Anche questa volta la correzione sui mercati è durata non più di 24 ore con gli investitori lesti ad approfittare dei ribassi per mettere al lavoro la grandissima liquidità parcheggiata in panchina. Volendo si possono cercare numerose motivazioni ma alla fine questo è il motivo principale che spinge i prezzi al rialzo, assieme alla trimestrali che tanto per cambiare hanno battuto le aspettative
L’ultima settimana di luglio si preannuncia molto interessante sia per l’ultima riunione della Fed prima di Jackson Hole sia per le pubblicazione delle trimestrali dei colossi tecnologici che praticamente da soli, visto il loro peso sui listini, hanno spinto sui nuovi massimi i listini. A questi vanno aggiunti i dati sul Pil sia in America che in Europa che daranno una indicazione più aggiornata dalla ripresa economica e i dati sull’inflazione, improvvisamente scomparsa dal radar, su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Dalla riunione della Fed dello scorso giugno, quando era stato paventata una stretta sui tassi prima del previsto, si è assistito ad un notevole calo dei rendimenti dei Bond americani e anche i mercati azionari dopo un iniziale sbandamento (le solite 24/36 ore di ribasso) hanno ripreso a salire. Come già sottolineato in passato la tanto vituperata inflazione continua ad essere un rumore di fondo da utilizzare per movimentare un mercato orientato esclusivamente al rialzo ma che per il momento non ha ripercussioni degne di nota.
Probabilmente si inizieranno a vedere scrolloni significati quando gli investitori si accorgeranno che la Fed ha il controllo dell’andamento dei prezzi e quando si vedranno i primi cali degli utili aziendali Ma per il momento la situazione rimane tranquilla, si guarderà con attenzione al comunicato e ancora di più alle parole di Powell ma non si attendono grosse novità prima della riunione di Jackon Hole di fine agosto quando potrebbe essere annunciato un programma di riduzione degli stimoli.
Si prospetta pertanto un agosto senza grandi scossoni a parte quelli legati al ridursi delle contrattazioni. Il peggioramento della situazione pandemica legata alla variante Delta anzi sta aiutando i mercati perché costringe la Fed e le banche centrali in generale a mantenere gli aiuti tramite iniezioni di liquidità, diversamente da quanto prospettato a giugno, per sostenere la piena ripresa dell’ economia Usa.
Situazione simile in Europa, che segue pedissequamente l’America, anche se iniziano a pesare le prossime elezioni tedesche a settembre. La ripresa dei casi di pandemia rischia di incidere su una ripresa in piena attività, in particolare in Italia anche se rimane poco chiaro se sia una situazione strutturale oppure legata ad anticipare possibili rallentamenti futuri del ciclo dovuti ai colli di bottiglia negli approvvigionamenti e al netto aumento dei prezzi delle materie prime che inevitabilmente si scaricherà sui consumatori finali
Segnali interessanti vengono sia dal prezzo del petrolio, da sempre barometro della situazione, che dopo il crollo dello scorso lunedi ha recuperato i 72 dollari Wti dando slancio alle borse, ed Bitcoin che dopo essere sceso brevemente sotto i 30000 dollari si sta riportando verso 40000. Su questo ultimo assett pesano molto sia le dichiarazioni del solito Elon Musk per cui Tesla potrebbe accettare pagamenti in Bitcoin sia rumors che Amazon si stia attrezzando per la stessa cosa.
In settimana attenzione quindi ai dati del Pil martedì e alla riunione della Fed mercoledì. Da tenere sotto osservazione in America anche il dato sulla vendita di case esistenti lunedi e sulla fiducia dei consumatori mentre venerdì verranno pubblicati i dati sulle spese e redditi pro-capite molto seguiti dalla Fed. Sempre venerdi in calendario il Pil ed il dato sui prezzi nella zona euro.
In settimana pubblicheranno le trimestrali i principali titoli tecnologici Facebook Amazon Apple oltre a Microsoft e Tesla. Altri titoli importanti sono Boing Caterpillar Pfizer e McDonald’s

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