martedì 11 ottobre 2022

PORSCHE (GERMANIA): ACQUISTI SU STORNI?

 


Il titolo automobilistico rappresentato dal grafico orario è quasi tornato sui livelli di partenza della quotazione del 29 settembre. Il grafico è "giovane" (9 sedute in totale)  ma una entrata a 83,50 euro sembra interessante

lunedì 10 ottobre 2022

PENSIERI IN LIBERTA': IL "VENTO DEL CAMBIAMENTO " LASCIA SPIAZZATI GLI INVESTITORI (10 OTTOBRE)


Non cè niente di peggio che non arrendersi alla realtà. E’ esattamente quello che gli investitori testardamente continuano a fare nonostante una evidenza di una inflazione che rimane sostenuta e cui la Fed ha deciso di contrastare anche a costo di “qualche sofferenza” a colpi di sostanziali rialzi dei tassi. E non potrebbe essere altrimenti in presenza di un mercato del lavoro che rimane decisamente forte e con una disoccupazione a livelli praticamente fisiologici

Il problema è che gli investitori non capiscono, o meglio non accettano l’idea che il vento è cambiato, dopo un decennio di rialzi dei mercati finanziari portanti per mano dalla stessa Fed grazie ad una liquidità senza fine. Una sorta di mondo perfetto dove il “buy on the dip” era il mantra perfetto per guadagnare senza fatica, anche per la mancanza di alternativa all’investimento azionario, alimentando così i classici fenomeni speculativi

Poi tutto è cambiato. Non di colpo come si vorrebbe pensare ma a poco a poco per poi accelerare e prendere tutti in contropiede, con una inflazione schizzata ai massimi da 40 anni ed una crisi energetica in Europa, ovviamente legata all’ guerra di Ucraina e alle conseguenti riduzioni del gas russo, che ricorda molto quanto accaduto negli anni ’70. E come spesso accade portandosi dietro una concatenazioni di conseguenze in un mondo già provato dalla pandemia e della distruzione delle catene di approvvigionamento

Il punto è proprio che per 13 anni gli investitori hanno vissuto in un mondo che presentava dubbi e inefficienze (basta pensare agli anni di tassi in negativo in cui oltre a prestare i soldi bisognava pure pagare perché li tenessero) ma erano tutti impegnati a fare soldi, anche senza muoversi dal divano di casa, per accorgersene. Con la stessa Fed che generava una sorta di effetto ricchezza aumentando a dismisura il bilancio federale sperando in un rientro graduale della situazione

Quello che gli investitori sembrano non accettare e che genera notevole nervosismo sui mercati è che Powell, dopo aver erroneamente considerato transitoria l’inflazione e non aver agito in modo significativo dopo aver capito lo sbaglio non può permettersi ulteriori cambi di traiettoria da un rialzo sostanzioso dei tassi, anche a costo di far deragliare quel mercato azionario che aveva contribuito a sostenere. Dopo aver annunciato atterraggi più o meno morbidi il buon Jerome non solo deve far rientrare l’inflazione su livelli più accettabili ma anche ripristinare la credibilità del principale istituto monetario al mondo, colto clamorosamente in contropiede dagli eventi che esso stesso è deputato a gestire. Con il rischio concreto che l’uso smodato della leva dei tassi possa provocare una forte recessione che avrà ripercussioni a livello mondiale. Perché correre dietro agli eventi presenta una situazione di difficoltà e piena di imprevisti, diversamente da quanto accade con la pianificazione legata ad un timing corretto

In un mondo in grande fermento non può passare inosservata la decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione di 2 milioni di barili al giorno, in vista di un embargo europeo sul petrolio russo, mettendo sotto pressione l’offerta in un mercato gia ristretto e gettando le basi per un ritorno dei prezzi al di sopra dei 100 dollari. Al netto di considerazioni legate al costo del barile preme sottolineare la prima importante spaccatura del legame da sempre stabile tra Arabia Saudita e Stati Uniti portatori di interessi fino a qui comuni, e che ha costretto l’Amministrazione Biden a mettere mano alla scorte strategiche al fine di calmierare i prezzi anche in vista delle elezioni di mid term del prossimo mese.

Ma evidenzia ancora una volta di più come l’ordine mondiale visto negli ultimi 30 anni sia in grande evoluzione, con cambi di alleanze ed ingresso di nuovi soggetti nel panorama mondiale come Cina ma soprattutto India che stanno diventando importanti a livello economico e formati da popolazioni gigantesche da sfamare e di cui occuparsi. La sorte del conflitto in Ucraina inciderà molto in questo cambiamento con il rischio di una deframmentazione della Russia che terrorizza l’Occidente, all’interno di una possibile minaccia nucleare. Ma oltre all’aspetto finanziario legato agli investimenti andrà ad impattare in maniera importante in tutte le nostre vite.

S&P500 (USA): IL RIBASSO DELL' INDICE FERMATO DALLA MEDIA MOBILE A 200 GIORNI A 3600

 


Momento chiave per l'S&P500 che si porta nuovamente a ridosso di 3600 supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 periodi che sta contenendo i ribassi. Una violazione di questo livello permetterà una continuazione della discesa verso 3400 e quindi verso 3200/20 minimi dell'autunno 2020. Una tenuta del supporto permetterà invece recuperi verso 3800 recenti massimi e quindi 4000, confermando la presenza di una ampia fase laterale tra 3600 e 4300.

domenica 9 ottobre 2022

BUND TEDESCO PERPETUAL 10 ANNI (OBBLIGAZIONE SOVRANA): RISCHIO DI NUOVI RIBASSI DOPO IL MANCATO RIMBALZO

 


Il rimbalzo del Bund si ferma sulla resistenza a 142,87, livello che rappresenta i minimi visti dal 2016 al 2018, prima di riprendere a scendere. Lo scenario si mantiene al ribasso con i prezzi che possono allungare la discesa fino a 130,00 sui minimi del 2015. Segnali positivi verranno dalla violazione della resistenza a 143,00 spingendo il Bund fino a 146,80 e quindi 150,00

PETROLIO BRENT (COMMODITY): RITORNI SOPRA I 100 DOLLARI PER I PREZZI DEL BRENT

 


La presenza di una formazione di inversione a candela "morning star" sul supporto difeso dalla media mobile a 100 periodi sono tutti segnali di forza per il petrolio del Mare del Nord, che può ora spingersi fino a 104,30/50 dollari e poi a 110,00 dollari, ritracciando rispettivamente il 50% e il 61,8% della precedente discesa. La ripresa del trend ribassista avverrà solo con la violazione dei recenti minimi a 82,50 dollari, spingendo i prezzi al test della media mobile a 200 periodi in transito a 75,00 dollari.

FTSEMIB (ITALIA): POSSIBILI RECUPERI SULLA TENUTA DI 203O0 MA LA STRADA DEL RIBASSO SEMBRA SEGNATA

 


Settimana a due velocità per il Ftsemib che dopo un inizio molto promettente fino a 21690, perde progressivamente il terreno guadagnato. La situazione rimane sempre impostata al ribasso grazie alla tenuta della trendline in atto dai massimi di inizio anno che regolarmente blocca i tentativi rialzisti. La violazione dei minimi a 20180/200 consentirà la partenza di una nuova fase ribassista sotto 19000 con la possibilità di chiudere il gap lasciato aperto a novembre 2020 a 18400, dove dovrebbe concludersi il ribasso. Eventuali rimbalzi sulla tenuta di 20200 potranno spingere le contrattazioni verso 22000 livello difeso dalla media mobile a 50 giorni e dove transita la trendline ribassista. Solo la rottura di questa resistenza permetterà una estensione del recupero.

mercoledì 5 ottobre 2022

ENEL: IL FORTE SUPPORTO A 4,20 EURO PUO' CONSENTIRE UN RECUPERO DEL TITOLO


La fortissima discesa ha portato il titolo sui minimi del 2018 a 4,20 euro in presenza di una situazione di ipercomprato. La formazione di un doppio minimo apre spazi di recupero per Enel verso 4,63 euro e quindi 5,00 euro. Il superamento dei 5,20 euro fornirà poi un segnale di inversione della tendenza ribassista. Acquisti su storni

Operatività: acquisti su ritorni a 4,365 euro stop a 4,195 euro a profit a 5,00 euro

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lunedì 3 ottobre 2022

EURO/DOLLARO (VALUTA): LA FASE TRIANGOLARE SUL GRAFICO MENSILE PROIETTA IL CAMBIO SUI MINIMI DEL 2001

 


Nuovi minimi del Euro contro Dollaro americano che scende fino a 0,9530 prima di rimbalzare. La situazione rimane ancora favorevole al biglietto verde che può scendere fino a 0,93 e quindi 0,8750/0,8800 livelli forniti dall'ampiezza dalle fase triangolare vista tra il 2016 e 2021 sul grafico mensile. La presenza di una fase di ipervenduto ipotizza rimbalzi nel breve verso 0,9950/1,00 ma solo ritorni sopra 1,04 forniranno qualche segnale di forza all'Euro.

PENSIERI IN LIBERTA': IL POSSIBILE FALLIMENTO DI CREDIT SUISSE CHIUDE IL CERCHIO DI 13 ANNI DI MANOVRE DELLA FED


Adesso abbiamo anche il problema Credit Suisse con i CDF (Credit default swap) saliti ai massimi del 2009, a farci ricorda l’infausta stagione dei mutui subprime culminata con il fallimento di Lehman, a cui se ne sarebbero ben presto aggiunte altre banche con conseguenze disastrose sul settore finanziario se non fosse intervenuta la Fed a salvare il sistema con copiose immissioni di liquidità. E di fatto dando l’avvio a quella sorta di “helicopter money” che contraddistinto il sistema finanziario fino a qualche mese fa.

La paura di una altro crollo di Wall come nel 1929, sui cui Ben Bernanke allora a capo della Fed aveva fatto la sua tesi di laurea, determinò la decisione di sostenere il mercato finanziario cambiando il ruolo della Fed passata da arbitro a giocatore a tutti gli effetti nel sistema, seppure non in maniera cosi decisa che costrinse la banca centrale ad inseguire, situazione ancora attuale. Ma gettando la semina per le problematiche a cui stiamo assistendo oggi come l’iperinflazione e la mancanza di credibilità della principale istituzione monetaria.

Tutta la liquidità pompata nel sistema, addirittura implementata nel 2018 e dopo la pandemia del 2020, si è diretta principalmente verso il comparto finanziario ed immobiliare, più che verso i consumatori, gonfiando di fatto qualsiasi attività finanziaria,( basti solo ricordare il vertiginoso aumento del Bitcoin divenuto un asset speculativo a tutti gli effetti pur essendo nato come valuta anti-sistema) essendo perdipiù supportata dalla stessa Fed che visto ampliarsi a dismisura il suo bilancio per sostenere una politica ultra espansiva

Il secondo aspetto fondamentale riguarda ovviamente la credibilità dell’istituzione monetaria, pesantemente compressa con la dichiarazione da parte di Powell della presenza di una inflazione “transitoria” che invece ha segnato massimi da 40 anni a questa parte. E già questo è già grave perché evidenzia una perdita di consapevolezza della realtà da chi dovrebbe essere deputato a gestirla. Ma che ben identifica il processo di normalizzazione in corso, non solo sul discorso tassi ma anche sul lato del ruolo della Fed tornato nuovamente al suo ruolo originario di arbitro, cioè di stabilizzatore dell’economia e non dei mercati finanziari, cosa che gli investitori faticano a capire oltre 10 anni di “bonanza”

La situazione attuale ha molti punti in comune con ciò che è accaduto in America a cavallo degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso quando una crisi energetica, proprio come adesso, portò l’inflazione su livelli molto elevati e furono necessarie dosi massicce di rialzi dei tassi per riportare la situazione sotto controllo che innescarono una forte recessione ed una disoccupazione superiore al 10%. Ma la riduzione troppo prematura dei tassi provocò una nuova ripartenza dell’inflazione cosa che spaventa Powell attento a non commettere nuovamente lo stesso errore. Ma allo stesso modo ricorda molto da vicino anche lo scoppio della bolla dot.com ad inizio secolo, anche se in maniera decisamente più ordinata grazie alla sostanziale tenuta della decina di titoli principali Big tech che ormai capitalizzano più di un terzo del listino

Con tale credibilità da recuperare sembra pertanto difficile che Powell si discosti in tempi brevi dalla linea della fermezza, come avevano erroneamente pensato gli investitori provocando il rally estivo. Mentre all’orizzonte si avvicina la stagione delle trimestrali che daranno una idea dell’impatto sugli utili aziendali del rialzo del 3% dei tassi visto da marzo in poi proprio in virtù del fatto del tempo richiesto per far sentire gli effetti sull’economia, in presenza comunque di un mercato del lavoro che continua a rimanere forte come dovrebbero confermare i dati sull’occupazione del prossimo venerdi.

La complessità della situazione generale, anche in termini geopolitici con l’inasprirsi del conflitto Ucraino assieme al ritorno delle voci di uso di armi nucleari a cui si aggiunge la crisi energetica in Europa e le difficoltà economiche cinesi, evidenziano ancora di più l’errore di “timing” e di visione di Powell che ha clamorosamente sbagliato a non operare sulla leva del rialzo dei tassi nell’ estate del 2021 in presenza di un contesto estremamente favorevole anche post pandemia, con il risultato di dover essere sempre costretto ad inseguire “la curva”. Esattamente come aveva fatto il suo predecessore Bernanke 10 anni prima. A conferma che difficilmente si impari dagli errori passati e che la storia tende sorprendentemente a ripetersi, pur con caratteristiche diverse, in particolare in campo finanziario.

Settimana contrassegnata principalmente dai dati sull’occupazione americana venerdi prossimo fondamentali per capire l’operato della Fed assieme all’ Ism manufatturiero lunedi. Per quanto riguarda l’Europa lunedi verrà pubblicato il dato sul Pmi manufatturiero , martedi quello sui prezzi alla produzione PPI mentre giovedi le vendite al dettaglio. Altro evento chiave sarà la riunione dell’Opec+ mercoledì.

DOW JONES (USA): SEGNALI RIBASSISTI DI MEDIO PERIODO CON LA PERDITA DEL SUPPORTO A 29500 PUNTI

 


La perdita del supporto fondamentale a 29650/30000 su base settimanale apre una nuova fase di ribasso per l'indice Dow Jones diretto verso 25500/26000 ritracciamento del 38,2% di tutto la salita partita dai minimi di marzo 2009 e dove transita la trendline rialzista di lungo periodo. Al di sotto il target successivo si colloca a 21700/22000. Segnali di forza verranno solamente da chiusure settimanali sopra 30000.

domenica 2 ottobre 2022

RENDIMENTO BTP DECENNALE ITALIANO (OBBLIGAZIONE): POSSIBILI CORREZIONI NEL BREVE TERMINE

 


Il raggiungimento del ritracciamento del 61,8% della precedente discesa sul livello del 5% e della trendline di lungo periodo evidenziano la possibilità di una correzione dei rendimenti sul titolo di stato decennale italiano verso l'area 4,00/30%. Discese sotto 3,80% approfondiranno poi la discesa fino a 3,00/10%. Sopra 5,00% il target successivo si colloca a 5,58/60%.

FTSEMIB (ITALIA): IL GRAFICO MENSILE ANNUNCIA ANCORA DEBOLEZZA SOTTO 19000 PUNTI

 


L'indice italiano rimane inserito dal 2012 all'interno di un canale rialzista molto ampio. La tenuta della media mobile a 200 periodi che ha respinto i tentativi di recupero dell’indice indica la presenza di una attuale fase di debolezza. Discese sotto il supporto anche psicologico di 20000 assieme spingeranno i prezzi verso la parte bassa del canale a 18500/19000 dove ci si attende una reazione. Sopra 22000 verrà confermata la ripresa dell'uptrend verso 28000. Invece la perdita di 18000 allungherà la discesa fino a 15000.