martedì 24 novembre 2020

Grano (Commodity): Segnali di inversione rialzista di medio/lungo periodo per il Grano americano

 

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Segnali molto interessanti per il grano americano quotato a Chicago dopo la debolezza vista negli ultimi anni con le quotazioni precipitate dai massimi del 2013 a 950 dollari l’oncia fino a 400 dollari del 2016. I prezzi hanno poi effettuato una lunga fase di congestione laterale tra 400/30 e 550/70 dollari violata negli ultimi mesi. Le quotazione hanno poi riconosciuto e testato con il successo il livello critico a 570 dollari prima resistenza e adesso supporto. Proprio la tenuta di questo livello con una chiusura mensile superiore indicherà l’avvenuta inversione di tendenza aprendo la possibilità di un rally delle contrattazioni verso 750 dollari area obbiettivo ottenuto riportando l’ampiezza del range precedentemente violato. Solo chiusure mensili al di sotto di 550 dollari negheranno il panorama rialzista spingendo nuovamente i corsi verso 500 dollari.

Indice Csi 300: Mercato azionario cinese arrivato ad un punto di svolta

 


Situazione davvero interessante per il mercato azionario cinese ben rappresentato dall’indice che comprende le 300 maggiori società quotate tra shanghai e Shenzhen. I titoli infatti hanno beneficiato della normalizzazione della situazione post pandemia per portarsi con decisione al rialzo dai minimi di febbraio a 3650 fino al test di quota 5000 a testare la trendline ribassista che congiunge tutti gli ultimi massimi. La violazione di questa importantissima resistenza confermata da chiusure mensili superiori permetterà l’uscita dalla fase di congestione che ha intrappolato il mercato negli ultimi 15 anni dando l’avvio ad un tendenza rialzista destinata a durare nel tempo con primi obbiettivi i massimi del 2007 a 5700 e successivamente area 6000. Nel breve periodo, dato anche il forte livello rappresentato dalla resistenza a 5000 è possibile assistere da una fase di consolidamento/correzione che potrebbe spingere i corsi fino a 4700 rimandando la ripresa della salita al 2021. Solamente la perdita del supporto a 4500 indebolirà la struttura rialzista spingendo i corsi fino a 4200.

Indice S&P500: Dopo i nuovi massimi assoluti la struttura tecnica invita ad uno storno prima di una nuova ripartenza

 


Le elezioni americane e ancora di più l’annuncio dei vaccini hanno spazzato via le incertezze che incombevano su Wall Street permettendo un forte rally nel mese di novembre capace di portare tutti i principali indici a segnare dei nuovi massimi assoluti, come nel caso dell’ S&P500 passato dai 3250 punti di inizio mese fino a 3645 (+12%). Lo scenario ovviamente è impostato al rialzo ma la mancanza di forza dopo aver segnato dei nuovi massimi assoluti uniti al raggiungimento di un livello dove transitano due trendline rialziste che entrambe congiungono i precedenti massimi invitano alla cautela. Pur in presenza di un anno in cui ne abbiamo viste di tutti i colori (anno bisesto…) e con trading dominato dagli algoritmi che evidenziano direzionalità marcate al rialzo o al ribasso prive di correzioni, dopo la cavalcata delle ultime 3 settimane l’indice evidenzia la necessità di una fase di pausa/correzione prima di riprendere la cavalcata rialzista. Sulla tenuta di 3600 è possibile vedere per l’S&P500 uno storno capace di spingere i corsi fino a 3450 dove transita la media mobile a 50 giorni che ha sempre ben contenuto gli ultimi ribassi a testare la trendeline ribassista. Un supporto di breve si colloca a 3550. Solo discese al di sotto di 3400 negherebbero il trend rialzista di breve riproponendo i corsi verso 3350 e 3300. Al rialzo il superamento di 3630 aprirà la strada verso nuovi massimi a 3800/40

indice Ftsemib: sempre atteso uno storno a 21000 prima di ripartire al rialzo

 


Continua il rally del Ftsemib arrivato a 22000 dopo che ad inizio mese era a 17800, grazie all’annuncio del vaccino che ha modificato totalmente le strategie di investimento che privilegiano ora i titoli “growth” come petroliferi e bancari che in precedenza avevano affossato il listino domestico. Sicuramente lo scenario si presenta positivo dopo l’uscita dall’ampio range 18500 – 20500 che lo aveva caratterizzato negli ultimi mesi con i prezzi che potrebbe continuare ulteriormente la loro corsa fino a 22360/500, resistenza molto forte, a chiudere un gap ancora aperto a fine febbraio, all’interno di un quadro internazionale che si dirige verso il bel tempo grazie ai vaccini e all’azione delle banche centrali. L’indice però si presenta decisamente “tirato” come dimostra anche l’attuale situazione di ipercomprato dopo un mese di novembre da oltre 20 percentuali di rialzo e necessita di fase di correzione verso 21000 e quindi per un test dell’area chiave a 20500/700 ottimo punto di rientro. Solamente chiusure inferiori a 20000 negheranno il panorama rialzista. Accelerazioni dirette sopra 22500 spingeranno i corsi fino a 23000 rendendolo però vulnerabile a storni improvvisi quanto profondi fino a 21000.

 


martedì 17 novembre 2020

Indice Dow jones: come reagiranno gli investitori al raggiungimento della fatidica quota 30000???

 



Il “rally di natale” viene anticipato nel mese di novembre da Dow Jones che dopo essere sceso fino a 26140 a testare la media mobile a 200 giorni torna perentoriamente al rialzo ad un passo dalla fatidica quota 30000 grazie al rasserenamento legato all’esito delle elezioni presidenziali che all’annuncio dei vaccini anti covid che impattano principalmente sui settori tradizionali ben rappresentati nell’indice. Il panorama si presenta positivo con le contrattazioni che hanno consolidato sopra la trendline transitante per 29000 e sono pronte per attaccare quota 30000 dove potrebbe esserci qualche presa di beneficio dato il livello di ipercomprato. Eventuali storni potrebbero estendersi fino a 29000 e successivamente fino a 28430/50. Solo la perdita di quota 28000 indicherà la presenza di una fase di debolezza più marcata verso 27500 per un test della media mobile a 100 giorni. Al di sopra di 30000 il target successivo si colloca a 31000 livello fornito dalla trendline che congiunge tutti i recenti massimi.

Ferrari: ancora spazio per nuovi rialzi sulla tenuta del supporto precedente massimo a 170 euro

 



Quotato anche sul Ftsemib oltre che a New York Ferrari, una icona del nostro tempo un misto tra lusso e automobile, ha recuperato molto velocemente lo scivolone provocato dalla pandemia con le quotazioni arrivate fino a 115 euro a marzo tornando prepotentemente al rialzo e segnando la settimana scorsa dei nuovi massimi assoluti a 182,95 euro. Lo scenario si presenta ancora impostato positivamente grazie alla violazione della resistenza ora supporto a 168/170 euro su cui i prezzi possono appoggiarsi prima di ripartire con obbiettivi posti a 190, 200 e successivamente a 225 euro. Solo chiusure settimanali inferiori a 170 euro, precedenti massimi assoluti e parte alta di un range che ha caratterizzato il titolo nell’ultimo anno, indicheranno la presenza di una fase di debolezza per Ferrari per ritorni verso 150 euro.

Indice Dax: La resistenza a 13300 sembra un livello troppo forte da superare almeno nel breve

 




Situazione decisamente critica per il Dax dopo il forte rally che lo caratterizzato nel mese di novembre con le contrattazioni passate da 11450 a 13300 (+13,90%) in appena 7 sedute, con i prezzi che hanno poi consolidato a ridosso dei massimi. Lo scenario continua ad essere favorevole all’indice tedesco che potrebbe continuare la sua corsa arrivando a segnare dei nuovi massimi assoluti a 14000 nel corso dei prossimi mesi. La presenza di una fortissima resistenza a 13300 rafforzata dalla presenza di una trendline ribassista che congiunge tutti gli ultimi recenti massimi, dopo un rialzo così importante lascia intravedere spazi per prese di profitto capaci di spingere i prezzi fino a 12500/600 prima di una ripartenza, livello sui cui transitano anche l medie mobili a 50 e 100 giorni. Estensioni correttive sotto questo livello potrebbero approfondire la discesa fino a 12300/50 senza negare il quadro rialzista di fondo. L’inversione di tendenza si avrà solo con la violazione della media mobile a 200 giorni attualmente transitante per 11500.

Indice Ftsemib: la rottura della resistenza a 21450 è fondamentale per attaccare area 22000 (ma attenzione all'ipercomprato)

 

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Il doppio annuncio di un vaccino mette le ali al Ftsemib che dopo qualche seduta di riflessione nell’ottava precedente sale ulteriormente superando i precedenti massimi di giugno fino a 21435 permettendo la chiusura del gap rimasto aperto durante la discesa dello scorso marzo. Lo scenario si presenta adesso interessante grazie ai vaccini che hanno letteralmente cambiato le carte in tavola con il Ftsemib finalmente uscito dalla fase laterale che ho lo ha caratterizzato da giugno in poi e con la possibilità concreta di continuare la sua corsa verso 22300/500 dove si colloca un altro gap tutto aperto a febbraio, mentre ci sarà poi tempo per quello principale sui massimi a 24000. La presenza di una fase di ipercomprato dopo un rally di partito da 17700 e arrivato a 21435 (+21% in sole 12 sedute) lascia intravedere la possibilità di uno storno delle contrattazioni verso 20500 ed in caso di estensione verso 19800/50 livello fondamentale dove transitano la media a 100 e 200 giorni e ottima area di rientro in ottica di medio periodo. Solo una violazione di questo supporto negherà il quadro rialzista spingendo nuovamente i corsi verso 18000 area. Accelerazioni sopra 21450 indicheranno la volontà di estendere subito il rally fino a 22000 rendendo poi l’indice molto vulnerabile a correzioni anche marcate.

mercoledì 11 novembre 2020

Intervista a Class CNBC dell'11 novembre 2020


https://youtu.be/0lQwqCWfyYU

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martedì 10 novembre 2020

Indice Ftsemib (Italia): la tenuta di 21000 indica la necessità di una fase di correzione prima di nuovi rialzi

 





L’annuncio del vaccino mette le ali al Ftsemib spingendolo a ridosso di 21000 trainato da dai titoli maggiormente penalizzati in precedenza. Lo scenario si presenta neutrale per il nostro indice domestico che si è riportato ancora una volta sulla parte alta del range che lo caratterizza ormai da mesi e che necessita della violazione di 21100 massimi dello scorso luglio per attuare una nuova fase di forza verso 22500 e successivamente un test dell’area critica a 24000. I prezzi però, saliti di oltre il 20% in sole 7 sedute, non sembrano in grado di violare una resistenza così forte come quella rappresentata da 21000 venendo da un rally cosi sostenuto e necessitano di una fase correttiva verso 20000 e successivamente verso 19680 a chiudere il gap aperto prima di ripartire. Anche la situazione di ipercomprato sembra confermare questo scenario. Discese al di sotto delle medie mobile a 100 e 200 giorni transitanti per 19500 forniranno un segnale ulteriore di debolezza spingendo i corsi verso 18500.

S&P500: La struttura tecnica suggerisce che l'euforia da vaccino potrebbe essere conclusa

 




La tenuta del supporto fondamentale a 3200 testato ai primi di novembre assieme all’euforia per il vaccino contro il corona virus spingono l’S&P500 sui nuovi massimi assoluti a 3645 per poi indietreggiare e chiudere la giornata al di sotto di 3600. Se lo scenario di lungo termine si mantiene ancora rialzista, nel breve la tenuta della trendline rialzista che congiunge gli ultimi massimi unita ad un rally molto sostanzioso come quello visto nelle ultime 8 sedute ( da 3233 e 3645 13%) lasciano intravedere la possibilità di uno storno delle contrattazioni almeno fino a 3400/20 a testare la media mobile a 50 giorni. Una perdita di questo livello spingerà ulteriormente i corsi al ribasso verso 3300 e quindi 3200/30 confermando di fatto la fase laterale in atto negli ultimi 3 mesi. Un supporto di breve si colloca a 3550. Per vedere una ripresa del movimento ascendente bisognerà attendere il superamento dei massimi assoluti a 3645 con una chiusura settimanale superiore aprendo cosi la strada per una continuazione della salita fino a 4000 area.

Petrolio Wti: conferma il suo ruolo di barometro dei mercati azionari

 

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Il 2020 già complicato di suo, sarà ricordato come l’anno in cui i prezzi del petrolio andarono in negativo e per la differenza di volatilità vista su questa commodity. Infatti dopo una prima parte dell’anno sulle montagne russe, da giugno a settembre le oscillazione sono state minime per poi riprendere a settembre in occasione del ribassi dei mercati. L’oro nero si conferma sostanzialmente un barometro perché i suoi prezzi riflettono bene sia le aspettative di recuperi economici che attività di tipo speculativo. Da un punto di vista tecnico lo scenario si presenta ben definito coni prezzi incapaci in estate di superare la forte resistenza a 44,00 dollari e quindi scesi in correzione sulla parte bassa del range a 34,40 dollari livello rafforzato dal passaggio delle media mobile a 50 giorni, dove si è assistito ad una reazione confermando di fatto il trading range. Chiaramente l’uscita dalla fase laterale dirà molto anche su dove sono diretti i mercati azionario. Una perdita del supporto a 34,50 dollari spingerà i corsi fino a 26,00 dollari. Rialzi sopra 44,00 avranno come obbiettivo l’area a 53,00/55,00 dollari. Non ci rimane che attendere.

Vix (indice di volatilità): Attenzione al "Buying Climax"

 


L’indice della volatilità Vix è anche comunemente conosciuto come l’indice della paura perché i suoi picchi e movimenti impulsivi si verificano in momenti di grande stress per i mercati azionari. Dopo il fortissimo rialzo visto ad inizio anno con da 15 a 85 il Vix è progressivamente rientrato grazie al forte supporto fornito ai mercati da parte della Federal Reserve. Nel grafico proposto si mette in evidenza che ogni volta che l’indice Vix si è appoggiato all’area di supporto a 22,00/40 si è poi sempre assistito ad una fiammata dei prezzi in corrispondenza dei ribassi dei mercati. Staremo a vedere se anche questa volta è cosi, anche perché è tipico sui mercati finanziari arrivare a segnare dei massimi su eccessi di euforia ( buying climax) come quelli visti ieri relativi all’arrivo del nuovo vaccino.

lunedì 2 novembre 2020

Il Nasdaq arresta la sua discesa sulla media mobile a 100 giorni ma l'andamento degl ultimi mesi è laterale

 


Il mancato superamento dei precedenti massimi assoluti di inizio settembre a 12074 spinge al ribasso il Nasdaq affossato anche dalle ottime trimestrali ma inferiori alle ormai altissime aspettative degli investitori dei principali titoli tecnologici. L’indice tecnologico presenta di fatto un doppio massimo a 12000 che ha contribuito alla discesa delle contrattazioni che una volta violata il supporto a 11300 sono scese fino a 10822 a testare la media mobile a 100 giorni. Lo scenario di breve si presenta incerto per il Nasdaq anche in vista delle elezioni presidenziali di inizio settimana con i due candidati che presentano visioni anche economiche diverse sull’America e che potrebbe avere impatto sui listini azionari. La tenuta di 10820 lascia pensare infatti ad un recupero nel breve per le contrattazioni nuovamente verso 11300, prima di ulteriore fase di ribasso capace di spingere i corsi al test di 10550, parte bassa della fase laterale in atto ormai da 3 mesi. Una perdita di questo livello approfondirà ulteriormente la discesa spingendo i corsi verso 10000 area dove transita la media mobile a 200 giorni identificando punto di acquisto di medio periodo. Rialzi sopra 11300 e quindi sopra 11550 diranno che la fase di debolezza è alle spalle spingendo i corsi verso 12000 area e verso nuovi massimi assoluti.

Il Ftsemib confema l'andamento laterale di fondo ma rischia nuovi ribassi sulla perdita del supporto a 17650

 


Ottobre si dimostra un mese da dimenticare per il Ftsemib in buona compagnia anche degli altri listini azionari affossati dall’aumento della pandemia e dalla conseguenti restrizioni che vanno ad impattare sull’economia. Dando uno sguardo più ampio si vede bene come il nostro indice continui ad essere inserito in una ampia fase laterale compresa tra 12000 e 25000 ormai dal 2008 anche se dal 2013 in poi non siamo mai scesi sotto 15000 a parte il breve momento dello scorso marzo. La parte superiore è inoltre ben difesa anche dalla media mobile a 200 mesi, confermando di essere un livello molto ostico da violare come dimostrato a febbraio di quest’anno. Lo scenario si presenta al momento incerto, con i prezzi che hanno sviluppato una fase laterale negli ultimi mesi prima di scendere a testare il supporto a 17650. Una perdita di questo livello su base mensile approfondirà la discesa verso 17000 area con la possibilità di un nuovo test di area 15000. Per vedere una ripresa dell’uptrend verso 22000 e 24000 bisognerà attendere la violazione della resistenza a 20500. Nel breve sulla tenuta del 17650, dove si è formato un doppio minimo nelle ultime due sedute della scorsa ottava, sono possibili recuperi dei prezzi verso 18300/20 ed una successiva chiusura del gap a 18650.

La violazione del triangolo indica forza di Euro contro Dollaro nei prossimi mesi.

 


Dopo una lunga fase di consolidamento tra 1,07 e 1,15 durata 18 mesi, la rottura della parte alta del range ha permesso un significativo rafforzamento dell’Euro contro il Dollaro fino a 1,20. L’elemento maggiormente significativo viene però dalla violazione del triangolone che era in atto dalla sua fondazione nel 1999. Lo scenario di medio periodo pertanto sembra essere favorevole alla moneta unica che una volta superata la resistenza a 1,20 si spingerà fino al suo target successivo a 1,25/27. Nel breve la tenuta dell’importante resistenza unita alla ricerca di assett protettivi in tempi di pandemia, sta provocando un rafforzamento temporaneo del biglietto verde diretto ad un test della trendline ribassista precedentemente violata a 1,1500/50 dove ci si attende il ritorno di forza di euro. Solo chiusure mensili inferiori a 1,1400 negheranno il movimento di forza della moneta unica riproponendo il cambio verso 1,10 e quindi 1,08.

Unicredit: se non adesso quando per entrare in acquisto?


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La debolezza vista nelle ultime sedute sul Ftsemib ha impattato anche su Unicredit sceso nuovamente a ridosso dei suoi minimi di marzo a 6,00 euro. Il titolo si è adesso appoggiato sulla trendline che congiunge tutti i minimi dal 2012 come ben rappresentato dal grafico mensile. La presenza di una situazione di ipevenduto sulla tenuta della trendline lascia intravedere almeno la possibilità di rimbalzo dei prezzi per ritorni in area 8,30 euro. Solo il superamento di della resistenza chiave a 9,40 euro, che ha sempre respinto i tentativi di rialzo di Unicredit, modificherà lo scenario ribassista riproponendo i corsi verso 15,00 euro area. Chiusure mensili al di sotto dei 6 euro saranno invece un segnale chiaro della prosecuzione della fase di debolezza verso nuovi minimi assoluti a 5,00 euro