mercoledì 27 luglio 2022

NEXI: L' uscita dal canale ribassista fornisce un segnale di inversione


Titolo uscito da un lunghissimo canale ribassista grazie alla buona trimestrale di PayPal a cui è legato. La rottura della media mobile a 50 giorni conferma il movimento per rialzi verso 10,00/10 euro primo target e quindi il test della media mobile a 200 giorni a 11,50 euro.

Operatività: Acquisti su leggeri storni a 8,55/60 euro stop su chiusure settimanali inferiori a 8,35 euro profit a 11,50 euro


AVVERTENZA

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

UNICREDIT, SAIPEM, FINCANTIERI E LE PROSPETTIVE PER IL FTSEMIB: MIO INTERVENTO SETTIMANALE PER CLASS CNBC (27 LUGLIO)


 

martedì 26 luglio 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNANTO AL 26 LUGLIO

 


GENERALI ASS: RIMBALZI SULLA TENUTA DELLA TRENDLINE RIALZISTA

 


Grafico spettacolare per il titolo che anticipa rimbalzi interessanti. I prezzi infatti hanno terminato la loro fortissima discesa partita dai massimi di 21,50 euro sulla trendline rialzista di lungo periodo ritracciando anche il 61,8% di tutto il rialzo partito da marzo 2020. La tenuta della trendline ed in generale del supporto a 14,00 euro in presenza di una fase di ipervenduto lasciano spazio a rimbalzi delle contrattazioni che si possono estendere fino a 16,00 euro e successivamente fino a 17,00 euro a testare la media mobile a 200 giorni. Chiusure giornaliere inferiori a 14,00 euro negheranno il panorama di forza di breve spingendo i corsi verso 12,60/65 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 14,55 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 14,00 euro profit a 17,00 euro

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lunedì 25 luglio 2022

PENSIERI IN LIBERTA’: LA FED DETERMINERA’ L’UMORE DEL MESE DI AGOSTO (25 LUGLIO)


Adesso tocca alla Fed. Per completare il giro della Banche centrali e fornire una indicazione sul possibile percorso di rialzo dei tassi di interesse, permettendo qualche barlume di speranza agli investitori che hanno preso più “sberle” negli ultimi 6 mesi che nei 10 anni precedenti per colpa del ribasso congiunto del mercato azionario ed obbligazionario. E che iniziano ad innervosirsi non essendo abituati a prolungati periodi di debolezza.

“Ci pensa la Fed” è stato il comune denominatore dell’ultimo decennio ed in particolare degli ultimi due anni quando le rotative della principale istituzione monetaria americana erano bollenti da quanto forte era l’attività di stampaggio dollari. Ma il mondo è cambiato, e ben prima del 24 febbraio giorno infausto che segna l’inizio del conflitto in Ucraina, come dimostra anche il massimo assoluto del Nasdaq, il principale beneficiario della liquidità immessa nel sistema, realizzato ad inizi novembre 2021, guarda caso in contemporanea con quello del Bitcoin e delle cryptovalute in generale

Se fino a soli 6 mesi fa la preoccupazione principale delle banche centrali era la crescita e tutto si muoveva al fine di sostenerla, adesso è stata sostituita dall’inflazione, scomparsa dai radar per molto tempo e per questo sottostimata. La crescita dei prezzi peraltro è un effetto, definiamolo collaterale, proprio delle politiche estremamente espansive in campo monetario che ha portato anche al decollo di prezzi delle materie prime dopo un decennio di prezzi calmierati al ribasso. L’inflazione insomma è la tassa che stiamo pesantemente pagando per passare ad uno nuovo equilibrio economico dopo quello scaturito dalla crisi dei mutui subprime e dal fallimento Lehman, quasi 14 anni fa.

Ma a differenza di situazioni precedenti la crescita dei prezzi è derivata da problemi relativi alla domanda e non dall’offerta rendendo ancora più difficoltoso il suo rientro dopo aver toccato i massimi da oltre 40 anni, e dopo essere stata colpevolmente bollata come transitoria. D\i fatto costringendo Jerome Powell ad inseguire

Riuscire a capire l’evoluzione del percorso dell’aumento dei tassi è un po il liet motive della prossima riunione. Che la Fed abbia dichiarato guerra all’inflazione è un fatto assodato, anche a costo di un rallentamento economico, ben testimoniato dall’inversione dei rendimenti tra il bond a 2 anni e quello a 5. Per cui non è escluso un aumento di 100 punti base anche al fine di dare un segnale al mercato di essere sul pezzo e riguadagnare una credibilità perduta negli ultimi mesi (solo nella riunione dello scorso marzo Powell negava la possibilità di un aumento di 0,75%). Rimane solo da capire quanto in avanti si spingerà mentre c’è gia chi ipotizza ribassi dei tassi nel prossimo anno per favorire la ripresa

Rimangono sul tavolo diversi fattori di preoccupazione. Il primo è sicuramente la velocità dei movimenti in particolare sui tassi che ha lasciato tutti sbalorditi con il rendimento del T-Bond a 10 anni passato da 1,50% di inizio anno fino a 3,50% di giugno ed una cosa simile è accaduta per le altre obbligazioni statali. La seconda è l’impressione che le banche centrali non abbiano il controllo della situazione ma seguono gli eventi omettendo quindi il loro ruolo di guida dei mercati e cui guardando gli investitori, situazione particolarmente valida per la Bce. Una terza fondamentale problematica è invece data dall’allungarsi della guerra in Ucraina che da evento locale o perlomeno circoscritto rischia di avere ripercussioni sia in termini di carestie in Africa che di sostentamento energetico in Europa con conseguenza di tipo politico. Sinistramente fa paura vedere che i tre più fieri oppositori a Putin, Johnson in Inghilterra, Macron in Francia e Draghi in italia, siano stati messi da parte o perlomeno depotenziati quasi ci fosse un disegno comune legato alla fantapolitica di sostituirli con personaggi più in sintonia con Mosca

Facendo un passo indietro questa volta bisogna dire brava alla Lagarde che non solo non ha combinato pasticci ma ha addirittura sorpreso con un inatteso rialzo di mezzo punto. Anche la comunicazione è stata chiara sia nella sua esposizione e sia sul famoso “piano anti-frammentazione”. Certo i prerequisiti per la sua realizzazione appaiono talmente stringenti da ricordare la Troika vista all’opera in Grecia nel 2010 ma almeno la chiarezza manda un messaggio molto diretto ai governi e ai quei paesi prossimi ad un cambio politico come l’Italia. Dove le dimissioni di Draghi hanno creato qualche turbolenza ma meno di quanto ci si potesse attendere anche perché il governo rimane tuttora in carica, se pur con poteri limitati ma comunque operativo sull’attuazione del PNNR, e perché le elezioni sono state anticipate solo di qualche mese rispetto alla loro naturale scadenza.

Ovviamente la riunione del FOMC mercoledi rappresenta il clou della settimana ma rilevanti saranno anche il dato sul Pil in america giovedi mentre venerdi sarà il turno dei redditi dei consumatori americani. Giovedi ci sarà invece il CPI dell’area Euro

Ottava questa però dominata in particolare dalla trimestrali di molte aziende in particolare quelle tech a chiusura mercati con Microsoft e Alphabet martedi, Meta mercoledi mentre giovedi sarà il turno di Amazon e Apple. Altri grandi nomi nel listino principale comprendono Mcdonald Coca-Cola, Ford etc. i risultati ma ancora di più la guidance futura saranno importanti per capire la resilienza dell’economia americana a quanto sta accadendo o se è il caso di abbassare le aspettative data la situazione generale, rimandando cosi a settembre il giudizio finale quando le mosse della Fed avranno fatto sentire completamente i loro effetti.

Mie considerazioni sui mercati riportate sull'inserto Economia del Corriere della Sera del 25 Luglio 2022


 

S&P500 (USA): Il rimbalzo si ferma a 4000 punti

 

La tenuta della trendline ribassista unita alla chiusura del gap a 4000 ferma almeno momentaneamente il recupero dell’indice visto nelle ultime settimane. Lo scenario si mantiene al ribasso in attesa della Fed ma nel breve i prezzi hanno la possibilità di estendere il recupero fino a 4200, importante trendline e dove transita la media mobile a 200 giorni. Solo il superamento di questa resistenza determinerà una inversione di tendenza. Discese al di sotto di 3920 innescheranno un ribasso portando i prezzi a chiudere il gap a 3796 formando di fatto una ampia fase laterale. La discesa verrà ripristinata con la rottura degli ultimi minimi a 3650 spingendo l’indice verso 3500 e successivamente verso 3300

ETHEREUM (CRYPTOVALUTA): POSSIBILI RIMBALZI CONSISTENTI DEI PREZZI



Situazione grafica interessante per l’Ethereum in dollari autore di un rimbalzo dopo il fortissimo ribasso che lo ha portato dai massimi assoluti di novembre 2021 a 4867 dollari, segnato in contemporanea con il massimo del Nasdaq, fino a 895/900 dollari di fine giugno. Su questo livello i prezzi sembrano aver completato un movimento ABC con le ampiezze delle discese esattamente uguali alimentando le aspettative per un rialzo corposo della cryptovaluta. La violazione dell’importante resistenza a 1700/20 dollari confermerà il recupero spingendo le contrattazioni verso 2400 e quindi 2800 dollari rispettivamente 38,2% e 50% di ritracciamento del ribasso. Discese al di sotto della media mobile a 200 periodi transitante per 1250 dollari ripristineranno invece la fase di debolezza per un nuovo test di quota 900/1000 dollari.

domenica 24 luglio 2022

ORO (COMMODiTY): Il raggiungimento della parte bassa del range fornisce una opportunità di acquisto


L’oro ha raggiunto ancora una volta il supporto chiave a 1680 dollari dove ha reagito. Questo livello è particolarmente importante in quanto rappresenta la parte bassa del range 1680 – 2050 dollari in atto dall’aprile 2020 e che ha sempre arrestato la discesa dei prezzi. Anche in considerazione dell’inflazione galoppante sembra a questo punto logico attendersi un recupero della commodity verso 1786/90 dollari. Al di sopra di questo livello si potrà estendere il recupero verso 1877/80 dollari ultimo baluardo prima di vedere quota 2000 dollari. Chiusure mensili inferiori a 1680 innescheranno una profonda discesa verso 1450 dollari e quindi verso 1300 dollari.

FTSEMIB (ITALIA): Possibile Testa-Spalle di inversione

 


La crisi di governo provoca un netto ribasso per una singola giornata dell’indice italiano, peraltro subito recuperato e con una chiusura settimanale superiore a 21000. Lo scenario di medio periodo rimane al ribasso con obbiettivi posti a 19700/20000 ma nel breve i prezzi stanno formando una configurazione di inversione “Testa-Spalle” che verrà attivata con la rottura di 21850 e spingerà i corsi fino a 23200, target dato dall’ampiezza della figura. Per vedere una inversione bisognerà attendere il superamento di 24000 dove transita la media mobile a 200 giorni. La violazione del supporto a 20450/500 ripristinerà invece la discesa fino a 19700.

giovedì 21 luglio 2022

PAYPAL (USA): Rimbalzi anche consistenti grazie alle tenuta del supporto a 70,00 dollari


La tenuta del fortissimo supporto a 70,00 dollari dove il titolo è già rimbalzato, apre interessanti scenari di recupero con i prezzi che possono adesso correggere una parte dell'imponente ribasso partito dai massimi assoluti di 215 dollari di un anno fa. Il superamento della prima resistenza importante a 90 dollari permetterà una estensione del recupero fino al primo target a 124 dollari.

LA CRISI POLITICA, LA RIUNIONE DELLA BCE, IMPATTI SULLE BORSA, SPREAD ED EURODOLLARO: MIO COMMENTO PER CLASSCNBC (21 LUGLIO)


 

mercoledì 20 luglio 2022

WALT DISNEY (USA): Segnali di forza con il superamento di 100 dollari

 


La resistenza anche psicologica di quota 100 dollari rimane il livello fondamentale per vedere recuperi del titolo. Un superamento del livello, rafforzato anche dal transito della media mobile 50 giorni, magari con una chiusura settimanale superiore, confermerebbe la fase di accumulazione vista nelle ultime 6 settimane permettendo un rimbalzo dei prezzi verso 113,80/114,00 dollari e successivamente verso 128 dollari

FINECOBANK: La rottura della trendline ribassista indicherà l'inversione di tendenza

Il rimbalzo sta avvenendo con buoni volumi ed ora il titolo si trova a ridosso della sua resistenza spartiacque rappresentata dalla trendline ribassista e dalla media mobile a 50 giorni a 12,15 euro. Una violazione di questo livello metterà fine alla profonda fase di ribasso visto dallo scorso novembre in poi consentendo recuperi verso 13,50 euro e successivamente verso 14,70 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 12,15 euro stop a 11,69 euro profit a 14,70 euro

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lunedì 18 luglio 2022

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 19 LUGLIO

 

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TITOLI SOTTO LA LENTE (19 LUGLIO)


  • CAMPARI
La violazione della resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 200 giorni a 10,58 euro è l’ultimo baluardo prima della ripartenza della tendenza rialzista verso i precedenti massimi a 13,46 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 10,60 euro stop a 10,08 euro profit a 13,40 euro

  • DIASORIN
Il ritorno del covid riporta sotto la lente Diasorin, attesa al superamento di 139,00 euro per salire a chiudere il gap lasciato aperto lo scorso dicembre a 175,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 140,00 euro stop a 133,50 euro profit a 175,00 euro

  • ITALGAS
Il doppio minimo a 5,085 euro mantiene intatta la struttura rialziste rendendo possibili ritorni sulla parte alta del range a 6,30 euro. Discese in area 5,25/30 euro forniranno una buona opportunità di rientro. Acquisti su storni

Operatività: acquisti su ritorni in area 5,25/30 euro stop a 5,08 euro profit a 6,30 euro

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PENSIERI IN LIBERTA’ : FINE LUGLIO DI FUOCO, ANCHE SUI MERCATI FINANZIARI (18 LUGLIO)


Un’ ultima decade di luglio infuocata. E non solo dal punto di vista meteorologico con temperature ed incendi legate al prolungato periodo di siccità indicativi di un cambiamento climatico fino a qualche tempo fa in cima alla lista della preoccupazioni, scalzato poi da covid guerra ed inflazione. Ma anche se ignorato rimane ben presente, aggiungendo un ulteriore elemento di pericolo per gli investitori per i prossimi anni.

Fine mese bollente dicevamo. Che comincia la riunione della Banca Centrale Europea (21 Luglio) che dopo un decennio aumenterà per la prima volta i tassi di interesse. Si è sempre parlato delle titubanze e della inadeguatezza della Lagarde in un ruolo che richiede un feeling anche comunicativo con il mercato e non un mero linguaggio politico che la ha portata a continui giravolte. Ma a differenza di Trichet che aumentò i tassi proprio un attimo prima della crisi finanziaria dei subprime nel 2008, in questo caso la presidentessa della Bce rischia di farlo “troppo tardi e troppo poco” con l’inflazione ormai fuori controllo. E con il rischio ulteriore che un insoddisfacente “scudo antispread” per cui aveva convocato una riunione di emergenza, fatto assolutamente insolito e grave per l’istituto di Francoforte, sia in termine di attuazione che di comunicazione, provochi un ulteriore scossone sul debito europeo, spingendo nuovamente la speculazione a mettere pressione per vedere quali sono le carte in mano alla Bce, anche sulla sostenibilità dell’Euro

L’elefante nella stanza, inutile negarlo, rimane però il Gas russo ed il suo approvvigionamento vitale per l’Europa ma in particolare per la Germania da sempre la locomotiva d’Europa. Il 21 luglio infatti dovrebbe riaprire il gasdotto NordStream1 chiuso nell’ultima settimana per i classici lavori di manutenzione estiva ma sui cui ovviamente pesa la spada di Damocle di una chiusura permanente come ritorsione alle sanzioni contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. La diffidenza ad un rialzo massiccio dei tassi da parte della Bce è proprio dovuto alle preoccupazioni sul rallentamento dell’economia europea, che tenta faticosamente di ripartire dopo covid, crisi energatica e blocco della catena logistica, nel caso di un blocco del gas russo, cercando ad ogni costo di evitare la “stagflazione” cioè aumento dei prezzi accompagnato da rallentamento economico da sempre lo scenario da incubo per gli economisti

Il 20 luglio, il giorno prima della Bce, sarà il momento per l’Italia di diventare protagonista con le dichiarazioni alla Camera di Mario Draghi, già dimissionario, volte a fare chiarezza sul suo futuro a capo dell’esecutivo. L’arrivo al governo del ex presidente della Bce ha ridato una nuova credibilità all’ Italia sul lato internazionale promuovendo lo stesso Draghi come leader europeo dopo la conclusione dell’era Merkel. E difatti non è un caso che il nostro premier vada ad inizio settimana in Algeria a trattare la fornitura di Gas per tutta l’Europa dopo essere stato un propugnatore del tetto al prezzo del Gas, il famigerato “cap”, osteggiato dai paesi del Nord, in particolare l’Olanda dove ha sede il mercato del Gas europeo. Una dipartita di Draghi ed un incerto ritorno alle urne ad ottobre sarebbero ulteriori segnali di indebolimento della linea europea, anche nei confronti dell’aggressione russa, alimentando anche dubbi sia sulla capacità di attuazione della riforme e del pano PNNR, finanziato dalla UE, sia sulla riduzione del debito pubblico italiano

Il clou lo si raggiungerà a fine mese il 27 luglio con l’attesa riunione della Fed. La lotta all’inflazione rimane il tema chiave con i prezzi che hanno raggiunto livelli che non si vedevano da 40 anni ma che nell’ultima settimana hanno mostrato qualche timido rallentamento nell’inflazione “core” cioè quella depurata da alimentari ed energia, che pur superiore alle aspettative, è risultata inferiore rispetto ai picchi dello scorso marzo. Non vi è dubbio sulla scelta di Powell di attaccare frontalmente l’impennato dei prezzi, peraltro velocissima dopo essere stata sopita per un decennio, anche a costo di un rallentamento dell’ economia. Quello che rimane incerto invece è sia l’entità dell’aumento (si parla adesso addirittura di 1% nel prossimo meeting dopo che solo un paio di mesi fa parlare di 0,75% era una eresia..) ma anche il sentiero dei prossimi aumenti, tutte situazione che potrebbero tranquillizzare od impaurire ulteriormente i mercati conseguenza del cambio di ruolo della Fed, impegnata più o meno volontariamente , a sostenere il rialzo dei listini azionari

Nel mentre prosegue la stagione delle trimestrali dopo i dati contrastati delle principali banche americane della scorsa ottava. Il rallentamento degli utili sembra inevitabile considerando quando è successo nei primi 6 mesi dell’anno data in particolare l’impennata dei costi di produzione. E pertanto sarà maggiormente interessante guardare l’impatto sui margini più che sui ricavi e vedere quali sono le prospettive per i prossimi mesi. Tuttavia l’impressione è che questi trimestrali siano una conseguenza di movimenti troppo bruschi e limitati nel tempo per essere correttamente valutati e fornire una “guidance” attendibile per i prossimi mesi, per cui con tutta probabilità il termometro dell’andamento dell’economia a stelle e strisce sarà rimandato alla sessione autunnale. Nella speranza che alcune materie prime, quelle energetiche in primi, siano rientrata dai loro picchi massimi.

Detto di Draghi e della Bce, con sullo sfondo la Fed e del Gasdotto NordStream1, gli unici dati macroeconomici interessanti vengono dalla Gran Bretagna, sempre in attesa del successore di Boris Johnson, che pubblicherà il dato sulla disoccupazione martedi mentre mercoledi quello sui prezzi al consumo IPC, entrambi andranno ad impattare sulla riunione della BOE tra 3 settimane. In tema di Banche Centrali martedi verrano pubbliche le minute della banca centrale australiana mentre giovedi ci sarà la riunione della bank of Japan.

Le trimestrali invece saranno serrate questa settimana con Bank of America e GoldmanSachs a chiudere la serie della grandi banche. Tra le blue chip anche Johnson&Johnson, Novartis, Philips Morris e America Express tra le altre. Molto interessante il comparto tech con Netflix (martedi), Tesla (mercoledi) e Twitter (venerdi)



DOW JONES (USA): Fase di incertezza sopra il supporto a 30000

L’andamento settimanale del grafico del Dow Jones esemplifica il clima di incertezza che si respira sugli indici americani da inizio giugno in poi in attesa della riunione della Fed in programma a fine mese. All’interno di una configurazione che rimane improntata al ribasso, i prezzi infatti si muovono tra la media mobile a 200 periodi a 30000 che funge da supporto e quella a 100 periodi transitante per 32350. Discese sotto 30000 livello anche psicologico allungheranno la discesa fino a 26500. Al rialzo il superamento della forte resistenza a 33250 darà invece un segnale di inversione di tendenza riproponendo i corsi verso i massimi assoluti a 37000 con un occhio ai 40000

DAX (Germania): il triplo minimo a 12500 favorisce il rimbalzo dell'indice

 


La formazione di un triplo minimo a 12500, livello toccato a marzo in occasione dello scoppio della guerra, in presenza di una di una situazione di ipervenduto, rende estremamente probabile il rimbalzo dei prezzi che possono ora riportarsi verso 13300/50, all’interno però di un contesto ancora orientato al ribasso. Il superamento di 13500 resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 200 periodi allungherà il recupero fino a 14500/600. Discese sotto 12500 permetteranno invece una continuazione della discesa fino a 11450/500 livelli dell’ottobre 2020, subito prima dell’annuncio dei vaccini.


UNICREDIT: Rimbalzi sulla tenuta della trendline rialzista

Il titolo si è appoggiato sulla trendline rialzista di lungo periodo a 8,26 euro dove ha reagito. La tenuta del supporto dinamico in presenza di una fase di ipervenduto lascia presagire ad un rimbalzo delle contrattazioni verso 9,70 euro e quindi 10,50 euro.

Operatività: acquisti in area 8,55/60 euro stop 8,25 euro primo profit a 9,50 e poi 10,50 euro

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domenica 17 luglio 2022

BTP ITALIA (TITOLO DI STATO): Rimbalzo terminato sulla resistenza fondamentale a 126,40

 


Momento deciso per il titolo di stato pluriennale italiano (qui nel grafico il perpetual) nella settimana in cui la Bce dovrebbe svelare il piano “anti-frammentazione”. I prezzi infatti nelle ultime settimane sono rimbalzati dai minimi di 113,78 di metà giugno fino a 126,40 ritracciamento di 38,2% dell’ultima accelerazione ribassista dopo essere stati respinti e dove stanno ora consolidando. Se il recupero dell’ultimo mese è una onda 4 che ha corretto la 3 precedente nella sequenza delle onde di Elliott, allora sulla tenuta del supporto sono possibili ulteriori discese fino a 113,78 precedenti minimi e quindi verso 108,00 a completare l’onda 5. Una violazione della resistenza a 126,40 permetterà invece di allungare il recupero fino a 130,00 dove transita la media mobile a 100 giorni e successivamente a 135,00 alleggerendo notevolmente la pressione ribassista di lungo periodo

FTSEMIB (ITALIA): IL ritorno sopra 21000 permetterà un rimbalzo dei prezzi

 



Nuovi minimi di periodo per l’indice che scende fino a 20420 sulle notizie delle crisi politica per poi rimbalzare ma chiudere comunque sotto 21000. Lo scenario di medio periodo si conferma al ribasso in attesa di una settimana cruciale contrassegnata dalla possibile crisi di governo e dalla riunione della Bce, con i prezzi che devono scendere fino a 19700/20000. Nel breve però ci sono segnali di rimbalzo come dimostra la divergenza tra prezzi e oscillatore che verrà attiva dalla violazione della resistenza a 21060/100 permettendo un recupero verso 21800 e quindi 22300. Solo sopra 22500 si potrà pensare ad un movimento di recupero più ampio. Discese sotto 20500 ripristineranno immediatamente la tendenza ribassista.

mercoledì 13 luglio 2022

STELLANTIS: Il doppio minimo a 11,16 euro può permettere un rimbalzo dei prezzi






Il doppio minimo a 11,16 euro ha fermato il rimbalzo dei prezzi consentendo un primo rimbalzo che potrebbe estendersi fino a 13,50 euro. Correzioni di questo ultimo movimento rialzista forniranno una opportunità di rientro. Una perdita del supporto a 11,6 euro spingerà i corsi fino a 9,00 euro.

Operatività: acquisti in area 11,66/70 euro stop a 11,15 euro profit a 13,50 euro

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L' EURO/DOLLARO, SAIPEM E LE MOSSE DELLA FED : MIO BREVE COMMENTO SETTIMANALE PER CLASS CNBC (13 LUGLIO)


 

martedì 12 luglio 2022

EURO/DOLLARO: Parità raggiunga ma la discesa non è terminata

 


La perdita dei minimi del 2017 a 1,0340 allunga ulteriormente al ribasso il cambio arrivato sulla parità. Lo scenario rimane favorevole al biglietto verde che può continuare a scendere sotto 1,00 fino a 0,9850/80. Un target più ambizioso si colloca poi a 0,94. Primi segnali di recupero per la moneta unica si avranno con il ritorni al di sopra di 1,0400 ma solo sopra 1,0800 si assisterà ad un allentamento della pressione ribassista

S&P500 (USA): La tenuta della media mobile ferma, per il momento, il ribasso

 


L’indice ha fermato il suo ribasso sulla media mobile a 200 periodi a 3636 iniziando cosi una fase di recupero fino a 3945. Lo scenario rimane impostato ancora al ribasso ma nel breve i prezzi possono estendere il recupero fino a 4000 e 4070/100. Solo ritorni sopra la resistenza fondamentale a 4200 invertiranno la tendenza ribassista. La rottura di 3636 ripristinerà la discesa verso 3280/3300 e quindi 3000

EUROSTOXX50 (EUROPA): La tenuta del supporto a 3370 consente almeno un rimbalzo dei prezzi

 


Segnali di rimbalzo per l’indice europeo che ha fermato la discesa delle ultime settimane a 3368 sul ritracciamento del 50% di tutto il rialzo partito da marzo 2020. La presenza di un doppio minimo sul livello unita ad una divergenza con l’oscillatore annunciano rimbalzi dei prezzi fino a 3600 e quindi 3850. Solo ritorni al di sopra di 4000 innescheranno una inversione di tendenza. Discese sotto 3360/68 rispristineranno il ribasso verso 3100 e quindi 3000.

PETROLIO WTI (COMMODITY):Prezzi diretti al test del supporto fondamentale di 93,00 dollari

 



Il greggio ha reagito sul supporto di 95 dollari dopo la caduta iniziata a 123 dollari a metà giugno, riportando il prezzo sopra i 100 dollari. Siamo in una situazione di attesa con il petrolio che oscilla tra 95 e 120 dollari all'interno di una fase di consolidamento. Tecnicamente il movimento rimane impostato positivamente, ma lo scenario generale di rialzo sembra stanco dopo un lungo periodo di corsa. La rottura del supporto a 93 dollari darà il via a una nuova debolezza che spingerà i prezzi verso 84 dollari e poi verso 63/65 dollari, confermando la presenza di una recessione. Un nuovo rialzo si verificherà solo con la rottura della resistenza a 120 dollari che manderà i prezzi a 130 dollari e poi verso il massimo assoluto del 2008 a 147 dollari.

lunedì 11 luglio 2022

PENSIERI IN LIBERTA': POWELL, LA FED E LA RECESSIONE INDOTTA (11 LUGLIO)

 



Decisamente non è un momento facile per gli investitori. Tra rialzo dei tassi, rallentamento economico, inflazione e prezzi della commodities alle stelle, ritorno del Covid. A cui si aggiunge una instabilità geopolitica, non solo riguardo alla guerra in Ucraina, che rimane ancora un conflitto locale ma soprattutto nel confronto diretto tra Cina e Stati Uniti impegnate a costruire un nuovo ordine mondiale

Sono passati solo 6 mesi d quando i mercati finanziari chiudevano l’anno praticamente sui massimi assoluti con un mega rally di natale ed invece sembra di essere in un era geologica diversa. Con l’inflazione che picchia duro tornata su livelli che non si vedevano da 40 anni. Come se la polvere che era stata nascosta con molta perizia sotto il tappeto nell’ultimo anno tornasse fuori di colpo.

A ben vedere però la bolla è scoppiata ma questo giro non ce ne siamo accorti. Moltissime aziende, principalmente americane, hanno ridimensionato i proprio valori anche dell’80% negli ultimi mesi (il Nasdaq il listino tecnologico ha fatto registrare i suoi massimi assoluti ad inizio novembre, in concomitanza con quelli del Bitcoin coincisi a loro volta con la quotazione di Coinbase….) confermando di aver raggiunto quotazioni irreali solo grazie alla febbre da guadagno, tipica delle bolle, a sua volta alimentata dall “Helicopter money” teorizzato da Bernanke nella sua tesi sulla crisi del 1929 e poi messo in pratica dai suoi successori.

Ma a differenza delle altre volte la sostanziale tenuta dei 6/7 giganti high tech, in correzione importante ma che non si sono sfracellati, ha contribuito ad evitare il tracollo completo degli indici evitando cosi il panic selling e la capitolazione finale che normalmente è il primo segnale di un mercato che sta per arrivare al suo bottom. Fornendo cosi ancora una volta una visione distorta sul respiro generale dei listini azionari

Per il resto i mercati rimangono solo in attesa che venga certificata la recessione, cioè due trimestri consecutivi di crescita negativa, ben anticipata sia dalla statistiche (un prezzo del petrolio sopra 100 dollari nel passato ha sempre anticipato una recessione economica) sia dal repentino calo di altre materie prime tra cui Rame ed altri metalli usati in campo industriale. Cercando di capire ed augurandosi che sia un fattore di pulizia degli eccessi e non una fonte perdurante di ulteriori tensioni, anche sociali.

E qui entra in gioco il buon Powell. Il governatore della Federal Reserve ha ormai capito da tempo di aver sbagliato i tempi ed aver sottovalutato la situazione pensando ad una transitorietà del rialzo del prezzi che non necessitava del suo intervento. La consapevolezza, di se stessi e dei proprio errori, rimane un tratto fondamentale del carattere umano permette delle salutari inversione di marcia. E a differenza della Lagarde, impegnata a parlare del suo futuro da pensionata nelle interviste alla stampa invece che sul presente, Powell ha deciso di utilizzare tutta la sua potenza di fuoco per contrastare l’impennata dell’inflazione attraverso rialzi di 0,75% mai visti prima e recuperando il tempo perduto

La battaglia per riportare i prezzi su livelli più accettabili, oltre ad un fine prettamente politico ma molto sentito in America legato al prezzo della benzina alla pompa, si accompagna anche un fine più nascosto rappresentato da una recessione indotta. Che permetterebbe cosi di governare un processo già in essere ma che altrimenti rischierebbe di andare fuori controllo (e qui cè l’esperienza molto recente e negativa dell’inflazione), in una sorta di soft landing. Ma allo stesso tempo gli permetterebbe di avere tassi da abbassare e sostenere cosi l’economia, nel futuro prossimo quando la situazione tornerà a normalizzarsi. Una mossa del genere, se realizzata e gestita, riaffermerebbe la credibilità sul controllo e gestione dei mercati che la Fed aveva perso negli ultimi anni impegnata nel Quantitative easeing.

L’inizio della stagione della trimestrali va vista in questa ottica. Dopo un periodo molto lungo di rialzi le attese degli utili sono ovviamente in calo con le banche che rappresentano esattamente l’incertezza del momento legata ai tassi. Un aumento infatti normalmente favorisce le società finanziarie ma dall’altra rischia di indurre una recessione che impatta sulle società pro-cicliche come gli istituti bancari. In ogni casi forniranno un’analisi più precisa di come sta andando l’economia sperando in un recupero in autunno.

Dal punto di vista europeo invece si registra una calma piatta in attesa della riunione chiave del 21 luglio dove dovrebbero essere svelati i dettagli del piano “anti-frammentazione”. Al momento gli investitori hanno creduto alla Lagarde, o alla sua buona fede, facendo rientrare i rendimenti sui vari titoli di stato e lo spread con il Bund tedesco. Una comunicazione non all’altezza od un piano debole porterebbero nuovamente tensione sui mercati obbligazionari spingendo la speculazione ad attaccare la sostenibilità della moneta unica.

Questa settimana segna l’inizio della stagione delle trimestrali tra cui Jp Morgan, Morgan Stanley, Citigroup ma anche Delta Airlines e Pepsi. Grande attenzione però ai dati macroeconomici in particolare all’indice dei prezzi al consumo in America mercoledi con i prezzi che dovrebbero salire sopra il 9% massimi di ogni epoca e che potranno impattare sulle mosse della Fed nella riunione chiave del 28 luglio. Importanti anche il Beige Book della Fed mercoledi mentre venerdi sarà il turno del Pil cinese e delle vendite al dettaglio americane.

venerdì 8 luglio 2022

INTESA SAN PAOLO: il doppio minimo a 1,66 euro favorisce il recupero dei prezzi


Il raggiungimento dei minimi di marzo a 1,66/68 euro ferma il ribasso dei corsi e forma un doppio minimo su cui il titolo può organizzare almeno un rimbalzo. La presenza di una fase di ipervenduto conferma la possibilità di recupero dei prezzi che possono ora spingersi almeno fino a 1,95 euro chiudendo cosi i gap lasciati aperti

Operatività: acquisti in area 1,718/72 euro stop a 1,658 euro profit a 1,95 euro

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giovedì 7 luglio 2022

MONCLER: L'uscita dal canale ribassista permetterà un recupero dei prezzi



Il titolo ha raggiunto un minimo a 35,30 euro sulla parte bassa del canale ribassista da cui ha reagito. Il superamento della resistenza s 42,00 euro permetterà l'uscita del suddetto canale spingendo i prezzi fino a 50 euro al test della media mobile e resistenza dinamica a 200 giorni. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 42,00 euro stop a 40,10 euro profit a 50,00 euro

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martedì 5 luglio 2022

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 5 LUGLIO

AVVERTENZA

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POSTE ITALIANE: Recuperi attesi grazie alla tenuta della trendline rialzista

La tenuta della trendline rialzista di lungo periodo che ha contenuto ancora una volta il ribasso dei prezzi, mantiene intatta la struttura rialzista del titolo e lascia aperte le possibilità di almeno un rimbalzo fino a 10,30 euro, dove transita la media mobile a 200 giorni e successivamente 10,70 euro. Una perdita del supporto a 8,56 euro spingerà ulteriormente le contrattazioni al ribasso fino all'area 7,00 euro.

Operatività: acquisti in area 8,95/9,00 euro stop a 8,56 euro profit a 10,70 euro

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lunedì 4 luglio 2022

PENSIERI IN LIBERTA’: quando la scelta migliore diventa la soluzione meno peggio (4 Luglio)

 




Accade normalmente quando perdi il controllo. Non intervieni sperando che la situazione si sistemi da sola, con il rischio però che scappi di mano e si aggravi ulteriormente. E alla fine la migliore scelta possibile diventa il meno peggio. È un po questo che sta accadendo adesso alle varie Banche Centrali, Fed in primis, che hanno clamorosamente sbagliato il timing di intervento, perfetto un anno fa, rimanendo a guardare e valutando il rialzo dei prezzi un problema temporaneo. Con il risultato che adesso sono costretti a scegliere tra rallentamento economico e lotta all’inflazione, con il rischio che le due cose si intreccino andando a formare la parole più temuta da tutti: Stagflazione

La speranza, cioè la realizzazione di quanto si desidera nel presente o nel futuro prossimo, ha già una accezione negativa nella vita di tutti giorni in quanto incorpora una situazione fuori controllo. Ma lo diventa ancora di più in ambito economico che dovrebbe essere guidato da dati reali e maggiormente nel caso dei “capitani del vapore” che dovrebbero segnare la rotta ed infondere fiducia a tutti dall’alto delle proprio autorevolezza. Ma se tu sei il governatore del principale ente monetario al mondo e definisci per mesi transitoria una inflazione che poi fa registrare i valori massimi da oltre 40 anni effettivamente qualche contraccolpo alla tua credibilità si presenta

La Fed insomma adesso è costretta a rincorrere e di conseguenza ha una ventaglio di possibilità limitato tra combattere un aumento dei prezzi fuori controllo e quello appunto di mandare in recessione l’economia, cosa per altro già anticipata dal crollo di molte materie prime nelle ultime settimane, con l’esclusione per il momento del prezzo del petrolio, soggetto a dinamiche geopolitiche, che ne certificherebbe la presenza. Anche la decisione di combattere l’inflazione “ad ogni costo” alzando repentinamente i tassi di interesse di 0,75% a giugno e di un altro 0,75% a luglio sembra tardiva in quanto presenta un costo che potrebbe risultare troppo elevato. E a cui il mercato non sembra crederci come dimostra il forte calo dei rendimenti sui titoli di Sato visto nelle ultime settimane

Quando la situazione scappa di mano, diciamoci la verità, la soluzione migliore è sempre quella di cercare di minimizzare i danni, ormai che i buoi sono scappati. E una recessione pilotata o quasi, una sorta di soft landing, potrebbe risultare il compromesso ideale anche in considerazione del forte mercato del lavoro in America che contribuisce tramite la spirale dei salari alla dinamica inflattiva. Una recessione infatti porta con se minori consumi ed investimenti provocando una caduta dei prezzi sia sul lato della domanda che dell’offerta. Mettendo da una parte ulteriore pressione all’amministrazione Biden in vista delle cruciali elezioni di mid term del prossimo novembre ma dall’altra consentendo una pulizia tra le molte società nate, spesso tramite SPAC, più per sfruttare l’euforia generale che non con un modello di business solido o quanto meno profittevole in futuro.

Il problema principale rimane sempre la riconquista della credibilità perduta, dopo una sequenza di errori e in particolare dopo il cambio di ruolo, con le banche centrali che hanno accompagnato e accudito i mercati azionari per oltre un decennio grazie alla fornitura di liquidità abbondante e ai tassi zero, e adesso si trovano nell’ingrato compito di dover stringere i cordoni della borsa essendo cambiate le priorità. Questi mutamenti di cicli sono sempre avvenuti ma nel caso specifico ha sorpreso la velocità del cambiamento (in 3 mesi i rendimenti sui titoli obligazionari sono più raddoppiati) cogliendo di fatto gli investitori impreparati anche perché anestetizzati dalla liquidità

In Europa la situazione se vogliamo è ancora più complessa in quanto oltre alla mancanza di credibilità bisogna affrontare una inflazione causata sia dal caro energia che da quello degli alimentari che sono ingigantiti dalla presenza di una guerra sull’uscio di casa. Il tutto ruota però attorno alla riunione del 21 luglio dove dovrà essere spiegato il funzionamento del “piano anti frammentazione”. Gli investitori per il momento hanno dato fiducia alla Lagarde come dimostrato dal netto calo dei rendimenti dei titoli di stato nelle ultime due settimane ed il rientro dei valori dello spread, ma una mancanza di dettagli ed una approssimazione della comunicazione potrebbero riportare la tensione sul mercato obbligazionario europeo

Venendo all’agenda macroeconomica ed in attesa della stagione delle trimestrali americane che partiranno la prossima settimana il dato principale verrà dal report sull’occupazione americana del prossimo venerdi: il mercato del lavoro rimane forte ma un suo rallentamento potrebbe rendere ancora più probabile una recessione ed indicare che sono necessari aumenti meno corposi dei tassi di interesse nelle prossima riunione della Fed il 27 luglio. Altro dato interessante sarà mercoledi l’lSM PMI sul settore servizi dopo che il dato relativo al manufatturiero ha mostrato un rallentamento la settimana scorsa, assieme agli ordinativi alle fabbriche e al credito ai consumatori martedi. Da controllare anche i verbali delle riunioni di Fed e Bce rispettivamente mercoledi e giovedi mentre interessante sarà la riunione della Banca Centrala australiana, anch’essa alle prese dell’inflazione galoppante che potrebbe aumentare i tassi per due riunioni di seguito per la prima volta nella sua storia

DOW JONES( USA): La tenuta di 30000 favorisce il rimbalzo dell'indice

 



Il supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 periodi sul grafico settimanale transitante per 30000 ferma il ribasso dei prezzi e getta le basi per un rimbalzo. Lo scenario rimane impostato al ribasso ma il Dow Jones, che mostra una notevole tenuta rispetto altri indici americani grazie ai titoli value, può ora recuperare terreno fino a 33000/25 resistenza fondamentale che ha gia contenuto il precedente rialzo. Solo sopra questo livello si potrà pensare ad una inversione di tendenza spingendo nuovamente i corsi sui massimi assoluti. Discese al di sotto di 29660/30000 ripristineranno la discesa verso 27600 e quindi 25000 ritracciamenti rispettivamente del 50 e 61,8% di tutto il rialzo partito da 21636 a marzo 2020

COTONE: Ampi rimbalzi sulla tenuta del supporto fondamentale a 91,00 dollari

 


Continua l’incredibile volatilità che sta caratterizzando la commodity dall’ inizio del 2020, come se l’arrivo del Covid avesse innescato qualcosa. I prezzi infatti sono saliti velocissimamente da 50 dollari minimo marzo 2020 fino a 155 dollari dello scorso maggio per poi crollare a 91,00 dollari la scorsa settimana fermandosi sulla media mobile a 200 periodi e correggendo quasi esattamente il 61,8% del rialzo. La formazione di un candela doji che ha chiuso la settimana al di sopra del forte supporto a 95,00 dollari, assieme alla presenza di una fase di ipervenduto indicano la volontà di rimbalzo del Cotone che una volta superata la resistenza anche psicologica di quota 100 dollari si estenderà verso 115 e quindi 124 dollari. Una perdita anche del supporto a 90,00 dollari porterà ulteriormente i prezzi al ribasso verso 78,00 e quindi 70,00 dollari.

domenica 3 luglio 2022

SHANGHAI COMP (CINA): triangolo ascendente in formazione

 



Segnali interessanti vengono dal mercato azionario cinese, salito in controtendenza rispetto agli altri listini negli ultimi mesi. Dopo aver raggiunto i minimi ad aprile a 2886 lo Shanghai Composite ha inanellato 2 mesi di rialzo e si sta riportando verso la fortissima resistenza a 3700/50 che ha contenuto i tentativi rialzisti negli ultimi anni. Da un punto di vista tecnico i prezzi si trovano all’interno di un ampio triangolo ascendente e la rottura di 3700 permetterà l’avvio di un nuovo forte trend rialzista con obbiettivo 5000 area. Al ribasso il livello chiave è 2800/20 supporto fondamentale dove transitano sia la trendline rialzista di lungo periodo che la media mobile a 200 periodi. La perdita di questo livello infatti innescherà una discesa verso 2000 e quindi 1750

FTSEMIB: Il doppio minimo a 21000 permette un rimbalzo dell'indice

 


La tenuta di 21000 minimi di marzo su cui l’indice è rimbalzato venerdi presenta un’ottima occasione di rimbalzo dopo tanta debolezza. Lo scenario è ancora impostato al ribasso ma nel breve i prezzi, proprio grazie alla tenuta del supporto fondamentale a 21000, possono riportarsi verso 22250 e 22500 con un possibile livello di arrivo del rimbalzo a 22800, punto mediano dell’andamento del mese di giugno. Solo sopra 23000 dove transita la media mobile a 200 periodi si potrà pensare ad un cambiamento della struttura tecnica. Nuovi ribassi sotto 21000 porteranno l’indice verso il suo target ribassista a 19800/20000

venerdì 1 luglio 2022

ROBLOX (USA): La rottura del triangolo ascendente consentirà accelerazioni al titolo

 

Titolo produttore di visori attualmente per videogiochi ma nel prossimo futuro per la realtà aumentata del metaverso. Graficamente il titolo sta consolidando sui minimi dopo la forte discesa dai massimi assoluti dello scorso novembre a 141 dollari, formando un triangolo ascendente che verrà attivato dal superamento della resistenza a 36.50/37,00 euro. Chiusure settimanali superiori a questo livello permetteranno un apprezzamento dei prezzi verso 52,00/53,00 dollari e successivamente la chiusura del gap a 66,00 dollari