martedì 28 dicembre 2021

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 28 DICEMBRE


 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


RIASSUNTO OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2021

 

(Per questioni di spazio vengono pubblicate le operazioni degli ultimi 6 mesi)



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lunedì 27 dicembre 2021

AZIMUT: ripresa del rialzo sopra 24,10 euro


Il forte ribasso dei prezzi partito dai massimi assoluti di metà novembre a 27,22 euro si è arrestato sulla trendline rialzista a 23,00 euro dove il titolo ha reagito in presenza di una fase di ipervenduto. La tendenza rimane impostata al rialzo ed il superamento della resistenza a 24,10 euro consentirà la ripartenza del movimento per ritorni sui massimi assoluti e quindi verso il target posto a 28,50 euro. La perdita di quota 23,00 segnalerà invece una fase ribassista di grado superiore spingendo i corsi verso 22,50 euro a testare la media mobile a 200 giorni e successivamente verso 21,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 24,10 euro stop a 22,99 euro profit a 28,50

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martedì 21 dicembre 2021

TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 


  • STM
La correzione si è fermata sui precedenti massimi di settembre ora supporto a 40,00/30 dove i prezzi hanno formato un doppio minimo mantenendo intatta la struttura rialzista. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 41,70 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 40,00 euro profit a 52,00 euro

  • CAMPARI
Finita la correzione sulla trendline rialzista a 12,48 euro il titolo è pronto a riprendere la strada del rialzo verso 15,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 12,74 euro stop a 12,45 euro profit a 15,00 euro

  • BIESSE
La debolezza dell’ultimo periodo ha portato il titolo a correggere quasi il 50% del precedente forte rialzo identificando un’area di acquisto in area 21,00 euro

Operatività: acquisti su ritorni in area 21,00/21,10 euro stop a 20,29 euro profit a 28,00 euro

  • OVS
Il doppio minimo a 2,50 euro ferma la discesa e ripropone i prezzi nuovamente verso il suo target a 3,20 euro. Acquisti su storni

Operatività: acquisti su ritorni in area 2,58/60 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 2,50 euro profit a 3,20 euro


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PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 21 DICEMBRE

 



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lunedì 20 dicembre 2021

FINECO BANK: La tenuta della trendline interrompe la discesa dei prezzi

 




La profonda discesa dei prezzi seguita ai massimi assoluti di 17,51 euro di metà novembre si è fermata sulla trendline rialzista a 14,63 euro. La presenza di una candela “doji” assieme ad una divergenza con l’oscillatore lasciano pensare che il ribasso si sia spinto troppo in la e che il titolo sia pronto almeno per un rimbalzo verso 16,00 euro. La violazione della resistenza a 16,33 euro ripristinerà la tendenza rialzista verso i precedenti massimi a 17,50 euro e successivamente verso 19,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 15,00 stop a 14,62 euro profit a 19,00 euro

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SPREAD BTP BUND: La resistenza a 140 è il livello fondamentale da monitorare per vedere una chiusura del differenziale

 


Il ritorno dell’inflazione spinge al rialzo i tassi tedeschi, in negativo da parecchio tempo, provocandone un aumento che va ad impattare sullo spread passato dai minimi di fine novembre a 113 punti fino a 135. Una volta lo spread era un indicatore del grado di affidabilità del paese ma dall’arrivo di Mario Draghi la situazione è decisamente cambiata. Da un punto di vista grafico i prezzi si trovano ora a ridosso di una resistenza molto importante a 135 punti sulla cui tenuta è possibile un rientro del differenziale dei tassi verso 122/124 punti interessante anche in ottica di trading sui Btp. La rottura del supporto a 120 punti permetterà una continuazione del recupero fino a 110 punti livello di equilibrio. Grande attenzione deve essere posta invece sulla resistenza a 140 punti in quanto una sua violazione innescherà un importante movimento di rialzo verso 155 e quindi 170 punti.

PETROLIO WTI: Possibili nuove discesa a 60,00/62,00 dollari


Continua la situazione di debolezza per il petrolio americano all’interno di una fase di volatilità con le contrattazioni in netta discesa dopo non essere riuscite a violare l’importante resistenza a 73,00 dollari. Il Wti ha accompagnato il rialzo delle borse passando dai minimi di 33 dollari di novembre 2020 fino a centrare il target a 85,00 dollari lo scorso mese. Proprio la formazione di un doppio massimo su quella resistenza ha dato il via ad una correzione spintasi fino a 62,50 dollari dove ha reagito. Lo scenario si presenta adesso incerto per il greggio in quanto i prezzi rimangono al di sotto della trendline rialzista e della media mobile a 200 giorni transitante per 70,00 dollari con la possibilità concreta di ulteriori flessioni verso i precedenti minimi a 62,50 dollari e verso 60,00 dollari livello che rappresenta il 50% di correzione di tutto il movimento rialzista. Al di sotto il successivo target si colloca a 55 dollari. Per vedere un ripristino della fase rialzista bisognerà attendere la rottura di 73,00 dollari. Possibile la formazione di una ampia fase laterale tra 60/62,00 e 73,00 dollari per qualche mese.

FTSEMIB: La tenuta di 25000 fondamentale per la continuazione del rialzo di medio periodo

 



Settimana che si preannuncia calda per il Ftsemib con una apertura fortemente negativa dovuta alla paure delle restrizioni legate al covid. Lo scenario di fondo rimane impostato al rialzo grazie alla tenuta del supporto a 25000 dove transita anche la media mobile a 50 giorni sul grafico settimanale. Nel breve si attendono discese dei prezzi a 25700 e quindi 25430/500 dove si prospetta una reazione. Per vedere qualche segnale di forza bisognerà attendere il ritorno sopra 26330 e quindi 26680/700 che riproporrà le contrattazioni verso i precedenti massimi a 28000.

domenica 19 dicembre 2021

NASDAQ COMPOSITE: attenzione al supporto a 15000

 




Dopo aver segnato dei nuovi massimi assoluti a 16120, leggermente al di sopra del target calcolato a 16000, l’indice tecnologico ha preso la via del ribasso incapace di fornire una continuazione alla sua fase di forza. La discesa dei prezzi si è fermata al momento sul supporto a 14930/60. Lo scenario si presenta ancora positivo ma una perdita di questo livello su base settimanale permetterà un approfondimento della correzione verso 14180/200 precedenti minimi di ottobre e il supporto fondamentale dove transita la media mobile a 50 periodi. Solo la perdita di questo livello cambierà la situazione consentendo una correzione molto più ampia fino a 12500/700. Segnali di forza si avranno con chiusure giornaliere superiori a 15000 e poi con il superamento della prima resistenza importante a 15500

venerdì 17 dicembre 2021

I ribassi dei mercati, le mosse della Fed, i titoli tecnologici ed quelli bancari a Piazza Affari: il mio punto settimanale per LeFonti.Tv (17 Dicembre)


 

SOGEFI: il consolidamento delle ultime sedute anticipa nuovi rialzi

 




La discesa del titolo dell'ultimo periodo si è fermata sulla trendline rialzista a 1,1580/16 euro dando poi vita ad una fase di consolidamento in presenza di una fase di ipervenduto. La struttura di medio periodo si mantiene rialzista e sulla tenuta del supporto i prezzi possono riprendere la strada rialzista verso 1,50 e quindi 1,60 euro precedenti massimi. Una resistenza di breve si colloca a 1,25 euro il cui superamento confermerà la ripresa della salita. Chiusure giornaliere inferiori a 1,1580 euro permetteranno una continuazione della ripresa fino a 1,00 euro

Operatività: Acquisti in area 1,2000/50 stop a 1,157 euro profit a 1,60 euro

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martedì 14 dicembre 2021

PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 14 DICEMBRE

 


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RIASSUNTO OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO

 Per questioni di spazio vengono riportate le operazioni chiuse negli ultimi 6 mesi


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TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')

 



  • BFF (BANCA FARMAFACTORING)

La correzione si è fermata esattamente sul 50% di ritracciamento della precedente salita a 6,36 euro dove i prezzi stanno adesso consolidando.  Il superamento della resistenza a 6,77 euro consentirà la ripresa della fase ascendente verso 8,09 euro a chiudere il gap tutto aperto. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 6,77 euro stop a 6,48 euro profit a 8,09 euro

  •     DATALOGIC

Il superamento della resistenza a 15,70 euro metterà fine alla fase di debolezza riproponendo i prezzi verso i 18,30 euro e quindi 20,50 euro

Operatività: acquisti sulla violazione di 15,70 euro stop a 14,99 euro primo profit a 18,30 euro

  •     SIT GROUP

Target rialzisti elevati a 14,00/50 euro per il titolo leader nel settore degli impianti di controllo del riscaldamento domestico ma gia salito molto quest’anno. Una correzione in area 9,30/50 euro fornirà una interessante area di acquisto di medio periodo

Operatività (di medio periodo): acquisti su ritorni in area 9,30/50 euro stop su chiusure giornaliere inferiori a 9,00 euro profit a 14,00 euro


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STELLANTIS: Approfittare delle correzioni in un ottica rialzista di medio periodo

 


Il titolo presenta  interessanti prospettive di medio periodo anche grazie all’evoluzione del settore Automotive e del recente accordo per la produzione e fornitura di microchip. Da un punto di vista tecnico il supporto rappresentato dal doppio minimo a 14,85/90 euro mantiene intatta la struttura rialzista con i prezzi che possono portarsi verso 18,00 euro recenti massimi. Il titolo diverrà maggiormente interessante in caso di storni in area 15,65/70 euro per poi riprendere al rialzo verso l’ambizioso target di  medio periodo a 21,00 euro. Chiusure giornaliere inferiori a 14,85 euro spingeranno invece i prezzi al ribasso verso 13,50 euro

Operatività: acquisti su ritorni in area 15,65/70 euro stop a 14,83 euro profit a 21,00 euro

 

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lunedì 13 dicembre 2021

Il picco dell'inflazione, le riunioni della Banche Centrali, il possibile aumento dei tassi di interesse: cosa attenderci per la settimana entrante sui mercati (13 - 17 dicembre)

 





Il tanto atteso dato sui prezzi al consumo in America è risultato il più alto dal 1982 quando l’Italia di Bearzot vinceva la Coppa del Mondo in Spagna sotto gli occhi di Pertini e Paolo Rossi “era un ragazzo come noi”. Il governo era presieduto allora da Giovanni Spadolini tanto per dare una idea temporale della situazione. In un contesto del genere gli investitori come sempre hanno guardato oltre, rasserenati in prima istanza dal dato in linea e non più alto delle aspettative e puntando sul fatto che quello raggiungo è stato un picco e che quindi la pressione inflazionistica è destinata a diminuire. E tanto per cambiare la correzione, leggermente più lunga rispetto alle precedenti che duravano due/tre sedute, ha fornito un ottima occasione di acquisto riportando i mercati a ridosso dei massimi assoluti

In altri periodi, una combinazione di preoccupazioni legate alla pandemia ed un salto cosi grande dell’inflazione che rischia di essere fuori controllo, avrebbero provocato discese profonde dei mercati in balia di incertezze e delle voglia degli investitori di capitalizzare i lauti guadagni di quest’anno. Lo stesso cambiamento di opinione sull’inflazione prodotto da Powell la scorsa settimana è stato scrollato via con naturalezza, come se la Fed, e le banche centrali in generale, fosse riuscita in un opera a questo punto diabolica di anestetizzare il mercato grazie alle fortissima liquidità presente costruendo di fatto un mondo parallelo rispetto alla realtà, impermeabile a qualsiasi accadimento

A questo punto Powell, appena tornato in pieno possesso dei suoi poteri dopo aver rischiato il posto, più che un prestigiatore che ha dato sicuramente buone carte al mercato, oggi appare più come un pifferaio magico capace di incantare gli addetti ai lavori, che peraltro accettano la situazione di buon grado avendo forti guadagni garantiti con poca fatica. Per equità di giudizio rimane sempre da chiedersi se si poteva fare altrimenti per poter evitare il collasso economico e finanziario che da sempre porta con se conseguenze spiacevoli tra guerre e tensioni sociali (non sfugge a nessuno che la seconda guerra del golfo nel 2003 fu un ottima occasione per Bush Junior di far ripartire l’economia post bolla high tech più che crollo torri gemelle attraverso le spese militari e l’indotto legato alla macchina bellica). Per non parlare della pandemia dello scorso anno. Di sicuro la politica monetaria “di emergenza” sembra essere durata fin troppo a lungo, protrattasi talmente tanto che risulta adesso difficile tornare ad una normalità senza far crollare un castello che sembra sempre più di carte

Oltre alle “4 streghe” (la scadenza di future opzioni e derivati su indici titoli commodity e futures) questa è la settimana delle riunioni della Banche Centrali mondiali, con oltre 20 in calendario nell’ultimo appuntamento dell’anno. Ovviamente il focus sarà sulla Fed dove dovrà essere definita la tempistica della fine delle immissioni di liquidità (il famoso Tapering) ed i prossimi movimenti sui tassi di interesse con il mercato che ne sconta già due nella seconda metà del 2022 anticipando quanto detto fino ad ora da Powell. Un rialzo dei tassi avrebbe fatto rizzare i capelli fino a poco tempo fa ma abilmente Powell ha preparato la sua mossa. I mercati non temono il rialzo dei tassi, quello che temono è di essere sorpresi da qualcosa che non avevano preso in considerazione e quando accade normalmente innesca dei comportamenti emotivi che, anche a causa delle “macchinette” di trading che ormai governano il mercato, danno origine a ampi e votatili oscillazioni

Ma anche dall’altra parte dell’Oceano Madame Lagarde ha le sue belle gatte da pelare dove le chiusure dovute al covid possono impattare sulla ripresa economica e vanno di pari passo con un inflazione galoppante, facendo conmparirein lontananza la parola più odiata dagli investitori ed economisti cioè Stagflazione La situazione più acuta è in Germania, da sempre locomotrice dell’industria europea e dove si è appena insediato un nuovo governo che potrebbe far sentire la sua pressione sull’esecutivo di Francoforte. Sicuramente esiste un coordinamento tra banche centrali ma a differenza della Fed il mandato della Bce è proprio legato alla stabilità dei prezzi che sembrano effettivamente fuori controllo e che alimentano nei tedeschi ricordi mai sopiti della repubblica di Wiemer e la super inflazione degli anni ’30 che portano poi all’avvento di Hitler. Chi è avanti è invece la Bank of England (la Boe) che sembra pronta ad anticipare tutti alzando i tassi e creando se non un precedente almeno un laboratorio per vedere cosa è e come funziona un mondo di tassi in rialzo anche l’aumento dei casi di covid potrebbe portare a rimandare la decisione. Non ultimo le decisioni della Cina, sempre più in competizione con gli Stati Uniti in campo economico e geopolitico, che ha deciso di sostenere l’economia nel prossimo anno, probabilmente attraverso degli stimoli fiscali

In settimana il clou è rappresentato dalle riunioni della Fed mercoledì e quelle di Bce e Boe giovedì a distanza di 45 minuti una dall’altra. Dati economici importanti saranno martedi i prezzi alla produzione in America assieme alla produzione industriale in area Euro. Giovedi sarà invece il turno dei dell’indice Pmi manufatturiero in Europa e America mentre venerdi, giornata di scadenze tecniche, oltre al solito dato settimanale sulla disoccupazione ci sarà anche l’ importante Indice di fiducia delle aziende in Germania

Fino a Natale e poi probabilmente fino alla fine dell’anno ci sarà poco tempo per annoiarsi

ALLUMINIO (Commodity): Il supporto a 2480/2500 dollari decide le sorti della commodity

 


Segnali interessanti per l’Alluminio protagonista di un fortissimo rally al pari di altre materie prime che lo ha portato dai minimi di marzo 2020 a 1450 dollari, reagendo sulla trendline rialzista, fino a 3180 dello scorso ottobre non distante dai massimi assoluti del 2008 a 3290 dollari prima di avviare una salutare correzione fino a 2500 dollari fermandosi esattamente sul ritracciamento del 38,2% del precedente rialzo. Proprio la tenuta di questo livello di supporto a 2480/2500 dollari rafforzato dal transito della media mobile a 50 periodi, mantiene intatta la struttura rialzista con la possibilità concreta per i prezzi di salire sopra i recenti massimi a 2690/2700 dollari e riproporsi verso 3100 parte alta della fase laterale in atto da 20 anni che ha in 1300 dollari il livello inferiore. Una perdita del supporto prima indicato a 2480/2500 su base settimanale segnalerà la volontà di una correzione più profonda delle contrattazioni verso 2300 e quindi verso 2100/30 dollari ritracciamento del 61,8% del precedente rialzo e dove ci si attende una ripresa della commodity.

S&P500 (Usa): La fine della fase laterale proietterà l'indice verso nuovi massimi

 


Nonostante la messe di notizie negativa e preoccupanti, dal nuovo insorgere della pandemia al cambio di posizione sull’inflazione da parte della Fed, la correzione sul listino americano dura due settimane con i prezzi che scendono 4500 per riportarsi prepotentemente a ridosso dei precedenti massimi assoluti. In ottica settimanale dal grafico si vede bene come dalla fine di ottobre l’S&P500 si muova in una fase laterale tra 4550 e 4717 e rimanga sempre inserito all’interno di un canale rialzista ben difeso dalla media mobile a 34 periodi. Lo scenario pertanto rimane improntato al rialzo ed il superamento dei 4717/20 permetterà una continuazione della salita fino a 4895/4900 livello calcolato prendendo l’ampiezza del range laterale e riportandolo dalla rottura. Solo chiusure settimanali inferiori a 4550 segnaleranno una fase di debolezza spingendo i corsi fino a 4400. L’inversione delle tendenza rialzista avverrà solo con la rottura del lontano supporto a 4288/4300

domenica 12 dicembre 2021

DAX (GERMANIA): LA TENUTA DEL SUPPORTO A 15550 RIMANDA L'INDICE VERSO L'ALTO

 



Nonostante i forti dati di inflazione l’indice tedesco chiude la settimana netto rialzo recuperando gran parte del terreno perduto nelle precedenti sedute. Lo scenario si presenta pertanto impostato nuovamente al rialzo grazie sia alla tenuta del supporto fondamentale a 14800/15000 sia per il fatto che la forte candela rialzista della seduta dello scorso martedi contiene al suo interno tutte e tre le candele successive fornendo pertanto un segnale di forza. All’indice adesso manca la violazione dei recenti massimi a 15830 per riprendere il cammino rialzista e riportarsi a 16000 e quindi a chiudere il gap aperto a 16200. Oltre quello ci sono poi i massimi assoluti a 16290 e quindi 16500. La perdita del supporto a 15500 che ha contenuto gli ultimi ribassi permetterà l’estensione della correzione fino a 15400 a chiudere il gap e quindi 15200 al test della media mobile a 200 giorni in un contesto che rimane impostato al rialzo. Solo chiusure settimanali inferiori a 14800 segnaleranno l’inversione della tendenza rialzista

FTSEMIB: Si prepara il rally di Natale?

 



Settimana molto positiva per il Ftsemib che in due sole sedute recupera tutto quello perso nella precedente ottava chiudendo il gap a 27170 prima di un leggero storno a testare la media mobile a 50 giorni a 26660. La debolezza della scorsa settimana sembra già alle spalle con i prezzi pronti a tornare al rialzo verso 27200, 27450 e successivamente per un test di 28000, confermando di fatto il rally di natale grazie alla ripresa di Wall Street. Nel breve non sono da escludere ulteriori discese fino a 26500 a chiudere il gap tuttora aperto ma solo la perdita della media mobile a 100 giorni a 26250 fornirà segnali di debolezza per ritorni sotto 26000. Lo scenario di lungo periodo continua a mantenersi al rialzo grazie alla tenuta del lontano supporto a 24500 con target di medio periodo posto a 30000.

giovedì 9 dicembre 2021

TENARIS: Interessanti prospettive sulla tenuta della trendline rialzista

 


Il profondo e veloce ribasso del titolo visto nella ultime settimane si è fermato sulla trendline rialzista in atto da inizio anno a 8,64 euro dove ha reagito. La struttura rialzista rimane pertanto intatta con i prezzi che sono riusciti a mantenersi al di sopra della media mobile a 200 giorni e con la possibilità di tornare nuovamente verso i precedenti massimi e fortissima resistenza a 11,00 euro.

Operatività: Acquisti su ritorni in area 9,00/05 euro stop a 8,64 euro profit a 11,00. Alternativamente approfittare della violazione della resistenza a 9,33 euro stop a 9,02 euro  profit sempre a 11,00 euro


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martedì 7 dicembre 2021

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 7 DICEMBRE

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati

RIASSUNTO OPERAZIONI CHIUSE E RENDIMENTO

 Per questioni di spazio vengono riportate le operazioni degli ultimi 6 mesi



TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 


  • FINECO BANK
Il superamento della resistenza a 15,90/16,00 euro dove transita la media mobile a 50 giorni permetterà la ripresa del movimento ascendente verso i massimi a 17,50 euro e quindi verso 19,00

Operatività: acquisti sulla rottura di 16,00 euro (o su storni sul livello) stop a 15,44 euro profit a 19,00 euro

  • AUTOGRILL
Titolo sulla parte bassa del trading range in atto dalla scorso marzo tra 5,35 e 7,50 euro e può adesso riportarsi nuovamente al rialzo.

Operatività: acquisti sulla violazione di 6,01 euro stop a 5,73 euro profit a 7,50 euro

  • TECHNOGYM
La presenza di una candela di inversione “hammer” sul grafico giornaliero segnala una inversione di tendenza per il titolo che può riprendere la strada del rialzo dopo la forte debolezza delle ultime settimane per ritorni verso 10,20/50 euro

Operatività: acquisti su ritorni in area 8,45/50 euro stop a 8,14 euro profit a 10,20 euro


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NEXI: Il titolo arrivato sulla parte bassa del range e pronto a riprendere la strada rialzista verso 17,00



Dopo aver fatto registrare i massimi assoluti a 19,40 euro lo scorso luglio il titolo è stato preda dei venditori che lo lo hanno spinto in questi primi giorni di dicembre a 13,22 euro, non distante da area 13,00 e sopratutto dal fotre supporto a 12,55 euro. La fase di ipervenduto e la divergenza con l'oscillatore dicono però che il ribasso si spinto troppo in là e che i prezzi sono pronti per un rimbalzo, anche consistente. La violazione della resistenza a 13,95/14,00 fornirà il segnale desiderato per ritorni in prima battuta verso 15,50 e quindi 17,00 euro

Operatività: Acquisti in area 13,95/14,00 euro stop a 13,30 euro profit a 17,00 euro

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lunedì 6 dicembre 2021

La conferma di Powell, la nuova variante Covid, il ritorno dell'Orso: idee e riflessioni per la settimane entrante (6 -10 Dicembre)

 



Improvvisamente, senza essere annunciata da nessuno, la volatilità è tornata prepotentemente alla ribalta cogliendo di sorpresa gli investitori abituati da mesi se non da anni a rialzi privi di fatica e correzioni significative, ben aiutati in questo dal supporto confortevole delle banche centrali all’apparire della prima nuvola nera

La nuova variante covid di origine SudAfricana non è certo una novità anche perché l’esperienza dell’influenza, la cui struttura è molto simile a quello del Covid, dimostra come il virus normalmente muti. Ma ha trovato gli investitori, oltre che impreparati (e si sa in queste situazioni la reazione diventa principalmente emotiva) anche con i mercati sui massimi assoluti e verso la fine di un anno che è stato straordinario in quanto a performance sull’azionario alimentando la voglia di prendere profitto

In un momento di incertezza non hanno sicuramente aiutato le parole del Ceo di Moderna secondo il quale il vaccino attuale non riesce a proteggerci difenderci da questa nuova variante. Parole per altro gettate al vento alimentando il sospetto che sia in possesso di dati esclusivi oppure stia operando per proprio tornaconto personale (infatti il titolo moderna è volato in borsa) ed in questo caso in maniera fraudolenta. E riportando in auge l’annosa questione della liberalizzazione delle licenze per i vaccini dopo i colossali guadagni fatti dalla case farmaceutiche aiutate però nella loro attività di ricerca dai fondi pubblici

In questo contesto di improvvisa incertezza anche il rinnovato presidente della Fed Powell non ha mancato di mettere sul piatto un bel carico da 90 togliendo di fatto la parola “transitoria” dall’inflazione e di fatto confermando quello che a tutti era parso evidente da parecchio tempo. Ironia della sorte proprio mentre si assisteva ad una netta riduzione dei prezzi del petrolio e del gas che avevano contribuito non poco ad alzarla. Non è passato inosservato come questo netto cambiamento di approccio verso l’aumento dei prezzi sia avvenuto subito dopo la sua conferma, dopo averne strenuamente negato l’esistenza, alimentando più di qualche sospetto sul suo operato durante la caccia alla poltrona

Le esperienze del recente passato politico in Italia, per non parlare dei social, ci hanno insegnato che è molto facile e costa poca fatica stare comodi sul divano a criticare cosa fanno gli altri senza neppure proporre qualcosa di alternativo e questo vale ovviamente anche Powell, che ha dovuto districarsi tra perdere il controllo dell’inflazione e ammazzare il cavallo, cioè l’economia, in galoppo alzando i tassi. 

L’impressione, da seduti sul divano ovviamente, è che abbia sbagliato i tempi non approfittando della finestra estiva quando andava tutto a gonfie vele per anticipare eventuali movimenti di natura monetaria con il rischio adesso di dover operare in un contesto di emergenza e quindi legato al breve periodo. Anche perché oltre all’ inflazione ai massimi dagli ultimi 30 anni, anche il mercato del lavoro inizia a mostrare qualche scricchiolio come hanno dimostrato i dati sull’occupazione (Non farm payrolls) dello scorso venerdi molto al di sotto delle stime che pongono dei dubbi sulla bontà della ripresa in atto, molto più legata ad un rimbalzo dovuto alla fortissima liquidità immessa nel sistema che non di natura strutturale, nonostante la rivoluzione digitale in atto.

Dopo aver fatto registrare ad ottobre il dato più forte dal 1990, i prezzi al consumo di novembre, previsti per venerdi prossimo, saranno pertanto fondamentali per capire lo scenario di inflazione che ci aspetta e misurare se l’abilità del grande prestigiatore Jerome è ancora intatta. Anche perché nel frattempo altre preoccupazioni ci accompagnano come l’espandersi nuovamente della pandemia che ha già portato a nuove chiusure in Europa con i conseguenti rischi di blocco dell’economia (il crollo del dato odierno degli ordinativi della fabbriche tedesche -6,9% è emblematico) assieme ai rinnovati timori di default e di nuovo restrizioni per le aziende tecnologiche cinesi, per non parlare delle tensioni geopolitiche da Russia e Stati Uniti. Tutte situazioni che dovrebbero però essere posticipate al nuovo anno anche se una lente di ingrandimento verrà messa sulla riunione della Fed della prossima settimana.

Oltre al dato sull’inflazione americana di venerdì, attenzione in questa settimana all’indice Zew tedesco e al Pil dell’Eurozona martedi per capire eventuali rallentamenti. Mercoledi Olaf Scholz verrà nominato cancelliere al posto delle Merkel, il quinto ad occupare la carica dal 1964, mentre venerdi grande attenzione anche al Pil del Regno Unito che potrebbe anticipare aumenti dei tassi da parte della Banca di Inghilterra, anticipando così una tendenza che potrebbe coinvolgere tutte le banche centrali

BITCOIN (CRYPTOVALUTA): Ancora spazio per la correzione

 



La perdita dell’importante supporto a 53000 dollari permetta una discesa molto veloce delle contrattazioni durante il weekend con i prezzi che arrivano fino a 41967 prima di reagire. Lo scenario di fondo rimane sempre favorevole al Bitcoin che come spesso accade dopo aver fatto segnare un massimo significativo, normalmente in occasione del lancio di un nuovo prodotto o piattaforma sulle cryptovalute, (69000 dollari lo scorso 10 novembre) sviluppa una correzione significativa come quella cui stiamo assistendo. La discesa non sembra ancora terminata con i prezzi che possono spingersi nuovamente al ribasso verso 46000/300 dollari dove transita la media mobile a 200 giorni con la possibilità di estendere il ribasso in area 41000/42000 identificando un’ area di acquisto di medio periodo. Una perdita del supporto a 40800 dollari estenderà il ribasso fino in area 30000 dollari minimi dello scorso giugno/luglio da dove è partita l’ultima gamba rialzista. In ogni caso segnali di forza si avranno con ritorni al di sopra di 53000 dollari ripristinando la tendenza rialzista verso il target di medio periodo a 75000 dollari


AZIMUT: Ripresa rialzista sopra la media mobile a 50 giorni

 


Situazione interessante per Azimut che dopo aver arrestato la sua discesa a 24,05 euro sta adesso consolidando con i prezzi imbrigliati tra la media mobile a 50 e 100 giorni. Il superamento della forte resistenza a 24,86 euro permetterà la ripartenza del movimento ascendente in prima battuta a chiudere il gap a 25,28 euro e successivamente per un ritorno sui massimi assoluti a 27,20 euro con la possibilità concreta di salire fino a 30,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 24,86 euro stop a 23,99 euro profit a 30,00 euro

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domenica 5 dicembre 2021

FTSEMIB (ITALIA): La tendenza è ancora al rialzo ma non sono da escludere allunghi ribassisti in area 25000

 


L’indice italiano si lascia alle spalle la settimana più volatile dell’anno con aperture costantemente in gap chiudendo al di sotto di quota 26000 ma formando di fatto una fase laterale compresa tra 25800 e 26440. Lo scenario di fondo rimane impostato al rialzo grazie alla tenuta del lontano supporto a 24500. Nel breve però sulla debolezza americana sono possibili ulteriori spunti al ribasso verso 25000/300 dove ci attende una reazione. La perdita su base giornaliera di 25000 indicherà la volontà di continuare la discesa verso 24000/24500 supporto fondamentale. Per vedere qualche forza bisognerà attendere la violazione della resistenza a 26440 con i prezzi che potranno salire a chiudere il gap della scorsa ottava a 27100. La ripresa della tendenza rialzista avverrà sopra 27450 riproponendo le contrattazioni verso 28000. L’impressione è che il mercato cercherà di chiudere in recupero l’anno posticipando al 2022 le eventuali problematiche relative a gestione covid ed inflazione

CAC40 (FRANCIA): La trendline rialzista ferma il ribasso ma l'indice fatica a recuperare

 


Dai massimi assoluti di metà novembre a 7183 il Cac è sceso velocissimamente fino a 6655 arrestandosi sulla trendline rialzista ed organizzando poi una reazione, incapace però di violare la resistenza a 6900/10. Lo scenario di fondo rimane impostato al rialzo proprio grazie alla tenuta del trendline e della media mobile a 100 giorni con i prezzi però che devono violare la resistenza a 6900 per riproporsi nuovamente al rialzo a chiudere il gap a 7075 e successivamente riportarsi sui nuovi massimi assoluti. Un chiaro segnale di fine della fase di debolezza attualmente presente verrà da chiusure mensili superiori a 6944 che rappresentano i precedenti massimi assoluti del settembre 2000. Nuove discese al di sotto di 6655 approfondiranno il ribasso verso 6469 a testare la media mobile a 200 giorni senza modificare il quadro rialzista. La perdita di 6400/10, minimi dello scorso settembre e ottobre permetterà un approfondimento della correzione fino a 6150/6200.

PETROLIO BRENT (Commodity): Possibili rimbalzi per il petrolio sulla tenuta di 65,00 dollari

 



Situazione complessa per il petrolio Europeo che dopo aver toccato 86 dollari a fine ottobre costruendo un doppio massimo con i livelli registrati nel 2018, ha preso velocemente la via del ribasso arrivando fino a 65,72 dollari testando la trendline ribassista violata lo scorso giugno per poi rimbalzare. Lo scenario si presenta incerto anche se la struttura rialzista è ancora intatta con i prezzi compresi tra 64,60 dollari e 76,00 dollari. Solo la violazione di questa resistenza infatti metterà alle spalle la fase di debolezza delle ultime sedute riproponendo i prezzi nuovamente gli 86,00 dollari precedenti massimi e forte resistenza da violare. Una perdita del supporto a 64,60 dollari confermata da una chiusura mensile inferiore aprirà invece una prateria per discese verso 51,00 dollari, ritracciamento del 50% di tutto il precedente movimento, e successivamente verso 46,70/47,00 dollari. L’impressione è che il prezzo continui a rimanere nel range 65 -76 dollari fino a fine anno.

venerdì 3 dicembre 2021

CNH INDUSTRIAL: Ripresa rialzista sulla tenuta della trendline

 


La correzione dei titolo dai massimi assoluti a 17,03 euro si è fermato esattamente sul triangolo precedentemente violato a 14,44 euro dove transita la media mobile a 100 giorni. La presenza di una candela doji sui minimi in presenza di una fase di ipervenduto è un ulteriore segnale di forza per il Cnh che tuttora mantiene l'impostazione rialzista di fondo e che potrebbe salire nuovamente sui massimi assoluti a 17,00 euro e successivamente a 18,00 euro. La perdita del supporto a 14,44 euro segnalerà l'inversione di tendenza spingendo i prezzi verso 13,00 euro

Operatività: acquisti in area 15,05/10 euro stop a 14,43 euro profit a 18,00 euro

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giovedì 2 dicembre 2021

NASDAQ 100 (Usa): E se l'indice tecnologico fosse arrivato alla fine della sua corsa?

 

il mese di dicembre è appena iniziato e la candela nera rappresenta solo una seduta



L'indice tecnologico ha raggiunto perfettamente il suo target a 16784 fornito proiettando l'ampiezza della precedente fase di congestione. La presenza di una candela shooting star nel mese di novembre assieme anche alla presenza di una divergenza con l'oscillatore sono tutti segnali di possibile correzione verso i livelli precedenti violati a 14000. Sotto al di sotto il successivo livello si colloca a 11000. Il livello da non violare nel breve per evitare queste accelerazioni ribassiste si colloca a 15700/750. Ripresa tendenza rialzista sopra 16500


BANCA GENERALI: La discesa si ferma sulla media mobile a 200 giorni

 


Il fortissimo ribasso delle ultime sedute, accentuato anche da uno stacco del dividendo, ha spinto il titolo dai sui massimi assoluti di 43,50 euro di metà novembre fino a 35,24 euro fermandosi sulla media mobile a 200 giorni per poi rimbalzare. La tenuta del forte supporto unita alla formazione di un doppio minimo in fase di ipervenduto sono tutti fattori positivi per i prezzi che possono ora recuperare il terreno perduto in prima battuta andando a testare la trendline ribassista a 39,00 euro e successivamente chiudendo il gap a 41,50 euro. Al di sopra si collocano i massimi assoluti a 44,50/44,00 euro. Una perdita di 35,24 euro spingerà ulteriormente i corsi al ribasso verso 33,00 euro

Operatività: acquisti su storni a 36,15/20 euro stop a 35,19 euro primo profit a 41,50 e quindi 44,00 euro

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