lunedì 6 settembre 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI (6 -10 SETTEMBRE)

 







Anche il tanto atteso dato sull’occupazione americana, di molto inferiore alle aspettative, alla fine si rivela un “non-evento” per i mercati finanziari, non sufficiente a provocare la minima correzione nonostante ci si trovi su massimi assoluti, anche se il netto incremento dei salari orari indica qualche preoccupazione di inflazione

Ancora una volta le decisioni delle banche centrali sono l’elemento principale a cui guardano gli investitori a conferma di quanto il mercato dipenda dalle immissioni di liquidità e quanto gli assett finanziari siano stati gonfiati grazie a questa liquidità. Il dato sulla disoccupazione permette a Powell di mantenere la linea accomodante, rimandando nel tempo le decisioni, e gli consente di presentare una situazione tranquilla, ottima per una persona in cerca di una riconferma del proprio lavoro, annuncio atteso a breve

Settimana entrante che sarà caratterizzata dalla riunione della Bce da cui non si aspettano grandi novità, anche visto il tema chiave rappresentato dalla elezioni tedesche di fine settembre che segneranno la fine di 16 anni dell’era Merkel.

L’incertezza politica rappresenta una assoluta novità per il paese teutonico che dal 1964 ha avuto solo 4 cancellieri a conferma di quanto la stabilità di governo sia utile per la crescita economica. Con il paradosso che in Italia, da sempre stereotipo di ingovernabilità, in questo momento la situazione è solidissima e l’economia in netta ripresa

L’esito delle elezioni potrebbe anche avere impatto sulle decisioni della Bce visto che il retaggio storico ben presente nella memoria tedesca dell’iperinflazione durante la repubblica di Weimar negli anni ‘30 che portò poi all’avvento di Hitler e del nazismo e all’orrore della seconda guerra mondiale

Con un chiara trazione tedesca, e non è un caso che abbia sede a Francoforte, il mandato principale della Bce è quello della stabilità dei prezzi, mandato che poi Draghi ha “leggermente” allargato per salvare l’Euro nel 2011, mettendo in crisi l’ortodossia tedesca. 

Diversamente da quanto succede per la Federal Reserve americana creata dopo la crisi del 1929 che ebbe come conseguenza una notevole perdita di posti di lavoro e per cui il suo mandato oltre all’inflazione prevede anche lo sviluppo della parte occupazionale

Rimangono sul campo parecchie preoccupazioni per gli investitori non solo politiche ma anche legate a possibili picchi di inflazione dovuti anche ai colli di bottiglia degli approvvigionamenti o ad una recrudescenza della pandemia nel prossimo autunno. Queste preoccupazioni si riflettono bene in questo momento sui mercati azionari totalmente in fase di attesa, con gli investitori alla finestra ma anche poco propensi a monetizzare i lauti guadagni data la fortissima liquidità attualmente presente.

 Come spesso accade l’eccezione è rappresentato dai colossi tecnologici americani, principalmente i famosi FAANG, che vengono visti come una sorta di investimenti “protettivi” data la forte componente innovativa a rappresentare “la nuova frontiera” in posizione di monopolio e a grazie al bassissimo indebitamente e forte flussi di cassa che li rendono simili a dei titoli obbligazionari

In un ottava che parte monca di Wall Street, chiusa il lunedì per festività, il focus come detto sarà principalmente giovedì sulle decisioni della Bce, in cui a differenza della Fed, non si parla minimamente di diminuire gli acquisti di titoli di stato, principale beneficiario l’Italia, anche se le cose potrebbero cambiare prima di quanto si possa pensare.

In un contesto di banche centrali attenzione anche alle decisioni della Banca di Australia martedì per capire eventuali disallineamenti. Sempre martedì focus sui dati economici cinesi per avere una conferma della ripresa economica. 

Se dal punto di vista dei dati economici non risulta niente di rilevante, l’attenzione negli Stati Uniti sarà sull’annuncio dell’amministrazione Biden della conferma di Powell alla guida della Fed, su cui ci sono pochi dubbi, e sulle parole del governatore della Fed di Dallas mercoledì per avere qualche spunto riguardo alle prossime mosse anche in considerazione delle fratture emerse recentemente tra i membri del consiglio



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