Se il dato sulla disoccupazione agli inizi del mese molto inferiore alle aspettative aveva creato preoccupazioni sul mercato americano, il dato sul rialzo dei prezzi al consumo, il maggiore incremento dal 2008, è stato ignorato con una scrollata di spalle da parte degli operatori che vedono ogni correzione una buona occasione per rientrare
E’ difficile parlare di bolla quando tutti ne dichiarano la presenza ma non cè dubbio che il rialzo cosi marcato delle quotazioni , causato sia dai bassi tassi di interesse che dagli aiuti fiscali e accresciuto dalla leva finanziaria tramite un forte indebitamento, sia motivo di preoccupazione, in particolare quando una buona fetta del mercato è fatto di piccoli, se non piccolissimi investitori, che si sentono invincibili finchè le cose vanno bene ma sicuramente non preparati nel momento cambiassero le condizioni di mercato,
In ogni caso il tema chiave rimane quello inflattivo e tutte le conseguenze che si porta dietro, dall’ aumento dei tassi ad una diminuzione della liquidità che soprattutto negli ultimi 5 mesi si è concentrata in borsa con un aumento dei volumi superiore a quelli degli ultimi 12 anni precedenti a Wall Street.
Lo stesso vertiginoso aumento delle materie prime sicuramente incorpora una rapida ripresa economica ma altrettanto è figlia della componente speculativa della liquidità in cerca di rendimenti, senza parlare poi del fenomeno delle cryptovalute, che non si è ancora capito se rappresentano il futuro oppure se sono costruite nel nulla ma nel frattempo sono diventato un mercato troppo grosso in termine di volumi per poter essere ignorate
Tutto questo se non alimentato, sicuramente è tollerato da parte della varie banche centrali ed in particolare dalla Fed che adesso deve gestire la grana “inflazione” senza spaventare i mercati e senza dare l’impressione che la situazione le scappi dalle mani. Perché cè il rischio concreto che prima o poi sia costretti a scegliere se mantenere una inflazione galoppante oppure rischiare una crisi di liquidità
Le minute delll’ultima riunione della Fed previste per il prossimo mercoledi ricoprono un ruolo cruciale per capire come la Yellen e Powell riusciranno a gestire la patata bollente dell inflazione. Il fatto che dicano che è tollerabile per “un periodo transitorio di tempo” alimenta i dubbi sul loro operato in quanto transitorio può essere 2 mesi o 2 anni non avendo definito il periodo
In Europa la situazione procede spedita, con i tutti i mercati azionari ben impostati a conferma di una ripresa prossima a venire grazie alla campagna vaccinale e quindi un ritorno alla normalità. In particolare nel vecchio continente si nota un aumento degli investimenti americani come testimonia la crescita del cambio EuroDollaro favoriti da quotazioni più contenute ed un ritorno in auge del comparto bancario
Mentre il petrolio rimane sui massimi di periodo in sintonia con i listini azionari, nell’ultimo periodo si assistono a delle ricoperture sull’Oro sia in ottica di protezione dall’inflazione sia come una delle poche commodities rimasta ancora su quotazioni accettabili

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