L’invasione dell’Ucraina ha messo sotto pressione molte materie prime agricole tra cui il mais che aveva gia iniziato il suo movimento ascendente a fine 2020 quando era uscito dall’ampia fase laterale in atto dal 2014 con il superamento di 450 dollari al bushel (24,5 Kg) che lo aveva spinto direttamente fino a 741 dollari per poi vedere uno storno a 500 dollari ritracciamento del 50% del precedente movimento. Il superamento dei massimi a 740 dollari e le successive chiusure settimanali superiori sono tutti segnali di forza per il mais che può estendersi nuovamente al rialzo verso i massimi del 2012 a 850 dollari e successivamente verso il target a 930 dollari ottenuto riportando l’ampiezza del precedente rialzo. Chiusure settimanali inferiori a 728 dollari indeboliranno la struttura rialzista consentendo storni dei prezzi fino a 650 dollari.
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