lunedì 3 maggio 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI (3 -7 MAGGIO)

 




Come spesso accade la montagna ha partorito il topolino con l’attesa riunione della Fed Reserve che non ha cambiato nulla e con Jeromy Powell abile a giostrare la parole. Ormai da molto tempo la comunicazione e non l’azione è l’elemento basilare con gli analisti che vivisezionano ogni dichiarazione, esattamente come facevano gli antichi con le viscere degli animali per trovare un presagio per il futuro.


Il tema principale rimane sempre l’inflazione e la conseguente necessità di alzare i tassi e mettere cosi fine al gioco che va avanti da anni di sostenere il mercato azionario. Rimane difficile capire come il rialzo cosi importante di tutte le materie prime dovuto ad una vigorosa ripresa economica non si scarichi sui prezzi nei prossimi mesi anche se il forte aiuto statale (1400 dollari al mese ai redditi inferiori agli 80 mila dollari) tramite sussidio sta allontanando il ritorno al lavoro di molti americani e la loro conseguenza pressione al rialzo sui salari


Come da attese quindi la riunione è stata interlocutoria e non ha fornito grandi spunti ma probabilmente il giorno da segnarsi sul calendario è il 26 agosto quando in occasione della riunione di Jackson Hole Jerome Powell sarà costretto a definire una sua posizione sulla possibilità di tapering soprattutto se continuerà la corsa delle materie prime e del rendimento del Treasury decennale.


Fa comunque impressione l’intervento del segretario Yellen nella notte di domenica a rassicurare il mercato sull’inflazione subito dopo una minima discesa dell’azionario nell’ultima seduta del mese consentendo di riproporre la famosa frase di Andreotti: “pensare male è peccato ma spesso ci si indovina”

 


Le trimestrali delle principali aziende americane sono state stratosferiche, in particolare quelle del comparto tech con i titoli FAANG più Microsoft che hanno spinto il Nasdaq a nuovi massimi assoluti. Non cè dubbio che la rivoluzione digitale a cui stiamo assistendo e che è stata accelerata dalla pandemia continuerà, ma per i titoli tech si tratta di capire se riusciranno ancora a mantenere questi tassi di crescita in futuro e se aumentando a dismisura la loro grandezza ed influenza non saranno prima o poi costretti a spezzettarsi per diminuire il loro potere di monopolio.


Un discorso particolare va fatto per Tesla che ha rilasciato una trimestrale con profitti pari a 600 milioni di dollari, di cui 100 mil dalla vendita di Bitcoin e 500 mil dalla vendita dei certificati elettrici mentre la parte auto, cioè il core business rimane in perdita. Questo conferma il tocco e l’alone di magia che circonda Elon Musk a cui gli investitori sembrano perdonare qualsiasi cosa


Detto che il faro per i mercati azionari rimane Wall Street, in Europa la situazione economica è in netto miglioramento grazie all’accelerazione della campagna vaccinale, che potrebbe aiutare molto il settore servizi fortemente penalizzato dalla pandemia mentre il manufatturiero si è ben difeso. Un ritorno alla normalità ed la massa di denaro del del Recovery Fund EU potrebbero favorire la ripresa dei titoli legati al ciclo economico di cui l’Europa è ben fornita (mentre scarseggia di società tecnologiche) consentendo una sovraperformance azionaria rispetto all’ America


Nella settimana entrante attenzione al nuovo intervento di Powell e al dato degli acquisti nel settore manufatturiero in America alla volta di lunedi mentre molto importante sarà il dato della disoccupazione venerdi. Ancora molte trimestrali a Wall Street mentre in Italia sarà il momento della principali banche da Unicredit ad Intesa e altre.

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