martedì 6 aprile 2021

COMMENTO SETTIMANALE AI MERCATI (6 - 9 APRILE)

 



Il mese di aprile si apre con un rinnovato entusiasmo facendo seguito ad un mese di marzo particolarmente positivo (con Piazza Affari in grande spolvero con un guadagno di oltre 11%) che trascina tutti i listini sui massimi assoluti o relativi, con prospettive ancora solide per il mese in corso


Il faro rimane sempre su Wall Street con l’S&P500 che supera per la prima volta 4000 punti e con il Nasdaq che recupera velocemente il terreno perduto in precedenza rimanendo leggermente più indietro.


L’aumento repentino degli occupati uniti ai buoni dati economici evidenziano una ripresa forte dell’economia anche grazie ai forti aiuti fiscali dell’amministrazione Biden ma dall’altra parte alimentano pressioni inflazionistiche che potrebbero causare un aumento più veloce del previsto dei tassi di interesse con conseguente drastica diminuzione della liquidità che sorregge lo slancio dei mercati


Wall Street comunque rimane assolutamente insensibile, anche in maniera sospetta, a tutti gli accadimenti esterni che hanno creato turbolenza sui mercati ma sono state subito rimosse. Dal caso Gamestop al crollo del valore delle Spac ed non ultimo alla crisi di Archegeos, family office che ha rischiato la bancarotta provocando perdite consistenti in Credit Suisse, sono state tutte situazioni che evidenziano una certa fragilità degli apparati di controllo e segnalano l’aumento netto dei casi di speculazione pura, alimentati dalla fortissima liquidità immessa nel sistema.


La differenza principale rispetto a situazioni precedenti è data da questa formazione di “micro bolle” che il mercato e gli organi regolatori in qualche maniera riescono a gestire (o a nascondere se volete) rispetto alle bolle precedenti come quella dei mutui subprime o delle Dot.com che erano generalizzate sul mercato.


Rimane sempre da capire come la Fed pensi di tornare ad una situazione di normalità sui tassi senza evitare sconquassi sui mercati finanziari come accaduto a fine 2018 e soprattutto chi sta dicendo la verità tra Powell e Yellen che indicano una politica di tassi zero ancora fino al 2023 e il mercato che vede crescere il rendimento del Treasury decennale con conseguente ripresa del mercato obbligazionario


Tornando al vecchio continente anche i listini europei si accodano alla buona intonazione vista oltre oceano avendo recuperato tutto il pesante passivo dovuto allo scoppio della pandemia, anche se ques’ultima rimane ancora da debellare come dimostrano le ultime chiusure in Francia e Germania. Il dato più significativo è rappresentato dal diverso andamento dei listini azionari all’interno dell’ Europa con quelli legati all’area Euro molto più pimpanti scontando in anticipo la massa di soldi che arriveranno con il recovery fund mentre altri listini come la Svizzera o il Regno Unito, quest’ultimo molto avanti nella campagna vaccinale non hanno lo stesso slancio.


In Italia mentre la campagna vaccinale stenta a decollare, il Ftemib fornisce dei chiari segnali di forza che potrebbero protrarsi nei prossimi mesi ridando slancio al listini domestico, senza direzione ormai da 12 anni, anche grazie al lavoro sotto traccia di Draghi che parla poco ma che effettivamente sta muovendo sottotraccia un paese immobile da decenni


Per la settimane entrante, che segna l’inizio della pubblicazione delle trimestrali delle aziende statunitensi, grande attenzione deve essere ancora posta sui dati macroeconomici americani in particolare quelli sulla disoccupazione che potrebbero confermare un surriscaldamento dell’economia e all’andamento sia del prezzo del petrolio vero barometro dell’economia, che del Bitcoin termometro della propensione al rischio degli investitori

 


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