L’arrivo di Draghi porta una notevole ventata di ottimismo sul mercato azionario italiano, in particolare sul comparto bancario, alimentando da un lato la speranza di un cambiamento di passo anche nei riguardi dei piani di sviluppo con i soldi dell’Unione Europea e dall’altro la speranza che vengano chiuse numerosi questioni ancora aperte
Gli indici azionari degli Stati Uniti si riprendono velocemente dalla debolezza vista ad inizio mese ed salgono su nuovi massimi assoluti, in un clima idilliaco ed euforico grazie ai tassi bassi e speranze di un piano fiscale da 1900 miliardi che butterà ancora più liquidità nel sistema. Il pessimo dato sull’occupazione dello scorso venerdi rinfocola l’entusiasmo sulla base del concetto “tanto peggio, tanto meglio” cosi come vengono messi in secondo piano le problematiche legati ai vaccini e alle varie varianti del Virus
Normalmente è proprio quando il quadro diventa cosi positivo e tutti guardano dalla stessa parte che si formano le bolle che poi esplodono a seguito di un evento inatteso
Al momento tutto però volge al bello come dimostra il barometro rappresentato del prezzo del petrolio Wti arrivato a ridosso di quota 60 dollari dai 34 minimi di inizio novembre, dal cambio Euro/Dollaro che si mantiene sopra 1,1900 ed il Dax salito su nuovi massimi assoluti, mentre non vengono prese in considerazioni le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina.
Tornando in Italia prosegue la discesa dello Spread che dovrebbe arrivare tra 85 e i 90 punti base grazie a supermario Draghi spingendo al rialzo il comparto bancario. Attenzione in settimana priva di grandi dati economici ad alcuni importanti trimestrali come quella di Unicredit giovedi
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