mercoledì 30 marzo 2022

SALESFORCE (CRM): Nuove accelerazioni sopra 223 dollari

 


Il grafico settimanale mostra bene come la media mobile a 200 periodi abbia arrestato la discesa e riproposto i prezzi al rialzo. La violazione della resistenza a 223 dollari permetterà nuovi spunti rialzisti verso 245/47 dollari a testare la media mobile a 50 periodi e dove si colloca il gap lasciato aperto ad inizio gennaio 2022

DAX (Germania): Rimbalzo completato sul riconoscimento del livello a 14880?

 


Il Dax come da manuale sale sul livello fondamentale precedente supporto ora resistenza a 14880/15000 precedentemente violato e torna indietro anticipando una possibile fase di debolezza. Chiusure settimanali e mensili superiori a 15000 ripristineranno la tendenza rialzista verso i precedenti massimi assoluti

TELECOM, MONTEPASCHI, LEONARDO, IL FTSEMIB E LA CHIUSURA DEL TRIMESTRE. MIO COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI PER CLASS CNBC (30 MARZO)


 

martedì 29 marzo 2022

IL BALZO DEI MERCATI AZIONARI, I RENDIMENTI OBLIGAZIONARI, INTESA EL.EN, ENI, DATALOGIC E MOLTO ALTRO: MIO COMMENTO SETTIMANALE PER LE FONTI.TV (29 MARZO)


 

PORTAFOGLIO TITOLI AGGIORNATO AL 29 MARZO

 

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


lunedì 28 marzo 2022

TITOLI SOTTO LA LENTE (29 MARZO)

 


  • UNICREDIT
Titolo in fase di pausa dopo il primo recupero da 7,75 euro di inizio mese. L’uscita dalla fase triangolare con la violazione di 10,00 euro permetterà allunghi correttivi fino 11,80 euro correzione del 50% di tutta la discesa e dove transita la trendline rialzista violata in precedenza. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 10,00 euro stop 9,55 euro profit a 11,80 euro
  • OVS
La rottura della resistenza a 2,05 euro permetterà il ripristino della tendenza rialzista per ritorni verso i precedenti massimi a 3,10 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 2,05 euro stop a 1,98 euro profit a 2,99 euro

  • FINCANTIERI
Timidi segnali positivi per il titolo dopo la lunga fase di debolezza a cui però manca la violazione della resistenza a 0,65 euro dove transita la trendline ribassista di lungo periodo per iniziare una ripresa verso il

Operatività: acquisti sulla violazione di 0,65 euro stop a 0,622 euro profit a 0,86 euro

  • MAIRE TECHNIMONT
L’”engulfing pattern” a candele sul grafico settimanale testimonia la fine della fase di debolezza con i minimi 2,41 euro ad inizio marzo che ha già prodotto una prima reazione al rialzo. Correzione nel breve tra 2,92 e 2,95 euro permetteranno il rientro in acquisto per un primo target a 3,90 euro. Acquisti su storni.

Titolo in fase di consolidamento dopo la forte discesa, propedeutico a nuovi recuperi che si con la rottura della resistenza a 19,62 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti su ritorni in area 2,92/95 euro stop a 2,85 euro profit a 3,90 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



GENERALI ASSICURAZIONI: La rottura di 19,50 apre una nuova fase rialzista di lungo periodo

 


Continua il momento splendido del titolo in attesa dell’assemblea di fine mese che potrebbe portare novità sulla gestione della società. Da un punto di vista tecnico la violazione della fortissima resistenza a 19,50 euro che ha respinto tutti i tentativi rialzisti dal 2008 in poi è un chiaro segnale di forza con i prezzi che possono poi spingersi notevolmente al rialzo verso il primo target a 24,00 euro e poi 28,00 euro. Il movimento però deve essere confermato da una chiusura mensile superiore a 19,00 euro. Nel breve data la forza del rialzo nelle ultime 3 settimane sono attesi storni a 19,65/70 euro da utilizzare per impostare acquisti.

Operatività: acquisti su ritorni in area 19,65/70 euro stop su chiusure giornalieri inferiori a 19,00 euro profit a 24,00 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



PENSIERI PAROLE ED IDEE IN LIBERTA': LA RECESSIONE E' ALLE PORTE? (28 MARZO)




Niente di nuovo sul fronte occidentale. E’ un romanza autobiografico pubblicato nel 1929 e poi messo al bando dai nazisti nel 1933 che narra le vicende di un soldato tedesco durante la prima guerra mondiale, quella delle trincee per intenderci. Ma che è ottimo per descrivere le notizia che giungono dall’Ucraina, in questo caso fronte orientale, e anche dai mercati finanziari. Mentre sul campo bellico si segnala un cambiamento di strategia dei russi, un po perché non cè stata una vittoria lampo, un po per la strenua resistenza ucraina ed un po per la mancanza di una adeguata organizzazione logistica di supporto, che è poi quella che fa vincere le guerre, sui mercati finanziari nelle ultime settimane si registra una sorta di immobilità

Passata la paura iniziale dell’invasione russa dell’Ucraina, gli investitori hanno visto che il mondo, perlomeno quello finanziario, è ancora intatto. Certo la minaccia nucleare rimane sullo sfonda ma ritenuta improbabile, cosi come l’aumento indiscriminato di molte materie prime che vanno gia ad aggiungere peso all’inflazione. Ma l’economia russa conta molto poco a livello mondiale e per la parte maggiormente rilevante, quella dell’energia, conviene a tutti mantenerla intatta, i russi perché ricevono bei quattrini per la vendita ed il mondo occidentale che ne ha bisogno. Si sta pensando di diminuire la dipendenza dal Gas russo, praticamente raddoppiata negli ultimi 10 anni nonostante l’invasione della Crimea del 2014 ma tutto questo richiederà del tempo e sacrifici che i politici sono poco inclini a ribaltare sui cittadini

Nella speranza che il conflitto si chiuda al più presto, cosa tuttaltro che scontata e si facciano progressi nelle trattative di pace in cui si inseriscono soggetti come Cina prima e Turchia adesso pronte a riscuotere il loro credito più avanti, nel frattempo il mondo va avanti. Il fortissimo aumento del prezzo del petrolio conseguenza della guerra ha fatto crollare le speranza delle banche centrali sulla transitorietà dell’inflazione inchiodandole alle loro responsabilità dopo un decennio di tassi zero. Le problematiche provenienti dal lato dell’offerta e non come tipicamente dalla domanda non aiutano sicuramente l’operato o le decisioni, anche se va sottolineato come i mercati abbiano festeggiato sia il rialzo dei tassi che le ultime dichiarazioni da falco di Powell proprio in virtù di una maggiore chiarezza. Della serie adesso sappiamo di cosa dobbiamo morire…

Il problema viene però dalla statistica: ogni volta che il prezzo del petrolio è salito sopra i 100 dollari ( e questa volta siamo arrivati a 130 dollari non lontano dai massimi assoluti del 2008 a 146 dollari ed il doppio rispetto alle quotazioni di inizio dicembre 2021 a 63 dollari) si è sempre registrata una recessione nei trimestri successevi. Ed in questo contesto non aiuta certo l’inversione della curva dei rendimenti tra il T-Bond a 5 anni e quello a 30 anni che normalmente anticipa una regressione economica. Detta in altri termini e considerando quanto la crescita economica sia basata più sulla parte finanziaria che quella produttiva (vedasi i programmi di buy back azionari uno per tutti) ulteriormente colpita dal forte rialzo delle materie prime, una recessione sembra onestamente inevitabile anche per riportare alla normalità situazioni fuori controllo.

Rimangono i dubbi sulla reale capacità di reazione delle banche centrali che negli ultimi anni hanno sempre vissuto e attuato politiche in un clima di emergenza che alla fine hanno avuto come conseguenza l’aumentare delle differenze sociali tra chi ha guadagnato e prosperato con i mercati azionari (pochi e sempre più ricchi) ed una larga fascia della popolazione che invece ha subito salari sempre più bassi a causa proprio della finanziarizzazione dell’economia. Una recessione non rappresenterebbe la fine del mondo anzi, a patto che l’atterraggio sia morbido. E qui emergono gli interrogativi sia per quanto riguarda le armi ormai spuntate in mano ai banchieri centrali sia in termini di movimenti sui tassi che di credibilità. Ma anche per la qualità della leadership, come sta dimostrando nella Bce le difficoltà della Lagarde, una figura politica messa a capo di una struttura economica/finanziaria, autrice di continue contraddizioni che disorientano i mercati, in questo suo tentativo di dare un calcio al cerchio (gli interessi tedeschi) ed una alla botte (la Francia e gli altri paese dell’Euro).

Accantonate per il momento le problematiche belliche i mercati hanno ripreso a salire, in quello che però sembra un rimbalzo all’interno di una fase ribassista e su cui la chiusura del trimestre fornirà maggiori dettagli. La settimana entrante si annuncia particolarmente interessante per capire se la Fed è veramente disposta a mettere in discussione la crescita economica pur di affrontare l’inflazione che oltre a non essere transitoria è pure fuori controllo. Sono in calendario infatti venerdi sia il dato sull’occupazione non agricola dove la presenza di un surriscaldamento del mercato del lavoro (l’altro mandato della Fed oltre al controllo dei prezzi) andrebbe nella direzione della necessità di aumento dei tassi, sia quello dei consumi personali PCE, previsto al 5,5% annuo rispetto al target di inflazione della Fed al 2%. Sempre venerdi verrà pubblicato il dato di inflazione IPC dell’area Euro atteso su livelli record del 6,5%, anche in questo caso ben sopra il target fissato al 2% alimentando le aspettative di un paio di rialzi dei tassi nel corso dell’anno, negato fino a questo momento dal direttivo di Francoforte

La certezza rimane che il 2021 è stato un anno talmente bello e positivo per i mercati finanziari che adesso stiamo scontando tutto quest’anno. Anche perché esiste sempre una ciclicità, sia per mercati che per la storia



ALLUMINIO (Commodity): L'uscita dalla fase laterale proietta l'Alluminio ancora più in alto


 

Prosegue la forza dell’Alluminio mandato in orbita dall’inizio della questione bellica su  nuovi massimi assoluti a 3984 dollari per poi vedere una leggera correzione. Lo scenario però rimane ancora ben intonato al rialzo nonostante il favoloso rally partito nel maggio dello scorso anno dal doppio minimo a 1450 dollari con i prezzi che sono riusciti a violare l’ampissimo trading range  1400 – 3150 dollari che conteneva le contrattazioni dal 2005 in poi.  Le chiusure mensili al di sopra di 3150 dollari confermano la rottura della fase laterale e ripropongono ulteriormente al rialzo i prezzi con un obbiettivo di medio periodo posto a 4800/50 dollari calcolato prendendo l’ampiezza della fase laterale proiettandola dalla sua violazione. Solo chiusure mensili inferiori a 3100/50 dollari invertiranno la tendenza al rialzo con i prezzi che potrebbero tornare velocemente a 2800 e 2500 dollari. Data la forza di rialzo nel breve sono possibili storni correttivi a 3200 dollari da utilizzare per impostare gli acquisti. La chiusura del mese di marzo, che coincide con la chiusura del primo trimestre, fornirà informazioni più complete sulla continuazione del rally


RENDIMENTO TREASURY 10 ANNI (USA): La parte alta del canale decennale evidenzia un punto di svolta

 


Come largamente predetto e dopo essere uscito dal triangolo in concomitanza con il massimo della borsa, il rendimento del decennale americano supera il 2% per portarsi velocemente a 2,50% obbiettivo da lungo tempo dichiarato in quanto parte alta del canale ribassista in atto da oltre 20 anni. Lo scenario si presenta adesso incerto e pericoloso allo stesso in quanto i prezzi si trovano adesso su un livello chiave. Una violazione del canale infatti produrrebbe l’inizio di una risalita dei rendimenti, derivanti da aumenti dei tassi, capace in breve tempo di spingersi fino al 3,20% massimi dell’ottobre 2018 e successivamente verso quindi fino a 3,55% ritracciando cosi il 50% di tutto il ribasso partito nel 2000. Solo possibili ulteriori estensioni fino a 4,00%. Lo scenario rialzista è ulteriormente rafforzato dall’incrocio della media mobile a 50 con quella a 200 periodi. Una chiusura mensile sotto 2,50% invece fornirà un po' di tranquillità riproponendo il rendimento al ribasso verso 2,00/10%. Nel breve sono possibili estensioni rialziste fino a 2,60%

domenica 27 marzo 2022

DOW JONES (USA): La tenuta delle medie mobile spinge l'indice al rialzo




Settimana sostanzialmente di pausa ma positiva per il Dow Jones impigliato da ormai 6 sedute in uno stretto range. Lo scenario si presenta rialzista dopo che i prezzi sono rimbalzati con forza sul supporto fondamentale a 32500 ad inizio mese ma soprattutto stanno consolidando nelle ultime sedute sopra il supporto chiave a 34350 difeso sia dalla media mobile a 50 che a 200 giorni. La violazione di 35000 permetterà quindi una estensione del recupero verso gli ultimi massimi a 35800/20 e quindi 36000, ultimo baluardo prima di massimi assoluti di inizio anno a 37000 area. La perdita del supporto a 34350 innescherà nuovi ribassi verso 33800 e quindi 33000. In ottica più ampia viene confermato l’ampio trading range 32550 – 36550 in atto da marzo 2021. Una perdita su base mensile di 32500 segnalerà l’inversione della tendenza rialzista spingendo i prezzi verso 30000 e quindi 28495 a chiudere un gap tutto aperto del novembre 2020, quando furono annunciati i vaccini.


CAC40 (FRANCIA): La lateralità delle ultime settimane conferma l'incertezza sul mercato

 


L’indice francese, al pari di quello italiano e tedesco ben esemplifica la situazione che stiamo vivendo. Dopo la fortissima correzione vista ad inizio mese fino a 5756 innescata dalla violazione del supporto a 6760, i prezzi hanno recuperato gran parte del terreno per poi mostrare un andamento laterale nelle ultime 8 sedute tra 6480 e 6666 che indica l’incertezza tuttora presente. Lo scenario rimane complesso in quanto solo ritorni al di sopra di 6760/6800 dove transita la trendline rialzista precedentemente violata indicheranno la ripresa della tendenza rialzista riproponendo le contrattazioni verso i massimi di inizio anno a 7400 area. Già la violazione di 6666 dove transita la media mobile a 200 giorni fornirà un segnale confortante. La rottura al ribasso della fase laterale invece permetterà la chiusura del gap a 6355 e ritorni a 6200 ma soprattutto confermerà che il movimento di recupero delle ultime settimane è stato solo un rimbalzo spingendo i corsi nuovamente verso i minimi a 6060 con la possibilità ulteriore discese fino a 5500 50% di ritracciamento di tutta la salita partita a marzo 2020 a 3632.

venerdì 25 marzo 2022

GENERALI ASSICURAZIONI: Il titolo al test della resistenza fondamentale a 19,50 euro




Come evidenziato dal grafico mensile Generali Ass è su un livello di resistenza a a 19,,00/50 euro che lo ha sempre respinto dal 2007 in poi. Riuscisse a superarlo si aprono dei target molto ampi verso 25 e 28 euro nel medio periodo. Viceversa una sua tenuta lo rispedirebbe verso 17,00 euro

giovedì 24 marzo 2022

NETFLIX: Ribasso finito per il titolo ?


 Il grafico settimanale mostra chiaramente come la discesa del titolo si sia arrestata a 328 dollari sulla trendline rialzista di lungo periodo. Ai prezzi manca però la violazione della resistenza di 390 dollari per vedere una ripresa del recupero verso 425 e quindi 470 dollari. Sotto 328 dollari il target ribassista successivo è a 250 dollari

martedì 22 marzo 2022

Il "Falco" Powell spinge al rialzo i mercati azionari ed i rendimenti: Mio commento settimanale per LeFonti.Tv (22 Marzo)


 

WALT DISNEY: Interessante chiusura del gap del novembre 2020



La chiusura del gap lasciato aperto nel novembre 2020 a 128,70 dollari ha permesso la ripartenza del titolo diretto ora 150 dollari e poi a chiudere il gap a 170 dollari

CORSO DI ANALISI TECNICA APPLICATA AI MERCATI FINANZIARI (PADOVA 28 APRILE)

Il 28 aprile prossimo terrò un corso di Analisi Tecnica presso la sede di GiottoCellinoSim a Padova in Via Fornace Morandi 24

per informazioni ed iscrizioni utilizzare il link

https://www.giottocellinosim.it/eventi

PROGRAMMA

• Introduzione ai concetti principali dell’Analisi Tecnica
• Analisi Tecnica VS Analisi Fondamentale
• Teoria di Dow
• Tipologie dei grafici
• Concetti di trend
• Principali figure di inversione
• Principali figure di continuazione
• Medie mobile e utilizzo per il trading
• Principali indicatori : Rsi – Macd- Stocastico – Momentum
• Le onde di Elliott e di Gann: elementi basilari
• Concetti di psicologia di trading
• Le cryptovalute: cosa sono e come usarle
• Strategie di investimento con esempi in real time

PORTAFOGLIO AGGIORNATA AL 22 MARZO

 



AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


TITOLI SOTTO LA LENTE (22 MARZO)



  • ENI
Titolo che viaggia in sintonia con il prezzo del petrolio e che ha esaurito la sua correzione sulla trendline rialzista. La violazione della resistenza a 13,25 euro riproporrà i prezzi al rialzo verso 16,00 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 13,25 euro (o su ritorni sul prezzo) stop 12,65 euro profit a 16,00 euro

  • DIASORIN
Il ritorno del covid in Cina riporta sotto la lente Diasorin scesa da sui massimi assoluti a 210,00 euro fino a 115,00 dove sta reagendo. Il superamento del doppio massimo a 140,00 euro permetterà l’avvio di una fase di forza diretta a chiudere il gap lasciato aperto a 175,00 euro con la possibilità di allungare fino a 200 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 140,00 euro stop a 133,60 euro primo profit a 175,00 euro e quindi 200,00 euro

  • BAYER
Titolo tedesco quotato anche a Milano, in grande sofferenza negli ultimi anni. La violazione di 57,70 euro parte alta del range in atto da novembre 2020 è un segnale di forza per il titolo che può tornare a 73,00 euro sui massimi del giugno 2020.

Operatività: acquisti a 58,00 euro stop su chiusure settimanali inferiori a 57,00 primo profit a 73,00 euro poi 80,00 euro

  • DANIELI
Titolo in fase di consolidamento dopo la forte discesa, propedeutico a nuovi recuperi che si concretizzeranno con la rottura della resistenza a 19,62 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla rottura di 19,62 euro stop a 18,79 euro profit a 24,70 euro


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


INTERPUMP: inversione della tendenza ribassista sul grafico settimanale

 

La tenuta del supporto a 40,00 euro dopo aver corretto quasi l 61,8% di tutto il precedente rialzo partito da marzo 2020 ha permesso la costruzione di una configurazione di inversione a candele “ morning star” sul grafico settimanale in fase di ipervenduto che indica la volontà di recupero. Acquisti sugli storni.

Operatività: acquisti su ritorni in area 44,80/45,00 euro stop a 43,45 euro profit a 56,00 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


lunedì 21 marzo 2022

PENSIERI PAROLE IDEE IN LIBERTA': I MERCATI GUARDANO DA UN ALTRA PARTE MA PER QUANTO? (21 MARZO)



E’ già finito tutto. Almeno per i mercati. La guerra si fa sempre più cruenta con devastazioni immani che richiederanno poi tempi lunghi per sistemarle, il petrolio che sale di nuovo sopra i 110 dollari e la Fed che annuncia un programma di rialzo dei tassi che non si vedeva da una generazione. Oltre alla pandemia che rimane ancora presente. Per tacere del dato sulla fiducia dei consumatori tedeschi Zew che registra un calo record anticipando una possibile recessione della locomotiva europea, oltre alla tensioni Usa Cina in quello che la guerra in Ucraina sta disegnando come nuovo ordine mondiale

In questo contesto gli indici azionari spiccano il volo segnando la miglior performance settimanale dal novembre 2020 in poi con guadagni intorno al 7%. La possibilità di raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra, a quasi un mese dall’inizio del conflitto, e di cui si parla insistentemente da settimane, oltre alla chiarezza della Fed hanno galvanizzato gli investitori che dispongono sempre di una arma fondamentale come la fortissima liquidità che richiede di essere utilizzata, in particolare sui ribassi dei mercati in quanto “buy on the dip” è stata sempre la strategia vincente negli ultimi anni

In un clima di calma apparente con un occhio sempre all’Ucraina, l’elemento fondamentale della scorsa ottava è stata la tanto annunciata riunione della Fed, segnata da tempo sul calendario con il circoletto rosso, in quanto era previsto il primo rialzo dei tassi dopo quasi 3 anni. Per molto tempo si è parlato dell’entità del rialzo con le previsioni che vedevano anche un aumento di 0,50% proprio per contrastare un’inflazione ai massimi dal 1982. La scelta è stata invece di procedere per gradi con rialzi di un quarto di punto in modo da poter constatare le conseguenze della guerra sui prezzi, anche se è situazione che sta penalizzando principalmente l’Europa

Nonostante una opposizione all’interno del Board che vorrebbe un atteggiamento più restrittivo sulla politica monetaria, Powell continua nella sua navigazione a vista sperando in un rientro veloce dei prezzi della materie prime in particolare se la guerra, come tutti speriamo, durerà ancora per poco. Non aver concluso il Tapering, come per altro annunciato, e avere un target di rialzo dei tassi per il 2022 che comporterà un intervento da 0,25% ad ogni riunione non depongono esattamente a suo favore, mostrando ancora una volta l’equilibrio precario in cui si muove la Banca Centrale americana, divisa tra affrontare in maniera decisa il rialzo dei prezzi ed il terrore di affossare una ripresa che stenta a consolidarsi. Conseguenza diretta di quel cambio di ruolo attuato in occasione della crisi Lehman del 2008 quando la Fed è diventata una parte attiva del gioco perdendo di fatto la sua equidistanza. La forte immissioni di liquidità in tutti questi anni e le conseguenti politiche di “buy back” delle principali aziende hanno contribuito non poco a modellare un mercato azionario sempre più distaccato dall’economia reale che in teoria dovrebbe rappresentare

Di interessante c’è sicuramente un nuovo ritorno di interesse per i titoli tecnologici. Le conseguenza della guerra, per non parlare della pandemia che rimane ancora sulla sfondo, vanno ad impattare sui titoli legati alla crescita e alle materie prime riportando l’attenzione sui big tech che oltre a rappresentare il futuro grazie alla rivoluzione tecnologica in atto beneficiano di essere estremamente solidi e ben forniti di liquidità, ed a prezzi interessanti in particolare dopo la forte correzione partita a fine novembre 2020.

In Europa la situazione si presenta ancora più complessa non solo perché l’impatto della guerra si fa sentire anche in termini di profughi con le conseguenze sociali facilmente prevedibili. Il nuovo assetto mondiale che scaturirà dallo scontro Stati Uniti contro Russia/Cina ci vede esattamente nel mezzo, essendo legati anche come valori democratici alla potenza americana, peraltro in crisi da tempo e che guarda maggiormente al proprio ombelico, e la necessità di continuare i rapporti con Mosca e l’est Europa in generale, non solamente per la componente energetica. I piani della Commissione Europea, faticosamente messi in atto per il sostegno alle varie economia europee colpite dalla pandemia, Italia in primis, che dovevano occuparsi di rinnovamenti e riforme si stanno ora velocemente spostando verso l’emergenza energetica, nervo scoperto della popolazione europea come stiamo vedendo con le proteste sui rincari dei carburanti, con conseguenze che impatteranno nei prossimi anni sulla situazione climatica una volta al top dell’agenda politica. E con una presidente della Bce Madama Lagarde che pur con la scusante di tempi effettivamente molto complicati, continua a mandare messaggi contraddittori ai mercati evidenziando una volta di più la sua inadeguatezza per un ruolo che deve essere maggiormente economico e con capacità di lettura dei mercati rispetto a quello politico di cui è rappresentante. E facendo mancare cosi un punto di riferimento affidabile nella complessa discussione di mettere in comune il debito europeo attraverso l’emissione di obbligazioni per trovare la copertura finanziaria ai vari piani di sostegno all’economia

Gli eventi economici della settimana vengono dagli indici manufatturieri PMI dove in particolare in Europa giovedi mostreranno l’impatto della guerra in Ucraina sull’economia Europea. Sempre giovedi In America verrà pubblicato l’indice PMi sia manufatturiero che dei servizi assieme agli ordinativi di beni durevoli mentre venerdi sarà il momento del classico dato settimanale sul sussidio di disoccupazione, termometro del grado di surriscaldamento del mercato del lavoro

S&P500 (USA): RECUPERO VERSO 4600 SULLA TENUTA DEL SUPPORTO FONDAMENTALE A 4150

 


La tenuta del supporto chiave a 4150/60 proietta nuovamente l’indice S&P500 al rialzo nonostante una Fed più falco ed il conseguente aumento dei rendimenti. In un contesto che rimane volatile Il panorama si presenta rialzista con i prezzi che sono tornati nuovamente al di sopra delle medie mobili a 50 e 200 giorni e che possono estendere il recupero fino a 4595/600 forte resistenza dove ci si attendono delle prese di profitto capace di riportare i prezzi a 4400. Un superamento anche di 4600 ripristinerà la tendenza rialzista verso i precedenti massimi a 4800 e quindi verso il target di lungo periodo a 5000. La perdita delle medie mobile transitanti a 4390/400 sarà un segnale negativo per un nuovo ritorno sui minimi di periodo. Chiusure settimanali inferiori a 4150 daranno vita ad un movimento ribassista che potrebbe estendersi fino a 3700 area.

ORO (COMMODITY): Il doppio massimo a 2070 potrebbe anticipare un rasserenamento della situazione

 


Le pressioni inflazionistiche e la guerra spingono l’oro al rialzo in qualità di bene rifugio con i prezzi che si portano sui precedenti massimi assoluti a 2070 dollari prima di stornare. La presenza di un doppio massimo unita ad una configurazione a candele “dark cloud” sul grafico settimanale (candela bianca doji candela nera) sono però tutti segnali di debolezza per il metallo giallo che potrebbe anche anticipare un miglioramento generale della situazione. La perdita del supporto a 1877 dollari infatti permetterà una continuazione del ribasso fino 1780/800 dollari a testare la media mobile a 100 periodi e dove ci si attende una reazione. Discese al di sotto di 1750 dollari approfondiranno il ribasso fino a 1675 dollari minimo del 2021, livello da non violare per non innescare una importante fase di ribasso fino a 1550 e quindi 1350. Il superamento dei massimi assoluti invece segnalerà l’avvio di una nuova importante accelerazione rialzista verso nuovi massimi assoluti a 2400 dollari.

domenica 20 marzo 2022

EUROSTOXX50 (EUROPA): La resistenza a 4000 rappresenta il livello chiave

 





Dopo aver corretto sull’inizio della guerra quasi il 50% di tutto il rialzo partito dai minimi a 2300 di marzo 2020 l’indice ha progressivamente recuperato gran parte del terreno perduto arrivando sulla resistenza a 3900. In un contesto che rimane ancora correttivo i prezzi possono ora estendere il recupero fino a 4000 parte bassa dell’ampissima fase laterale iniziata a metà ottobre a 2021 la cui violazione aveva dato il via alla profonda discesa e ci si attendono delle prese di profitto. Quota 4000 rappresenta il livello chiave in quanto una sua tenuta confermerebbe che la fase è in corso è un rimbalzo riproponendo le contrattazioni verso 3800 e quindi per un test della media mobile a 200 periodi a 3660. Chiusure settimanali superiori a 4000 invece indicheranno la ripresa del rialzo verso i precedenti massimi a 4400 e quindi verso i massimi del 2007 a 4570/4600

FTSEMIB: Solo sopra 25500 si avrà una conferma che quello che sale non è una correzione

 



Prosegue il recupero dell’indice italiano con i mercati che metabolizzano la guerra in attesa sempre di un accordo di pace e vengono sospinti dal buon andamento di Wall Street. Dopo una fase laterale il Ftsemib riesce a salire sopra 24000 chiudendo la settimana al di sopra del livello. Nonostante il fortissimo recupero da 21000 lo scenario rimane incerto con i prezzi che sembrano ancora all’interno di una fase correttiva o che comunque devono correggere parte del movimento di rialzo visto nelle ultime settimane prima di ripartire. Nel breve la formazione di un doppio minimo a 23800/30 consente ulteriori allunghi dei prezzi verso 24880/25000. Solo ritorni al di sopra di 25500 indicheranno che la negatività è definitivamente alle spalle. La perdita del supporto a 23800 consentirà storni dei prezzi verso 23600 a chiudere il gap tuttora aperto ma solo sotto 22780/800 si ripristinerà la tendenza ribassista per un ritorno sui minimi.

venerdì 18 marzo 2022

PAYPAL: titolo pronto per un gran rimbalzo



Il ribasso del titolo si è fermato sulla trendline rialzista di lungo periodo a 93,00 dollari aprendo a ampi margini di crescita con la possibilità di chiudere il gap a 170 dollari

MONCLER: La tenuta della media mobile conferma l'impostazione rialzista del titolo

 




La discesa dei prezzi si è arrestata sui precedenti massimi del 2018 e del 2020 a 42,00 euro dove il titolo ha gia reagito. Questo livello è ulteriormente rafforzato dal transito della media mobile a 200 periodo che conferma l'impostazione rialzista con i prezzi che adesso possono riprendere la strada verso i precedenti massimi a 70,00 euro. Eventuali storni sulla tenuta della resistenza di breve a 51,00/30 euro saranno da utilizzare per entrare in acquisto

Operatività: acquisti su storni in area 47,60/80 euro stop a 45,49 euro primo profit a 61,00 euro poi 70,00 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


giovedì 17 marzo 2022

NEXI: La fase di consolidamento sui minimi preannuncia un movimento di recupero


Il fortissimo ribasso del titolo partito dai suoi massimi assoluti a 19,40 euro del luglio 2021, dopo aver violato l'importante supporto a 14,50 euro, si è spinto fino a 9,65 euro sulla parte bassa del canale ribassista dove ha reagito, raggiungendo esattamente la proiezione dei movimenti precedenti. I prezzi stanno ora consolidando sui minimi in presenza di una fase di ipervenduto e tutto lascia pensare che il titolo possa avviare una fase di recupero verso 12,50 euro e successivamente per un test del livello chiave a 14,50 euro.

Operatività: Acquisti su storni in area 10,70/75 euro stop a 10,29 euro profit a 14,50 euro

AVVERTENZA: Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


mercoledì 16 marzo 2022

NVIDIA CORPORATION (USA): PUO' BENEFICIARE DEL RIMBALZO DELL'INDICE TECNOLOGICO SULLA TENUTA DEL SUPPORTO CHIAVE A 205/207 DOLLARI


 

POSTE ITALIANE: La chiusura del gap spinge i prezzi al rialzo

 


Il fortissimo ribasso visto nella scorsa settimana ha spinto i prezzi fino a 8,36 euro permettendo la chiusura del gap lasciato aperto a febbraio 2021 dove infatti il titolo ha reagito. Lo scenario si presenta pertanto interessante per Poste Italiane che ha la possibilità di estendere il recupero verso 10,50 euro e quindi 11,00 euro dove transita la media mobile 200 giorni. Il titolo però diverrà interessante in presenza di storni a 9,28/30 euro

Operatività: acquisti su ritorni a 9,28/30 euro stop a 8,99 euro profit a 11,00

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


martedì 15 marzo 2022

LA RECESSIONE IN GERMANIA, IL PETROLIO, GENERALI MONCLER I TITOLI ENERGETICI E TANTO ALTRO: MIO COMMENTO SETTIMANALE PER LEFONTI.TV (15 MARZO)


 

POSIZIONI CHIUSE E RENDIMENTO NEL 2022

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


PORTAFOGLIO AGGIORNATO AL 15 MARZO

 


AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati


TITOLI SOTTO LA LENTE (CON OPERATIVITA')


 


PS:  Con l'aumento della volatilità come in questo periodo è consigliabili diminuire la dimensione della posizione

  • IVECO
Titolo fin troppo penalizzato dal mercato anche in considerazione del suo business che potrebbe beneficiare del conflitto bellico. In questo momento i prezzi stanno consolidando sui minimi e una violazione della resistenza a 6,80 euro permetterà l’inizio di una fase di recupero verso 8,50/60 euro ritracciamento del 50% di tutta la discesa

Operatività: acquisti sulla violazione di 6,80 euro stop 6,51 euro profit a 8,50 euro

  • DIASORIN
Il ritorno del covid in Cina riporta sotto la lente Diasorin scesa da sui massimi assoluti a 210,00 euro fino a 115,00 dove sta reagendo. Il superamento di 134,50 euro livello difeso dalla media mobile a 200 periodi permetterà l’avvio di una fase di forza diretta a chiudere il gap lasciato aperto a 175,00 euro con la possibilità di allungare fino a 200 euro. Acquisti sulla forza

Operatività: acquisti sulla violazione di 134,50 euro stop a 129,90 euro primo profit a 175,00 euro e quindi 200,00 euro

  • WIIT
Titolo attivo nel cloud, ha risentito lievemente dello storno dei mercati e sta adesso consolidando tra 24,50 e 29,30 euro. Proprio la violazione di questo livello consentirà accelerazioni verso 37,00 euro e quindi verso i precedenti massimi in area 40,00

Operatività: acquisti sulla violazione di 29,40 euro stop 28.29 euro primo profit a 37,00 euro poi 39,50 euro

  • SIT GROUP
Il “piercing pattern” formato dalla candele giapponesi su grafico settimanale è un segnale di forza per il titolo che può riproporsi velocemente verso quota 10,00. Acquisti su correzioni

Operatività: acquisti su ritorni a 8,00/10 euro stop a 7,77euro profit a 10,00 euro

AVVERTENZA: 

Le presenti informazioni sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell'arte delle conoscenze e delle tecnologie; la loro accuratezza e la loro affidabilità non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte dell'autore o qualcun altro. Tutte le informazioni pubblicate NON devono essere considerate un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di valori mobiliari, ma vogliono svolgere una funzione di supporto e di didattica per l'investitore, che rimane totalmente responsabile delle proprie operazioni. Le informazioni fornite sono inoltre frutto di notizie e opinioni che possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. In ogni caso l' autore non si ritiene responsabile nei confronti di alcun utente o terze parti di eventuali danni diretti o indiretti dovuti ad un uso improprio delle informazioni fornite o da eventuali inesattezze o non completezza nelle informazioni e nei dati



lunedì 14 marzo 2022

Come la crisi ucraina e il boom della materie prime impattano sulle decisioni della Fed: mio commento per Tgcom24 (14 marzo)


 

PENSIERI PAROLE ED IDEE IN LIBERTA: COME SMARCARSI DALLA BANCHE CENTRALI PER VIVERE SERENI (14 MARZO)

 




La tempesta perfetta. In un mondo già in difficoltà per il clamoroso cambiamento del sentiment sui listini azionari, dopo anni di rialzi privi di particolari preoccupazioni, adesso irrompe la guerra. Gia schifosa di suo, con i morti e profughi vittime incolpevoli di una situazione ancora adesso poco capibile, spinge al rialzo i prezzi di tutte le commodities andando ad appesantire una inflazione già molto alta, mettendo di fatto a repentaglio la crescita economica dell’ultimo periodo anche essa devirante da un’altra catastrofe come il Covid

Il dato dell’inflazione americana pubblicato la scorsa settimana parla chiaro: bisogno tornare indietro al 1982 per ritrovare un 7,9% mentre l’obbiettivo della Fed è sempre fermo al 2%. Dopo anni di inflazione a zero grazie alla finanziarizzazione dell’economia e la digitalizzazione che hanno spinto al ribasso i salari, facendola di fatto scomparire dai radar, adesso improvvisamente ritorna molto più alta di prima. Confermando come il metodo di calcolo e l’atteggiamento da parte delle varie banche centrali sia antiquato. Oltre a mettere in evidenza le conseguenze di un decennio di politiche a tasso zero.

Mentre una volta il fenomeno inflattivo era conseguenza di problematiche dal lato della domanda (maggiori richieste di beni spingevano i prezzi al rialzo) nel caso attuale è generata da una scarsità di offerta dovuta sicuramente allo stop and go conseguenza della pandemia ma anche ad una intensa attività di tipo speculativo sulla materie prime derivante dall’immensa liquidità inserita nel sistema e che deve trovare per forza qualche sbocco. Situazione che peraltro riscontrata nelle cryptovalute diventate da fenomeno di nicchia una assett class riconosciuta in pochissimo tempo

La scorsa settimana abbiamo avuto la sorpresa di una Lagarde molto più decisa e falco del solito in un una analogia con quanto fatto da Trichet nel 2008 che alzò i tassi proprio prima della recessione innescata dalla crisi subprime, ma che continua a pagare una scarsa sintonia con i mercati, essendo una politica di professione e non una economista come il suo rimpianto predecessore. Questa volta invece tocca alla Fed in una riunione che era stata cerchiata sul calendario da parecchio tempo in quanto annunciava il primo aumento dei tassi da oltre 10 anni e dove infuriavano le scommesse sull’entità di 0,25 o 0,50%. Il rialzo ci sarà ma l’incredibile aumento delle materie prime costringe la Banca Centrale Americana ad essere estremamente cauta rimando bloccata tra le esigenze dell’economia reale (controllo dei prezzi) e quella dell’economia finanziaria che verrebbe penalizzata da un aumento dei tassi. La necessità di districarsi in questa situazione è proprio per evitare un sentiero deflattivo che può portare ad una recessione. E l’aumento dei rendimenti dei titoli governativi americani con il 5 anni e 10 anni tornati sopra il 2% segnala proprio le preoccupazioni di come una diminuzione degli stimoli e un aumento delle materie prime possa soffocare la ripresa economica.

L’improvvisa escalation bellica in Ucraina non ha fatto che peggiorare un quadro tecnico sui mercati azionari che iniziava ad essere già compromesso ad inizio 2022 dopo il fortissimo rally di fine 2021 che aveva il solo scopo di chiudere il più alto possibile per calcolare i bonus di performance e rimandare le preoccupazioni più avanti. D’altronde il ritorno dell’inflazione era gia presente alimentando ancora una volta dubbi sull’operato della Fed che ha scelto di non intervenire l’estate scorsa in condizioni molto buone aspettando che la situazione sui prezzi si risolvesse da sola, la famosa “transitorietà”, con il risultato di essere passata dalla padella alla brace non avendo più la situazione sotto controllo dopo aver alimentato e sostenuto uno dei più grandi e veloci rialzi dei mercati azionari. Spingendo inoltre involontariamente fuori dal mercato del lavoro una moltitudine di soggetti che preferivano il trading sul divano rispetto ad una occupazione lavorativa, con conseguente incapacità per le aziende di riempire le posizioni vacanti ed il susseguente aumento dei salari che mette ulteriormente pressione a Powell

Dopo un 2021 favoloso in termini borsistici il 2022 ci riporta sulla terra con la necessità di trovare un nuovo equilibrio che non dipenda esclusivamente dalle azioni della banche centrali, andando ad identificare con precisione quali temi e quale aziende cavalcare in mondo in rapido, se non sgretolamento, di sicuro cambiamento come dimostrano le questioni geopolitiche sul tappeto, non ultimo il ruolo della Cina che appoggia la Russia ma fa affari con gli americani. E mettendo in discussione tutta quella tipologia di strumenti e strategia passiva che ha visto un grande successo negli ultimi anni proprio grazie alla protezione fornita dalla banche centrali. Di sicuro la durata della guerra in Ucraina avrà un deciso impatto sulla ripartenza non sono dei mercati azionari ma anche del nostro stesso modo di vivere.

Questa è la settimana della banche centrali che sarà il tema chiave che gli investitori seguiranno in un contesto che rimane di incertezza come conferma la forte volatilità, anch’essa sopita per molto tempo. Detto della riunione della Fed mercoledi sono in programma anche quelle della Bank of England (Boe) giovedi dove ci si attende un terzo rialzo dei tassi da 0,25% e quella del Giappone venerdi qui non si attendono novità. Interessanti sono anche le riunioni della banca centrale turca che in ossequio alle direttive di Erdogan non toccherà i tassi nonostante l’inflazione sia al 54% (!) ed quella del Brasile attesa al nono rialzo consecutivo dei tassi a 11.75%