martedì 26 ottobre 2021

TABELLA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO

Per brevità vengono riportate quelle chiuse negli ultimi 6 mesi


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


PORTAFOGLIO TITOLI AL 26 OTTOBRE

 



AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  • BUZZI UNICEM
La violazione della resistenza a 20,45 euro metterà fine alla congestione sui minimi permettendo un recupero delle contrattazioni verso 22,70 euro e quindi verso i precedenti massimi a 24,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 20,45 euro stop a 19,98 euro profit a 24,00 euro

  • ESPRINET
La profonda fase di correzione vista negli ultimi mesi terminerà con la violazione della resistenza a 12,34 euro riproponendo i prezzi al rialzo verso 14,00 e poi 16,50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 12,34 euro stop a 11,85euro profit a 1,09 euro

  • MICRON TECHNOLOGY
Società americana produttrice di Microchip quotata anche sulla Borsa di Milano. Dopo la forte correzione di primavera partita da 81,00 euro il titolo fornisce segnali di inversione della tendenza ribassista che si attueranno con la rottura della resistenza 61,25 euro riproiettandolo verso 72,00 area e quindi verso i precedenti massimi. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 61,25 euro stop a 59,50 euro primo profit a 72,00 euro poi 80,00 euro

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STELLANTIS: Nuove accelerazioni rialziste in vista?



Il titolo è in netta ripresa dopo la debolezza seguita ai suoi massimi assoluti a 18,73 euro segnati a metà agosto. L’uscita dalla fase triangolare, da sempre figura tecnica di continuazione, ed il suo successivo riconoscimento sono tutti segnali positivi a cui manca la violazione della resistenza a 17,70 euro per confermare la ripresa del movimento rialzista che presenta un interessante target a 22,00 euro. Inversione della tendenza solamente con ritorni sotto 16,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 17,70 euro stop 16,99 euro profit a 22,00 euro


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lunedì 25 ottobre 2021

FTSE100 (Uk): La fine della lunga fase laterale spinge l'indice sui massimi assoluti

 



Possibile momento di svolta per l’indice inglese che si è portato ancora una volta sulla parte alta della fase laterale 6830 -7250 in svolgimento dallo scorso aprile. Lo scenario si presenta neutrale con il Ftse100 che presenza un andamento non correlato rispetto sia ai listini azionari europei ed americani, conseguenza diretta della Brexit che di una pandemia non ancora completamente sotto controllo. Da un punto di vista tecnico i prezzi sembrano pronti finalmente a rompere la resistenza a 7200/50 permettendo l’avvio di una nuova accelerazione verso i massimi assoluti visti nel 2018 e 2019 a 7800, livello difficilmente violabile. Dopo un periodo di lateralità cosi lungo la rottura necessita di una conferma settimanale (ed in questo caso mensile) superiore per supportare la spinta rialzista. Chiusure al di sotto di 7200 rischiano infatti di alimentare una nuova fase di debolezza verso 7000 e quindi 6800/30 forte supporto difeso dalla media mobile a 200 periodi.

Commento settimanale ai mercati: idee e riflessioni per la settimana entrante (25 - 29 ottobre)

 




Inizia una settimana che sarà ancora una volta focalizzata sulle riunioni delle banche centrali, in calendario non solo la Bce ma anche la Banca del Canada e quella del Giappone, e alle trimestrali americane in particolare a quelle dei giganti della tecnologia, a conferma che rimangono i fattori chiave che hanno trascinato i mercati al rialzo negli ultimi 18 mesi

La fine del mese di ottobre trova gli indici azionari americani tranne quello tecnologico su nuovi massimi assoluti (cosi come il Bitcoin ottimo termometro della propensione agli investimenti speculativi degli investitori) alimentando di fatto quel tiro alla fune tra titoli “value” e quelli “growth” che non fa altro che evidenziare la voglia degli investitori di continuare a cavalcare il mercato azionario.

Nel frattempo però sta accadendo di tutto: dalla continua salita del petrolio a cui si aggiunge il Gas e altre materie prime, al Bitcoin su nuovi massimi assoluti fino alle trimestrali dei big tech americani sempre in grande spolvero ma che evidenziano qualche scricchiolio, a cominciare da Facebook sui cui è lecito avanzare qualche perplessità sulla tipologia del Business. Per inciso la società creata da Zuckerberg è un enorme contenitore riempito dall’attività di miliardi di persone e questo interconnessione permette tramite un sofisticato algoritmo di guidare e definire tendenze spesso con fini commerciali. Il problema è rappresentato dalla situazione giuridica molto particolare di Facebook e degli altri social network che non sono equiparati ad organi di stampa che devono rispondere legalmente in tribunale quando diffondono notizie false, fornendo cosi una ampissima libertà di azione su come formare ed indirizzare una certa tipologia di pensiero. La scelta di Zuckerberg di vietare all’ex presidente Trump l’utilizzo dei suoi social con cui raggiungeva milioni di persone, spesso incitandole in termini aggressivi, è molto preoccupante perché consente ad una azienda privata orientata ai ricavi e teoricamente solo un contenitore di notizie di decidere arbitrariamente chi può utilizzarla e su quali temi, praticamente assegnandole un potere enorme

Mentre Roma brucia Nerone suona la lira(cit.) e l’inflazione sale, le banche centrali, sempre al centro dell’attenzione, continuano a ripetere che va tutto bene, che il fenomeno di surriscaldamento dei prezzi è temporaneo (senza peraltro definire cosa intendono per temporaneo 3 settimane 6 mesi 5 anni boh?) ma alla fine non ci credono neppure più loro. Va sottolineato però che il loro compito è veramente arduo: dopo aver sostenuto i mercati e l’economia per quasi 13 anni, da Lehman in poi con il rinforzo dello scorso anno legato all’evento inatteso della pandemia, adesso sono chiamate a trovare il timing giusto per muoversi tra un impennata dei prezzi che avrebbe bisogno di un rialzo dei tassi ma che potrebbe strozzare la ripresa economica oppure stare fermi ma avere una inflazione che rischia di scappare di mano.

Non siamo negli anni 70, teniamolo bene a mente, digitalizzazione e globalizzazione hanno cambiato il mondo, in particolare riguardo l’impatto sulla dinamica salariale sempre più al ribasso e con evidente ampliamento della forbice di disuguaglianza sociale. Ma di certo stiamo ora toccando con mano le conseguenza di una politica infinita di tassi a zero con il rischio adesso di non avere più strumenti a disposizione nel caso di eventi imprevisti

Mentre Powell il prestigiatore cerca ancora la conferma del suo incarico, questa settimana è il momento di Madame Lagarde di prendere il proscenio. Non ci si prevedono grandi novità in quella che sembra essere un riunione ponte in attesa della riunione di dicembre dove si prenderanno decisioni più concrete. Si va verso un ridimensionamento, o calibratura, del piano PEPP , quello pandemico per intenderci, ma in realtà la Bce ha sempre il classico APP (Asset Purchase Program) da implementare, anche perché si iniziano a vedere dei rallentamenti soprattutto nell’economia tedesca, da sempre locomotrice d’Europa, sia nel comparto manufatturiero che dei servizi che più di tutte subisce il collo di bottiglia negli approvvigionamenti (altro tema da guardare con grande attenzione nei prossimi mesi) oltre al rallentamento cinese. Cina che dal canto suo sembra aver sistemato la questione Evergrande evitando il default. Rimane tuttavia un mistero come di fronte a tutte queste importanti questioni sul piatto che possono generare incertezza, la volatilità rimanga cosi contenuta, segno di una tranquillità dei mercati oppure anticipatrice di una sua compressione prima di una possibile esplosione a breve

Oltre alle riunioni delle banche centrali, tra cui la Bce giovedi, questa è una settimana ricca di dati macroeconomici a cominciare dai Pil Europeo giovedi assieme ai sussidi di disoccupazione americani mentre venerdi sarà il turno di quello americano con il dato sui prezzi alla produzione PCE molto seguito dalla Fed. Attenzione anche ai beni durevoli Usa alla volta di mercoledi

domenica 24 ottobre 2021

ORO: (Commodity): questa è la volta buona per vederlo al rialzo?


Mentre l’Oro digitale, il Bitcoin, vola su nuovi massimi assoluti, il metallo giallo classico, inizia a mostrare qualche tiepido segnale di forza, in risposta alle problematiche inflattive a cui stiamo assistendo. Da un punto di vista grafico l’Oro si mantiene inserito una fase laterale da ormai metà giugno con il supporto a 1720/30 dollari difeso dalla media mobile a 100 periodi. Per avviare una fase rialzista i prezzi devono salire al di sopra della resistenza a 1830/35 dollari che ha sempre respinto i tentativi negli ultimi mesi permettendo cosi anche una violazione della trendline ribassista. La rottura del livello confermata da almeno una chiusura settimanale superiore permetterà l’avvio di una fase di forza verso il primo obbiettivo a 1950 dollari. Oltre quello si colloca area 2000 dollari. Discese al di sotto di 1700 dollari e quindi di 1675 dollari inizieranno una fase ribassista verso il supporto fondamentale a 1450 dollari.

DOW JONES (USA): Prossimo obbiettivo 36000




Mentre prosegue in maniera positiva la stagione delle trimestrali, il Dow Jones rompe la resistenza a 35000 che lo teneva ingabbiato dallo scorso settembre per portarsi sui nuovi massimi assoluti a 35765 riuscendo a chiudere la settimana frazionalmente sopra i precedenti massimi di metà agosto. Nell’attesa che altri big svelino i loro risultati trimestrali, l’indice continua a presentare una situazione positiva con i prezzi diretti verso 36000/150 parte alta del canale rialzista che sta contenendo le oscillazioni dallo scorso maggio. Un target successivo e probabilmente di arrivo di tutto il movimento partito dal marzo 2009 si colloca poi a 37000. Data la situazione di ipercomprato dell’oscillatore, nel breve sono possibili storni delle contrattazioni verso 35350 e quindi 35000 ma solamente la perdita del supporto dinamico rappresentato dalle medie mobile a 50 e 100 giorni indicherà la volontà dei prezzi di scendere fino a 34000, supporto fondamentale difeso dalla media mobile a 200 giorni. La perdita di questo livello segnalerà l’avvenuta inversione di tendenza

FTSEMIB: Attenzione nel breve al doppio massimo a 26680


Settimana positiva per il Ftsemib che dopo una inziale debolezza con una discesa a 26156 anche per via dello stacco di alcune cedole, prende la strada del rialzo tornando sui massimi visti a metà agosto a 26680. Lo scenario continua a mantenersi favorevole all’indice domestico che però deve superare la forte resistenza rappresentata dai recenti massimi per continuare la sua corsa verso 27000 e quindi 30000. La presenza di un doppio massimo con la formazione di un candela Doji nell’ultima seduta della settimana testimoniano la forza della resistenza che potrebbe portare anche ad una debolezza nel breve per ritorni nuovamente a 26250. La perdita di questo supporto permetterà una estensione della correzione fino a 25950 a chiudere il gap lasciato aperto permettendo un test della trendline rialzista. Solo discese al di sotto di 25000 segnaleranno una debolezza più estesa. Una apertura in gap up sopra 26860 sarà invece un forte segnale rialzista.

venerdì 22 ottobre 2021

VIDEO del mio breve intervento come esperto dei mercati finanziari per TgCom24 (22 Ottobre)

 



TOD'S: Pronto per nuove accelerazioni sulla violazione di 47,80 euro


Il ritorno di interesse sul comparto del lusso, visto anche in un ottica di diversificazione, potrebbe coinvolgere anche Tod's che recentemente ha cambiato struttura di governance con l'ingresso di nuovi soci nel capitale azionario. Da un punto di vista tecnico il titolo sta consolidando dopo il forte ribasso visto a settembre al di sopra della meda mobile a 200 giorni. La violazione della resistenza a 47,70 euro dove transita anche la trendline ribassista fornirà un segnale di forza proiettando le contrattazioni al rialzo verso i precedenti massimi a 65,00 euro e successivamente verso il suo target a 70,00/72,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: Acquisti sulla violazione di 47,80 euro stop ampio a 45,40 a profit a 65,00 euro

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giovedì 21 ottobre 2021

ITALGAS: La tenuta del supporto proietta nuovamente il titolo al rialzo


Il consolidamento dei prezzi sul supporto chiave a 5,35 euro è un chiaro segnale di arresto della debolezza seguita al rally estivo che aveva spinto i corsi fino a 6,02 euro per poi perdere tutto il terreno guadagnato all'interno di una rotazione che ha coinvolto il nostro indice principale.  La rinnovata fase di forza potrebbe spingere nuovamente i prezzi sui precedenti massimi assoluti a 6,30 euro. Approfittare degli storni per rientrare

Operatività: Acquisti su storni a 5,48/50 euro stop a 5,34 euro profit a 6,30 euro


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martedì 19 ottobre 2021

TABELLA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO

 Per comodità vengono riportate le operazioni chiuse negli ultimi 6 mesi





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PORTAFOGLIO TITOLI AL 19 OTTOBRE

 



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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  •     ENEL

Il superamento di 7,00 euro metterà fine alla fase di congestione vista nelle ultime settimane spingendo nuovamente il titolo al rialzo verso almeno fino a 8,00 euro e poi sui precedenti massimi a 9,00 euro

Operatività: acquisti sulla rottura di 7,00 euro stop a 6,79 euro profit a 9,00 euro

 

  •     INNOVATEC

Titolo con pochi volumi ma con interessanti margini di crescita. La violazione di 0,90 euro permetterà l’inizio di una nuova fase di forza. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,90 euro stop a 0,869 euro profit a 1,09 euro

 

  •     SERI INDUSTRIAL

La forte accelerazione del titolo con forti volumi conferma il ritorno di interesse per gli investitori con interessanti prospettive di medio periodo. Acquisti su storni

Operatività (di  medio periodo): acquisti su correzioni a 9,30/35 euro stop a 8,80 euro profit a 13,00 euro

 

  •      SOGEFI

La rottura della fase triangolare in atto da maggio permetterà al titolo di riprendere la salita verso 1,75 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 1,376 euro stop a 1,329 euro profit a 1,75 euro


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CNH INDUSTRIAL: La rottura del triangolo spingerà ulteriormente i prezzi al rialzo

 



Il titolo presenta una fase di congestione dallo scorso maggio quando ha raggiunto i massimi assoluti a 15,22 euro. La struttura si presenta rialzista con le contrattazione che si mantengono al di sopra della media mobile a 100 giorni e stanno completando il triangolo normalmente una figura di continuazione. La violazione della resistenza a 14,82 euro permetterà l’inizio di un nuovo spunto rialzista verso il target a 17,67/70 euro. Discese al di sotto di 13,82 euro spingeranno i corsi verso la media mobile a 200 giorni transitante a 13,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 14,82 euro stop 14,20 euro profit a 17,67 euro

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lunedì 18 ottobre 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI PER LA SETTIMANA ENTRANTE (18 - 22 OTTOBRE)

 






Viviamo in un periodo molto interessante dal punto di vista finanziario. Dopo aver veleggiato per 8 mesi con il vento in poppa grazie al solito aiuto delle banche centrali ed una ripresa economica molto più vigorosa delle aspettative trainata dai consumi, conseguenza emotiva di reazione alla pandemia, adesso improvvisamente si fa tutto complicato.

Il rialzo dei prezzi dell’energia, le strozzature della catena di approvvigionamento, la scarsità di microprocessori che ormai servono per qualsiasi attività umana e non (basta pensare a cani e gatti che vengono identificati tramite un chip sotto pelle), le tensioni geopolitiche a cui si aggiungono i dati di rallentamento dell’economia cinese ed un virus che pur indebolito con le vaccinazioni, rimane latente, ecco tutta questa situazione ha poco impatto sui listini azionari che si riportano a ridosso dei massimi con Wall Street che archivia la miglior settimana da luglio. Alla performance ha sicuramente contribuito anche il dato delle vendite al dettaglio americane molto superiore alle attese ma l’attenzione rimane sempre sulla banche centrali

Che l’inflazione ci sia e stia galoppando è sotto gli occhi di tutti e non sembra finita qui con prospettive di ulteriori nuovi aumenti sia del gas che del petrolio, peraltro correlati, con gli economisti costretti a tirare fuori dal cassetto dei ricordi parole desuete come Iperinflazione e Stagflazione, che sembrano vocaboli innocui ma che hanno un impatto sociale notevole, come dimostrato dalla crisi petrolifera degli anni ‘70 oppure tornando ancora più indietro alla repubblica di Weimer in Germania attorno al 1930 che portò poi all’ascesa al potere di Hitler abile a cavalcare le pulsioni populiste dell’epoca (della serie la storia pur con connotati e situazione diversi tende a ripetersi, in particolare in presenza di malcontento sociale)

La presenza di una inflazione, intesa come crescita normale dei prezzi nel tempo, è un segnale positivo per l’economia perché evidenzia una sua certa vitalità fa comodo anche agli stati in quanto riduce il loro indebitamento. Il problema è che ce ne siamo dimenticati grazie all’avvento della digitalizzazione e alla mancanza di pressioni al rialzo sui salari conseguenza diretta della globalizzazione e della finanziarizzazione dell’economia incominciata negli ’80.

Tornare ad una situazione di normalità dopo aver approfittato di oltre di 13 anni di vacche grasse tramite liquidità a costo zero (da Lehman in poi le banche centrali hanno praticato una politica estremamente accomodante) non è facile, perdiù se deve essere fatto in tempi molto brevi per affrontare fenomeni imprevisti. Powell e la Fed sembrano aver ben compreso il fenomeno e hanno provato tramite una politica di annunci a preparare il terreno per il cambiamento, ritrovandosi però con una marea di investitori “ubriachi di liquidità”, da loro stessi prodotta, che non ci pensano minimamente a dismettere un gioco che ha prodotto fortune colossali negli ultimi anni, con il rischio di dover dispiegare una frenata molto rapida ed imprevista con conseguente impatto negativo dei mercati

Dopo le ottime trimestrali delle banche, questa settimana è il turno di altre big come A&T e Johnson&Johnson ma soprattutto iniziano i giganti Tech tra cui Netflix e Tesla che daranno una indicazione della salute dell’economia americana, anche se la concentrazione di peso in 7/8 titoli tech fortemente capitalizzati e che trascinano praticamente da soli il mercato produce degli effetti distorsivi sugli indici azionari. Il forte flusso di cassa ed il bassissimo indebitamento fanno dei FAANG più Tesla Microsoft e pochi altri una sorta di titolo obligazionario da avere in portafoglio in un ottica di diversificazione anche se li rendono estremamente sensibili a rialzi dei tassi di interesse

Oltre all’inflazione una altra fattore dimenticato è rappresentato dalla volatilità quasi scomparsa dai mercati come dimostra l’indice Vix sui minimi e cui gli investitori dovranno avere a che fare da qui a fine anno, in particolare se la Fed anticipasse qualche decisione. Ma al momento la situazione rimane sotto controllo come dimostrano i differenziali tra i rendimenti dei T-Bond a breve e lungo termine che di solito identificano possibili tensioni sui tassi, che rimangono sui minimi del 2020

Detto delle trimestrali dei titoli tecnologici, la settimana si presenta scarna di dati macroeconomici tranne le nuove case in America martedi e quelle esistenti assieme ai sussidi di disoccupazione settimanali alla volta di giovedi. Venerdi invece Powell, ancora in cerca di una riconferma, parteciperà ad un seminario da cui potrebbe scaturire qualche indicazione sulla future mosse della banca centrale americana

Video del mio intervento sui mercati finanziari per SkyTg24 (18 ottobre)

 




GAS NATURALE (Commodity): Fase di pausa prima di nuovi rialzi


 

L’imponente rialzo del Gas naturale che ha praticamente quadruplicato il suo valore negli ultimi 15 mesi passando da 1,5 a 6,45 dollari non sembra ancora terminato. Questa almeno è l’indicazione fornita dall’analisi del grafico settimanale che evidenzia come il rialzo si sia fermato almeno nel breve sui massimi del 2014 permettendo uno storno dei prezzi. Lo scenario continua però a presentarsi al rialzo grazie alla violazione avvenuta a settembre della parte alta del trading range in atto dal 2014 a 4,80 dollari. Probabile adesso una fase di consolidamento che potrebbe durare qualche settimana tra 4,80 e 6,50 dollari prima che il superamento della resistenza permetta una ulteriore accelerazione dei prezzi fino a 8,00/20 dollari target calcolato riportando l’ampiezza della precedente fase laterale. Solo chiusure settimanali inferiori a 4,80 dollari negheranno il quadro rialzista spingendo i prezzi verso 4,20 e quindi 3,75 dollari. Ovviamente la severità o  meno delle temperature del prossimo inverno impatteranno sui prezzi


domenica 17 ottobre 2021

FTSEMIB (Italia): prossimo obbiettivo 27000


 

La rottura della resistenza a 26200 attraverso una serie di gap up in successione spinge il Ftsemib fino a 26550 facendolo uscire dalla fase laterale che lo teneva ingabbiato ormai da un mese. Lo scenario si presenta positivo e con prospettive interessanti di tornare a 27000. Una violazione dei recenti massimi permetterà una continuazione della salita verso il successivo target a 30000. Nel breve lo stacco di qualche dividendo in apertura di settimane (tra cui Generali, Mediolanum, Unipol ed Intesa) può favorire degli storni dei prezzi fino a 26250/300 ed eventualmente un approfondimento della correzione fino a 26050 ma solamente la rottura del supporto a 25800 negherà il quadro rialzista in essere spingendo i corsi nuovamente verso 25300


S&P500 (Usa): La fine della fase laterale proietta l'indice sui massimi

 


Ottava molto positiva per l’S&P500 che rompendo la resistenza di breve a 4430 ma soprattutto tornando al di sopra della sua media mobile a 50 giorni, ripristina la tendenza rialzista di lungo periodo. I prezzi infatti dopo aver segnato dei nuovi massimi assoluti a 4545 ad inizio agosto hanno avviato una fase correttiva scendendo al di sotto della media mobile a 50 giorni che ne aveva sempre contenuto i ribassi da un anno e mezzo a questa parte e arrivando fino 4278 a ridosso del supporto fondamentale a 4230 per poi dare vita ad una fase laterale nelle ultime sedute. La violazione della resistenza di breve a 4490/4500 confermerà la fase di forza permettendo all’indice un ritorno verso i precedenti massimi a 4545 e successivamente verso il target a 4700 identificato dalla trendline che congiunge tutti i massimi dal settembre 2020. Al di là di una possibile volatilità nel breve visto le trimestrali dei giganti tecnologici previste nella settimana entrante, segnali di debolezza si avranno solo con ritorni al di sotto della media mobile transitante a 4400 che permetterà la chiusura del gap ancora aperto a 4363.

 


EURO/DOLLARO: Ripresa di forza dell'Euro solamente sopra 1,1650


 

Il possibile rialzo dei tassi prima del previsto prima del previsto da parte della Fed per contrastare il picco di inflazione è alla base del rafforzamento del dollaro contro l’Euro con il cross che ha fatto un massimo nei primi giorni del 2021 a 1,2350 prima di avviare una fase di debolezza che ha spinto recentemente i prezzi al di sotto del supporto a 1,1600. Lo scenario continua ad essere favorevole al biglietto verde con i prezzi che si mantengono al di sotto della media mobile a 200 periodi e che dovrebbe scendere fino a 1,1400. La presenza di una fase di ipervenduto con divergenza assieme alla presenza di un doppio minimo di breve a 1,1525 segnalano però un rallentamento della discesa del cambio ben rappresentato dalla sostanziale tenuta nelle ultime due settimane.  La moneta unica deve però superare l’importante resistenza a 1,1640/50, difesa dalla media mobile a 200 periodi, per vedere una fase di recupero verso 1,1800/20. Solamente il superamento di 1,1900, livello che ha respinto recentemente i tentativi di rialzo, spingerà il cambio nuovamente fino a 1,2250/60. Al di sotto di 1,1400 il target successivo a favore di biglietto verde si colloca a 1,1000 area.


venerdì 15 ottobre 2021

BANCO BPM: Nuova accelerazioni con l'uscita dalla fase laterale

 




Interessanti prospettive rialziste per Banco Bpm con i prezzi in fase di consolidamento dalla scorso luglio, pausa prima di un ripresa rialzista. La violazione delle parte alta del range a 2,87 euro permetterà l'avvio di una nuova accelerazione dei prezzi verso l'obbiettivo rappresentato dai massimi del 2017 a 3,50 euro. Chiusure settimanali superiori confermeranno il movimento. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 2,87 euro stop a 2,77 euro profit a 3,50 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

giovedì 14 ottobre 2021

STM: ripresa del rialzo sopra 36,00 euro

    



Il ribasso del Nasdaq ha avuto impatto sulle quotazione di Stm salita molto durante l'estate fino a 40,39 euro provocando una fase correttiva fino a 34,51 euro dove la presenza di una fase di ipervenduto ha quindi consentito una reazione dei prezzi. La struttura di fondo rimane impostato al rialzo grazie alla tenuta della trendline di lungo periodo anche se non si possono escludere ulteriori storni a 33,70 euro a chiudere il gap ancora aperto. La violazione della resistenza a 36,00 euro permetterà la ripresa immediata dal rialzo con un target posto a 43,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 36,00 euro stop a 34,50 euro profit a 43,00


AVVERTENZA: 

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mercoledì 13 ottobre 2021

martedì 12 ottobre 2021

VIDEO del mio intervento settimanale a commento dei mercati finanziari per LeFonti.Tv ( 12 ottobre)


 

TABELLA RIASSUNTIVA OPERAZIONI CHIUSE NEL 2021 E RENDIMENTO

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

TABELLA RIASSUNTIVA PORTAFOGLIO TITOLI (12 OTTOBRE)

 


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 


  • ANIMA HOLDING

Il risparmio gestito continua ad essere di grande interesse e Anima tra tutte le azioni quella con maggiori margini di crescita e con una struttura tecnica interessante. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 4,375 euro stop a 4,27 euro profit a 5,29 euro

  • UNIEURO

Primi segnali di rimbalzo del titolo dopo la fortissima discesa dai massimi assoluti visti lo scorso giugno a 31,36 euro. Solo ritorno sopra 20,00 euro forniranno un segnale di inversione della tendenza ribassista spingendo i corsi verso il primo target a 25,30/50 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su violazione di 20,00 euro stop a 19,35 euro profit a 25,30 euro

  • ORSERO
Titolo in una lunghissima fase di congestione ma con un gap ancora da chiudere a 12,30 euro. La violazione di 10,15 euro permetterà nuove accelerazioni rialziste. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su rottura di 10,15 euro stop a 9,77 euro profit a 12,30 euro

  • FILA

La violazione di 10,10 euro metterà termine alla fase di congestione in atto riproponendo i prezzi al rialzo verso 12,00 euro area. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 10,10 euro stop a 9,78 euro profit a 11,99 euro

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TECHNOGYM: Ormai prossimo alla fine della fase di debolezza


Il ribasso del titolo partito dai massimi assoluti a 12,00 euro dello scorso giugno si è fermato sulla trendline rialzista dove ha reagito. Ai prezzi manca adesso la violazione dell’importante resistenza a 10,25 euro, difesa anche dalla media mobile a 100 giorni, per riprendere la strada rialzista per ritorni in area 12,00 euro, fortissima barriera al rialzo. Discese al di sotto di 9,475 euro forniranno invece un segnale di debolezza spingendo i corsi verso 8,80 euro

Operatività: acquisti o sulla violazione di 10,25 euro stop 9,98 euro profit a 12,00 euro oppure approfittare della debolezza in area 9,80/85 euro dove cè ancora una gap da chiudere con un stop a 9,47 euro profit sempre a 12,00 euro

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lunedì 11 ottobre 2021

VIDEO del mio intervento a We Wealth a commentare l'inizio della settimana sui mercati finanziari (11 ottobre)

 



COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI SULLA SETTIMANA ENTRANTE (11 -15 OTTOBRE)

 



Il tanto atteso dato sulla occupazione americana non genera scossoni sui mercati azionari nonostante sia stato nettamente al di sotto dei 500 mila nuovi lavori previsti. Molto interessanti è risultato invece il dato dei salari orari aumentati in maniera notevole, a conferma del fatto che le aziende pagano di più data la scarsità di personale, e che normalmente denotano un surriscaldamento del costo del lavoro

In sostanza ancora troppo poco per far cambiare idea alla Fed riguardo il suo programma di tapering, anzi permettendogli ancora una volta di rimandare le decisioni. Powel e la Fed continuano ormai da tempo a pattinare sul ghiaccio sottile, ponderando con attenzione le mosse (con il rischio di rimandarle all’infinito) preoccupati da una parte di fermare la crescita alzando i tassi e dall’altra stando fermi di non controllare l’inflazione

Nel frattempo che Powell modello Amleto si interroga sul da farsi, e su come ottenere una riconferma a capo della Fed mentre voci di corridoio parlano di una suo sostituzione con la Yellen che tornerebbe al vecchio posto lasciando cosi il Tesoro, dopo aver navigato a lungo con il vento in poppa gli investitori si trovano improvvisamente a fronteggiare molteplicità di situazione negative come un rallentamento economico, una inflazione pericolosa, un rischio di una crisi energetica ed una riduzione dei rubinetti della liquidità attraverso il Tapering, per tacere della default creditizio cinese di cui non parla più nessuno

Questa somma di eventi conferma indirettamente come la Fed, proseguendo la politica dello stare a guardare (wait and see)  abbia perso un’occasione per iniziare a muoversi in senso restrittivo all’inizio dell’estate quando molte di queste problematiche erano sopite e la parola “stagflazione” solo un ricordo sui libri di testo e di quelli che hanno vissuto gli anni ’70.  Purtroppo la perdita di indipendenza delle banche centrali avvenuta post Lehman per evitare  il collasso del sistema finanziario come visto nel 1929, ha generato una interconnessione che ne limita la capacità di agire indipendentemente dalla condizione dei mercati finanziari

In questo contesto inizia la stagione delle trimestrali americane che normalmente danno una indicazione precisa della situazione economica, al netto dell’attività di buyback delle proprio azioni, e che per la prima volta dallo scoppio della pandemia sono viste in calo. Le aziende stanno affrontando un periodo decisamente delicato dovendo affrontare nel medesimo momento difficoltà dovute ai prezzi delle materie prime, a quelli del costo dell’ energia e pure quelli del mercato del lavoro, con il rallentamento visto negli ultimi mesi, che  in  molti continuano a considerare transitorio, che si è riverberato sul listini azionari provocando la prima correzione significativa (ben 5% di ribasso…) negli ultimi 12 mesi

Nel frattempo il prezzo del Petrolio continua la sua corsa mettendo ulteriore pressione alla Fed sul lato inflazione cosi come i rendimenti dei Titoli di stato americani con il decennale salito al di sopra di 1,60%, non distante da quel 1,75% massimi di marzo. 

 In realtà il mercato rimane tranquillo come dimostra “l’indice della paura” cioè il Vix che rimane a ridosso dei suoi minimi cosi come il Bitcoin tornato sopra i 56000 dollari che funziona bene da termometro per misurare la propensione alle attività speculative degli investitori. Lo stesso rialzo dei rendimenti del T-bond dice poco in se in quanto una indicazione più interessante viene dal differenziale di rendimento tra il decennale e le scadenza più brevi che evidenziano come la curva dei rendimenti a breve non si stia affatto inclinando, normalmente indice di tensioni sul mercato obligazionario.  Tutto tace invece per quanto riguarda la parte europea dell’Atlantico

Venendo agli appuntamenti della settimana lunedi inizia il meeting del Fondo Monetario internazionale mentre mercoledi oltre all’inizio della stagione delle trimestrali si guarderà con grande attenzione alle minute della Fed nel tentativo di cogliere qualche indicazione sul futuro. Per quanto riguarda i dati macroeconomici l’attenzione sarà tutta su giovedi quando verranno pubblicati i dati dei prezzi alla produzione e al consumo in Cina e i sussidi settimanali di disoccupazione in America

 


RAME (Commodity): fase di consolidamento prima di nuovi spunti rialzisti

 



Segnali interessanti vengono dal Rame quotato a New York protagonista del recupero post pandemico da marzo 2020 con le contrattazioni passate da 2 dollari fino a 4,80 in poco più di 12 mesi prima di vedere dallo scorso maggio in poi una fase correttiva. La struttura rimane impostata positivamente anche grazie alla tenuta del supporto dinamico rappresentato dalla media mobile 200 giorni che ha contenuto il ribasso e su cui la commodity sta adesso consolidando. Ai prezzi manca solo un accelerazione capace di rompere la trendline ribassista e la media mobile a 50 giorni salendo sopra 4,45 dollari per riprendere la strada rialzista verso i precedenti massimi a 4,80 dollari e successivamente verso il target a 5,05 dollari. Segnali di debolezza verranno dalla perdita del supporto chiave a 4,00 dollari e dall’ incrocio al ribasso della media mobile a 50 giorni con quella a 200 sentenziando la fine del movimento rialzista in atto da marzo 2020 e avviando una correzione dei prezzi verso 3,50 dollari

Mie considerazioni sui mercati finanziari sull'inserto economico del Corriere della Sera (11 ottobre)

 


domenica 10 ottobre 2021

DAX (GERMANIA): La debolezza sembra finita, almeno per il momento

 



Il profondo ribasso del Dax partito dal doppio massimo assoluto di 16000 dello scorso agosto ha trovato un supporto sui minimi dello scorso maggio a 14800/20, permettendo cosi una reazione dei prezzi grazie alla formazione di un doppio minimo. Lo scenario continua però a presentarsi incerto perché se  è vero che la tenuta della media mobile a 200 giorni transitante proprio per 14800 mantiene intatta la struttura rialzista di medio periodo, altresì i prezzi continuano a mantenersi sotto la media mobile a 50 e 100 giorni precedentemente violate. Solo ritorni al di sopra di 15450 metteranno fine alla fase di negatività riproponendo i prezzi verso 16000 e quindi 16330. Chiusure giornaliere inferiori a 14800 spingeranno invece ulteriormente i prezzi al ribasso verso 14000 area. Ancora una volta la direzionalità di Wall Street, e in particolare dell’S&P500 con cui il Dax è strettamente correlato, indicherà la strada per l’indice tedesco.

FTSEMIB (ITALIA): Accelerazioni sopra 26250 per vedere la ripresa dell'up trend

 


Il Ftsemib chiude sopra 26000 una settimana positiva ma decisamente volatile mostrando anche un andamento in controtendenza rispetto ai Wall Street. Lo scenario di fondo rimane sempre impostato positivamente, nel breve invece la situazione si presenta più incerta con le contrattazioni che dopo aver testato il supporto a 25300 ad inizio settimana si sono riportate a ridosso di 26200/20, resistenza che da metà settembre in poi sta contenendo i tentativi rialzisti. All’indice domestico manca una violazione di questo livello per riprendere la corsa al rialzo verso 27000 e quindi verso il target a 30000. Segnali di debolezza nel breve verranno dalla perdita del supporto a 25760 che riporterà i prezzi verso 25300 ma solo la rottura del lontano supporto a 25000 fornirà qualche preoccupazione riguardo la tendenza rialzista di medio periodo attualmente in atto.

DOW JONES (USA): Permane la fase di indecisione a ridosso dei massimi assoluti

 


Che la situazione sia diventata complessa a Wall Street lo dimostra il grafico settimanale del Dow Jones, che indica scarsa direzionalità, anche se nonostante tutti i fattori di incertezza l'indice continui a mantenersi a ridosso dei massimi assoluti. Con la sola eccezione delle settimane estive da metà agosto ai primi di settembre, dopo l’indice è salito su nuovi massimi assoluti a 35600 ma senza registrare accelerazioni come normalmente avviva sulla rottura della fase laterale, i prezzi dallo scorso aprile stazionano in un ampio range definito dalla parte bassa a 33000/270 e la parte alta a 35100. L’uscita da questo trading range fornirà la direzionalità richiesta, in particolare la perdita di 33000 dove transita sia la media mobile a 50 periodi che una importante trendline permetterà una discesa dei prezzi che potrebbe portare velocemente il Dow Jones fino a 30000. Al rialzo per vedere nuova forza bisognerà salire sopra 35100, resistenza che ha contenuto il rialzo anche in questa ultima ottava, e sopra 35600 verso il target posto a 37000 area.

 


giovedì 7 ottobre 2021

VIDEO del mio intervento settimanale a commento dei mercati finanziari per LeFonti.Tv ( 7 Ottobre)


 

NEXI: La fase di ipervenduto lascia intravedere almeno un rimbalzo del titolo

 



Il forte ribasso del titolo dai suoi massimi assoluti a 19,40 euro di inizio luglio si è fermato sul supporto a 15,68 euro dove sta ora consolidando. La presenza di una fase di ipervenduto lascia intravedere almeno un rimbalzo delle contrattazioni verso 17,50 euro. Il superamento di 18,00 euro confermerà poi la ripresa del movimento ascendente per nuovi massimi assoluti a 19,50 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 16,43 euro stop a 15,67 euro profit a 19,50 euro

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mercoledì 6 ottobre 2021

KERING: Attesi rimbalzi dei prezzi sulla tenuta della trendline

 



Il fortissimo ribasso partito a metà agosto dai massimi assoluti a 790 euro a metà agosto, dopo che il titolo francese del lusso aveva raddoppiato il suo valore negli ultimi 15 mesi, ha trovato supporto sulla trendline rialzista di medio periodo a 604,00 euro dove i prezzi stanno consolidando. La tenuta del livello assieme alla presenza di una divergenza con l'oscillatore stocastico in fase di ipervenduto lasciano intravedere la possibilità almeno di un rimbalzo all'interno di una struttura ancora impostata al rialzo. La rottura della resistenza di breve a 627 euro fornirà il segnale di forza per ritorni almeno a 717 euro a chiudere il gap lasciato aperto. Oltre quello si collocano poi i massimi assoluti a 800 area. La perdita del supporto a 600 euro con chiusure settimanali inferiori negherà lo scenario rialzista spingendo i corsi fino a 520/40 euro.

Operatività: acquisti sulla violazione di 627,00 euro stop a 603,00 euro primo profit a 717,00 poi 790,00 euro

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