Come spesso accade il simposio di Jackon Hole, lungamente atteso, non ha portato novità di rilievo, con Powell molto bravo a centellinare le parole con comunicazione che è piaciuta molto ai mercati arrviati su nuovi massimi assoluti. Chiaramente il messaggio ricevuto è stato decisamente accomodante con un “tapering” prossimo, senza fornire alcuna data, peraltro già scontato dai mercati, e nessuna novità sui tassi
Con i mercati che hanno superato indenne la più breve recessione di sempre, un mese circa, e che da marzo 2020 hanno raddoppiato il loro valore, rimane preoccupante come non si accenni minimamente a ridurre la quantità di denaro immessa e anzi si parli anche di piani di 3000 miliardi di dollari per sostenere l’economia
Questo ben evidenzia lo squilibrio ed il gap attualmente presenti ma soprattutto la mentalità verso la propensione al rischio degli investitori ormai abituatissimi ad avere il supporto generoso delle banche centrali. L’incredibile massa di liquidità che non accenna a diminuire ha gia provocato notevoli distorsioni, tra cui quella di fare diventare il mercato delle cryptovalute da fenomeno di nicchia ad assett finanziario vero e proprio di cui non si capisce il valore, e alla minima debolezza viene utilizzata per sostenere i listini azionari con il risultato di non vedere una correzione superiore al 5% da oltre 200 sedute
Al di là delle parole di Powell che sembra in controllo della situazione pur in presenza di visioni divergenti all’interno del consiglio della Fed, gli stimoli messi in campo per affrontare la crisi legata al Covid hanno creato un mondo, e se vogliamo una bolla, che doveva essere gestito e fermato tempo prima. Anche perché questo guadagno constante e protetto di Wall Street sta ampliando la forbice tra i ricchi (chi può investire in borsa diventando sempre più ricco) e la fascia povera della popolazione, con possibili tensioni sociali, situazione che stiamo iniziando a vedere anche da noi
Di pari passo assime alla digitalizzazione e ai generosi aiuti statali ha creato un esercito di piccoli trader che movimentano il mercato senza avere la più pallida idea della gestione del rischio connesso ad un investimento rendendo cosi la borsa simile ad un casinò
Al di là della facciata, la Fed si trova su ghiaccio sottile e deve stare attenta a non sbagliare mossa, pena il crollo del castello di carte che ha giustamente creato all’inizio ma di cui ha poi perso il controllo ritardando misure di ritorno alla normalità, e data la situazione di euforia e propensione al rischio attualmente presenti sarà sempre più difficile ottenere
Infatti anche nella seduta di venerdì gli investitori hanno preferito continuare la festa concentrandosi distrattamente su una prossima chiusura dei rubinetti nel futuro (tapering) “che in nessun caso anticipa aumenti dei tassi” (cit.), piuttosto che sulle nubi legate ad un rallentamento economico gia anticipato da alcuni dati e da una ripresa de contagi di Covid 19.
Con l’economia che sembra essersi ripresa, ma i colli di bottiglia legati all’approvvigionamento e all’aumento dei prezzi delle materie prime rimangono sullo sfondo, adesso tutte le attenzioni sono tornare sul mercato del lavoro, altro obbiettivo della Fed, con il report del prossimo venerdi che potrebbe dare qualche indicazione in più.
In Europa si assiste ad un netto incremento della ripresa economica trainata dai titoli classici e questo giustifica la differenza rispetto alla forte componente tecnologica americana. I forti aiuti economici stanziati da Bruxelles hanno dato fiato alle economie più difficoltà come la nostra in netta crescita anche grazie alla campagna vaccinale. Rimane il dubbio se l’accelerazione sia temporanea con la volontà delle aziende di cavalcare l’onda del momento o anticipa una condizione che sarà strutturale per i prossimi anni, anche in presenza di problematiche come un possibile nuova ondata di contagi in autunno o le elezioni politiche tedesche di settembre, le prime senza la Merkel dopo 15 anni
In settimana ancora sotto la lente sarà la situazione del ritiro dall’Afghanistan e la riunione dell’Oper mercoledi. Dati economici importanti sono l’indice Pmi manufatturiero europeo e cinese mercoledi mentre venerdi verrà pubblicato l’atteso report sul mercato del lavoro americano