Ancora una volta la correzione, provocata dalle tensioni all’interno dell’ Opec che incide sui prezzi del petrolio e a caduta sulle borse vista la stretta correlazione, dura meno di 24 ore con gli indice americani svelti a riportarsi sui nuovi massimi assoluti. Difficile vedere qualche correzione degna di nota data l’enorme liquidità presente sul mercato con gli investitori che approfittano anche delle minimi discese per entrare in posizione
Come spesso detto l’inflazione di cui si parla moltissimo in questo periodo risulta più un fenomeno con cui convivere più che fornire preoccupazione Ad eliminare paura ci pensa infatti la Fed che monitora la situazione stando molto attenta movimenti bruschi dei mercati e dei tassi. A prescindere da qualsiasi discorso si voglia fare al momento legato ai tassi o alle materie prime, rimane molto difficile vedere storni dei mercati finchè la Fed non pronuncerà la parola “Tapering” in modo chiaro.
Questo comporta due problemi principali. Il primo è rappresentato dal fatto che più lungo si tengono i tassi a zero più il ritorno alla normalità proporrà problematiche molto più serie e profonde. L’altro viene dal fatto che molti, se non tutti, guardano al simposio di Jackons Hole a fine agosto come il momento in cui la Fed inizierà a segnalare un cambio di rotta e proprio perché la data è cerchiata in rosso sul calendario i mercati potrebbero anche anticipare una eventuale movimento
In attesa del via alla stagione delle trimestrali previste per domani (iniziano le grandi banche americane), tramite le quali si cercherà di capire se gli utili generati sono in grado di giustificare le quotazioni di molte società, le attenzioni e le preoccupazioni si concentrano sull’notevole aumento dei casi di covid dovuti alla variante delta che potrebbe mettere in discussione la ripresa economica mondiale.
Non è un caso se il settore tecnologico sia andato particolarmente bene in questo periodo con gli investitori che vedono nei grandi nomi del Tech, contraddistinti da forti flussi di cassa e poco o zero indebitamento, una sorta di polizza di assicurazione contro l’insorgenza di problematiche legate alla pandemia. Situazione peraltro ben evidenziata dalla overperformance del Nasdaq100 rispetto al Nasdaq Composite a conferma che sono i soliti nomi a tirare ed il rialzo che non ha un cosi grande respiro
Il barometro della situazione rimane sempre il petrolio con il Wti che ha raggiunto la soglia critica dei 76.00 dollari livello spartiacque. Un superamento di questo livello e di area 80 dollari vedrebbe le quotazioni del greggio raggiungere velocemente quota 100 con tutte le implicazioni del caso, non ultimo un rallentamento della crescita mondiale causato dall’aumento dei costi. Il termometro invece, cioè il Bitcoin, rimane stabile confermando come sia diminuita, almeno in questo momento, la voglia di investire in strumenti molto speculativi, anche se l’estate porta spesso con se volatilità e movimenti bruschi dei prezzi
Mentre aumentano le stime di crescita, anche in Europa crescono le preoccupazioni legate alla pandemia in particolare in un periodo come quello estivo che favorisci i contatti e gli spostamenti, con la paura di dover pagare in autunno/inverno la stagione turistica. Segnali interessanti vengono però dall’Euro contro il Dollaro che sembra aver terminato la sua caduta a 1,1800. Non sembra invece aver sortito alcun effetto la revisione del calcolo di inflazione annunciato dalla Lagarde nel corso della riunione della Bce della scorsa settimana
In settimana grande attenzione come detto all’inizio della stagione delle trimestrali. Martedi è previsto il dato su prezzi al consumo in America che assieme alla audizione di Powell davanti al congresso giovedi saranno sotto lo scrutinio degli investitori per avere indicazioni sui tassi. In calendario anche le riunioni delle banche centrali di Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud

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