Il rialzo del prezzo del petrolio e la crisi energetica in generale forniscono dei grattacapi alla banche centrali e alle Fed in particolare che ha appena annunciato la riduzione dei programma di stimoli anche se non mutamenti sui tassi, mentre Powell continua nella sua caccia alla riconferma sulla poltrona di governatore, situazione che si presentava più solida alcuni mesi orsono
Le banche centrali mostrano tutto il loro momento di difficoltà dovendo affrontare un rallentamento economico accompagnato da alta inflazione cioè la stagflazione che come abbiamo visto negli anni 70 rappresenta lo spauracchio principale che devono affrontare le economie. La pandemia è stato sicuramente un evento estremo ed inaspettato che ha richiesto manovre straordinarie per affrontarle e che ha provocato delle situazione inattese dovute principalmente alla impossibilità delle aziende, ma in generale di tutti, di avere un minimo di programmazione, con il risultato che la “recessione più breve di sempre” ha avuto un ritorno alla normalità e ai consumi molto più rapida di quanto non fosse lecito attendersi
Tutto questo ha avuto ripercussioni notevoli soprattutto sul lato della logistica, in particolare nei porti cinesi, che a ruota si sono riversate in occidente. L’incidente della petroliera incastrata nel canale di Suez a metà luglio non ha fatto che evidenziare quando fosse precaria la catena di approvvigionamento, come sta sperimentando sulla sua pelle il Regno Unito in questi giorni, e sta facendo ripensare il sistema con aziende che dove aver delocalizzato in posti dove la manodopera era a basso prezzo stanno riportando la produzione sotto controllo vicino a casa. Il processo però non è immediato e serviranno anni per metterlo in atto mentre i margini aziendali continueranno a soffrire a causa dei costi elevati di trasporto
In questo contesto si evidenzia il ruolo della Fed e della varie banche centrali che hanno fornito il carburante per superare la crisi generata dalla pandemia ma che hanno fatto fatica a gestire le sue conseguenze. Non vi è dubbio infatti che al di là di fattori contingenti ma che avranno gran impatto in futuro come i cambiamenti climatici, sia stata proprio la grandissima liquidità nel sistema ad aver contribuito ad alcuni fenomeni speculativi in particolare sulle materie prime, petrolio e gas in primis ma anche quelle agricole che vanno poi ad impattare sul consumatore finale
Pur non negando che sia un lavoro complesso, Powell e la Fed sembrano aver perso il timing esatto per un ritorno alla normalità all'inizio della scorsa estate quando la situazione era sotto controllo, attuando una riduzione degli stimoli oppure iniziando anche un percorso di un minimo rialzo dei tassi. Adesso invece la Fed si trova in una situazione assolutamente delicata con una scarsità di energia e semiconduttori da affrontare, un inflazione che cresce anche grazie alle materie energetiche ed una crescita economica in rallentamento, dove il meglio che può fare è stare ferma o stringere la politica monetaria per evitare di perdere il controllo sull’economia
La Fed è ovviamente consapevole che la situazione stia sfuggendo di mano dopo aver bollato come transitoria l’inflazione ma è restia ad operare al rialzo sui tassi per evitare una nuova recessione. Di sicuro le banche centrali dovranno prelevare liquidità dai mercati più che fornirne ulteriormente nel caso di ulteriori pressioni sui prezzi, con tutte le ripercussioni facilmente immaginabili sui listini azionari saliti grazie al carburante della liquidità
In simile contesto è facile prevedere un netto aumento della volatilità nel corso delle prossime settimane con gli investitori che si mantengono cauti sul da farsi, anche se le performance del 2021 rimangono di assoluto rispetto, che guardano con attenzione all’inizio della stagione delle trimestrali per avere una idea più precisa della situazione
In settimana visto il momento grande attenzione alla riunione delle Opec+ che inizia lunedì per capire che se il petrolio potrà continuare la sua corsa con tutte le conseguenze del caso. In calendario nell’ottava anche le riunioni della banche centrali di Australia Nuova Zelanda ed India mentre molto importante sarà il dato sulla disoccupazione americana il prossimo venerdi

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