Continua il momento positivo del petrolio arrivato fino a 85 dollari quando solo ad aprile 2020 cioè un anno e mezzo fa le quotazioni erano sotto i 10 dollari. La formazione di una figura di inversione “morning star” sui minimi era un chiaro segnale di inversione ma onestamente nessuno si sarebbe aspetto il Wti a questi livelli in cosi breve tempo. L’oro nero infatti ha beneficiato sia del taglio alla produzione che dei conflitti all’interno dell’Opec assieme a fattori ambientali e non ultimo una forte componente speculativa alimentata dalla liquidità abbondante nel sistema. Da un punto di vista tecnico la tendenza si presenta tuttora rialzista sul grafico mensile dopo che le contrattazioni hanno violato l’importante resistenza a 77 dollari e sono ora dirette verso il target posto a 91,50/92 dollari, definito dall’incrocio delle trendline di lungo periodo. Oltre quel livello si colloca poi la fatidica quota 100 dollari. La presenza di un oscillatore stocastico in ipercomprato alimenta la possibilità di qualche storno nel breve ma solo la rottura del supporto a 74,50 dollari fornirà un segnale di debolezza al petrolio spingendolo verso 65/66 dollari.
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