Il dato inferiore alle aspettative sia sull’aumento di posti di lavoro che sulla produzione industriale visto venerdi in America consente un ulteriore rally a Wall Street allontanando le prospettive di tapering da parte della Fed.
In realtà viviamo tempi complessi, in cui sono presenti continuamente contraddizione e con gli investitori ormai da tempo indecisi se continuare il gran ballo rialzista conseguenza della massa di liquidità presente e dei sostegni all’economia oppure prestare attenzione alle prospettive di inflazione, temporanea o permanente che sia
In questo contesto le ultime dichiarazione di Janet Yellen, segretario al Tesoro ed ex governatore della Fed che auspicano un rialzo dell’inflazione nei prossimi mesi non aiutano a dissipare la matassa, mentre non ha impatto la decisione di approvare una tassa globale del 15% per le multinazionali, anche perché ci vorrà parecchio tempo per metterla a regime.
Anche se ormai uno sbiadito ricordo, l’inflazione entro certi limiti rimane un fattore positivo in quando indica la presenza di un economia che prospera ed inoltre impatta riducendolo sull’indebitamento statale. Ovviamente stiamo parlando un di un inflazione che non ha niente a che fare con quella degli anni 70 dovuto alla guerra del Sinai e al repentino aumento del prezzo del petrolio che portò all’ austerità ed in Italia alle domeniche con le targhe alterne
La Fed pertanto deve muoversi in un contesto in cui si augura di aver inflazione e dall’altra parte deve stare attenta a negarla per evitare di avere un impatto negativo sui mercati prima che sulla crescita. Vivendo sempre sul filo del rasoio rappresentato da o una inflazione fuori controllo oppure una crisi di liquidità
In contesto di mercati sui massimi e con tutte le materie prime in grande accelerazione, sia per la crescita economica che in pochi prevedevano così imponente sia per la componente legata a fattori speculativi, gli investitori sono molto attenti a possibili modifiche sui tassi, ben consci che prima o poi la festa finirà ma speranzosi sulla capacità di uscire un attimo prima che scenda tutto
Proprio la forte liquidità sta cambiando le prospettive dei mercati, a cui non serve più trovare un catalizzatore per poter continuare la corsa bensi una vera ragione per passare all’incasso dopo un prolungato periodo di rally
L’indicatore principale per capire l’andamento del mercato rimane sempre il petrolio con il Wti che ha raggiunto i 70 dollari al barile e rimane impostato ancora al rialzo, probabilmente fino alla fine dell’estate. L’inizio di una sua correzione potrebbe anticipare il movimento sui mercati azionari. Continua invece la netta diminuzione di volatilità sulle cryptovalute, i cui andamenti sono spesso legati a fattori di moda, ma che misurano la propensione ad investimenti rischiosi da parte degli investitori
Nella settimane entrante il tema inflazione la farà ancora da padrone con particolare attenzione alla volta di giovedi quando sarà pubblicato il dato sui prezzi al consumo in America mentre rimane sullo sfondo la trattativa tra Democratici e Repubblicani sul piano di spesa di infrastrutture di Biden per 1,7 miliardi di dollari.
Importante nello stesso giorno la riunione della Bce che anticipa di una settimana quella della Fed anche se dal lato europeo non ci si aspettavano cambiamenti di rilievo visto che la ripresa economica post pandemia è appena agli albori.
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