Nulla sale o scende in eterno, è una massima o regola che dovremmo sempre ricordarci, in particolare nelle nostre strategie di investimento. Ed è ancora più vero in questi giorni per i titoli che avevano beneficiato dalla pandemia arrivando su quotazioni stellari in pochissimo tempo. Sulla prospettiva che lo “stay at home” fosse diventato un nuovo stile di vita e non un passaggio intermedio.
Parliamoci chiaro: non è che le varie Amazon, Apple e Microsoft siano improvvisamente morte anzi. La loro penetrazione nella società oltre che alla liquidità e la diversificazione delle loro attività le renderà protagoniste anche negli anni a venire. Ma anche loro sono soggette alle aspettative degli investitori e alle valutazioni degli analisti, quindi costrette a confermare trimestre dopo trimestre gli alti tassi di crescita attesi che le avevano portate su quotazioni stellari in pochissimo tempo. E quando questo non accade scattano copiose le vendite, in particolare in mancanza di correzioni significative in precedenza. Come normalmente succede con le bolle di sapone.
A conferma che siamo effettivamente in presenza di nuovo mondo. Ed in attesa dell’attesissima riunione della Fed punto focale della settimana entrante. Certo il “braccio armato monetario americano” ha cercato in tutti i modi di negare la presenza dell’aumento dei prezzi ma poi ha dovuto capitolare a fine anno innescando un movimento molto veloce di rialzo dei rendimenti proprio dovuto alle aspettative di rialzo dei tassi. E se cè qualcosa che gli investitori non tollerano sono proprio i cambiamenti repentini di scenario che tendono ad innervosirli
E’ sotto gli occhi di tutti che la Fed si sia fatta prendere alla sprovvista, rimandando un rientro delle politiche monetarie accomodanti e di riduzione del debito ancora la scorsa estate quando la situazione era sotto controllo ed evitando di trovarsi a fronteggiare la peggior inflazione degli ultimi 40 anni. Di sicuro la guerra in Ucraina ha contribuito ad appesantire il quadro, soprattutto per le struttura dal lato dell’offerta, ma le principali cause dell’aumento dei prezzi erano gia sul tavolo da parecchio tempo, sia sul lato dell’energia che di altre materie prime che avevano terminato una ciclo ribassista decennale. Causato, almeno in parte, da una componente speculativa originata proprio dalla fortissima liquidità immessa nel sistema dalle Banche Centrali
Quella stessa liquidità che aveva permesso ai mercati azionari di salire senza sosta, in un contesto post pandemia fatto di tassi zero, riversandosi in primis sui FAANG ma anche su aziende più piccole mandate in orbita, senza uno straccio di bilancio positivo o attività di business, dai piccoli azionisti convinti di in una sorta di eldorato, cosa per altro accaduta nella corsa all’oro del 2021 dove bastava “fare un buco per terra per trovare una pepita”. Creando di fatto più una sala giochi d’azzardo, un Casinò che non investimento dovuto a qualche tipo di valutazioni, alimentato anche dall’ingresso sulla compravendita di azioni da un esercito di giovanissimi grazie all’uso dei nuovi strumenti informatici (social+smart phone)
Ma nella vita come in borsa i pasti gratis non esistono. La forte concentrazione di capitali in poche società ( FAANG più Microsoft Tesla e poche altre valevano da sole un 30% della capitalizzazione dell S&P500 che è formato appunto da 500 società….) ha portato ad una distorsione dell’andamento del mercato spingendo gli indici sui massimi assoluti quando già la stragrande maggioranza delle società aveva invertito la rotta imboccando la via del ribasso.
La Fed, e la Bce di rimando, è adesso chiamata a sistemare il pasticcio, iniziando con un rialzo ormai scontato di 0,50% ma soprattutto esplicitando sia la sua strategia di rialzo dei tassi sia il rientro dal fortissimo debito federale amplificatosi negli ultimi anni. Senza per questo provocare uno stop all’economia ed una recessione che sembra a questo punto inevitabile dato che la forza che si riscontra tuttora sul mercato del lavoro ha proprio come diretta conseguenza una continuazione della politica di rialzo dei tassi. La capacità di Powell e soci di gestire l’atterraggio e farlo morbido invece che schiantarsi a terra sarà il leit motiv dei prossimi mesi. Sperando che nel frattempo non intervengano ulteriori eventi nefasti a peggiorare ulteriormente la situazione. Non ci resta che incrociare le dita
Ovviamente la riunione della Fed e la conferenza stampa di Powell mercoledi sono il tema principale della settimana, caratterizzata da ulteriori trimestrali di peso come Pfizer Starbucks e AirAnb. Ma grande attenzione dovrà essere posta anche ai Non Farm Payrolls (NFT) di venerdi proprio per avere indicazioni sul mercato del lavoro americano. In calendario anche lunedi e martedi rispettivamente i dati ISM manufatturiero e dei servizi americani. Importante anche la riunione della Bank of England (BOE) giovedi che potrebbe annunciare il quarto rialzo consecutivo dei tassi, prima volta dal 1997, segnando la strada per le altre banche centrali

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