lunedì 11 ottobre 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI: IDEE E RIFLESSIONI SULLA SETTIMANA ENTRANTE (11 -15 OTTOBRE)

 



Il tanto atteso dato sulla occupazione americana non genera scossoni sui mercati azionari nonostante sia stato nettamente al di sotto dei 500 mila nuovi lavori previsti. Molto interessanti è risultato invece il dato dei salari orari aumentati in maniera notevole, a conferma del fatto che le aziende pagano di più data la scarsità di personale, e che normalmente denotano un surriscaldamento del costo del lavoro

In sostanza ancora troppo poco per far cambiare idea alla Fed riguardo il suo programma di tapering, anzi permettendogli ancora una volta di rimandare le decisioni. Powel e la Fed continuano ormai da tempo a pattinare sul ghiaccio sottile, ponderando con attenzione le mosse (con il rischio di rimandarle all’infinito) preoccupati da una parte di fermare la crescita alzando i tassi e dall’altra stando fermi di non controllare l’inflazione

Nel frattempo che Powell modello Amleto si interroga sul da farsi, e su come ottenere una riconferma a capo della Fed mentre voci di corridoio parlano di una suo sostituzione con la Yellen che tornerebbe al vecchio posto lasciando cosi il Tesoro, dopo aver navigato a lungo con il vento in poppa gli investitori si trovano improvvisamente a fronteggiare molteplicità di situazione negative come un rallentamento economico, una inflazione pericolosa, un rischio di una crisi energetica ed una riduzione dei rubinetti della liquidità attraverso il Tapering, per tacere della default creditizio cinese di cui non parla più nessuno

Questa somma di eventi conferma indirettamente come la Fed, proseguendo la politica dello stare a guardare (wait and see)  abbia perso un’occasione per iniziare a muoversi in senso restrittivo all’inizio dell’estate quando molte di queste problematiche erano sopite e la parola “stagflazione” solo un ricordo sui libri di testo e di quelli che hanno vissuto gli anni ’70.  Purtroppo la perdita di indipendenza delle banche centrali avvenuta post Lehman per evitare  il collasso del sistema finanziario come visto nel 1929, ha generato una interconnessione che ne limita la capacità di agire indipendentemente dalla condizione dei mercati finanziari

In questo contesto inizia la stagione delle trimestrali americane che normalmente danno una indicazione precisa della situazione economica, al netto dell’attività di buyback delle proprio azioni, e che per la prima volta dallo scoppio della pandemia sono viste in calo. Le aziende stanno affrontando un periodo decisamente delicato dovendo affrontare nel medesimo momento difficoltà dovute ai prezzi delle materie prime, a quelli del costo dell’ energia e pure quelli del mercato del lavoro, con il rallentamento visto negli ultimi mesi, che  in  molti continuano a considerare transitorio, che si è riverberato sul listini azionari provocando la prima correzione significativa (ben 5% di ribasso…) negli ultimi 12 mesi

Nel frattempo il prezzo del Petrolio continua la sua corsa mettendo ulteriore pressione alla Fed sul lato inflazione cosi come i rendimenti dei Titoli di stato americani con il decennale salito al di sopra di 1,60%, non distante da quel 1,75% massimi di marzo. 

 In realtà il mercato rimane tranquillo come dimostra “l’indice della paura” cioè il Vix che rimane a ridosso dei suoi minimi cosi come il Bitcoin tornato sopra i 56000 dollari che funziona bene da termometro per misurare la propensione alle attività speculative degli investitori. Lo stesso rialzo dei rendimenti del T-bond dice poco in se in quanto una indicazione più interessante viene dal differenziale di rendimento tra il decennale e le scadenza più brevi che evidenziano come la curva dei rendimenti a breve non si stia affatto inclinando, normalmente indice di tensioni sul mercato obligazionario.  Tutto tace invece per quanto riguarda la parte europea dell’Atlantico

Venendo agli appuntamenti della settimana lunedi inizia il meeting del Fondo Monetario internazionale mentre mercoledi oltre all’inizio della stagione delle trimestrali si guarderà con grande attenzione alle minute della Fed nel tentativo di cogliere qualche indicazione sul futuro. Per quanto riguarda i dati macroeconomici l’attenzione sarà tutta su giovedi quando verranno pubblicati i dati dei prezzi alla produzione e al consumo in Cina e i sussidi settimanali di disoccupazione in America

 


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