lunedì 10 maggio 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI (10-14 MAGGIO)


 



L’inatteso dato sulla disoccupazione americana (previste un milione di persone sono stati creati 266 mila nuovi posti di lavoro) rimescola ancora una volta le carte riguardo alla politica della Federal Reserve e alla sua volontà di rientrare dal programma di sostegno all’economia, e più in particolare ai listini azionari.


Nonostante si sprechino un sacco di parole a commento, i mercati finanziari americani proseguono imperterriti la loro corsa al rialzo proprio grazie alla fortissima liquidità immessa nel sistema in presenza di tassi zero che provoca inevitabili squilibri nel sistema


Questo mentre intorno tutto sembra prendere fuoco, almeno sul lato della materie prime che continuano a correre imperterrite grazie ad un mix pericolosissimo tra aspettative di forte ripresa economica e fortissima speculazione. Se questo rialzo dei prezzi non si è ancora tradotto in inflazione galoppante è perché non si registra una pressione al rialzo sui salari, con parecchi americani che preferiscono non cercare un lavoro dato il forte sussidio che ricevono, a volte superiore al precedente salario soprattutto per quelli impiegati nei servizi, e che preferiscono utilizzarlo nella più comoda e redditizia attività di trading in borsa visto il sostegno più volte reiterato delle istituzioni finanziarie americane


Anche il prezzo del petrolio continua a sostare sui massimi di periodo (i meno anziani ricorderanno ancora le domeniche a targhe alterne a seguito della crisi petrolifera del 1973…) mentre il recupero di Argento ma soprattutto Oro segnalano la volontà di cercare una assicurazione contro eventuali impatti inflattivi.


Intanto anche all’ interno della Fed hanno le loro belle gatte da pelare visto che nessuno sembra aver comunicato alla Yellen che non è più a capo della politica monetaria americana come invece le dichiarazioni (poi prontamente smentite) su possibili rialzi dei tassi lasciavano intravedere


Ma i mercati ormai vivono nelle loro sicurezze e basta una scrollata di spalle per cancellare qualsiasi preoccupazione e riprendere il rialzo, anche se ultimamente con qualche fatica


Netti segnali di miglioramento della situazione in Europa, anche grazie all’azione di Mario Draghi che si sta sempre più ergendo a leader in sostituzione di una Merkel ormai al tramonto e che sta provando a dare una scossa anche ad una commissione europea partita con ben altri auspici e che invece si è impantanata con errori e scelte discutibili. A questo proposito è molto interessante l’asse del nostro premier con gli americani contro i Turchi alleati nella Nato ma che hanno messo le tende in Libia, proprio davanti ai nostri confini.


Rimane solo da chiedersi quanto un rafforzamento dell’Euro contro Dollaro, che segnala anche spostamento di capitali verso l’Europa che ha maggiori margini di crescita avendo molti titoli ciclici, potrà impattare sull’export e quindi sulla crescita


Nonostante un incremento dello spread con il Bund tedesco decennale dovuto più a movimenti sul titolo tedesco che nostri, in Italia torna interessante il risiko bancario riportando sotto l’attenzione un comparto che era stato fortemente penalizzato nel 2020. Non cè dubbio che il sistema bancario allo stato attuale non stia più in piedi e necessiti di fusione/acquisizione che il governo sicuramente vede di buon occhio, nella speranza che i prezzi pregiati non vadano in mano straniera


Nella settimana entrante ancora attenzione alle dichiarazione di alcuni membri della Fed per capire qualcosa riguardo alle loro future intenzioni mentre da seguire sarà la riunione dell’Opec visti i livelli elevati del prezzo del petrolio. Ma fondamentale in una settima scarna di dati economici sarà il indicatore dei prezzi al consumo CPI in America alla volta di mercoledi per capire a che punto siamo con la spirale dei prezzi.

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