L’incertezza presente sul mercato americano, almeno nel breve, viene ben documentato dall’andamento del Nasdaq Composite capace di ritoccare i massimi assoluti ma in realtà di rimanere compreso nelle ultime 6 sedute tra 12950 e 13200. Lo scenario di fondo rimane improntato al rialzo e se nei mesi estivi erano i titoli Faang a trainare il listino, adesso il testimone è stato raccolto da Tesla che praticamente da sola fornisce una direzionalità all’indice. Da un punto di vista tecnico lo stocastico si è già girato al ribasso in presenza di una forte divergenza e di un doppio massimo a 13200, lasciando intendere la possibilità di una correzione per l’indice che tuttavia deve rompere il supporto a 12945/13000 per scendere a testare la media mobile a 50 giorni transitante a 12500. Una correzione più significativa avrebbe poi un obbiettivo maggiormente interessante a 12000 area a riconoscere i precedenti massimi dello scorso novembre. L’uso del condizionale è imperativo perché in questo ultimo anno il Nasdaq è stato in assoluto l’indice più comprato e le correzioni sono state rarissime e sempre molto brevi, scenario che porta con se il rischio di avere delle correzione molto profonde quando il sentiment che lo sosteneva improvvisamente sparisce. La perdita del supporto a 12000 sarà un chiaro segnale al riguardo. Al rialzo sopra 13200 i target successivi si collocano a 13650/700 e 14000. Ma tanto basta osservare Tesla per capire…
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