lunedì 10 ottobre 2022

PENSIERI IN LIBERTA': IL "VENTO DEL CAMBIAMENTO " LASCIA SPIAZZATI GLI INVESTITORI (10 OTTOBRE)


Non cè niente di peggio che non arrendersi alla realtà. E’ esattamente quello che gli investitori testardamente continuano a fare nonostante una evidenza di una inflazione che rimane sostenuta e cui la Fed ha deciso di contrastare anche a costo di “qualche sofferenza” a colpi di sostanziali rialzi dei tassi. E non potrebbe essere altrimenti in presenza di un mercato del lavoro che rimane decisamente forte e con una disoccupazione a livelli praticamente fisiologici

Il problema è che gli investitori non capiscono, o meglio non accettano l’idea che il vento è cambiato, dopo un decennio di rialzi dei mercati finanziari portanti per mano dalla stessa Fed grazie ad una liquidità senza fine. Una sorta di mondo perfetto dove il “buy on the dip” era il mantra perfetto per guadagnare senza fatica, anche per la mancanza di alternativa all’investimento azionario, alimentando così i classici fenomeni speculativi

Poi tutto è cambiato. Non di colpo come si vorrebbe pensare ma a poco a poco per poi accelerare e prendere tutti in contropiede, con una inflazione schizzata ai massimi da 40 anni ed una crisi energetica in Europa, ovviamente legata all’ guerra di Ucraina e alle conseguenti riduzioni del gas russo, che ricorda molto quanto accaduto negli anni ’70. E come spesso accade portandosi dietro una concatenazioni di conseguenze in un mondo già provato dalla pandemia e della distruzione delle catene di approvvigionamento

Il punto è proprio che per 13 anni gli investitori hanno vissuto in un mondo che presentava dubbi e inefficienze (basta pensare agli anni di tassi in negativo in cui oltre a prestare i soldi bisognava pure pagare perché li tenessero) ma erano tutti impegnati a fare soldi, anche senza muoversi dal divano di casa, per accorgersene. Con la stessa Fed che generava una sorta di effetto ricchezza aumentando a dismisura il bilancio federale sperando in un rientro graduale della situazione

Quello che gli investitori sembrano non accettare e che genera notevole nervosismo sui mercati è che Powell, dopo aver erroneamente considerato transitoria l’inflazione e non aver agito in modo significativo dopo aver capito lo sbaglio non può permettersi ulteriori cambi di traiettoria da un rialzo sostanzioso dei tassi, anche a costo di far deragliare quel mercato azionario che aveva contribuito a sostenere. Dopo aver annunciato atterraggi più o meno morbidi il buon Jerome non solo deve far rientrare l’inflazione su livelli più accettabili ma anche ripristinare la credibilità del principale istituto monetario al mondo, colto clamorosamente in contropiede dagli eventi che esso stesso è deputato a gestire. Con il rischio concreto che l’uso smodato della leva dei tassi possa provocare una forte recessione che avrà ripercussioni a livello mondiale. Perché correre dietro agli eventi presenta una situazione di difficoltà e piena di imprevisti, diversamente da quanto accade con la pianificazione legata ad un timing corretto

In un mondo in grande fermento non può passare inosservata la decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione di 2 milioni di barili al giorno, in vista di un embargo europeo sul petrolio russo, mettendo sotto pressione l’offerta in un mercato gia ristretto e gettando le basi per un ritorno dei prezzi al di sopra dei 100 dollari. Al netto di considerazioni legate al costo del barile preme sottolineare la prima importante spaccatura del legame da sempre stabile tra Arabia Saudita e Stati Uniti portatori di interessi fino a qui comuni, e che ha costretto l’Amministrazione Biden a mettere mano alla scorte strategiche al fine di calmierare i prezzi anche in vista delle elezioni di mid term del prossimo mese.

Ma evidenzia ancora una volta di più come l’ordine mondiale visto negli ultimi 30 anni sia in grande evoluzione, con cambi di alleanze ed ingresso di nuovi soggetti nel panorama mondiale come Cina ma soprattutto India che stanno diventando importanti a livello economico e formati da popolazioni gigantesche da sfamare e di cui occuparsi. La sorte del conflitto in Ucraina inciderà molto in questo cambiamento con il rischio di una deframmentazione della Russia che terrorizza l’Occidente, all’interno di una possibile minaccia nucleare. Ma oltre all’aspetto finanziario legato agli investimenti andrà ad impattare in maniera importante in tutte le nostre vite.

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