fino a 13000 sulla media mobile a 100 periodi. Solo il superamento di questo livello confermerà che il peggio è alle spalle riproponendo i prezzi verso 14500. Chiusure settimanali inferiori a 11000 ripristineranno la discesa verso 10300/500

domenica 15 maggio 2022

FTSEMIB (ITALIA): Il doppio minimo a 22800 ferma il ribasso dell'indice

 



Ottava positiva per il Ftsemib che recupera terreno nonostante una partenza molto negativa mostrando una tenuta migliore rispetto ai listini americani grazie al buon andamento del comparto bancario. Lo scenario si presenta ancora incerto ma la formazione di un doppio minimo a 22800 sta spingendo adesso i corsi verso 24440 dove transita la media mobile a 50 giorni. Un superamento di questo livello allungherà il recupero fino 25250/500 resistenza fondamentale e dove passa la media mobile a 200 giorni, confermando di fatto la presenza di una ampia fase laterale in atto dai primi di marzo tra 22800 e 25550. Solo sopra 25500 si potrà dire che il peggio è alle spalle riproponendo le contrattazioni verso 27500 e quindi verso i precedenti massimi a 28130. Discese sotto 22800 innescheranno una nuova fase di debolezza verso 21000 e quindi 19600 rispettivamente 50 e 61,8% di ritracciamento di tutto il rialzo permettendo anche la chiusura del gap tuttora aperto a 19800.

SMI (SVIZZERA): Attesi recuperi grazie alla tenuta del supporto a 11270


La tenuta dl fortissimo supporto a 12270 che rappresenta i massimi del febbraio 2020 e dell’aprile 2021 annuncia rimbalzi per l’indice azionario svizzero. Lo scenario generale si presenta però incerto con i prezzi inseriti da un anno a questa parte tra 11270 e 12600. Le uniche eccezioni al di fuori del range sono state ad inizio anno con i prezzi saliti a segnare dei nuovi massimi assoluti a 12997 e la profonda discesa vista lo scorso marzo in occasione dello scoppio della guerra fino 10870. Nel breve sulla tenuta del supporto sono possibili recuperi fino a 12000 ma solo sopra 12600 si potrà parlare di inversione di tendenza. Al di sotto la perdita di 11700 dove transita anche una trendline rialzista permetterà una continuazione della discesa fino 10700 a testare la media mobile a 200 periodi e successivamente verso 9600.

giovedì 12 maggio 2022

BPM: Possibili recuperi sulla tenuta del supporto a 2,79 euro

Il ribasso del titolo bancario delle ultime sedute ha permesso una chiusura del gap a 2,80 euro di inizio a aprile dove ha reagito. La tenuta di questo supporto rafforzato dal passaggio della media mobile a 200 giorni apre la possibilità di ulteriori recuperi sulla rottura dalla resistenza a 2,917/92 euro per ritorni verso 3,16 e quindi 3,65 euro. Acquisti sulla forza


Operatività: acquisti sulla violazione di 2,92 euro stop a 2,788 euro profit a 3,65 euro


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martedì 10 maggio 2022

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 10 MAGGIO

 


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lunedì 9 maggio 2022

PAROLE IN LIBERTA': RIUSCIRA' LA FED A RECUPERARE LA CREDIBILITA' PERDUTA?

 



I mercati sono animali strani. Quando le cose vanno bene vogliono la mamma compiacente e accondiscendente al loro fianco, ma quanto la situazione diventa complicata piace avere un padre burbero col polso fermo che indichi loro la strada. E questo non sta accadendo adesso, con la Fed nel ruolo di genitore che lascia disorientati gli investitori/figli.

Dobbiamo partire da lontano e tornare al 2008 quando come detto tante volte la Fed in primis, ma anche le altre banche centrali, per salvare il sistema finanziario al collasso a causa dei mutui subprime che portò al fallimento di Lehman e al potenziale crash di ulteriori importanti istituzioni finanziarie americane e non, decisero intervenire abbandonando il ruolo di arbitro del sistema e diventare giocatori a tutti gli effetti. Avendo però tutti gli assi in mano in grado di orientare l’andamento dei mercati creando di fatto un nuovo sistema di gioco

Inutile dire che Lehman pagò per tutti, da li in avanti la perenne emergenza giustificò il comportamento delle banchieri centrali che inondarono di liquidità il mercato grazie ai tassi zero e alle politiche di “quantitative easing” con impatto molto positivo sull’andamento dei listini azionari. A cui va aggiunto il boom delle cryptovalute, che da fenomeno di nicchia sono diventate a tutti gli effetti un assett sui cui far convogliare la fortissima liquidità presente, ma perdendo così il loro carattere di moneta di scambio digitale, rivoluzionaria e fuori dal sistema con cui erano nate.

Per non parlare del fortissimo impatto della componente speculativa su gran parte delle materie prime, conseguenza diretta della necessità di impiego della liquidità. Mentre nel frattempo in Europa si creava una bolla sul comporto obbligazionario testimoniata dal rendimento dei Bund tedeschi ampiamente negativo. Che depurato del gergo tecnico significa prestare i soldi a qualcuno e pure pagarlo perché tenga da parte il nostro denaro. Solo a raccontarlo sembra una pazzia

Improvvisamente ora i nodi vengono al pettine. Se la mamma (o il papà fate voi se volete invertire il ruolo genitoriale) aveva detto sempre si alle richieste degli investitori, gli stessi investitori avrebbero ora bisogno di qualcuno che gli dica come stanno realmente le cose. Ma se sei giocatore e quindi coinvolto è difficile diventare arbitro al di sopra della parti. La Fed paga in un colpo solo 15 anni di “compliance”, condiscendenza in Italiano, dove si è più preoccupata di seguire e sostenere i mercati azionari piuttosto che essere il faro della situazione e muovendosi come conseguenza di dati macroeconomici.

La mancanza di credibilità della Fed unita alla sua diminuita capacità di comunicare, difficile quando hai le mani in pasta, adesso è chiaramente percepita dagli investitori che invece in momenti di turbolenza come quelli attuali, determinati da rallentamento economico, crisi energetica inflazione e guerra, avrebbero bisogno appunto di una mano ferma o di un punto di approdo esterno. Il continuo posticipare un ritorno alla normalità da parte di Powell e soci agendo sia sulla leva dei tassi che sulla riduzione degli acquisti di titoli, cosa possibile la scorsa estate in un contesto decisamente più tranquillo di quello attuale, hanno incrinato ulteriormente l’alone di rispettabilità che aveva caratterizzato la principale istituzione monetaria americana negli ultimi 90 anni.

Certo le problematiche ci sono sempre state, basta ricordare il mostruoso rialzo dei tassi di Volker ad inizio anni 70 a seguito dello shock petrolifero e la “esuberanza irrazionale” di Greenspan a fine anni ’90, ma sono state situazioni abbastanza limitate nel tempo. Qui invece abbiamo una Banca Centrale in perenne emergenza che non riesce più a recuperare il suo ruolo guida, impantanata tra la paura di perdere il controllo dei prezzi, in presenza di un mercato del lavoro quasi in fase di piena occupazione e che spinge al rialzo i salari, e quella di affossare l’economia, legata ai consumi interni diretta conseguenza dell’effetto ricchezza prodotto dai listini azionari proprio grazie alla stessa Fed. Il classico caso del cane che si mangia la coda

Gli importanti dati cinesi di questa notte su inflazione e commercio hanno mostrato un rallentamento economico causato dalle nuove restrizioni legate al Covid aggiungendo un ulteriore segnale di preoccupazione. I prezzi al consumo americani Cpi di aprile in calendario mercoledì saranno il dato principale della settimana dopo che a marzo aveva fatto registrare un 8,5% il massimo storico da 40 anni e forniranno indicazioni per capire se effettivamente si è raggiunto un picco e se la Fed procederà con altre restrizioni monetarie. Si parla già di uno 0,75% nonostante sia stato negato da Powell pochi giorni fa a conferma della sua scarsa credibilità attuale. Da seguire anche l’indici di fiducia dei dei consumatori tedeschi Zew martedi ed il Pil del primo trimestre in Uk previsto cou una crescita dell 1% giovedi