Riparte al rialzo Wall Street dopo una settimana di consolidamento a ridosso dei massimi assoluti. I listini americani stanno vivendo una situazione per tanti aspetti magica ed irripetibile grazie a tassi bassi, forte liquidità, stimoli fiscali ed un miglioramento della campagna vaccinale che lascia intravedere buone aspettative di un prossimo ritorno alla normalità e ripresa economica. Il rialzo del prezzo del petrolio con il Wti tornato sopra i 60 dollari, anche grazie alle temperature rigide che ne hanno impedito la produzione in Texas, e il cambio Euro/Dollaro sopra 1,19 testimoniano questa fase improntato al “risk on”. L’unica problematiche si staglia sullo sfondo nei prossimi mesi che tutto questo possa portare ad un surriscaldamento dell’economia con conseguente aumento dei tassi. Le minute dell’ultima riunione della Fed e il dato sulle vendite al dettaglio previste per mercoledi forniranno maggiori delucidazioni al riguardo
L’Europa guarda a Wall Street con il Dax tornato anche esso sui massimi assoluti ed ad un miglioramento della campagna vaccinale, unico metodo per avere un ripartenza economica consistente e sfruttare cosi il forte recupero cinese. Sullo sfondo rimane sempre l’implementazione del Recovery Fund e le sue tempistiche ancora da definire. Al momento il rafforzamento dell’Euro contro il Dollaro, destinato ancora a continuare, non preoccupa l’Eurozona anche se potrebbe avere un impatto sulle esportazioni rallentando la ripresa.
L’insediamento del Governo Draghi ha permesso un ulteriore netta riduzione dello spread dando spinta al comparto bancario/assicurativo che più era rimasto indietro negli ultimi tempi. Questo assieme al comparto energetico in grande spolvero sta sostenendo il Ftsemib per ritorni verso i livelli visti lo scorso febbraio. Unico motivo di preoccupazione viene dalla costante litigiosità delle forze politiche italiane gia attive prima ancora che il nuovo premier abbia esplicitato il programma e che potrebbe rallentare la sua azione
Nel frattempo continua il rafforzamento generale delle cryptovalute con il Bitcoin arrivato a ridosso di 50000 dollari grazie in particolare agli investitori istituzionali che lo hanno sdoganato rendendolo un asset di investimento “normale” su cui far affluire la forte liquidità presente anche per diversificare il portafoglio
Pur evidenziando qualche caratteristica tipica delle formazioni delle bolle, al momento non si intravedono rischi all’orizzonte per i mercati azionari anche se l’impressione è che mai come quest’anno il detto “sell in may and go away” sarà particolarmente appropriato
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